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Dieci anni dopo il terremoto, tutti hanno dimenticato Haiti.


Il 12 gennaio 2010, un terremoto di magnitudo di 7.0 ha devastato Haiti, uno dei Paesi più poveri al mondo. Oltre 220mila morti, senza contare i feriti e più di un milione e mezzo di sfollati. Una tragedia che ha mobilitato il mondo intero, accorso per prestare i primi soccorsi. Solo una minima parte degli aiuti internazionali, tuttavia, è arrivata ad Haiti. 10 anni dopo il sisma, gli haitiani sono esasperati per la mancanza di lavoro e l’aumento incontrollato dei prezzi. E sull’isola caraibica i disordini sono sempre più violenti.

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Il 2010 è particolarmente orribile per Haiti: dopo il terremoto, scoppia sull’isola un’epidemia di colera. Parte della popolazione crede l’infezione sia partita dal accampamento del Nepal, parte della missione Onu. Di sicuro, le precarie condizioni igieniche dovute al sisma contribuiscono alla diffusione della malattia. Il 20 ottobre di quell’anno, il focolaio di colera è confermato ad Haiti per la prima volta in oltre un secolo. Si ammalano oltre 665mila persone e 8.183 perderanno la vita.

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Dopo dieci anni dal terremoto, a preoccupare Medici senza frontiere, presente sull’isola caraibica dal 1991, è il precario sistema sanitario haitiano. Dieci anni dopo, la maggior parte delle organizzazioni medico-umanitarie ha lasciato il paese e il sistema sanitario di Haiti è ancora una volta sull’orlo del collasso nel mezzo di una crescente crisi politica ed economica.

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Haiti, anche prima del terremoto del 2010, era una delle nazioni più povere al mondo. Il sisma ha distrutto non solo le case e le città haitiane, ma si è portato via anche la speranza di un futuro migliore. Dopo il cataclisma, per gli abitanti dell’isola non c’è stata quella ripresa tanto promessa. Al contrario, gli anni successivi sono stati contrassegnati da continue privazioni e umiliazioni. Come lo scandalo di centinaia di bambini nati da abusi commessi dai Caschi blu dell’Onu nei confronti di giovani donne, in molti casi appena adolescenti. Il sostegno internazionale che il Paese ha ricevuto, o che è stato promesso in seguito al terremoto, è ormai in gran parte esaurito o non si è mai concretizzato.  L’attenzione dei media si è spostata altrove mentre la vita quotidiana per la maggior parte degli haitiani diventa sempre più precaria a causa dell’inflazione galoppante, della mancanza di sviluppo economico e delle continue ondate di violenza.

 

 

 

 

 

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