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Pasticci e ancora pasticci


la scuola delle bugie

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Assegnazione provvisorie e utilizzazioni per l’anno 2016/17.

Istanze on line …la maschera della  scuola primaria  ad oggi 3 agosto non c’è ancora.

Annunciata per il 28 luglio per la scuola primaria e per la scuola dell’infanzia ( scade il 12 agosto)… ad oggi .c’è solo quella dell’infanzia.

La tecnica della scuola 3 giorni fa annuncia che…. “Utilizzazioni e assegnazioni primaria, si parte da lunedì 1 agosto…Che fine ha fatto il modello delle istanze online del Miur che consente di presentare le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria dei docenti della scuola primaria? Secondo una nota del Miur 19976 del 22 luglio 2016  le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria della scuola primaria si sarebbero potute presentare dal 28 luglio al 12 agosto 2016, invece ancora non è stato attivato, su istanze online del Miur, il format per la presentazione di queste domande.

La nostra testata giornalistica, in un…

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2° edizione CONCORSO FOTOGRAFICO “PENSALENTO” 2016


Interessante iniziativa…

IL MESTIERE DI LEGGERE

pensalento2016 etiroll.pngDopo l’interessante esperienza del 2015, l’ETICHETTIFICIO ETIROLLpromuove la 2° edizione del concorso fotografico denominato “Pensalento“.

Tema di quest’anno: “Relazioni analogiche e digitali nel Salento”

La seconda edizione del contest fotografico verte su un argomento di grande attualità ed interesse, ovvero il mutamento delle relazioni sociali e della fruizione dei luoghi generati dall’utilizzo dei dispositivi tecnologici (come smartphone, tablet, pc portatili) e la diffusione dei social network.

Obiettivo del concorso “Relazione analogiche e digitali nel Salento” è osservare come le “giovani e vecchie generazioni” vivano e interagiscano con questa nuova realtà. 

Gli interrogativi ai quali chiediamo di “rispondere” sono se i social network e i vari dispositivi tecnologici siano sinonimo di pericolo o di risorsa, di comunicazione superficiale o di strumento di conoscenza, di omogeneizzazione di posizioni o di allargamento di orizzonti. Le opere diventeranno una chiave di lettura a questi interrogativi.

Le fotografie dovranno…

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CENTO STORICI DA TUTTO IL MONDO A TRIESTE PER IL 9° CONGRESSO ANNUALE DELL’INTERNATIONAL SOCIETY FOR CULTURAL HISTORY


IL MESTIERE DI LEGGERE

Trieste-Province-89959.jpgDopo Bucarest, Johannesburg, Istanbul e Brisbane, il Congresso annuale dell’ISCH arriva in Italia per la sua nona edizione, dedicata al tema “Gender and Generations”. In occasione del Congresso anche l’annuncio del vincitore del premio annuale ISCH al miglior saggio di storia culturale

TRIESTE – E’ dedicato a un tema di scottante attualità, “Gender and Generations”, e si svolgerà per la prima volta in Italia, a Trieste, dal 18 al 22 luglio prossimi, il nono Congresso Annuale dell’International Society for Cultural History (ISCH), prestigiosa associazione cui aderiscono storici della cultura di tutto il mondo. Il Congresso, che viene ospitato ogni anno in un diverso paese del mondo – dalla Romania (2015) al Sud Africa (2014), dalla Turchia (2013) all’Australia (2009), per citarne alcuni -, riunirà a Trieste, per tre intense giornate di studio ospitate nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del…

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Fadwa Tuqan e la poesia come strumento di resistenza culturale in Palestina


2a-na-50820-2.jpgHanno tracciato la rotta verso la vita

l’hanno intarsiata di corallo, di agata e di giovane forza

hanno innalzato i loro cuori

sui palmi di carbone, di brace e di pietra

E con questi hanno lapidato la bestia del cammino

Questo è il tempo di essere forti, sii forte

La loro voce è rimbombata alle orecchie del mondo

e il suo eco si è dispiegato fino ai confini del mondo

Questo è il tempo di essere forti

E loro sono diventati forti…

E sono morti in piedi

Illuminando il cammino

scintillanti come le stelle

baciando le labbra della vita.

È il 1991 quando Fadwa Tuqan, 74 anni, pubblica sul giornale israeliano Ittihad la poesia dal titolo I martiri dell’intifada, una delle sue poesie più simboliche, più vive e più strazianti.

Un grido collettivo, una lacrima sul volto di ogni madre e di ogni padre palestinese che ha visto i propri figli morire per la propria terra.

