Il Malpaese

Il 17 aprile 1975 inizia l’orrore Khmer rosso. Dai due ai tre milioni le vittime

Il 17 aprile 1975 inizia l’orrore Khmer rosso. Dai due ai tre milioni le vittime


La storia della tragedia cambogiana è strettamente legata a quella del vicino Vietnam e alla lunga guerra che vi si svolse. Il genocidio perpetrato a opera degli Khmer rossi dal 1975 al 1979, quando sparì circa un quarto, forse di più, della popolazione del Paese, è responsabilità diretta o indiretta, oltre che degli stessi Khmer, di CinaStati Uniti, e del comportamento ondivago e contraddittorio del “padre” della Cambogia Norodom Sihanuk, che di volta in volta osteggiò o appoggiò i vietnamiti del Nord, gli Stati Uniti, Pol Pot (il capo degli Khmer), la Cina, i Vietcong (i guerriglieri comunisti vietnamiti). La cosa che salta agli occhi e che desta preoccupazione, è che del genocidio negli anni immediatamente successivi non se ne parlò, i media internazionali e le diplomazie delle grandi potenze lo nascosero, come accadde per tutti i massacri e i pogrom comunisti nel XX secolo (Katyn, le purghe staliniane, le stragi delle minoranze e e dei dissidenti in Cina, etc.).

Fu un delirio collettivo che si impadronì del Paese asiatico, ma che era ben controllato dall’alto, qualcuno dice forse proprio da Pechino. Quello che è certo è che si trattò di un tentativo di “ingegneria sociale” per cambiare completamente l’essere umano e renderlo un automa pronto a servire la patria comunista. La prima azione degli Khmer, i nomi dei cui vertici rimasero incredibilmente ignoti alla popolazione, fu quella di fucilare tutta la vecchia guardia e i potenziali oppositori politici; in tre giorni tutta la popolazione delle città fu deportata nelle campagne, costretta a marciare per giorni  senza portare nessun avere con sé, comperi ammalati e anziani. In quella lunga marcia morirono di stenti migliaia di persone.

 

 

 

 

Il 17 aprile 1975 inizia l’orrore Khmer rosso. Dai due ai tre milioni le vittime