L’incendio del Narodni dom.


L’incendio del Narodni Dom è diventato negli anni il simbolo dell’inizio delle persecuzioni fasciste nei confronti delle comunità slovene e croate di confine.  Fu il vero e proprio battesimo dello squadrismo organizzato dell’allora insorgente partito fascista. Una conferma esplicita risale all’epoca per bocca di uno dei protagonisti della vicenda, Francesco Giunta che nell’aprile del 1921 nel comizio di apertura della campagna per le elezioni politiche disse: “Per me il programma comincia con l’incendio del Balkan.”

13luglio1920

Sullo sfondo della vicenda c’era la questione di Fiume ancora aperta e l’altissima tensione tra l’Italia e l’allora regno di Serbi, Croati e Sloveni a poco più di un anno dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Il 13 luglio 1920 fu proprio un comizio di Giunta che, mandato da Firenze aveva da poco preso le redini del partito fascista locale, ad accendere la miccia dei tafferugli che portarono all’incendio della Casa del popolo degli sloveni triestini, un edificio che ospitava anche un teatro, un caffè e un albergo, il Balkan. Dopo l’uccisione di Gulli e Rossi, due marinai italiani morti durante gli scontri con i nazionalisti jugoslavi a Spalato, Giunta convocò un comizio in cui accese gli animi della folla, scoppiarono tafferugli e la morte di un diciassettenne, Giovanni Nini, annunciata dal palco come “l’uccisione di un ex-combattente italiano ad opera di uno slavo” fece scoppiare la scintilla. I manifestanti si sparsero per la città prendendo di mira i negozi degli sloveni e le sedi di organizzazioni socialiste e sloveni per poi riunirsi davanti all’Hotel Balkan, presidiato dall’esercito. Ne scaturì una vera e propria battaglia al termine della quale i fascisti, forzato l’ingresso, gettarono all’interno alcune taniche di benzina e appiccarono il fuoco per poi impedire l’intervento dei vigili del fuoco. Tutti gli ospiti del Balkan riuscirono a mettersi in salvo tranne Hugo Roblek, un farmacista di Bled che per sfuggire alle fiamme si gettò dalla finestra e morì sul colpo. L’edificio, completamente distrutto dall’incendio che solo il giorno dopo riuscì a essere completamente domato, fu da allora espropriate alle organizzazioni slovene.

13 giugno 2020 è stata firmata la restituzione del Narodni dom, dallo Stato italiano agli sloveni,  esattamente a cento anni dall’incendio che distrusse l’edificio.

 

 

 

 

 

 

 

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/13-luglio-1920-L-incendio-de-Narodni-dom-1d67d80f-4036-4807-af6a-849bc91d66ae.html#foto-1

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