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Anziana restaura murale a Orgosolo.


Anziana di Orgosolo che restaura i murales

Un’anziana di Orgosolo (Nuoro) si unisce a un gruppo di artisti e compaesani e, pennelli e colori in pugno, dà una mano a rinfrescare un murale storico del paese barbaricino, quello che ritrae i padri nobili del comunismo: Marx, Engels, Lenin e Antonio Gramsci, nella via del paese intitolata proprio a Gramsci.   I murales a Orgosolo sono la cosa più democratica che ci sia: tutti aiutano a realizzarli e a restaurarli. Ognuno ha il suo ruolo, fosse anche solo quello di posizionare una scala e tutti contribuiscono a mantenere vivo il  patrimonio artistico,  e la storia del paese.

 

 

 

 

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/06/09/anziana-restaura-murale-a-orgosolo_a42c6d2f-49fd-444e-adea-363a7f0d8819.html

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2 giugno 1946, le donne italiane finalmente al voto.


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Nell’immaginario collettivo le lunghe file di donne, eleganti o con abiti modesti, mamme col pupo in braccio o magnifiche come Anna Magnani colta nell’atto di sigillare la scheda prima d’imbucarla nell’urna, sono tutte immagini associate al 2 giugno ’46 e al primo voto delle donne italiane, dimenticando che il 10 marzo avevano già votato per le amministrative; una seconda tornata, ben più consistente, si avrà il 10 novembre. È comunque giusto legare il ’46 al primo voto femminile, mettendo in primo piano referendum e Assemblea costituente.

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Il diritto di voto scardinò la separazione fra pubblico e privato dando un nuovo significato all’identità femminile, sia valorizzando i ruoli tradizionali come la maternità, sia proiettando la donna nella vita pubblica. Ma dai diritti politici alla pienezza di quelli civili il percorso fu lungo e accidentato; basti ricordare che negare l’accesso alla magistratura sarà considerato una vendetta postuma al diritto di voto. Lo stesso giurista Vezio Crisafulli sostiene che le radici di tale resistenza siano culturali e non giuridiche: «Anche in molti che non sono affatto … retrivi e codini, l’idea di essere giudicati da donne provoca un senso di fastidio, nel quale confluiscono moventi irrazionali … e persino veri e propri complessi ancestrali; né ho ritegno a confessare che una tale reazione istintiva e emozionale, la conosco bene io stesso, per esperienza diretta». Il diritto al voto fu una conquista delle donne, non una concessione, non lo si ricorda mai abbastanza.  Le donne italiane affluirono in massa alle urne: per loro era la fine della lunga e faticosa marcia verso i pieni diritti politici. oggi, in tempi di  astensionismo e disinteresse, quelle immagini fanno un certo effetto. 

 

 

L’anno in cui le donne fecero l’Italia

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Salina: scompare la spiaggia de ‘Il Postino’, l’ultimo film di Massimo Troisi


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Sta scomparendo la spiaggia de “Il Postino”, l’ultimo film girato da Massimo Troisprima di morire. Nella scena del film di Machael Radford si vedono il postino Troisi e il poeta Philippe Noiret scagliare i ciottoli di Pollara nel mare di Salina, suggello di un’amicizia cementata dalla comune passione per la poesia e la politica.

Ora la spiaggia di Pollara, a Malfa, comune dell’isola di Salina, nelle Eolie, è pressoché scomparsa, ridotta a pochi metri di sassi battuti dalle onde. La spiaggetta, che si raggiunge con scale e persino fori scavati nel tufo, è oramai divorata dall’inesorabile processo di erosione del mare ma anche dal ripetuto crollo dei massi che, staccandosi dal costone sovrastante, l’hanno quasi seppellita.

Nel ’94, quando il film è stato girato, la spiaggia era larga 10 metri, oggi poco più di due-tre metri. Un disastro ecologico annunciato da ripetuti segnali d’allarme, ma nessuno è mai corso ai ripari.  Si è documentato con una serie di fotografie i tanti turisti che, prima di lasciare Salina, si portano a casa come souvenir sacchi di sabbia e pietruzze prelevati proprio da quei luoghi senza che nessuno intervenga.

“Cala Troisi”, così è stata ribattezzata, sta scomparendo anche per un’altra ragione: le migliaia di barche che affollano quello specchio di mare si fermano a pochi metri dalla spiaggia e con il movimento delle eliche risucchiano e trascinano porzioni di sabbia sottraendole alla spiaggia, accelerandone così l’erosione.

Eppure esistono ordinanze della Capitaneria di Porto di Lipari, in forza delle quali a Pollara le imbarcazioni devono fermarsi ad almeno 150 metri dalla battigia. Il costone che sovrasta la spiaggia di Pollara continua a venir giù e in estate ha causato seri danni almeno a una trentina di bagnanti, assicurano alla guardia medica dell’isola. A parte il ricordo del film, spiace constatare che la natura non venga tutelata.

“Il Postino” fu l’ultimo film di Massimo Troisi, ambientato a Ischia ma girato in diverse isole: aPantelleria le scene con l’attore campano in bicicletta, a Salina quelle sul mare e a Procida per le scene del locale. E’ la storia del poeta cileno Pablo Neruda che chiese asilo politico e si trasferì nell’isola dove conobbe il postino, impersonato da Troisi.

Troisi è morto a Roma solo dodici ore dopo le ultime riprese. Due anni dopo “Il postino” viene candidato a cinque Premi Oscar, ma delle cinque nomination si concretizza solo quella per la migliore colonna sonora, scritta da Luis Bacalov, argentino naturalizzato italiano, scomparso  due anni fa.

 

 

 

Salina: scompare la spiaggia de ‘Il Postino’, l’ultimo film capolavoro di Massimo Troisi