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Vacanze Anni ’60


Negli anni ’60 non si vivono vere e proprie “smanie per la villeggiatura” di tipo goldoniano: le vacanze al mare in particolare diventano una vera e propria conquista sociale, che permette al semplice impiegato, all’artigiano e al pizzicagnolo, di piantare il proprio ombrellone accanto a quello del noto professionista, del capoufficio, dell’imprenditore; e magari, tra una chiacchiera e l’altra, stringere una specie di amicizia, perché, a contatto con la natura e tutti in costume da bagno, le differenze sociali si assottigliano, si ridiventa più umani.

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La famiglia tipo di quegli anni parte tutta insieme per le vacanze, un po’ perché la patente allora non si prendeva prima dei vent’anni, ma soprattutto perché di auto in una famiglia di medio reddito in genere ne bastava una, e grazie che ci fosse.Carica fino al tetto di valigie legate con gli appositi elastici e coperta di un nailon in caso di pioggia (che ogni tanti kilometri occorre fermarsi a rimboccare perché sbatacchia rumorosamente)la nuova Seicento o Millecento Fiat si immette fiduciosa per una delle tante nuovissime autostrade della penisola.

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Ma poiché la massa dei vacanzieri” si muove quasi tutta il giorno successivoalla chiusura delle grandi fabbriche del nord (e delle poche del sud), all’ingresso del primo casello è già coda di svariati kilometri. In genere non ci si altera più di tanto, l’italiano medio sa che questo è lo scotto da pagare per andare in ferie, e si sente comunque parte di un esercito di privilegiati.E la coda in autostrada è una sorta di “livella” sociale, che accomuna tutti i “cumenda” con la Maserati e gli operai calabresi che ritornano con la famigliola al paese natio. Tutti ad aspettare e pazientare, sbirciando nella macchina del vicino di coda o a prendere d’assalto il Treno del Sole.
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Per lo più ci si accontenta di mete non troppo lontane; per chi cala dal nord industriale va bene la Liguria, una pensioncina o una camera ammobiliata (casomai si dorme in tre nel lettone), se si può invece addirittura un appartamento in affitto. I prezzi sono ancora onesti ed accessibili a tutti, ma ci si deve accontentare magari di  una località deturpata dal cemento di un’edilizia turistica selvaggia, e di un mare (già allora) non troppo pulito.

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Ma a quel tempo non eravamo di certo consapevoli dei problemi dell’ecologia: non conoscevamo neppure la parola.

 

 

 

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