Pubblicato in: CRONACA

Alla ricerca di Franco Fortini, scrittore dimenticato.


Il 28 novembre 1994 se ne è andata a una delle più importanti voci del nostro tempo, al pari di altri grandi intellettuali come Sartre, Brecht, Pasolini e Barthes. Poeta, saggista, critico letterario, traduttore e insegnante, Franco Fortini ha avuto una grande influenza sulle generazioni e i movimenti del ’68, specialmente tra i giovani. Oggi il suo nome è pressoché dimenticato – ci spiega il regista – così come appaiono tramontati molti degli ideali per cui egli lottò e visse. In un simile momento di disillusione, perdita di identità e memoria storica, in cui valori e diritti civili vengono sistematicamente calpestati, la figura di Fortini risulta simile a quella di un alieno. O di un fantasma.

Fortini.jpg

“Quando si pronuncia la parola cultura, viene fatto di pensare ai libri e allo studio; perché per i più, infatti, cultura equivale a sistema più o meno organizzato di conoscenze intellettuali. Per altri, e per noi, cultura è invece il modo nel quale gli uomini producono quanto è necessario alla loro esistenza, la particolare maniera, mutevole per il mutare dei mezzi di produzione, con la quale essi entrano in rapporto con gli altri uomini e con le cose. Cultura è la forma nella quale gli uomini, nella loro storia, si sono scambiati i prodotti del lavoro, costruite capanne e cattedrali, scelte le parole dell’amore; è la forma varia nella quale hanno fissato i costumi, i riti, le leggi; nella quale hanno arati i campi, esplorato il mare, condotto gli eserciti, speculato i cieli, composto i poemi. Queste forme noi sappiamo che non soltanto non sono eterne ma che anzi si mutano più o meno visibilmente nel tempo secondo una legge necessaria che l’uomo deve cercare di conoscere per potere efficacemente agire”. Franco Fortini (1945)

 

 

https://www.huffingtonpost.it/entry/alla-ricerca-di-franco-fortini-scrittore-dimenticato-al-via-il-crowdfunding-per-il-documentario_it_5ddfa7d0e4b0d50f329d2a7e?fbclid=IwAR2Cq8rVJ7iu4poox3201Ue1crndgvD_J6_c4utKC6oSD-C-eFNaSBAsrhQ

https://www.produzionidalbasso.com/project/franco-fortini-il-documentario/

Pubblicato in: CRONACA

Altro che Black friday, oggi torna lo sciopero globale per il clima


Fridays for future: Siamo sull’orlo della crisi climatica, ecco perché  si torna in piazza in 130 paesi in tutto il mondo e in oltre 100 città italiane.

block.jpg

La data del 29 Novembre è stata scelta perché cade esattamente ad una settimana dalla COP25 (United Nations Climate Change Conference), la conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid, in Spagna. Il nostro intento a livello globale è far sì che i leader politici dei vari paesi prendano misure immediate ed efficaci per contrastare la crisi climatica, dopo il sostanziale fallimento degli accordi di Kyoto e di Parigi.

Non vogliamo limitarci a indicare qual è il problema. Ascoltando la voce di migliaia di scienziati che da anni ci avvertono sui rischi che corriamo, dopo lo sciopero di Settembre noi ragazzi e ragazze di #FridaysForFuture abbiamo scritto le nostre richieste per il FU.TU.RO. Tre richieste chiare, brevi, ma rivoluzionarie. Eccole.

1- FUori dal Fossile:

Raggiungimento dello 0 netto di emissioni a livello globale nel 2050 e in Italia nel 2030, per restare entro i +1.5 gradi di aumento medio globale della temperatura.

2- TUtti uniti nessuno escluso:

La transizione energetica debe essere attuata su scala mondiale, utilizzando come faro il principio della giustizia climatica.

3- ROmpiamo il silenzio, diamo voce alla scienza:

Questa riduzione delle emissioni è geofisicamente possibile. La scienza e la tecnologia per questa transizione ci sono. Sappiamo come fare, manca la volontà politica ed economica per farlo.

 

 

 

 

http://www.greenreport.it/news/clima/altro-che-black-friday-domani-torna-lo-sciopero-globale-per-il-clima/

Pubblicato in: CRONACA

«Stop al consumismo tecnologico»


Ci sono oggetti – come lo smartphone, il tablet, la playstation – che vengono cambiati non appena esce il modello successivo. Anche se fanno ancora il loro dovere. E così, il vecchio telefonino, la fotocamera, la consolle con cui giocavano i bambini, finiscono dimenticati dentro a un cassetto, insieme a caricabatterie, cavi e accessori. E, quando è il momento di fare pulizia, solo nel 20 per cento dei casi questi rifiuti seguono la corretta linea di smaltimento. Il resto prende canali sbagliati, provocando gravi forme di inquinamento. Oggetti e gadget tecnologici che usiamo per brevi periodi della nostra vita, finiranno per contaminare il Pianeta per secoli sotto forma di spazzatura. I costi umani sono già altissimi: la maggior parte di questi rifiuti, prodotti nei Paesi più ricchi, viene inviato in discariche e impianti di trattamento nei Paesi in via di sviluppo, come l’India o la Nigeria, dove la legislazione è più blanda.Stando a un rapporto di Greenpeace, nel mondo, fra il 2007 e il 2017 sono stati prodotti nel mondo 7 miliardi di smartphone.

Vecchi-smartphone.jpg

Secondo l’agenzia Onu delle telecomunicazioni, la quantità di rifiuti elettronici prodotta a livello globale nel 2016 è stata di 44, 7 milioni di tonnellate: come il peso di 22 milioni di auto. Il dato comprende anche i grossi elettrodomestici.Sebbene il decreto «Uno contro zero» del Ministero dell’Ambiente prevede  che si può consegnare il vecchio cellulare e cose simili nei grandi esercizi commerciali che li vendono, perché siano avviate allo smaltimento. Non importa se non lo si è comprato lì,il 73 per cento degli italiani non lo fa. E’ un dovere dei consumatori portarli nei centri di raccolta. I grandi negozi, per legge, devono ritirarli, anche se non sempre pubblicizzano il servizio. Anche i piccoli negozi lo fanno, ma su base volontaria

 

 

 

 

https://www.corriere.it/buone-notizie/18_novembre_18/inquinamento-smartphone-greenpeace-smaltimento-ambiente-plastica-4e079686-eb30-11e8-a3a7-d3b748828557.shtml

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: