Per non dimenticare: Bologna 2 agosto 1980, ore 10.25


Il 2 agosto 1980, alle 10.25, esplose una bomba nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. L’esplosione investì il treno in sosta al binario uno, il tunnel sotto i binari e fece crollare l’ala sud-ovest della stazione, causando 85 morti e più di 200 feriti.

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Agli inizi degli anni ’80 si considerava finita la stagione stragista delle bombe in Italia, inaugurata nel 1969 con la strage di Piazza Fontana. Gli obiettivi delle organizzazioni terroristiche rosse e nere sembravano essere sempre di più singoli individui come magistrati, giudici e politici e i 55 giorni del sequestro Moro, presidente della DC, e la sua successiva esecuzione, appena due anni prima, nel maggio 1978, sembrava esserne la drammatica riprova. La bomba del 2 agosto smentì amaramente questa teoria, causando il più alto numero di vittime in un attentato nella storia del Paese.

Nel giugno 1981 nasce  l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage che si è posta l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo dell’accaduto e di proporre iniziative a favore della prosecuzione delle indagini – grazie a questa la comunità rimane periodicamente informata sullo stato dell’inchiesta. Nel 1984 inizia la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare a favore dell Abolizione del segreto di stato nei delitti di strage e terrorismo, istanza portata avanti assieme alle Associazioni delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e dell’Italicus con le quali, l’anno precedente, si erano costituite nell’Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi.

La strage della stazione di Bologna è l’evento di chiusura degli anni ‘70, iniziati con i movimenti studenteschi e tragicamente scivolati nella violenza settaria e stragista.

Alla stazione è ancora visibile lo squarcio nella parete causato dalla bomba, ad imperitura memoria dell’accaduto. Alla sala d’aspetto è stato dato il nome di Torquato Secci, padre di una delle vittime e fondatore dell’Associazione Vittime della strage.
Nel 2010 questi luoghi sono stati dichiarati patrimonio dell’U.N.E.S.C.O. per la pace.

 

 

 

 

http://flashgiovani.it/strage_bologna

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