
La scrittrice Kiki Dimoula, considerata la maggiore poetessa greca contemporanea, è morta sabato sera in un ospedale di Atene all’età di 89 anni, dopo un ricovero di una ventina di giorni, per una grave infezione respiratoria. La memoria e la nostalgia sono i due grandi assi intorno ai quali ruota il suo mondo poetico, in cui l’inesorabile trascorrere del tempo diventa la misura del vuoto che circonda l’esistenza degli uomini. Nata ad Atene nel 1931, Dimoula ha lavorato per tutta la vita professionale come impiegata alla Banca Nazionale Greca. Il suo esordio nelle lettere risale al 1952 con la collezione «Poesie» e da allora ha pubblicato una decina di raccolte di versi, tra le quali «Buio» (1956), «In contumacia» (1958), «Sulle orme» (1963), «Il poco del mondo» (1971), «Il mio ultimo corpo» (1981), «Addio mai» (1988, Premio nazionale di poesia greca) e «Per un attimo insieme» (1998). Con la raccolta «L’adolescenza dell’oblio» (1994, pubblicata in italiano da Crocetti nel 2007) ha vinto il Premio dell’Accademia di Atene. L’antologia percorre l’arco della produzione poetica di Dimoula che sin dall’esordio letterario nell’ambito della poesia greca ha imposto uno stile personale, fatto di ellissi, di assenze, di oggetti del quotidiano, di situazioni “crepuscolari” che lasciano una sensazione di amaro, di incompiuto, di qualcosa che si è perso nei meandri della memoria.
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