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Mafia, trent’anni fa l’omicidio del poliziotto Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio.


“A trent’anni dalla loro uccisione non c’è ancora una verità sui responsabili e sul perché di quegli atroci delitti. Dobbiamo ricordare l’agente di polizia Antonino Agostino  e la giovane moglie Ida non soltanto perché è un dovere commemorare le vittime della violenza mafiosa, ma per un obbligo morale di appagare il desiderio di verità per papà Vincenzo e mamma Augusta, che da cinque mesi non c’è più, dopo un’esistenza spesa alla ricerca di giustizia per i loro cari”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel trentesimo anniversario dell’omicidio del poliziotto Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, avvenuto a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989.

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Antonino Agostino stava indagando sul fallito attentato dell’Addaura : il 21 giugno 1989  alcuni agenti di scorta trovarono su una spiaggia dell’ Addaura  un borsone contenente cinquantotto candelotti di tritolo. In quella stessa spiaggia si trovava la villa di Giovanni Falcone, obiettivo del fallito attentato. Sicuramente Agostino aveva scoperto qualcosa di importante su quel borsone-bomba dell’ Addaura e per questo è stato eliminato. Attualmente i mandanti e gli esecutori dell’omicidio di Agostino e della Castelluccio sono ignoti.  Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, dal giorno del duplice omicidio non si è più tagliato la barba come forma di protesta contro l’occultamento della verità sulla morte del figlio e della nuora.

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Secondo il Pentito di mafia  Giovanbattista Ferrante,  Totò Riina ordinò un’indagine interna a Cosa Nostra  per individuare i responsabili dell’omicidio del poliziotto, ma «Anche lui non riuscì a sapere nulla». Il collaboratore di giustizia Oreste Pagano ha dichiarato che «è stato ucciso perché voleva rivelare i legami mafiosi con alcuni della questura di Palermo. Anche sua moglie sapeva: per questo hanno ucciso anche lei».

 

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https://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Agostino

 

 

 

Mafia, trent’anni fa l’omicidio del poliziotto Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio

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6 AGOSTO, NEL 1945 GLI USA LANCIANO LA BOMBA ATOMICA SU HIROSHIMA


Nel 1945, nelle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti d’America lanciano la prima bomba atomica della storia, sul Giappone, precisamente sulla città di Hiroshima: era il 6 agosto, alle ore 08:15 del mattino.

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L’utilizzo della bomba atomica scosse l’opinione pubblica, che si divise trafavorevoli ed oppositori. I primi giustificarono la scelta, spiegando che il Giappone fino a quel momento si era mostrato contrario a qualsivoglia tipo di negoziazione. Gli oppositori, invece, erano contrario all’utilizzo dell’ordigno per svariati motivi, su tutti quello relativo all’ingente danno e agli innumerevoli morti che avrebbe, come poi è successo, provocato.

74 anni fa dunque, gli USA decidono di utilizzare, nelle fasi conclusive della Seconda Guerra Mondiale, la bomba atomica sul Giappone, e nello specifico su Hiroshima, provocando una devastazione senza pari. Pochi giorni dopo, il 9 agosto, gli Stati Uniti d’America sganciano una seconda bomba, stavolta sulla città di Nagasaki.

Diverse le spiegazioni e le giustificazioni di una decisione tanto devastante e distruttiva; alcuni sostengono che la bomba fosse stata sganciata per accorciare la durata della guerra e limitare le vittime sia alleate che nemiche; il Giappone, dal canto suo, sostiene che le bombe fossero crimini di guerra atte a velocizzare la resa stessa del Paese.

Per alcuni, ancora, la scelta di lanciare le bombe sono da rintracciare in una dimostrazione di forza verso l’Unione Sovietica, quello che sarebbe stato poi il nuovo nemico degli Usa per tutto il periodo della guerra fredda.

 

 

 

6 agosto, nel 1945 gli USA lanciano la bomba atomica su Hiroshima