Pubblicato in: CRONACA

L’unico giornale che 50 anni fa diede la notizia della nascita di internet


Nessun giornale diede quella notizia destinata a cambiare le nostre vite e quelle dei nostri figli. Fra i rarissimi reperti di quei giorni c’è solo il giornalino universitario Bruin.   E’ la prima pagina del 15 luglio 1969: la notizia più importante, in alto, sopra la testata, è una questione legata all’ammissione degli studenti; poi si parla delle nuove regole per invitare docenti esterni a fare lezioni; e di spalla, si analizza la mancanza di fondi per completare il campus. In basso, con un titolo a due colonne, si annuncia che “i primi computer del paese saranno collegati da qui”. Nel testo, poche scarne informazioni, nessuna enfasi particolare. Il primo respiro di Internet fu praticamente un evento semi clandestino.

conteaa01

Nell’anno in cui l’arrivo del primo uomo sulla Luna aveva occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, Internet venne ignorato. Non è strano. Lo stesso era capitato per la prima lampadina, la prima radio, il primo collegamento telefonico. Perché la Luna invece ci conquistò? Non solo perché la Luna si poteva vedere e i pacchetti di dati su una rete no. Ma perché lo sbarco era il punto di arrivo, il traguardo, di una corsa iniziata più di dieci anni prima. Anche il progetto Arpanet era iniziato più di dieci anni prima, ma quello che accadde quel giorno fu piuttosto l’inizio di qualcosa. Il primo vagito di un big bang. Quando avverti un tremore ma ancora non sai che cambierà tutto.

 

 

 

 

 

https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2019/10/28/news/l_unico_giornale_che_50_anni_fa_diede_la_notizia_della_nascita_di_internet-239728661/

Pubblicato in: CRONACA

Dìa de los muertos, la festa dei morti messicana che celebra la vita.


In Messico ogni anno, nel periodo in cui noi festeggiamo la commemorazione dei defunti, si celebra l’ormai famoso Dia de los Muertos, una festa dedicata ai cari defunti che però celebra la vita.

I festeggiamenti durano più o meno dal 28 ottobre al 2 novembre e a farla da padrona sono teschi zuccherati dai colori sgargianti, fiori chiamati Chempasuchil, pagnotte decorate a tema, altari ricchi di elementi simbolici, sfilate di scheletri divertenti.

calaveras01.jpg

Nulla a che vedere con le tonalità macabre di Halloween, festa che scaccia via i morti tramite travestimenti paurosi, e nemmeno con le atmosfere più cupe e intimistiche della nostra commemorazione, in Messico i giorni dei morti sono vivaci e variopinti perché la morte viene vissuta come qualcosa di inevitabile e i defunti anziché far paura, mettono allegria.

calaveras.jpg

A differenza di Halloween che con i suoi travestimenti paurosi trasmette una sensazione di timore verso la morte, qui l’atmosfera è molto più goliardica e colorata: il trapasso è qualcosa di naturale da accogliere con gioia. Una festa così speciale da essere diventata Patrimonio dell’Umanità, considerata dall’Unesco una delle più antiche espressioni culturali che celebrando gli antenati, afferma l’identità di un popolo e le sue origini indigene, mostrando la morte da un punto di vista decisamente insolito e curioso, a cui senz’altro non siamo abituati.

 

 

 

 

Dìa de los muertos, la festa dei morti messicana che celebra la vita