Fadwa Tuqan, dal 1987, anno della prima intifada, le vede ogni sera dalla sua finestra, le processioni funebri in memoria dei giovani martiri. Perchè nel 1987 sono i giovani palestinesi e la resistenza dal basso i protagonisti di un conflitto che, come altre volte nel corso di questa lunga storia, muta forma, rimischia le carte in tavola, fa entrare in scena nuovi attori,

Alla fine degli anni Ottanta Fadwa Tuqan è una poetessa conosciuta in tutto il mondo, i suoi versi hanno già infiammato gli animi delle generazioni precedenti. Potremmo definire la Tuqan come un’istituzione non solo per la Palestina ma per l’intero mondo arabo, un punto di riferimento letterario e culturale; la sua opera un pilastro, un patrimonio inestimabile.

La sua vita non è stata semplice, ma piuttosto un viaggio tortuoso, A montanious journey, come recita il titolo della sua autobiografia.

Nata nel 1917 a Nablus in Cisgiordania, presumibilmente il 1 marzo, perchè la data della sua nascita, come affermato dalla Tuqan stessa si è persa nella nebbia degli anni. La minore di sei fratelli e sorelle, è una figlia non voluta, in una famiglia già numerosa ed estremamente tradizionalista. La donna ricorda che durante l’intera infanzia la presenza del padre causava in lei un sentimento di angoscia. La sua autobiografia è ricca di aneddoti legati ai suoi ricordi di bambina e a questo senso di inadeguatezza verso i suoi genitori e verso un microcosmo troppo ancorato ad antiche tradizioni e credenze.


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Nulla è più ingiusto quanto fare parti uguali tra disuguali


07letteracProbabilmente, i nostri conterranei (o compaesani, che dir si voglia) non si sono ancora resi conto (o fingono) che pure le nostre comunità sono diventate classiste e discriminatorie.

Quelle che un tempo potevano definirsi “oasi felici”, piccoli centri a dimensione umana, oggi sono intrise di arida e cinica indifferenza, di ipocrisia sociale e disuguaglianze di ogni tipo. Lo si comprende osservando soprattutto il “modus operandi” delle scuole di base, laddove sovente si discrimina a scapito dei meno privilegiati,  quelli che non sono i “figli di papà”.

È fin troppo facile e comodo “disfarsi” dei soggetti più umili e svantaggiati a livello socio-economico e culturale, senza rendersi conto del proprio fallimento come istituzioni e come singoli.

Si provi ad infierire contro il figlio di un assessore o di un sindaco, o il pargolo di un medico, di un avvocato o di un insigne professionista. I rampolli delle “buone” famiglie borghesi non li sfiorano affatto.

Non gli infliggono manco una nota disciplinare.

Alla faccia della osannata “meritocrazia”, di cui ministri ed alti funzionari del dicastero dell’Istruzione si riempiono la bocca. Al contrario, è fin troppo facile accanirsi contro chi non può tutelarsi.

Una scuola che discrimina scientemente i “casi difficili” è come un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Lo scriveva don Lorenzo Milani oltre 50 anni fa in “Lettera a una professoressa”.

Un testo che non è solo di pedagogia, che suggerirei di leggere a quei colleghi e concittadini che ancora non hanno preso coscienza di simili ingiustizie sociali.

Lucio Garofalo

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Un anacronismo storico


car-logos-history-and-origins-19461_15Il capitalismo è un ingranaggio economico rovinoso, ma soprattutto è un modello anacronistico ed irrazionale: esso, a causa delle disfunzioni interne, genera periodicamente fenomeni di crisi, i cui effetti devastanti vengono scaricati sistematicamente sulle classi lavoratrici subalterne, che sono scarsamente rappresentate sul terreno politico ed in tal modo si impoveriscono e si indeboliscono ulteriormente. Il capitalismo ha “funzionato” finché è riuscito ad assicurare una condizione di benessere materiale, sia pur relativo, ai ceti medi e ad ampi settori del proletariato occidentale, a discapito ovviamente di miliardi di esseri umani costretti a vivere in uno stato di inedia e di sottosviluppo cronico nei paesi del Terzo mondo, ridotti a sopravvivere con meno di un euro al giorno.

Il meccanismo dell’accumulazione e dello sviluppo capitalistico, che aveva garantito un certo tenore di vita consumistico ai popoli occidentali, oggi si è inceppato ed è precipitato in una crisi epocale drammatica che non è solo contingente, bensì sistemica e strutturale, ed è altresì una profonda crisi ideologica che produce, inevitabilmente, una irrimediabile perdita di consensi.

Ebbene, la risposta del capitalismo (industriale e finanziario) alle ricorrenti crisi economiche, è sempre brutale ed aggressiva verso il mondo del lavoro. Ricordo che di fronte alla recessione internazionale la risposta della FIAT si è tradotta in una strategia mirata ad una sorta di “terzomondizzazione” del lavoro in Italia, ad una crescente intensificazione dei ritmi e degli orari di lavoro, ad una completa precarizzazione dei diritti e delle tutele sindacali, delle retribuzioni salariali, delle condizioni di sicurezza e di vita degli operai italiani.

