Gli elmetti prodotti un secolo fa per i soldati della Prima Guerra Mondiale non erano meno efficaci di quelli moderni, nel proteggere il cranio dalle onde d’urto generate dalle esplosioni: è la conclusione di uno studio che ha messo alla prova diversi caschetti usati durante la Grande Guerra per provare a migliorare quelli di oggi.

Le esplosioni simulate sono state abbastanza intense da causare ipotetiche lesioni cerebrali, ma la presenza degli elmetti ha ridotto il rischio di traumi neurologici anche di 10 volte. Tutti i caschetti hanno fornito un certo grado di protezione, e quelli della Prima Guerra Mondiale non sono risultati da meno della moderna controparte. Ma se l’elmetto tedesco ed inglese della Grande Guerra hanno ottenuto performance analoghe al moderno casco americano, il quarto copricapo – un elmetto francese Adrian mod. 15 – è sembrato migliore di tutti gli altri nel proteggere dalle onde d’urto delle esplosioni: più efficace persino dei caschetti moderni. La ragione è probabilmente da cercare nella crestina molto pronunciata fissata sopra la calotta dell’elmetto, che devia l’onda d’urto tutt’intorno alla testa creando una sorta di scudo protettivo. Proprio questo dettaglio avrebbe fatto la differenza, visto che contro altri traumi, come contusioni, colpi di pistola e colpi di fucile, l’elmetto moderno risulta comunque più sicuro. Secondo gli autori dello studio, il design dell’elmetto centenario potrebbe essere sfruttato per migliorare i già efficaci caschi moderni, in una sorta di lezione appresa dalla storia.
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