29 agosto 1991. Libero Grassi veniva ucciso dalla mafia.


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Libero Grassi era un imprenditore onesto e coraggioso. Si rifiutò di pagare il pizzo e venne per questo ucciso dalla mafia. Successe esattamente trent’anni fa a Palermo. Figlio di una famiglia antifascista, fu chiamato Libero in ricordo del sacrificio di Giacomo Matteotti, assassinato dagli squadristi un mese prima che venisse al mondo. Nel suo nome è racchiuso tutto il percorso della sua esistenza: le certezze che lo hanno sempre accompagnato, gli ideali a cui non ha mai rinunciato, la forza delle sue difficili scelte, spesso compiute in solitudine. In quegli anni era isolato nella sua denuncia, ed era scomodo perché le istituzioni statali ed imprenditoriali avevano il volto della mafia. Era isolato ma stava dando vita a un caso storico, Grazie anche al suo sacrificio, oggi molti imprenditori denunciano il pizzo, scelgono di non rassegnarsi. Si sono aperte crepe vistose nel muro di omertà. Con l’aiuto della magistratura e il sostegno delle associazioni antiracket, la scelta di opporsi al pizzo è possibile. Oggi Libero Grassi può dire ‘missione compiuta’, ma non ancora completata perché un consistente numero di commercianti e imprenditori continua ad essere assoggettato a Cosa nostra.

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/30-anni-fa-moriva-Libero-Grassi-disse-no-al-racket-b7395fe1-22ee-4408-9562-6597b8029fa7.html

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