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Scandiano, il primo asilo nido d’Italia festeggia 50 anni: “Nacque grazie a donne e comunisti


Nel piccolo centro in provincia di Reggio Emilia è stato festeggiato lo storico traguardo. Inaugurato nel febbraio del 1969, il nido “Leoni” di Scandiano è nato sulla scorta del boom economico e delle conseguenti rivendicazioni da parte delle lavoratrici locali. “Da queste parti esplose la ceramica e – racconta l’assessore comunale Elisa Davoli – fu richiesta manodopera femminile. La domanda diventò: che fare dei bambini più piccoli?”.

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La risposta provenne direttamente dall’amministrazione locale, in particolare dall’allora sindaco ed ex-partigiano Amleto Paderni che, dopo un lungo braccio di ferro con il prefetto, riuscì a far aprire l’asilo finanziato direttamente dalle imprese del posto. “La Prefettura esercitò l’allora possibilità di veto sulle decisioni comunali perché – spiega un dirigente scolastico – non esisteva una legge sugli asili nidi, che arrivò due anni più tardi”. La burocrazia da un lato e una certa resistenza all’emancipazione femminile dall’altro scatenarono proteste e manifestazioni da parte delle lavoratrici. Alla fine il prefetto dovette cedere e consentì l’apertura dell’asilo.

 

 

 

https://video.repubblica.it/edizione/bologna/scandiano-il-primo-asilo-nido-d-italia-festeggia-50-anni-nacque-grazie-a-donne-e-comunisti/350328/350904?ref=RHRD-BS-I0-C6-P1-S1.6-T1&refresh_ce

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Gli archeologi scoprono una delle chiese cristiane più antiche.


Gli archeologi hanno scoperto di recente la più antica chiesa cristiana nota nell’Africa sub-sahariana, in una zona dell’Etiopia che una volta ospitava l’impero axumita.Il ritrovamento di un’antica basilica, costruita verso l’epoca in cui Costantino legalizzò il cristianesimo, nel 313, porta gli studiosi a credere che la fede si sia diffusa in Etiopia in questo periodo. Ciò renderebbe Aksum il primo regno cristiano dell’Africa.

La più grande scoperta degli archeologi è stata un edificio lungo 18 metri e largo 12 che richiama lo stile romano antico di una basilica. Sviluppata dai Romani per scopi amministrativi. È stata scoperto anche un pendente di pietra con una croce intagliata e l’incisione dell’antico termine etiope “venerabile”, come anche degli oggetti per bruciare l’incenso. Vicino al muro orientale della basilica, il team si è imbattuto in un’iscrizione che chiede “che Cristo [ci sia] favorevole”.

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Queste scoperte sottolineano come la diffusione del cristianesimo si sia intrecciata con i commerci. I sigilli usati per le transazioni economiche scoperti dagli archeologi indicano la natura cosmopolita dell’insediamento. Una perla di vetro del Mediterraneo orientale e una grande quantità di vasellame di Aqaba, nell’attuale Giordania, attestano un commercio a lunga distanza.  Sembrerebbe che “le vie di commercio sulla lunga distanza hanno giocato un ruolo significativo nell’introduzione del cristianesimo in Etiopia.

 

 

 

http://www.greenreport.it/news/scienze-e-ricerca/gli-etiopi-erano-cristiani-prima-di-roma-la-scoperta-di-una-chiesa-in-etiopia-riscrive-la-storia-del-cristianesimo-in-africa/

Gli archeologi scoprono una delle chiese cristiane più antiche