John Lewis attraversa per l’ultima volta il ponte di Selma


Domenica 26 luglio la bara di John Lewis, uno dei principali esponenti del movimento statunitense per i diritti civili nella metà del Novecento, ha attraversato – su un carro trainato da due cavalli – il ponte Edmund Pettus di Selma, in Alabama. Il passaggio è stato organizzato per ricordare la manifestazione pacifica  (ma nonostante questo repressa con grande violenza dalla polizia) che su quel ponte passò il 7 marzo 1965 e che era stata promossa proprio da Lewis, che fu picchiato dagli agenti che gli fratturarono il cranio.  Durante la sua vita Lewis era tornato più volte a Selma e nel 2015, per il cinquantesimo anniversario da quella storica marcia, disse: «Torniamo a Selma per ricordarci, torniamo a Selma per essere ispirati».

Le marce da Selma a Montgomery furono tre raduni di protesta che nel 1965 segnarono la storia del Movimento per i diritti civili degli afro-americani negli Usa. Le marce nacquero dai movimenti che a Selma, in Alabama, rivendicavano il diritto al voto per i neri guidati da attivisti come Amelia Boynton Robinson e suo marito, che formarono la Dallas County Voters League (DCVL). Nel 1963, la Dallas County Voters League iniziò le operazioni di registrazione dei votanti. Quando la resistenza bianca al diritto di voto per i neri diventò insormontabile, la DCVL chiese l’aiuto di Martin Luther King e della Southern Cristian Leadership Conference, che portò molte figure di rilievo nazionale a sostenere la battaglia.

Selma/Montgomery March Leaders & Crowd
26 Mar 1965, Montgomery, Alabama, USA — Original caption: 3/26/1965-Montgomery, AL: Dr. Martin Luther King (C) leads thousands of civil rights demonstrators out on the last leg of their Selma to Montgomery 50-mile hike. Others identifiable in the front row include John Davis (2nd from L) of SNCC, King’s aide Reverend Ralph Abernathy (3rd from L), Dr. Ralph Bunche (5th from L), Mrs. King (next to her husband) and Reverend Hosea Williams (carrying little girl, R). — Image by © Bettmann/CORBIS

La prima marcia ebbe luogo il 7 marzo 1965, in una giornata che sarebbe stata poi ricordata come la “Domenica di sangue” (Bloody Sunday) dopo che 600 dimostranti neri in marcia sull’Edmund Pettus Bridge furono attaccati da poliziotti bianchi con manganelli e gas lacrimogeni. Decine di persone rimasero ferite e le immagini degli scontri fecero il giro del mondo. Fu uno dei momenti più importanti nella lotta per i diritti civili e spinse l’allora presidente, Lyndon Johnson, a promulgare il «Voting Rights Act», la legge che vietò anche a livello locale le discriminazioni elettorali su base razziale.

La seconda marcia, guidata da Martin Luther King, si tenne il successivo martedì, ma i 2500 manifestanti furono costretti a tornare indietro dopo aver attraversato il ponte in quanto un’ordinanza impedì loro di concludere il percorso. La terza marcia iniziò il 16 marzo. Questa volta King e gli altri leader del movimento riuscirono ad ottenere tutti i permessi necessari per arrivare fino a Montgomery. Il 25 marzo, nell’ultima tappa della marcia, 25 mila persone arrivarono fino al palazzo del governatore dell’Alabama, dove King tenne uno dei suoi più celebri discorsi. Il 6 agosto dello stesso anno il Voting Rights Acts venne tramutato in legge, mettendo ufficialmente fine alla discriminazione legale dei neri negli Usa.

La bara di John Lewis sul ponte di Selma

Selma, una marcia che ha cambiato la storia

https://www.lastampa.it/esteri/2015/03/07/fotogalleria/bloody-sunday-la-protesta-a-selma-repressa-nel-sangue-1.35280953

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