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Lo sbarco in Normandia 75 anni fa.


Il destino non si decide mai in ventiquattr’ore, ma se non ci fosse stato il D-day la nostra vita sarebbe stata sicuramente molto diversa. Il 6 giugno del 1944, esattamente 75 anni fa, gli alleati sbarcarono infatti in Normandia, dando inizio alla liberazione dell’Europa dall’occupazione nazifascista durante la Seconda guerra mondiale.

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L’evento è passato alla storia come D-Day perché nel gergo militare inglese questo termine indica l’inizio di una missione. Molti lo conoscono anche come “il giorno più lungo” perché così lo ribattezzò Erwin Rommel, il generale nazista a capo delle forze tedesche, in un discorso con un suo sottoposto.Non si capì subito che quell’operazione avrebbe cambiato il corso degli eventi. Quel giorno migliaia di persone nelle truppe alleate rimasero ferite, 4..400  vennero uccise. Le perdite erano state ingenti soprattutto nella spiaggia di Utah e gli Alleati non riuscirono a raggiungere tutti gli obiettivi che si erano preposti. La notizia fu però diffusa alla radio come una grande vittoria e galvanizzò la Resistenza, dando nuovo slancio anche ai partigiani.

 

 

 

Cos’è stato lo sbarco in Normandia 75 anni fa (e perché si chiama D-day)

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Un malloppo di geni che potrebbe spiegare l’unicità dei sapiens.


Un gruppo di geni che si pensava ricoprisse funzioni simili anche in specie animali molto distanti sembra avere invece caratteristiche uniche nella nostra specie, e potrebbe racchiudere il segreto del nostro successo evolutivo. I geni in questione codificano per proteine chiamate fattori di trascrizione, che a seconda della loro struttura si legano a regioni diverse del DNA e lì regolano l’attività genetica, attivando o disattivando l’espressione dei geni. Alcune sottoclassi di fattori di trascrizione hanno funzioni molto più differenziate di quanto si credesse. Anche se simili, si legano a sequenze di DNA diverse, e regolano geni diversi: una caratteristica importante per determinare la differenziazione tra specie.

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La maggior parte delle differenze nei fattori di trascrizione umani è stata trovata nelle dita di zinco, sequenze proteiche che si “avvolgono” attorno al DNA: poiché gli organismi con una più vasta gamma di fattori di trascrizione hanno anche una maggiore diversità cellulare, è possibile che queste peculiarità siano alla base, per esempio,delle caratteristiche uniche del nostro cervello, del dismorfismo sessuale o della ricchezza del sistema immunitario umano.

 

 

 

 

 

https://www.focus.it/scienza/scienze/un-malloppo-di-geni-che-potrebbe-spiegare-unicita-sapiens

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Il segreto della Felicità è la Gentilezza: e ne bastano 12 minuti ogni giorno


Sembra infatti che compiere gesti amorevoli e avere pensieri gentili verso il prossimo per almeno 12 minuti al giorno, possa renderci più felici e contribuisca a far diminuire l’ansia.

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I risultati della ricerca appena pubblicata arrivano da un team di ricercatori della Iowa State University, ed i risultati sono appena stati pubblicati sul Journal of Happiness Studies.

La personalità non ha influenzato particolarmente i risultati,  dimostrando che la pratica della gentilezza è valida e mostra risultati in tutti i tipi di personalità, perché avere pensieri gentili nei confronti degli altri ha ridotto l’ansia e aumentato la felicità e l’empatia in tutti i partecipanti al di là delle loro caratteristiche di personalità

Il rimedio per quando si è di cattivo umore è di non concentrarsi sui noi stessi ma donare qualcosa agli altri, anche solo attraverso gentilezza e cordialità, e bastano poco più di 10 minuti al giorno. Un rimedio semplice che non richiede molto tempo”

 

Il segreto della Felicità è la Gentilezza: e ne bastano 12 minuti ogni giorno