Dopo aver dissanguato i lavoratori polacchi, la FIAT ha pianificato il rientro in Italia di una produzione automobilistica che era stata trasferita all’estero negli anni precedenti, malgrado le generose sovvenzioni elargite alla FIAT da parte dello Stato italiano, ingenti somme di denaro pubblico versato dai cittadini e dai contribuenti del nostro paese. Accanto alla FIAT si erano schierati i massimi calibri del governo e della politica italiana, da Bersani e D’Alema al ministro del lavoro Sacconi ed ovviamente la Confindustria. I cui vertici non persero l’occasione di marcare l’operazione con un intenso traccheggio con i partiti e ripetuti insulti della Marcegaglia ai lavoratori.

Qualcuno dei pennivendoli più servizievoli della FIAT si spinse financo a tacciare gli operai come ladri. Fu un merito della Fiom e dei Cobas se la resistenza operaia riuscì a contrastare un simile disegno reazionario, indicando una via di lotta in difesa della salute, della dignità e della libertà dei lavoratori e della città di Pomigliano d’Arco, affinché non diventasse la sede di uno stabilimento-penitenziario in cui sperimentare una spaventosa riforma dell’organizzazione del lavoro in Italia. In quella circostanza, la sconfitta della FIAT fu testimoniata dal suo silenzio: Marchionne fece la figura del “quaqquaraqquà” e la FIAT si dovette arrendere di fronte alla determinazione dei lavoratori di Pomigliano che, non accettando ricatti e diktat, non solo fornirono una grande lezione di democrazia, ma offrirono la prova visibile della possibilità di ricostruire in Italia un nuovo movimento operaio.

Lucio Garofalo

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Un breve saggio filosofico


th.jpgLA RUDUZIONE DEL “TEMPO” AD OGGETTO DI BANALITA’

INTRODUZIONE

“La durata delle cose, misurata a periodi, specialmente secondo il corso apparente del sole”: questa è la definizione generica del concetto di “tempo” fornita da un comune dizionario della lingua italiana.

Eppure, proprio attorno a tale categoria ed a ai suoi molteplici significati (di ordine storico, filosofico, o di natura astronomica), si è come addensata una coltre di fumo accecante, densa di luoghi comuni e rozze ovvietà, che sono persuasioni assai diffuse nella vita quotidiana di noi tutti. Gli stereotipi sul “tempo” paiono proliferare senza soluzione di continuità, e quasi tutti, eccezion fatta per quei fenomenali campioni della lingua e del sapere umano, se ne servono abitualmente, forse inavvertitamente, magari per riempire il vuoto raccapricciante di certe conversazioni, in altre parole per coprire  i “tempi morti” della nostra esistenza.

Sovente infatti, ci capita di ascoltare asserzioni totalmente insensate, che farebbero inorridire le nostre menti qualora fossimo soltanto un po’ più attenti e riflessivi, meno pigri o distratti.

“Ammazzare il tempo”, tanto per citare uno dei casi più dozzinali, è un modo di dire quantomeno sciocco perché non significa nulla se non che si uccide la propria esistenza.

La persona che “ammazza il tempo”, cioè che impiega malamente il proprio tempo vitale, non sapendo cosa fare, non avendo interessi gratificanti, né occupazioni di tipo mentale (come leggere e scrivere) o di carattere fisico (come gli sport), tali da motivare il vivere quotidiano, non coltivando passioni che potrebbero impreziosire la qualità del proprio tempo esistenziale, finisce per annichilire sé stessa, divenendo un essere ansioso, depresso, accidioso, ma non ozioso.

Invero, l’otium dei latini (che per il cristianesimo più bigotto, influenzato da filosofie mistiche orientali e da una forma volgarizzata dello stoicismo, rappresenta il vizio supremo: infatti, l’accidia è compresa tra i “vizi capitali” osteggiati dalla tradizione giudaico-cristiana), che era l’ideale  di vita proprio della cultura classica greco-romana (ispirata, invece, da una  concezione epicurea, nutrita da orientamenti filosofico-esistenziali che privilegiavano la ricerca della felicità e del piacere di vivere quali finalità somme da perseguire in quanto capaci di liberare l’intrinseca natura della persona umana ), era ed  è la condizione dell’individuo privilegiato, del ricco padrone di schiavi, padrone della propria e dell’altrui vita, della persona che non è costretta a lavorare per sopravvivere, che non deve travagliare e può dunque sottrarsi alle fatiche materiali necessarie al procacciamento del vitto e dell’alloggio, non ha bisogno di stancarsi fisicamente perché c’è chi si affanna per lui, e può dunque godersi le bellezze, il lusso e quanto di piacevole la vita può offrire.

