Pubblicato in: CRONACA

LA GUERRA IN IRLANDA DEL NORD


Nel 1969 il cielo di Belfast si tinse di rosso quando centinaia di case cattoliche furono date alle fiamme. Fu uno degli episodi più tristi della storia irlandese: in poco tempo furono arse 523 abitazioni e oltre 5.000 persone si ritrovarono senza un posto dove vivere. Da parte Repubblicana, per la prima volta dopo anni, rientrò in campo l’IRA, l’Irish Republican Army, l’unica capace di difendere – anche con le armi – i diritti dei cattolici. Malgrado le speranze riposte sull’organizzazione, la forza offensiva dell’IRA era davvero ridicola: le armi erano poche e antiquate, mentre i militanti scarsi e mal organizzati. Vista la situazione anche il direttivo dell’IRA cercò di far valere i propri diritti verso gli Unionisti associandosi ai rappresentati dei Diritti Civili in modo da allontanare dalle strade il confronto politico. Da quel momento l’IRA fu accusata di viltà e molti ne storpiarono il significato in IRA “I Ran Away”. Fu così che nel dicembre 1969 l’organizzazione Repubblicana si scisse in due fazioni dando vita al PIRA o Provisional IRA (o anche Provos eredi della celebre Belfast Brigade degli anni Venti) in antitesi all’azione più debole dell’OIRA Official IRA. A questo proposito è corretto ricordare che tutte e due le frange cattoliche erano dedite alla lotta armata, animate dalla medesima volontà di preordinare attentati sia contro gli Unionisti, sia contro il partito politico Sinn Féin.

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Il conflitto in Irlanda del Nord rappresentò un punto di svolta per l’esercito britannico il quale dovette confrontarsi con uno scenario completamente diverso da quello incontrato oltremare. La crisi che il British Army attraversò in Irlanda fu causata proprio dalla sua funzione prettamente coloniale, poco incline a misurarsi in situazioni culturalmente più simili. Non a caso l’impiego dell’esercito per sconfiggere il terrorismo fu, in questo caso, un fallimento che condusse ad un repentino deterioramento dei rapporti tra Repubblicani, Lealisti e gli stessi inglesi. Da forza d’interposizione i soldati si trasformarono, di fatto, in nemici detestati da ambo i contendenti. L’unica arma realmente efficace, sviluppata proprio in ambito post coloniale e che sortì i risultati migliori, fu la costituzione di un apparato informativo e di intelligence utile ad entrare nelle fitte maglie tramate dai membri dell’IRA così da svelarne i piani e i metodi d’azione.

 

 

http://www.difesaonline.it/evidenza/approfondimenti/la-guerra-segreta-irlanda-del-nord

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