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Perché il Kurdistan non esiste?


La “questione curda” è tornata alla ribalta con le recenti azioni militari turche sul confine siriano, ennesima tragedia per un popolo formalmente “senza terra”, nonostante una promessa di quasi 100 anni fa. Le origini della crisi sono infatti legate alla caduta dell’Impero Ottomano, processo iniziato alla vigilia del primo conflitto mondiale e conclusosi nell’arco un decennio. Peraltro, quell’Impero non aveva più la grandiosità di un tempo, quando Costantinopoli giganteggiava su tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, ma era una potenza ridimensionata alla penisola anatolica e poco più.

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Con la sconfitta nella Grande Guerra il Paese ne uscì gravemente mutilato, perdendo tra l’altro i territori prossimi alla Siria, passati sotto controllo francese. Il trattato imposto da Francia, Impero Britannico, Grecia, Italia e altre potenze alleate durante la Prima guerra mondiale prevedeva anche azioni concrete a favore delle minoranze etniche, come i curdi e ciò che restava degli armeni dopo il genocidio operato dai turchi. Il trattato imponeva la cessione di una parte del territorio turco alla Repubblica di Armenia (che però di lì a poco sarebbe stata assorbita dallURSS), e stabiliva che una specifica commissione della Società delle Nazioni avrebbe dovuto garantire al popolo curdo uno Stato indipendente. In altre parole, i curdi ricevettero la “promessa” di un Kurdistan.

Il progetto non troverà però mai alcun seguito. Sulla scena pubblica dell’Impero Ottomano si era affacciato il generale Mustafa Kemal.  Il progetto politico del nuovo leader, quello di creare uno Stato moderno e laico che non teneva conto delle minoranze Curde presenti nel Paese.

Nel 1923 con la firma del Trattato di Losanna,  sancì il riconoscimento internazionale della Repubblica di Turchia. Questa, a sua volta, si impegnò a riconoscere alle comunità di greci, armeni ed ebrei presenti nel territorio lo status di minoranze nazionali. Del progetto del Kurdistan invece si perse ogni traccia: la maggior parte del territorio storicamente appartenente ai curdi rientrò nei confini orientali della Turchia, mentre il resto fu suddiviso tra Siria, Iraq, RSS Armenia e Iran. Non solo: dal momento che non era stata riconosciuta come minoranza, la comunità curda divenne perseguibile, e così, da allora, questo popolo ha dovuto imparare a combattere per non estinguersi, continuando a rivendicare con fierezza una piena indipendenza.

 

 

 

 

 

 

 

https://www.focus.it/cultura/storia/perche-il-kurdistan-non-esiste

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L’ultima poesia di Sylvia Plath prima di morire con la testa nel forno.


Sylvia Plath avrebbe compiuto 87 anni proprio oggi. E chissà, forse, se fosse arrivata alla tarda età, avrebbe trovato quell’equilibrio che, in una vita consumata in soli 31 anni, come la favilla di un fuoco, le è sempre mancato. Sylvia Plath è, se vogliamo ricondurre una esistenza così potente alla banalità di poche parole che la definiscano, una poetessa. La poetessa che più di tutte ha contribuito alla poesia confessionale, tanto Sylvia Plath aveva un rapporto cosi intimo con la scrittura. Un rapporto che purtroppo, però, la consumò presto e avvampando come se si fosse avvicinata troppo a quel fuoco sacro che si deve contemplare forse solo da lontano.

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Orlo, la poesia che lei scrisse, dopo aver preparato la colazione per i suoi bambini, prima di morire.
La donna è a perfezione.
Il suo morto
Corpo ha il sorriso del compimento,
un’illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi della sua toga,
i suoi nudi
piedi sembran dire:
abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
come un bianco serpente a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
Dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s’intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d’osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.

 

 

 

 

 

Sylvia Plath

https://www.ilsussidiario.net/news/sylvia-plath-chi-e-la-poetessa-suicida-a-31-anni-che-si-confessava-alla-poesia/1942040/

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