L’ otium, in altre parole, è il modus vivendi del padrone aristocratico, del patrizio romano, del parassita sfruttatore del lavoro servile, che non fa nulla ed ha a sua disposizione tutto il tempo per poterlo occupare nella “bella vita”, ovvero in un’esistenza amabile e gaudente per sé, quanto detestabile e dolorosa per i miseri che nulla posseggono, neanche il proprio tempo, sprecato ed annullato per ingrassare e servire i propri simili!

Tutto ciò è vero, purtroppo. È vero, infatti, che non tutti detengono il privilegio o la fortuna (che dir si voglia) di avere molto tempo libero disponibile, da poter spendere in diverse e divertenti attività (la radice etimologica dei vocaboli “diverso” e “divertente”, è la medesima: entrambi derivano dal latino “di-vertere” che sta per “deviare”, ovvero “variare” ).

Anzi, la grande maggioranza degli individui sulla Terra, ancora oggi è costretta suo malgrado a travagliare, a patire, insomma a lavorare per sopravvivere, chi cacciando e vivendo primitivamente, chi coltivando la terra, chi sprecando otto, nove ore a sgobbare in fabbrica, o ad annoiarsi in ufficio, chi occupandosi inutilmente di “affari”, ossia di faccende non gratificanti ma stressanti e frustranti, al solo scopo di lucrare e speculare!

È d’uopo invece, comprendere che il tempo (quello vitale) degli individui, dell’esistenza quotidiana di ciascuno di noi, rappresenta una risorsa di valore inestimabile, non sul piano economico-materiale, ovvero nel senso venale e più triviale (un altro luogo comune, vergognoso e detestabile, recita: “il tempo è denaro”, ed è abitualmente pronunciato dai cosiddetti “uomini di affari”, i signori del denaro e della finanza, i paperon de’ paperoni, ovvero i parassiti e i nullafacenti della società odierna, gli arrivisti e i carrieristi, gli approfittatori dell’altrui tempo, dell’altrui denaro e dell’altrui ingenuità, gli sfruttatori del lavoro sociale e dell’esistenza dei più miserabili e sventurati), bensì da un punto di vista più propriamente estetico-spirituale, che comprende la sfera del piacere, della bellezza, del godimento, dell’intelligenza, della cultura, dell’arte, dell’amore, della fantasia, dell’immaginazione, della felicità, cioè la dimensione creativa, ludica, libidinosa, della vita.

Il tempo, nella maggioranza delle esistenze individuali, viene sprecato e speso male, se non malissimo, ovvero viene “ammazzato”, svuotato di ogni senso  proprio, sicché è la propria vita ad essere abbruttita ed impoverita, e la persona umana si sente avvilita, inutile, quasi disperata, priva di stimoli, di interessi, di entusiasmo, di voglia di vivere.

Il “tempo”, nella fattispecie quello climatico, è frequentemente citato quale insulso e comodo oggetto di conversazione, nel desolante vuoto dell’incomunicabilità e dell’alienazione moderna, quando con sgomento si scopre di non sapere cosa dire, di quali argomenti chiacchierare, con un interlocutore qualsiasi o con un compagno d’occasione, o magari con una personalità oltremodo imbarazzante, la cui ingombrante presenza ci infonde soggezione, oppure quando ci si sente mentalmente affaticati e non si è in grado di elaborare idee originali o di sostenere valide argomentazioni, ovvero perché non si è molto abili o educati all’arte della conversazione e della comunicazione.

Il “tempo atmosferico”, come tema di dialogo e di confronto interpersonale, risulta perciò una sorta di via di scampo o di “uscita di sicurezza” dall’imbarazzo, dalla stanchezza e dal vuoto dell’incomunicabilità, dalla povertà intellettuale, ma in realtà conduce all’abisso dell’ovvietà e della noia, allo squallore dell’ipocrisia, precipitando infine nel baratro dell’angoscia e dell’ignoranza più becera. Frasi trite e ritrite del tipo “che tempo fa oggi?” o “il tempo minaccia…” ecc., talvolta sono spie inequivocabili, che tradiscono la soggezione emotiva, la goffaggine e l’imbarazzo  personale, l’incapacità e l’ingombrante difficoltà di comunicare, il conformismo esistenziale e culturale, oppure indicano un atteggiamento di astuzia, di falsità, di “temporeggiamento” (paradossalmente, il “tempo”, come categoria atmosferica, è in taluni casi adoperato quale espediente per “temporeggiare”, vale a dire “prendere tempo”, così da poter pensare ad altro, in attesa che qualcosa accada!), ovvero esprimono il desiderio di indugiare oltre, l’ansia di “guadagnar tempo” (appunto!), magari perché si tenta di approfittare di qualcosa o di qualcuno. Da questo punto di vista, i luoghi comuni e le convenzioni sul “tempo”, inteso nella più comune accezione meteorologica, si sprecano a dismisura, e quel concetto , sì tanto nobile e complesso, finisce per essere assurdamente involgarito e banalizzato come in nessun altro caso, al solo fine di camuffare un pauroso vuoto di idee, per dissimulare propositi malvagi, per mascherare, in modo maldestro, emozioni, intenzioni, stati d’animo o quanto possa apparire indice di vulnerabilità.

