Era il 15 settembre del 1989, esattamente 30 anni fa, quando usciva nelle sale cinematografiche “Palombella rossa”, film di e con Nanni Moretti.

Il tema della pellicola è la crisi di un comunista e di tutto il Partito comunista in generale. Il protagonista, Michele Apicella è un politico militante nel Partito comunista e giocatore di una squadra di pallanuoto. Il giorno seguente alla sua partecipazione a una Tribuna Politica, in cui fatica a difendere i principi del suo partito di fronte alle critiche dei giornalisti, mentre è alla guida della sua auto, si distrae per rispondere alle smorfie di alcuni bambini che lo guardano da un’altra automobile e sbanda, riportando un trauma cranico. La conseguenza è un’amnesia che porta Apicella a dimenticare chi è.
Un messaggio forte è nelle parole del sindacalista: se si perde un’identità politica, nasce un movimento conflittuale. “Io so che nella società c’è un potenziale conflittuale enorme che va diretto, perché se non è diretto, o non c’è o si disperde o è clientelismo o è lotta verbale”. E: “Continuiamo in questo eclettismo generico, mentre noi abbiamo bisogno di punti forti; noi non partiamo da zero: abbiamo un patrimonio, abbiamo idee”. Ahinoi, come risuonano attuali “clientelismo” e “lotta verbale”…Due mesi dopo l’uscita di Palombella rossa, nel novembre 1989 crolla il muro di Berlino e con esso anche il Pci. Anche stavolta l’analisi del visionario Moretti aveva anticipato i tempi.
