Ungaretti, a 50 anni dalla morte


Il primo giugno del 1970, moriva Giuseppe Ungaretti: è il poeta di versi scolpiti nella memoria collettiva come “mi illumino / d’immenso” o, ricavata dalla tragica esperienza di soldato della Prima guerra mondiale, della lirica “si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie”.

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Era nato nel 1888 ad Alessandria d’Egitto. Apprezzatissimo commentatore televisivo dell’Odissea, Ungaretti rinnovò alla radice il linguaggio poetico spogliandolo di ogni retorica. Nel giorno che ricorda il Referendum del 2 giugno 1946 in cui la popolazione italiana scelse, democraticamente, la repubblica al posto della monarchia sulle ceneri del secondo conflitto mondiale e sulle macerie causate dal fascismo, citiamo una poesia del poeta che fu senatore a vita: “Per i morti della Resistenza”, dedicata ai partigiani.

Qui
Vivono per sempre
Gli occhi che furono chiusi alla luce
Perché tutti
Li avessero aperti
Per sempre
Alla luce

La poesia è tratta da Vita d’un uomo.

 

 

 

 

https://www.globalist.it/letture/2020/06/02/per-i-morti-della-resistenza-di-ungaretti-per-festeggiare-la-repubblica-2059341.html

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