Intorno al senso meteorologico-atmosferico del concetto di “tempo”, si “addensano” (tanto per usare una metafora in tema) “nuvole” di inanità linguistiche, vere e proprie “tempeste” di frasi convenzionali, “uragani” di luoghi comuni. Dietro il facile espediente del “tempo” quale argomento di conversazione fin troppo scontato ed ordinario (esiste una sfilza di sinonimi altrettanto prevedibili, da sputare sulla carta, a riguardo), sovente si annidano secondi fini o cattive intenzioni, oppure motivi di timidezza, ingenuità, goffaggine, se non proprio un’ignoranza abissale, magari anche un’indolenza mentale, un’abitudine al conformismo ed alla miseria intellettuale, una carenza di idee proprie ed originali, uno stato di profonda immaturità culturale. Si potrebbe ironicamente (o cinicamente) osservare che, in questi casi, il “tempo” (vale a dire il “clima”, quale banalissimo oggetto di conversazione) può “annebbiare” la mente e “ottenebrare” lo spirito, nella misura in cui ci si abitua (sciaguratamente) alla più deteriore condizione esistenziale, ossia alla pigrizia intellettuale, che è l’esatto contrario dell’”otium” di cui si è già spiegato il senso più vero e più nobile, che non è “sfaccendare” o “non fare nulla” (ossia “sprecare il tempo”, “oziare” nel senso capitalistico-borghese  di non esercitare “negotium”, che è l’attività per accumulare denaro, intraprendere imprese  lucrose, siglare “affari d’oro”, e via discorrendo).

L’”otium” non è propriamente lo stato  del “fannullone”, quantunque si sia già spiegato chiaramente che esso rappresenta una condizione privilegiata, appartenente ad un’élite aristocratico-classista che non deve fronteggiare le difficoltà quotidiane della sopravvivenza materiale. In un certo senso, l’”otium” (in quanto negazione del “negotium”) è una virtù, un talento, che presuppone molteplici e diverse qualità creative, anzitutto l’abilità e la capacità di impiegare il proprio tempo libero realmente disponibile, per migliorare e valorizzare progressivamente e costantemente la qualità della propria esistenza, grazie ad una serie di impegni gratificanti quali la lettura di bei libri, la visione di bei film, l’ascolto di buona musica, l’amore (in tutte  le sue dimensioni, compreso quello carnale), le buone amicizie, la buona gastronomia, le belle arti, il godimento delle bellezze naturali e di ogni altra gioia o piacere che la vita è in grado di offrirci, soltanto se lo volessimo, solamente se sapessimo organizzare il nostro tempo, e se davvero ne avessimo la possibilità.

Lucio Garofalo

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Homo homini lupus


lupus_905.jpgIn base ad una persuasione assai diffusa nell’immaginario collettivo, si suppone che in “tenera età” le amicizie siano ancora sincere e disinteressate. In realtà, non è sempre così, nella misura in cui non mancano rare eccezioni.

Mi dispiace deludere chi abbia altre opinioni, sfatando una rassicurante rappresentazione, assai incantevole e fiabesca del mondo infantile, derivante da luoghi comuni falsi, comodi e banali, ma la mia esperienza professionale di insegnamento, che mi ha impegnato direttamente sul “campo di battaglia”, a stretto contatto con i bambini, mi ha convinto che la natura infantile non è affatto innocente, ovvero disincantata come si tende ingenuamente ad immaginare.

Non serve affatto scomodare le note interpretazioni di scuola “genetista” per suffragare un’ipotesi che discende dall’osservazione diretta ed empirica del comportamento infantile. Il DNA non si può smentire, né correggere facilmente.

Lo stesso Freud affermò che l’indole di una persona si è già compiutamente plasmata all’età di tre anni. Per cui, se uno è già stronzo (perdonate il termine) in erba, difficilmente diventerà una persona migliore in età adulta.

Anzi, temo che possa peggiorare. Specie se dovesse crescere in un pessimo ambiente socio-familiare.

Ed il tipo di società (capitalista o come preferite chiamarla) in cui noi viviamo, in cui imperversa un’ideologia che esalta l’egoismo estremo e regna un clima di atroce indifferenza, di alienante ed esacerbata competizione, in cui le relazioni interpersonali sono regredite, non aiuta ad educare un’umanità migliore.

Anzi, l’indole umana è costretta ad inferocirsi ulteriormente (“homo homini lupus”, sosteneva Thomas Hobbes), per cui l’essere umano è condannato ad un “destino” di crescente abbrutimento etico-spirituale.

