Pubblicato in: CRONACA

Street Art, la ‘Deposizione della verità’ di Sirante su Cucchi.


La vicenda di Stefano Cucchi protagonista dell’ultima opera di street art firmata da Sirante apparsa oggi a Roma, a Torpignattara, in via Natale Palli: “Dopo il lungo calvario giudiziario e il depistaggio da parte dello Stato, giungiamo finalmente alla deposizione della verità”.

stefanocu.jpg

 

 

 

http://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2019/07/11/street-art-la-deposizione-della-verita-di-sirante-su-cucchi_44c33916-0b23-4cc3-8623-42ea0fdbfbc7.html?fbclid=IwAR24TGtRjus3Zju5rDxakb-eGhOmjZFFvroqIcnAFAR1I3CCC4gAeLnljhk

Pubblicato in: CRONACA

La pubblicità ci rende più tristi


Per ventisette anni quattro economisti hanno indagato attraverso dei questionari la soddisfazione per la propria vita di 900mila cittadini di ventisette Paesi europei. Quindi hanno incrociato quei dati con quelli sugli investimenti pubblicitari.Ne è emersa  la conferma di un sospetto che negli studi di economia e sociologia aleggiava da più di un secolo, anche se poche ricerche lo supportavano: la pubblicità ci rende più tristi. Il livello di investimenti pubblicitari in un Paese, infatti, ha una correlazione negativa con la soddisfazione dei suoi abitanti.

times-square-664327.jpg

I risultati scientifici si fermano qui. I ricercatori ammettono di non essere in grado di definire il “meccanismo causale” tra l’aumento deglla pubblicità e il calo della soddisfazione. Anche su questo argomento, però, le ricerche vanno avanti da tempo. Negli anni ’70 l’economista americano Richard Easterlin aveva dimostrato che le società non diventano più felici con l’aumento della ricchezza media. Anzi, superato un certo livello di benessere, la felicità tende piuttosto a diminuire.

È un’evidenza fin banale: gli individui hanno preferenze relativistiche, cioè misurano la loro felicità in base a quella di chi è attorno a loro. L’aumento del benessere personale non migliora la soddisfazione se non c’è un miglioramento rispetto alle condizioni degli altri. In questo senso la pubblicità è potente: può avere l’effetto positivo di aiutare le persone a fare scelte di consumo più consapevoli, ma anche quello negativo di stimolare desideri non realizzabili e quindi generare insoddisfazione. I risultati di questa ricerca spingono a pensare che, in un bilancio complessivo, gli effetti negativi superano quelli positivi.

 

 

https://www.avvenire.it/economia/pagine/effetti-pubblicita-soddisfazione-vita