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Carlo Delle Piane, da «Libero» a «Cicalone»: i suoi personaggi storici.


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È morto a 83 anni Carlo delle Piane, attore di lungo corso, figura iconica del cinema italiano con una carriera durata 70 anni e iniziata nel 1948, a 12 anni, quando interpretò Garoffi nel film Cuore, dal romanzo di De Amicis, diretto a quattro mani da Vittorio De Sica e Duilio ColettiIn tanti anni, aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori tra cui Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica fino a Pupi Avati. Giovanissimo, nel 1951, fu scelto da Steno e Mario Monicelli per affiancare Aldo Fabrizi e Totò in «Guardie e ladri» (indimenticabile la scena del tema di Libero che descrive il padre). Nel 1954 è la volta di Un americano a Roma, dove interpreta Romolo Pellacchioni detto «Cicalone», l’amico di Nando Mericoni, interpretato da Alberto Sordi.La sua carriera continuò con successo fino al 1973, quando subì uno stop a causa di un grave incidente automobilistico a causa del quale rimase in coma per un mese. Il ritorno davanti alla cinepresa avvenne grazie all’incontro con Pupi Avatiche lo scelse per il film Tutti defunti… tranne i morti, che lo portò a interpretare anche ruoli drammatici. Una collaborazione, quella con Avati, che durò molti anni e per molti altri film.

Tra i premi ricevuti, due Nastro d’argento per Una gita scolastica e Festa di laureae tre Globo d’oro sempre per Una gita scolasticaCondominio e Chi salverà le rose?

 

 

https://video.corriere.it/spettacoli/carlo-piane-libero-cicalone-suoi-personaggi-storici/d584a1d2-c63e-11e9-91fb-bbcdf5d9284a

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/24/morto-carlo-delle-piane-a-83-anni-grande-amico-di-pupi-avati-lattore-esordi-nel-1948-come-garoffi-nel-cuore-di-de-sica-e-coletti/5405672/

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Giornata della memoria del commercio degli schiavi e della sua abolizione.


Per non dimenticare le atroci sofferenze che popolazioni africane e non hanno dovuto subire per le mire di superiorità morale, produttiva e genetica dei popoli, soprattutto bianchi, che si ritenevano più elevati e più sviluppati, cade o il 23 agosto la Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione. La data è stata ufficializzata dall’UNESCO, dipartimento dell’ONU dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico artistico mondiale mirante, di congiunzione, all’incentivazione e alla costruzione del diritto attraverso la promozione delle innumerevoli culture umane grazie anche al fondamentale mezzo della memoria storica, per ricordare il commercio transatlantico degli schiavi di origine africana i quali proprio tra la notte tra il 22 e il 23 agosto del 1791 fecero scoppiare una rivolta antischiavista sull’isola di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, situata nell’arcipelago delle Grandi Antille, Caraibi. In quell’occasione donne, uomini e bambini africani strappati alla loro terra e venduti come schiavi da sfruttare nel lavoro nei campi o per essere utilizzati come sottoposti nelle tenute dei signori, si ribellarono contro il sistema schiavistico.

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La sommossa, nota anche col nome di rivoluzione haitiana, si agitò contro il colonialismo in generale ed in particolare alla volta dei tiranni schiavisti che castravano le libertà civili e i sacrosanti diritti umani che dovrebbero essere concessi ad ogni persona per nascita, per la volontà organizzata di un gruppo di schiavi, guidati da Touissaint Louverture, rivoluzionario e patriota afroamericano futuro Presidente Governatore Generale delle Repubblica di Haiti, incapace di continuare a sopportare l’intollerabile oppressione del governo francese che al tempo possedeva quei territori permettendo tali ingiustizie I suoi effetti, e in particolare le norme contrarie alla schiavitù, ebbero un notevole influsso sulla politica schiavista nelle Americhe. Essa contribuì fortemente a cambiare il credo comune sul ruolo di inferiorità delle persone di colore e sulla capacità degli schiavi di ottenere e mantenere la loro libertà. La capacità organizzativa dei ribelli e la loro tenacia scioccò e spaventò molti schiavisti.

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_haitiana

https://www.periodicodaily.com/ricorre-la-giornata-della-memoria-del-commercio-degli-schiavi-e-della-sua-abolizione/

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Altro che ONG, la colpa degli incendi in Amazzonia è di agricoltori e allevatori: la risposta degli indigeni e ambientalisti a Bolsonero


Gli ambientalisti sostengono invece che gli incendi nella foresta pluviale brasiliana siano stati provocati da allevatori di bestiame e agricoltori che vogliono liberare e utilizzare la terra, incoraggiati dal presidente pro-deforestazione.Gli agricoltori e gli allevatori hanno usato il fuoco per molto tempo per sgombrare la terra e ci sono probabilmente loro dietro il numero insolitamente elevato di incendi che bruciano oggi in Amazzonia. Rispetto agli anni precedenti, la distruzione di quest’anno è senza precedenti.“Gli incendi di quest’anno si inseriscono in un modello agricolo stagionale stabilito. È il momento migliore per bruciare perché la vegetazione è secca. Agricoltori e allevatori attendono la stagione secca per appiccare gli incendi e sgombrare le aree in modo che il loro bestiame possa pascolare. Ed è quello che sospettiamo stia succedendo laggiù.Gli indigeni, che da anni  rischiano per difendere il proprio territorio dalla distruzione, sono disperati e arrabbiati e sanno bene di chi è la responsabilità degli incendi

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Nel frattempo, l’Amazzonia si dirige verso il disastro. Fermare le fiamme risulta molto difficile e così stiamo perdendo la più grande foresta pluviale del mondo, responsabile della produzione del 20% dell’ossigeno che respiriamo.

Questi incendi danneggeranno l’Amazzonia in modo irreparabile e la foresta potrebbe iniziare a emettere carbonio anziché sottrarlo dall’atmosfera.

 

 

 

Altro che ONG, la colpa degli incendi in Amazzonia è di agricoltori e allevatori: la risposta degli indigeni e ambientalisti a Bolsonero

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