Agroalimentare, Ue avvia procedura d’infrazione contro l’Italia per pratiche sleali.


Potrebbe essere un'immagine raffigurante mela e attività all'aperto

Ci voleva l’Unione Europea per costringere l’Italia a rendere operativa a livello nazionale la normativa sulle pratiche commerciali sleali. Con la mancata trasposizione a livello nazionale della direttiva europea, il cui termine è scaduto a Maggio. Le pratiche sleali previste non sono state ancora formalmente vietate. La direttiva sulle pratiche commerciali sleali è stata approvata nel 2019 con l’obiettivo di garantire una catena di approvvigionamento più equilibrata, equa ed efficiente nel settore agroalimentare e quindi correggere gli squilibri nella filiera alimentare europea creati soprattutto da grandi operatori (pensiamo alla GDO) nei confronti di partner commerciali con potere contrattuale debole, in pratica agricoltori e piccoli proprietari terrieri.

In linea con la direttiva, gli agricoltori e i fornitori di piccole e medie dimensioni avranno, dunque, la possibilità di denunciare tali pratiche adottate dai loro acquirenti.

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