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Il cambiamento climatico ci porterà indietro alla Preistoria


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Circa 50 milioni di anni fa, agli inizi dell’Eocene, quando ancora l’Uomo non aveva fatto la sua comparsa sulla Terra, il clima era molto più caldo e umido di quanto non sia ai giorni nostri, e le regioni artiche erano coperte non di ghiaccio, ma di fitte e paludose foreste. Insomma, clima e paesaggi di un lontano passato che però, secondo un team di ricercatori americani, potrebbero rappresentare anche il nostro prossimo futuro!

Gli scienziati infatti hanno confrontato le più credibili simulazioni del clima futuro con le ricostruzioni delle condizioni climatiche del passato, andando a cercare eventuali analogie. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato condotto utilizzando le simulazioni di alcuni dei principali modelli climatici che hanno contribuito anche al più recente rapporto del IPCC.

Le elaborazioni al computer sono state condotte considerando due differenti scenari di sviluppo socio-economico: uno più pessimista, che descrive una situazione in cui le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare, senza alcuna sorta di contenimento, e uno relativamente più ottimista, in cui invece si ipotizza già nell’immediato futuro un rallentamento nell’utilizzo di combustibili fossili e, nella seconda parte del secolo, una graduale riduzione delle emissioni.

Ebbene, i risultati di queste simulazioni suggeriscono che entro 10-20 anni in molte regioni del Pianeta le condizioni climatiche saranno paragonabili a quelle che si osservavano nel Medio Pliocene, circa 3 milioni di anni fa: quindi un clima caratterizzato, rispetto a oggi, da temperature medie planetarie dai 2 ai 3,8 gradi più alte. In particolare le nuove eccezionali condizioni climatiche verrebbero raggiunte entro il 2030 nel caso dello scenario più pessimista, e appena 10 anni più tardi, nel 2040, nell’ipotesi di una parziale mitigazione delle emissioni.

Clamorosi poi i risultati delle proiezioni su tempi più lunghi. Nell’ipotesi in cui non vengano adottate efficaci misure di mitigazione, i cambiamenti climatici risulterebbero letteralmente sconvolgenti: entro il 2100 infatti in alcune aree del Pianeta l’orologio climatico tornerebbe indietro all’ultima fase dell’Eocene, e per il 2200 quasi tutta la Terra scivolerebbe indietro di circa 50 milioni di anni, con condizioni climatiche non molto differenti da quelle in cui hanno vissuto gli ultimi dinosauri!.

Il brusco ritorno al clima preistorico avverrebbe prima nelle aree più interne dei continenti, per poi estendersi anche alle regioni costiere, e risulterebbe più marcato nelle terre poste alle medie e alte latitudini. Per di più, sempre nell’ipotesi che non venga posto alcun freno alle emissioni di gas serra, entro il 2200 circa il 9% della superficie terrestre potrebbe trovarsi ad affrontare condizioni climatiche rivoluzionarie, mai vissute prima!

 

 

 

https://www.meteogiuliacci.it/clima/il-global-warming-ci-porter%C3%A0-indietro-alla-preistoria?fbclid=IwAR0TMFRyht5rCbmJRDoXFdlpDl8MpyTN-248CFdJQA7iePXGz41O0B23_zw

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Francesco Saverio Borrelli, il magistrato simbolo della lotta alla corruzione.


Francesco Saverio Borrelli, il magistrato il cui nome è legato da sempre al pool di Mani Pulite, è morto oggi nell’hospice Floriani dell’Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato. Borrelli era nato a Napoli il 12 aprile del 1930, era entrato in magistratura nel 1955 e quasi tutta la sua carriera si è svolta nelle aule del tribunale di Milano, fino a quel suo discorso da procuratore generale della Corte d’Appello, nel 2002, che si concludeva con una parola ripetuta tre volte, un appello per l’indipendenza della magistratura rimasto famoso: “Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave”.

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Alla guida della Procura milanese, esercitata  per undici anni fino al 1999, era stato chiamato nel 1988. Mai avrebbe immaginato, come lui stesso ha più volte ricordato, che quattro anni dopo si sarebbe aperta una delle più decisive stagioni di inchieste sulla corruzione e sui rapporti illeciti politica-affari della storia italiana. Mani Pulite, con l’inchiesta sulla famosa mazzetta incassata da Mario Chiesa al Pio Albergo Trivulzio, scoppiò nel febbraio del 1992.

Nella storia italiana, anche quando si parla di Borrelli, esiste un prima e c’è un dopo. Sua la firma sotto il primo avviso di garanzia a Bettino Craxi, o sotto il mandato di comparizione del 1994 a Roma per Silvio Berlusconi, impegnato al G7 di Napoli. Nessuno dimentica il suo appello alla classe politica prima della campagna elettorale del 1993: “Se hanno scheletri nell’armadio li tirino fuori, prima che li troviamo noi. Si candidi solo chi ha le mani pulite”.

 

 

 

 

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/20/news/francesco_saverio_borrelli_milano_mani_pulite_tangentopoli-230778159/

https://www.repubblica.it/politica/2019/07/20/news/morte_francesco_saverio_borrelli-231625326/?ref=drac-2