Pubblicato in: CRONACA

Foliage, quando le foglie ne combinano di tutti i colori


L’Autunno fa venire in mente nebbia, pioggia e altri fattori meteo nefasti? Non è detto che questi siano gli unici risvolti di una stagione autunnale ormai in pieno svolgimento. Uno dei suoi aspetti migliori è il ‘cambio d’abito’ che le piante ci regalano. Natura cambia gradualmente colore, anche in città. Il momento è magico: alberi e cespugli di tante specie assumono tinte che vanno dal giallo a tutta la scala cromatica dei rossi, dal marrone all’arancione, fino ad arrivare addirittura al viola. Il fenomeno è ben visibile in molte zone collinari e rurali. E c’è chi ha reso questo momento magico un vero e proprio richiamo per il turismo, nostrano e non. Ci sono alcuni luoghi dove il fenomeno attira gli appassionati, i semplici curiosi e i fotografi, che possono osservare di persona questa spettacolare fase di transizione.

foliage.jpg

Ecco alcune mete dove si può guardare da vicino il meraviglioso fenomeno difall foliage, detto anche, con un’espressione inglese che indica l’estate di San Martino, indian summerIn Italia:  lungo la strada tra San Marcello Pistoiese e l’Abetone, nell’Appennino Tosco-Emiliano, le tonalità dei boschi vanno dal giallo all’arancione intenso. Anche sulle colline del modenese gli occhi rimarranno appagati dalla vista delle vigne, che in questo periodo si tingono di giallo, arancio e persino di viola. Tra la Valle Aurina e la Val di Tures, i boschi che costeggiano il torrente Aurino, tra San Giovanni e Campo Tures, regalano spettacolari riflessi di luce e colore, da ammirare per tutti gli appassionati di trekking e fotografia. I  giardini di Trauttmansdorff a Merano: i giardini di Sissi, i Boschi del Mondo e l’orto botanico offrono una panoramica notevole, tra latifoglie nordamericane eaceri giapponesi.All’estero:  le mete più famose per ammirare il foliage sono gli Stati nord americani del New England, del Vermont, del Maine e il Québec. Sono molti i tour operator che organizzano viaggi ed escursioni nei boschi nordamericani, dove si possono ammirare i forti contrasti e le variazioni cromatiche degli aceri, dall’intenso rosso scuro, dei pioppi dorati e delle betulle che, nel periodo tra Ottobre e Novembre, diventano di un porpora intenso. Alcuni turisti seguono persino il corso della stagione dal Sud al Nord della costa atlantica, via via che il foliage‘sale’ dalle zone più temperate al clima rigido delle zone più al settentrione, che ovviamente arrivano a cambiare colore più tardi.

foliage01.jpg

Una meraviglia della Natura che si trasforma in risorsa turistica, pur rispettando i tempi e i ritmi legati all’alternarsi delle stagioni, è un bellissimo esempio di turismo eco-sostenibile.

 

 

Foliage, quando le foglie ne combinano di tutti i colori

Pubblicato in: CRONACA

Nucleare: test e bombe. Non abbiamo davvero imparato niente


Il 29 agosto è la Giornata mondiale contro i test nucleari. Sono iniziati il 16 luglio 1945 e da allora ce ne sono stati circa 2000.
Quando si è partiti si è badato poco alle possibili ricadute sulla vita umana e sull’ambiente. Ma gli effetti devastanti sono sotto gli occhi di tutti. Il 29 agosto è la giornata internazionale contro i test nucleari è stata istituita per la prima volta nel 2010. Lo scopo è catturare l’attenzione del mondo e sottolineare la necessità di un impegno comune con lo scopo di prevenire ulteriori test delle armi nucleari.

nucle.png

Il nucleare, e la sua sperimentazione, ha avuto un periodo di grande attività ai tempi della Guerra Fredda, tra il 1958 e il 1962, con Stati Uniti D’America e URSS che facevano esplodere ordigni atomici nell’atmosfera per condurre test.
Le grandi quantità di materiale radioattivo che si è introdotto nei cicli naturali degli elementi, l’esposizione della popolazione allo Iodio-131, specie in età infantile, potrebbe aver portato all incremento  di malattie a carico della tiroide, cancro incluso.
Ricordiamo ancora tutti bene Chernobyl,   i volti edì il via vai in Italia di bambini che soggiornavano per un periodo di pulizia, dopo l’esplosione del 1986.
Le isole Marshall, nell’Oceano Pacifico, hanno livelli di radiazioni superiori a quelli di Chernobyl e Fukushima.
I 67 test nucleari effetti dagli Stati Uniti per sperimentare la potenza delle loro bombe sono stati condotti tra il 1946 ed il 1958. Ma ancora oggi i livelli della quantità di radiazioni rimane allarmante: da 10 a 1000 volte superiori rispetto alle due aree dei disastri nucleari indicati sopra.

nucle01.jpg

Le esplosioni nucleari ad alta quota hanno creato cinture di radiazioni artificiali vicino alla Terra che hanno causato gravi danni a diversi satelliti e hanno avuto impatti antropogenici sull’ambiente spaziale, principalmente sugli impulsi elettromagnetici.

 

 

 

Nucleare: test e bombe. Non abbiamo davvero imparato niente