80 anni fa nasce l’International Students’ Day: si celebra l’attivismo studentesco


a giornata internazionale degli studenti, che si celebra ogni anno il 17 novembre, nasce proprio dalla necessità sempre viva negli studenti di rivendicare il proprio diritto a studiare e il proprio diritto ad esprimersi. La scelta della data non è però casuale: esattamente 80 anni fa, il 17 novembre 1939 vi fu un tragico eccidio nazista di alcuni studenti e professori che in Cecoslovacchia si erano opposti all’occupazione tedesca e alla seconda guerra mondiale. Infatti, già nelle settimane precedenti in Cecoslovacchia la guerra aveva suscitato diverse manifestazioni di protesta anti-nazista, a cui parteciparono migliaia di studenti.

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Il mese prima dell’eccidio, un studente della Facoltà di Medicina di nome Jan Opletal fu colpito da un’arma da fuoco durante la prima manifestazione a Praga contro l’invasione nazista. Lo studente morì due settimane dopo a causa della ferita. Il 15 novembre, in occasione del suo corteo funebre, parteciparono migliaia di studenti, dando vita ad un’altra manifestazione anti-nazista. La reazione dei tedeschi fu asprissima: vennero chiusi tutti gli istituti di istruzione superiore e 1200 studenti furono arrestati e deportati in campi di concentramento. Due giorni dopo, le autorità naziste giustiziarono senza processo nove persone, tra studenti e professori. Due anni dopo a Londra, nel 1941, il 17 novembre viene dichiarato Giornata internazionale degli studenti dall’International Union of Students. 

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto di statistica dell’UNESCO (UIS), circa 263 milioni di bambini, adolescenti e giovani in tutto il mondo(vale a dire uno su cinque  di loro) non hanno accesso all’istruzione. A livello primario, il 9% dei bambini in età di scuola elementare (dai 6 agli 11 anni circa), per un totale di 63 milioni che non frequentano la scuola. Inoltre, 61 milioni di adolescenti in età scolare inferiore (dai 12 ai 14 anni circa) e 139 milioni di giovani in età scolare superiore non sono iscritti a scuola. Questi ultimi, di età compresa tra circa 15 e 17 anni, hanno quattro volte più probabilità di non essere iscritti a scuola rispetto ai bambini in età di scuola elementare. I dati più sconfortanti riguardano ancora una volta l’Africa subsahariana, dove ancora oggi uno su tre bambini, adolescenti e giovani non va a scuola.

 

 

 

 

 

 

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