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Le donne dei Cervi: Genoeffa Cocconi e Maria Cervi.


“…il padre è forte e rincuora i nipoti / dopo un racconto ne viene un altro / ma io sono soltanto una mamma / o figli cari / vengo con voi”.

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Sono i versi finali della celebre epigrafe dedicata da Piero Calamandrei a Genoeffa Cocconi. Mamma Cervi scompare a 68 anni il 15 novembre 1944, a seguito della prostrazione per la perdita dei figli, e di un ulteriore assalto fascista alla casa un mese prima. La narrazione ci ha consegnato una figura dolente, vinta dal crepacuore. MaGenoeffa non è “soltanto una mamma”: è la reggitrice delle sorti domestiche, così come la custode dell’etica credente in una casa attraversata dalla passione politica. Da lei vengono i primi libri che i figli maneggiano, è la sua voce nella stalla a donare il piacere della lettura. E’ sempre lei che regge l’ansia del pericolo costante per l’attività clandestina, il rifugio degli sbandati, fino a portare il peso del segreto di fronte al convalescente Alcide, di ritorno dal carcere e ignaro della fucilazione.

Tra i nipoti (il riferimento genealogico rimane Papà Cervi), la più grande è Maria, la prima figlia di Antenore.

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Un’altra donna centrale della storia di casa, legata alla crescita dell’Istituto Cervi e agli ultimi decenni. Mentre il Museo Cervi è diventato ormai patrimonio pubblico, la memoria familiare si sovrappone e si sublima nell’attività culturale e scientifica dell’Istituto dedicato ad Alcide. Maria Cervi, che a questo progetto aveva dedicato buona parte della sua vita, e che aveva retto sulle sue spalle buona parte della memoria elaborata della famiglia, si spegne nel 2007.

 

 

 

LE DONNE DEI CERVI

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Gli integratori alimentari non vi allungheranno la vita.


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Se si vuole vivere a lungo bisogna preoccuparsi  di mangiare bene e di non recarsi troppo spesso in farmacia, a caccia della pillola «miracolosa». La dieta è un elemento chiave della prevenzione. Ma a fare la differenza è ciò che si mangia, perché i nutrienti assunti in questa maniera hanno con ogni probabilità un effetto diverso (e un’efficacia maggiore) rispetto a quelli concentrati negli integratori. Queste almeno sono le conclusioni di un ampio studio epidemiologico apparso sulle colonne della rivista «Annals of Internal Medicine», che conferma quanto emerso a più riprese negli ultimi anni: in chiave preventiva, gli integratori  non sono in grado di svolgere lo stesso effetto garantito da una dieta equilibrata. Alla luce di queste conclusioni, occorre fare alcune precisazioni. Chi assume gli integratori per far fronte a una carenza di nutrienti documentata, dettata da una malattia o da una scelta etica (veganesimo, per esempio), deve continuare a farlo sotto l’egida di uno specialista. Il messaggio punta invece ad arrivare soprattutto alle orecchie dei consumatori sani che pensano di trovare l’elisir di lunga vita in una pillola. È la qualità complessiva della dieta a fare la differenza, semmai.

 

Ricerca condotta su oltre 27mila adulti statunitensi. Le vitamine A, K e D non devono mai essere assunte in eccesso.

 

 

 

https://www.lastampa.it/2019/04/23/scienza/gli-integratori-alimentari-non-vi-allungheranno-la-vita-2D5Ho2vPgx5ncHqdVpAOXP/pagina.html