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I 70 anni dei tascabili


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Il tascabile è la cartina di tornasole della libertà di un Paese.  Con la nascita del ‘tascabile’, come si chiamava allora, il libro cessava di essere per molti cittadini oggetto inaccessibile, da custodire gelosamente negli scaffali delle biblioteche o del salotto di casa. Il prezzo, le dimensioni, la copertina morbida, l’ampio numero di titoli e di autori disponibili resero il ‘tascabile’ un formidabile veicolo del sapere, scientifico e letterario, attirando alla lettura un numero sempre più ampio di persone, specialmente tra i giovani.  Il mercato italiano del tascabile vale complessivamente il 17% del libro in termini di fatturato: il 68% del valore è composto dai titoli di fiction, il 26% dalla non fiction e il 6% dai libri per ragazzi, mentre il prezzo medio è di 10,2 euro, stabile negli ultimi due anni.Dalla nascita della Bur nel 1949 che costava 50 lire ogni cento pagine e aveva una veste sobria ed elegante, con testi rigorosamente integrali, i tascabili «grigi» hanno cambiato per sempre il panorama dell’editoria nazionale.

 

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2019/05/12/i-70-anni-della-bur_d098e052-8b8c-4ffb-ae36-53ee77d5791e.html

https://www.ilmessaggero.it/spettacoli/cultura/tascabili_bur_biblioteca_universale_rizzoli_salone_del_libro_torino-4486761.html

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La Sanità non funziona senza infermieri


12 maggio si celebra nel mondo la Giornata internazionale dell’infermiere; non è una data casuale. Nel 1820 nasceva a Firenze Florence Nightingale, considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, in quanto fu la prima ad applicare il metodo scientifico attraverso l’utilizzo della statistica. Propose inoltre un’organizzazione degli ospedali da campo.

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Dati più recenti dicono che gli “attivi” sono 371mila circa, i disoccupati poco più di 16mila. Chi lavora  lo fa soprattutto negli ospedali (288mila), poi negli studi medici (31mila) e nelle strutture di assistenza residenziale (30mila). Circa 14mila infermieri lavorano in altri servizi di assistenza sanitaria, 4mila in strutture non residenziali e altri 4mila in altre attività economiche diverse dalla sanità. Oltre il 96% degli attivi è dipendente, poco meno del  5% autonomo. La maggior parte (280mila) sono donne e il 66% degli attivi ha un’età compresa tra 35 e 54 anni, con il 36,5% che si concentra tra i 45 e i 54 anni. Gli infermieri sono meno “precari” di altre professioni:  il 6,1% contro il 15,9%, ma l’occupazione femminile che prevale su quella maschile è anche decisamente più precaria. Nelle altre professioni le differenze nella quota di lavoro precario tra uomini e donne sono invece molto contenute. E che la disoccupazione e la precarietà colpisca soprattutto i giovani, soprattutto per colpa dei blocchi del turn over nei servizi pubblici e per la difficoltà attuale ad accedere a una libera professione strutturata e organizzata, lo dimostrano le età medie degli infermieri: circa 45,5 anni per quelli “stabili” (ma nel Ssn l’età media aumenta a 49 anni e in alcune Regioni del Sud e in piano di rientro dove i blocchi al personale sono più rigidi, le differenze raggiungono anche 8 anni di età superando i 50), 31 anni per i precari.  Per i dipendenti la soluzione è quella ormai nota da anni: sblocco del turn over, stabilizzazione dei precari e riapertura delle assunzioni.

 

 

http://www.lasesia.vercelli.it/stories/vercelli/24805_vercelli_la_sanit_non_funziona_senza_infermieri/?fbclid=IwAR2H1mEM1aHtZlP6yGj2B9v1hJLe6eA4sYkDrY_PwP7qxaAhejlXHDGK5U4

#SiamoNoi, la Giornata Internazionale dell’Infermiere 2019

https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/102000802

http://www.fnopi.it/attualita/infermieri-gli-italiani-li-apprezzano-ma-crisi-e-carenze-mettono-a-rischio-ospedale-e-territorio-id2093.htm