Lucio Garofalo

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Interferenti endocrini: l’Ue svende la salute dei cittadini


“La Commissione europea ha rilasciato oggi i criteri per regolare gli interferenti endocrini, sostanze o molecole chimiche dannose per la salute che agiscono sugli ormoni e sul sistema endocrino, degli uomini come degli animali. Invece di tutelare la salute e l’ambiente, questi criteri vanno nella direzione opposta: lasciano il campo libero alle pressioni delle lobby“.

La Commissione ha proposto criteri per regolare gli interferenti endocrini a tutto vantaggio delle lobby dell’industria agro-chimica, con deroghe più ampie.
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Tuareg: la tribu’ islamica dove le donne praticano la libertà sessuale e non portano il velo (FOTO e VIDEO)


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“Sono musulmane ma non portano il velo, possono avere più partner sessuali e divorziano tranquillamente. Sono le donne nomadi della tribù dei Tuareg, che per secoli hanno attraversato il deserto del Sahara, spesso private dalla sabbia persino della vista e guidate solo dal loro elevato senso dell’olfatto e del gusto per scegliere un percorso sicuro attraverso le dune mutevoli.

Con la loro aria misteriosa, i Tuareg evocano immagini di un’epoca ormai dimenticata e romantica. Ma dietro il loro antico modo di vivere c’è una cultura progressista. Le donne possono avere più partner sessuali al di fuori del matrimonio, mantengono tutti i loro beni con il divorzio e sono così venerate dai generi che non osano mangiare nella stessa stanza in cui si trova la suocera.”

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CETA: democrazia sotto attacco.


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CETA, il Trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada (meno conosciuto del TTIP ma altrettanto pericoloso) rischia di essere approvato senza il voto dei Parlamenti Nazionali. Tutto questo grazie all’iniziativa del Governo Italiano e del Ministro Calenda, che sono pronti a rinunciare alla verifica parlamentare di 28 Paesi dell’Unione Europea.

Se il CETA verrà approvato, le multinazionali avranno quello che chiedono da tempo: un mezzo potente per aggirare gli standard europei in materia di sicurezza ambientale e alimentare. Una delle clausole presenti nel Trattato prevede infatti la possibilità per le aziende ci citare in giudizio i Governi che prendono decisioni “lesive” dei loro interessi privati.

Che dietro il CETA si nasconda il TTIP lo dicono i numeri: circa 42.000 multinazionali americane presenti in Europa hanno una succursale in Canada! Il CETA è, a tutti gli effetti, il cavallo di troia per far arrivare il TTIP in Europa, e DOBBIAMO AGIRE SUBITO!

CETA é il preludio del TTIP E VA FERMATO SUBITO.

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA! SCRIVI A CALENDA E RENZI!

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L’Iter di approvazione del CETA dovrebbe prevedere una ratifica da parte dei Parlamenti nazionali, ma secondo le recenti dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, l’Italia sarebbe pronta a rinunciare a questa verifica parlamentare nazionale. Tutto questo è antidemocratico!

Il 15 Giugno il Ministro Calenda parteciperà ad una audizione parlamentare su questo tema, e noi vogliamo far sentire la nostra voce. Facciamo arrivare al ministro tutti i nostri messaggi via Twitter e non potrà ignorare la protesta di migliaia di persone!

COPIA e INCOLLA QUESTI POST
.@Carlocalenda @matteorenzi La democrazia non si svende! Vogliamo il #CETA al vaglio dei Parlamenti Nazionali! #StopCETA #StopTTIP

.@Lauraboldrini @PietroGrasso vogliamo verifica parlamentare per il #CETA! A rischio democrazia e standard di sicurezza #StopCETA #StopTTIP

 

 

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Il referendum tradito


13434800_1041078739281334_4579627734523582367_n.jpgOltre ventisette milioni di cittadini italiani il 12 e 13 giugno del 2011 parteciparono a un referendum popolare, votando 4 quesiti. 25.935.372 dissero sì all’abrogazione di una norma volta ad obbligare le società che si occupano dei servizi pubblici locali ad affidare la gestione tramite gara a una società per azioni; 26.130.637 dissero sì a una modifica della tariffa del servizio idrico integrato, eliminando la componente “remunerazione del capitale investito”; 25.643.652 dissero sì all’abrogazione delle nuove norme che avrebbero consentito la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare; 25.736.273, infine, dissero sì all’abrogazione della norma relativa al “legittimo impedimento” del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale.

Tre dei quattro quesiti riguardavano, quindi, ambiente e diritti. E cinque anni dopo rispondiamo alla domanda “che cosa è successo?”. 

Acqua, il referendum tradito
Cinque anni dopo, non è cambiato (quasi) niente. Anzi, a livello governativo si assiste allo stravolgimento della legge per la ri-pubblicizzazione dell’acqua: il testo nato dalla proposta di iniziativa popolare del 2007 è stato approvato alla Camera, il 20 aprile scorso, in una versione che ne stravolge profondamente i contenuti.

