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La tecnologia? Non è la prova della nostra super intelligenza.


Il fatto che i nostri antenati siano stati in grado di realizzare attrezzi complessi non prova che avessero piena comprensione di come utilizzarli né abilità superiori di ragionamento: è piuttosto un’evidenza di come è cresciuta la conoscenza generazione dopo generazione.

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LA RUOTA. La produzione del fuoco. Asce, accette, clave. E ancora: la rotazione delle colture, la scrittura, la numerazione, la moneta. Invenzioni e scoperte che, senza tema d’iperbole, hanno cambiato per sempre la storia del genere umano. E che, un po’ ingenuamente, siamo talvolta portati a immaginare come frutto di occasionali lampi di genio dei nostri antenati, dotati di un ingegno fuori dal comune. Ma a spoetizzarci arriva un nuovo studio, appena pubblicato da un’équipe di ricercatori della University of Exeter, nel Regno Unito, che svela come il fatto che i nostri predecessori siano stati in grado di mettere a punto strumenti e tecnologie complesse non prova necessariamente che fossero dotati di abilità superiori di ragionamento, né addirittura che avessero piena comprensione del funzionamento dei manufatti realizzati. Al contrario, dicono gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, le grandi scoperte e invenzioni del passato sono state probabilmente frutto di un “accumulo di minimi miglioramenti da una generazione all’altra”, cui non è stato necessariamente correlato un aumento delle conoscenze e della comprensione. Non è un’idea del tutto nuova: stando alla cosiddetta ipotesi della nicchia cognitiva, infatti, le tecnologie complesse sarebbero per l’appunto il frutto della raccolta di piccoli – e spesso incompresi – avanzamenti, passati da una generazione all’altra grazie un’impalpabile trasmissione culturale. L’intelligenza è ovviamente importante per l’adattamento umano, ma da sola non è sufficiente. È anche la nostra capacità di imparare dagli altri a rendere possibile l’evoluzione culturale cumulativa che ha portato al superbo adattamento – ancora non del tutto compreso – e allo sviluppo di strumenti che hanno consentito alla nostra specie di sopravvivere e diffondersi.

 

 

 

 

https://www.repubblica.it/scienze/2019/04/01/news/il_progresso_non_sempre_frutto_della_nostra_super_intelligenza-223051883/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1

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Il Topolino “made in Italy” ha 70 anni.


Nell’aprile 1949 il primo albo.L’avventura del topo nel nostro Paese è cominciata in realtà nel 1932 con una prima testata pubblicata dall’editore fiorentino Nerbini, ma è appunto nell’aprile del 1949 (il 7 per la precisione) che nasce l’albo in formato “libretto”, quello che sfogliamo ancora oggi, all’epoca pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore.

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Nel corso della sua vicenda editoriale Topolino è passato nel 1988 alla Walt Disney Italia e, dal 2013, a Panini Comics. Decenni che hanno definito quella “via italiana alla Disney” conosciuta del mondo: grandi autori, grandi storie, sviluppo dei personaggi classici e invenzione di nuovi eroi. Inizialmente, la casa editrice scelse la pubblicazione mensile ma poi il grande successo di pubblico consentì prima la trasformazione in un quindicinale e poi in un settimanale. Era il giugno 1960 quando Topolino diventò un settimanale e il 1967 quando fu introdotto il dorso giallo. Da allora le pubblicazioni non si sono più interrotte e il fumetto è diventato un fedele compagno di tanti milioni di italiani.

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Su queste pagine sono nate le “grandi parodie” Disney, a partire da quell’ “Inferno di Topolino” che, proprio nel 1949 ha portato, come mai prima di allora, la nostra letteratura nel mondo disneyano. Nella rivisitazione della Divina Commedia di Guido Martina (testi) e Angelo Bioletto (disegni), Pippo era Virgilio, Topolino Dante e le didascalie erano scritte in terzine. Sono seguiti omaggi e storie ispirate a classici, soprattutto italiani (i “Promessi sposi” ad esempio sono diventati “Promessi paperi” nel 1976 e “Promessi topi” nel 1989) ma non solo: l’Odissea è stata rivisitata nel 1961, sempre a firma di Martina, ma anche in una nuova saga pubblicata lo scorso anno.

 

 

 

https://www.repubblica.it/robinson/2019/04/02/news/topolino_70_anni_-223120019/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1

https://www.mondofox.it/2019/04/02/topolino-il-settimanale-compie-70-anni-e-festeggia-con-un-edizione-speciale/