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Un progetto Anpi con Lerner e Gnocchi per raccogliere le ultime voci dei partigiani.


Sono circa cinquemila i combattenti della Resistenza ancora in vita. Verranno intervistati e i materiali messi a disposizione in rete per un lavoro imprescindibile sulla Storia, la Resistenza e la Memoria. Un archivio pubblico con le interviste e le video testimonianze delle partigiane e dei partigiani viventi. Il progetto, ideato dai giornalisti Gad Lerner e Laura Gnocchi e promosso dalla Presidenza nazionale ANPI L’intento è quello di dare forma ad un memoriale vivo e condiviso, e al tempo stesso di fornire un’importante documentazione ai ricercatori e un moderno strumento di conoscenza storica e democratica alle nuove generazioni.

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Qualcosa di più, quindi, di un monumento celebrativo. Una grande operazione culturale per rinnovare nel tempo la consapevolezza che la Resistenza costituisce un passaggio decisivo per la costruzione della convivenza civile e per instillare nella coscienza delle italiane e degli italiani l’imprescindibilità dei valori di libertà, umanità e giustizia.I partigiani viventi dovrebbero essere poco più di cinquemilavanno individuati (i canali ci sono, ma non tutto è già chiaro e registrato), trovati (può essere facile, ma anche no) e intervistati secondo una “scaletta” di domande che permettano (non senza le necessarie divagazioni) e realizzate le interviste. Il materiale raccolto non verrà “montato” (eventualmente, al massimo, “ripulito”) e verrà messo a disposizione di tutti attraverso appositi canali con il supporto delle organizzazioni promotrici. Ovviamente il canale andrà promosso nelle scuole e in tutte le strutture dedicate alla Storia, alla ricerca e alla ricostruzione della memoria del nostro Paese.

 

 

 

 

https://www.lapresse.it/politica/un_progetto_anpi_con_lerner_e_gnocchi_per_raccogliere_le_ultime_voci_dei_partigiani-1500036/news/2019-05-30/

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30 agosto: Giornata Internazionale dei Desaparecidos.


Si calcola che in Paesi latinoamericani, quali l’Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haitì, Honduras, Messico, Perù e Uruguay; siano scomparse circa 100.000 persone dal 1966. Tra queste, donne e bambini appena nati strappati alle loro madri.

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Ottantamila oppositori politici inghiottiti nei lager. Almeno 30 mila di essi scomparsi dopo torture e sevizie nei Centri clandestini di detenzione. Dal 1964, la data del golpe della giunta militare in Brasile, al 1990, la fine del regime di Augusto Pinochet in Cile, le dittature latinoamericane hanno scritto le pagine più nere della loro storia. L’Argentina guida la triste graduatoria delle morti accertate, ma anche Ecuador, Messico, Uruguay sono i Paesi nelle quali la lotta contro chi la pensava contro il regime finiva sempre nello stesso modo: rastrellamenti, processi sommari, stupri e violenze di ogni tipo, bambini strappati alle loro madri. 

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Un giorno dedicato al ricordo di quegli inferni nei quali si sono spente le migliori intelligenze di quel continente. Centri di reclusione dai nomi insospettabili, Club Atlético, Campo de Mayo, Garage Olimpo. Luoghi solo dopo tanti anni portati alla luce dal coraggio di centinaia di donne, le mamme, le sorelle, le nonne dei desaparecidos che ancora oggi continuano a incontrarsi ogni settimana nella Plaza de Mayo di Buenos Aires per chiedere verità e giustizia sui loro cari spariti.

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In Cile, dove le cifre delle vittime continuano a divampare le polemiche. L’inchiesta post-regime, registrò 3.508 assassinati, e quasi 30mila torturati. Osservatori esterni parlano invece di 17 mila morti e oltre 40 mila persone sottoposte a tortura. In ogni caso, una strage senza fine.

 

30 agosto: Giornata Internazionale dei Desaparecidos

https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/23/news/l_america_latina_si_ferma_per_ricordare_30mila_desaparecidos-222323923/

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