Ma non c’è solo questo: il Governo guidato da Matteo Renzi ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria al referendum, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità” e il “rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”.

Negli stessi decreti attuativi, inoltre, ritorna la previsione -per i servizi a rete- di “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa: è l’esatta dicitura che oltre 26 milioni di cittadini avevano abrogato nel 2011.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, tra i promotori del referendum, è così oggi impegnato nella campagna “Stop Madia”. Il nuovo Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell’art. 19 della L. 124/2015 (Legge Madia), è passato all’esame del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Stato-Regioni, e verrà approvato in via definitiva -con tutta probabilità- entro la fine del mese di giugno.

 

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Amal: la storia e le speranze racchiuse nel nome di una donna araba


Ogni mattina a Jenin è il romanzo d’esordio di Susan Abulhawa, scrittrice palestinese che ha consacrato la vita alla testimonianza del conflitto arabo-israeliano

IL MESTIERE DI LEGGERE

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Ogni mattina a Jenin è il romanzo d’esordio di Susan Abulhawa, scrittrice palestinese che ha consacrato la vita alla testimonianza del conflitto arabo-israeliano. Nata da una famiglia costretta ad abbandonare la propria terra in seguito alla Guerra dei Sei giorni, Susan trascorre l’infanzia in un orfanotrofio di Gerusalemme per poi fuggire negli Stati Uniti, dove riesce a studiare e a laurearsi in scienze biomediche. Nonostante la guerra le abbia sottratto qualsiasi tipo di contatto duraturo con la propria nazione d’origine, ella si mantiene un’energica testimone degli eventi che dal 1948 dilaniano un’ormai esausta Palestina, terra di olive,  poesia beduina e seducenti melodie arabe,  le quali fanno da sfondo alle vicende che animano questo romanzo, un brulichio di colori e di persone che proiettano da subito il lettore nell’immaginario dell’autrice. Così, fin dalle prime descrizioni e dai primi ritratti, si ha l’impressione di camminare tra le viuzze polverose di Gerusalemme, di…

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Perfetti sconosciuti


Perfetti-sconosciuti-locandina.jpgVorrei parlare del film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese che ha avuti molteplici rinoscimenti,  è ancora in programmazione a distanza d tre mesi dalla sua uscita ed ha la  certezza di essere il primo film italiano di ultima generazione che avrà un remake in molti paesi.

L’idea di base è semplice ma allo stesso tempo geniale:alcuni amici si ritrovano per un’ecissi di luna  e decidono di mettere il cellulare sul tavolo in manera tale che tutti possano vedere i segreti degli altri.
Naturalmente succede di tutto con tradimenti e rivelazioni , ma la possibiltà che non ci siano dubbi nell’amicizia e che si tratti di solo una brutta ipotesi rimane in evidenza.
Il cast è di livello.
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RIO 2016 Non c’è posto per la violenza iN questi giochi!


4e953a70-campagna-rio-copia_0j40it0j30eq000029.pngOgni anno in Brasile sono 30.000 i giovani uccisi. 

Nel 77% dei casi sono giovani neri.

Già denunciato in occasione dei mondiali, il massacro di giovani brasiliani non si arresta. Una situazione che è peggiorata a seguito dalla crisi politica che ha investito il Paese con la sospensione del presidente Dilma Rousseff e la nomina di Alexandre de Moraes, già capo della polizia nello stato di San Paolo e principale responsabile della repressione delle proteste studentesche e sociali, a capo del Ministero della Giustizia.

Vogliamo che le Olimpiadi di Rio 2016 si svolgano regolarmente e per questo chiediamo, a meno di due mesi dal loro inizio, alla Commissione per la Sicurezza di Rio 2016, responsabile di tutte le operazioni di sicurezza nell’ambito delle Olimpiadi, di fermare questo massacro.

Firma anche tu per:

  1. prevenire l’uso non necessario ed eccessivo della forza da parte della polizia o dei militari;
  2. evitare violazioni dei diritti umani nelle aree più emarginate;
  3. prevedere meccanismi per verificare la responsabilità di eventuali violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza;
  4. indagare su casi di violazioni dei diritti umani, assicurando i responsabili alla giustizia, e di sostenere pienamente le vittime e i loro familiari.

 

FIRMATE L’APPELLO

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In viaggio lungo la Via Francigena


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A piedi o in bicicletta? A cavallo o con i mezzi pubblici? La Via Francigena è un itinerario meraviglioso, un patrimonio dell’umanità che può essere scoperto in vari modi. Potete iniziare con una giornata di cammino ritornando al punti di partenza in treno, proseguire con un weekend in bicicletta pernottando in un antico ospitale, o regalare ai vostri bambini una breve passeggiata con gli asinelli. E nel frattempo progettare un grande viaggio, sulle orme degli antichi pellegrini.

