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Il pensiero magico dei bambini.


Il pensiero magico è animistico e distorce lo spazio e il tempo: i bambini trattano gli oggetti inanimati alla stregua di persone e credono che gli altri possano conoscere i loro pensieri; Tutto questo aiuta lo sviluppo del bambino, proteggendolo dall’ansia. Il bambino riesce a formulare spiegazioni creative, capaci di rassicurarlo. Se non ci fosse questo “salvavita”, il bambino si troverebbe assolutamente inerme e sottoposto ad un’ansia fortissima.

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Il pensiero magico è dominante fino ai sette anni di età poi, gradualmente, viene sostituito dal pensiero logico razionale, ma non muore con l’infanzia; anche in età adulta abbiamo i nostri “momenti magici”. Il pensiero magico non va represso, ma compreso e rispettato.

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Un cucciolo di farfalla non è una farfallina, ma un bruco. Un bruco! Il bruco è un insetto completamente diverso dalla farfalla, sua forma adulta. È radicalmente diverso. Con i bambini accade lo stesso: il pensiero magico che li muove è per noi difficile da comprendere e molto, molto diverso dal nostro pensiero.
Una farfalla non potrebbe mai pretendere che i suoi bruchi la seguano in volo. Allo stesso modo, noi non possiamo in alcun modo pretendere che i bambini seguano il nostro pensiero logico. Non è nelle loro corde, non è alla loro portata. Un giorno, tra dieci anni, potranno farlo, ma adesso no.
E allora, dobbiamo portare pazienza e fare un esercizio di rispetto: anche se i bambini pensano in modo diverso dal nostro, il loro cervello emotivo è agile e frizzante. Se li rispettiamo e se ci sforziamo di guardare il mondo dalla loro prospettiva, lo capiranno e lo apprezzeranno.
Un buon esercizio è proprio quello della farfalla: immaginiamo di essere delle farfalle, e di avere vicino a noi dei bruchi meravigliosi e variopinti; come potremmo interagire con loro?

 

 

 

 

Il pensiero magico dei bambini

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Il viaggio dell’ingiustizia.


Nell’agosto di 400 anni fa lo sbarco dei primi schiavi africani in Virginia.

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Nell’agosto del 2019 ricorre il 400° anniversario dell’arrivo dei primi schiavi africani in quelle colonie inglesi che oggi sono note come Stati Uniti d’America: era il 1619. Il Congresso americano ha creato una commissione speciale che, insieme alla Presidente della Camera dei Rappresentanti, si è recata nello stato africano del Ghana. Incontrando il Presidente del Paese, Nancy Pelosi si è congratulata per l’iniziativa ‘L’Anno del Ritorno’ promossa dal governo ghanese: grazie ad alcuni incentivi, infatti, per tutto il 2019 le persone di origine africana potranno visitare più facilmente l’Africa e riscoprire così la propria storia.

Il 24 febbraio del 2007 l’assemblea generale della Virginia   ha passato all’unanimità la risoluzione 728, con la quale ha riconosciuto «…con profondo rammarico la servitù involontaria degli africani e lo sfruttamento dei nativi americani, e chiediamo la riconciliazione con tutti gli abitanti della Virginia».Con questo testo la Virginia è il primo degli Stati negli USA ad aver riconosciuto ufficialmente il proprio ruolo negativo nella schiavitù americana.Il 30 luglio 2008 la Camera dei rappresentanti ha presentato un testo ufficiale, con il quale si porgono le scuse per la schiavitù e le conseguenti discriminazioni razziali consentite legalmente.

 

 

 

 

 

https://video.repubblica.it/mondo/il-viaggio-dell-ingiustizia-nell-agosto-di-400-anni-fa-lo-sbarco-dei-primi-schiavi-africani-in-virginia/340909/341498?ref=RHRD-BS-I0-C6-P1-S10.6-T1

https://riforma.it/it/articolo/2019/03/01/un-libro-devozionale-i-400-anni-dallarrivo-dei-primi-schiavi-negli-stati-uniti

https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavit%C3%B9_negli_Stati_Uniti_d%27America

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