Pubblicato in: CRONACA

Boves Kaputt.


L’eccidio di Boves fu il massacro di civili innocenti compiuto come rappresaglia dall’esercito nazista il 19 settembre 1943.

Il bilancio dell’eccidio di Boves, il primo in Italia, è pesantissimo: 350 le abitazioni incendiate, 24 le persone uccise.

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Tra il  194 ed il  1944  la città subì una seconda ondata di violenze; in questo caso, l’esercito tedesco attuò dei rastrellamenti nella zona montana di Boves per coprire la propria ritirata ed evitare i “colpi” dei gruppi partigiani presenti in zona. Il paese, soprattutto nelle frazioni montane, viene di nuovo dato alle fiamme; i morti sono 59, tra civili e partigiani.

I famigliari delle vittime e l’intera cittadina di Boves non avranno mai giustizia: nonostante i numerosi tentativi di denuncia, la magistratura tedesca non prenderà mai in considerazione le richieste della città cuneese. Il generale Peiper, responsabile del primo eccidio, arrestato alla fine della guerra, verrà inizialmente condannato all’impiccagione per il massacro di Malmedy, in Francia, in cui morirono 129 persone, ma la pena verrà commutata in carcere a vita e sarà scarcerato sulla parola nel 1956; trasferitosi con uno psuedonimo a Traves, in Francia, verrà infine raggiunto dalla giustizia partigiana il 13 luglio 1971, durante l’incendio della sua casa, colpita da bombe moltov.

 

 

 

https://www.infoaut.org/storia-di-classe/19-settembre-1943-leccidio-di-boves

https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Boves

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