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Pagare per la seconda volta l’essere ebrea.


Bisogna fermarsi a pensare che è la seconda volta che questa donna paga con la propria libertà per una “colpa” assurda: l’essere di origine ebraica. E paga oggi, da ottantanovenne. Nel 2019. In Italia. In una democrazia. Non nella Germania del 1939. Nell’Italia del 2019.

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Liliana Segre non ha nessuna colpa. Anzi, nella vita si è sempre comportata onestamente verso il prossimo, verso la comunità. Ma perchè ebrea si è ritrovata orde di idioti che la aggrediscono. Ed a causa loro perde la libertà, la mettono sotto scorta. Perché qualcuno potrebbe farle del male.

E  vergognoso che nessuno si assume la responsabilità di questa pietosa e davvero grottesca vicenda. Perché questa oscenità dovrà pur ricadere su qualcuno, no? Perché quelle orde di idioti che insultano e minacciano qualcuno le avrà pur fomentate, anche indirettamente. Sarà anche colpa di chi, da anni, ogni giorno soffia sul fuoco dell’odio, dell’ignoranza. Sarà anche colpa di chi, sondaggi alla mano, capisce che se strizza l’occhio all’ultradestra guadagna qualche voto.

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Se non iniziamo a pensarla così, qui va a finire che la colpa non è di nessuno. Finisce che queste sono “cose che capitano”. Mentre no. Queste cose non capitano per caso. Capitano se coltivi l’odio. E’ bene che lo si capisca. Non domani. Non tra un mese. Ma oggi. Perché sennò va a finire che quelle cose inizieranno a capitare sempre “per caso” ogni giorno. E questo non possiamo accettarlo. No.

Ma certo è che, alla fine tutto questo, un solo interrogativo rimarrà: ma che diavolo di paese siamo diventati?

 

 

 

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