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Earth Day. Ancora troppi ritardi per l’ambiente: il 75% del suolo del pianeta è degradato


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L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile.

Il consumo di suolo in Italia è aumentato del 180% dagli anni ’50 ad oggi, ma il nostro Paese attende da tanti anni una legge per il suo contenimento. E la situazione non è rosea neanche a livello mondiale dove più del 75% del suolo del pianeta è estremamente degradato ed entro il 2050 potrebbe coinvolgere addirittura il 95% della superficie. Non soltanto suolo degradato, ma dobbiamo fare i conti anche con l’allarme deforestazione: ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta e se non cominciamo a fare qualcosa nel concreto, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta. Stiamo vivendo una situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, a cominciare dal fatto che siamo ancora troppo legati ai combustibili fossili e ancora troppo poco alle fonti di energia rinnovabile. Dovremmo ridurre drasticamente – le emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ecosistema e sfruttare le energie alternative, come per esempio la geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile e grazie ad essa si potrebbe soddisfare il 50% dei nostri consumi energetici.  Il nostro Paese è in ritardo dal punto di vista ambientale lo dimostrano anche le 17 procedure di infrazione dell’Unione europea a carico dell’Italia per sospetta violazione delle norme ambientali, la maggior parte delle quali legate alle discariche abusive, alla gestione dei rifiuti e al mancato trattamento delle acque reflue urbane.

 

 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/earth-day-ancora-troppi-ritardi-per-ambiente-il-75-cento-del-suolo-del-pianeta-degradato-7a1bb87d-87c5-493a-9b3d-3153ab130f49.html

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Nel giorno della Resurrezione


Un’azione pianificata nei minimi dettagli per colpire il turismo e i luoghi della cristianità. Nello Sri Lanka un’allerta del capo della polizia dello Sri Lanka – Pujuth Jayasundara – era stata diffusa a livello nazionale l’11 aprile scorso ed era basata su una segnalazione di un’agenzia di intelligence straniera.

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Nel Paese i cristiani sono il 7,4% della popolazione. Lo Sri Lanka è stato per decenni in guerra con i separatisti Tamil fino al 2009. Nell’ultimo anno, riferisce la Reuters, si sono verificati 86 episodi di discriminazione, minacce e violenze contro i cristiani, secondo la National Christian Evangelical Alliance (Nceasl), 26 nel 2019, tra cui un tentativo di monaci buddisti di interrompere una funzione domenicale. Il 70% dei 22 milioni di abitanti è buddista, il 12,6% indù, il 9,7% musulmana. Anche di recente le tensioni avevano riguardato tutti i gruppi religiosi: i cristiani avevano parlato di crescenti intimidazioni da parte di monaci buddisti estremisti; l’anno scorso c’erano stati scontri tra la maggioranza dei buddisti cingalesi e la minoranza di musulmani con alcuni estremisti buddisti che accusavano i musulmani di conversioni forzate all’Islam.

Una delle chiese colpite è il santuario di Sant’Antonio, le altre due chiese si trovano una a Negombo, città a maggioranza cattolica a nord della capitale, e l’altra nella città orientale di Batticaloa. Mentre i tre alberghi sono a Colombo, frequentati da turisti stranieri, e si tratta di strutture a cinque stelle: Cinnamon Grand, Kingsbury e Shangri-La.

 

 

 

https://www.huffingtonpost.it/2019/04/21/sri-lanka-cronaca-di-unecatombe-annunciata_a_23715038/?utm_hp_ref=it-homepage