L’importante è muovere il primo passo, il più difficile! Buon cammino!

Qui  tutte le indicazioni

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Ovvio che votavo PCI…..


bandiera_Pci.jpgOvvio che votavo PCI.
Famiglia operaia, e poi mio padre tornava dal cantiere con la Rizzato verde, una bicicletta con la canna obbliqua, da femmina. Nel 1966 era gia’ oltre, mio padre.
Ero ragazzino che Ingrao era vecchio, e Berlinguer adulto.
Era il partito degli e per gli operai.
Il sindacato di sinistra era forte e difendeva davvero i lavoratori. Amavo la pipa di Luciano Lama.
Poi lotte di classe, io facevo sempre a botte col compagno di banco, che sua madre insegnava nella classe femminile mentre mia madre imparava a crescere da sola cinque figli.
Stategie della tensione e il partito radicale.
Votai radicale, se non altro perche’ Cicciolina mi insegno’ con video clandestini e riviste patinate a crescere sano. Aborto e divorzio erano gia’ roba superata.
I verdi. Carini. C’era pure Rutelli. Votai i verdi.
Il PCI scomparve. Ma mica perche’ mi facevo le seghe ecologiche. Ci pensarono Occhetto, il giovin D’Alema e buonanima di Napolitano alla Bolognina, decidendo, epoca muro di Berlino e comunisti che mangiano bambini mica calamari e gamberi, di cambiare il nome al PCI.
Cambiarono il nome, e pure i leaders.
Quelli dell’epoca, i “comunisti” ereditieri, oggi hanno il culo praticamente sottovuoto in salamoia.
I coglioni attuali, o attuali coglioni al servizio del potere bancario, sono i vari Renzi, Orfini. Vittime sacrificali. Qualcuno deve pur fare il gioco sporco.
Sorrido a quando qualche anno fa mi incazzavo per silvio berlusconi, che oggi mi fa tenerezza e gli regalerei soltanto gli anni che gli restano in carcere, contorniato dalle troie da lui create.

Un mito.
Sorrido, nella consapevolezza del declino imminente di questo pagliaccio fiorentino.
Insomma sorrido.

E, comunque, sono e resto comunista, con “leggere” tendenze M5S.
Ma Cicciolina radicale, durata 3 mesi e dodici giorni, mi ha insegnato l’arte artigianale.

E oggi la ricordo con simpatia. Il made in Italy senza andare a puttane.

Maurizio Vona

( post trovato su FB.. molto illuminante sul percorso storico di un comunista )

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Muhammad Ali, alla ricerca dell’uomo dietro al mito‏


muhammed-ali.jpg“Il 2 ottobre del 1980, Muhammad Ali, 38enne, e Larry Holmes, campione mondiale dei pesi massimi, entrarono in un’arena temporanea costruita presso il Caesar’s Palace di Las Vegas. Un pubblico di quasi 25.000 persone aveva pagato 5.766.125 dollari, un record per quei giorni.

“Non è stata una lotta; è stata una esecuzione”, scrisse il biografo di Ali, Thomas Hauser.

Dopo dieci giri disgustosamente unilaterali, l’allenatore di Ali, Angelo Dundee ne chiese il ritiro. L’aiutante e confidente di Ali, Bundini Brown supplicò: “Un altro giro”.

Ma, Dundee gli urlò: “Vaffanculo! No! La partita è finita”.

In un certo senso, aveva ragione: il gioco era effettivamente finito. Ali avrebbe combattuto solo un’altra volta.

Da molti anni la sua salute andava peggiorando, ben prima che la lotta con il mal consigliato Holmes e il feroce attacco che subì fu respinto anche dai suoi critici più severi. Ali il “temibile guerriero”, come lo chiama Hauser, sarebbe scomparso, sostituito da un “monarca benevolo e, infine, da una figura venerata benigna”. 

E ora quella figura venerata è morta, all’età di 74 anni.”

continua qui

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Chi sono o cosa sono gli Etrurians ???


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Gli Etrurians ieri sera sul palco a Pieve al Toppo

 

Antefatto : Ho quattro figli che bene e o male  hanno a che fare con la musica… in particolare Nicoletta ( chiamata Nico  in famiglia ) suona la tromba da vera professionista con un paio di gruppi e altre esibizioni saltuarie.

Evento : mia figlia Nico mi fa sapere che  il 3 suona a Pieve al Toppo ( pochi kilometri da casa  mia) e mi invita ad andarla a sentire.

Il Caso  vuole che quel giorno arrivi mia figlia che lavora e vive a Londra da 4 anni.

Decidiamo di andare tutte tre io, Irene o Olga ( la figlia più piccola )… leggo su FB che Nico  suona con gli Etrurians.. Bene !… mi preparo psicologicamente ad un serata di musica barocca o roba simile.. il nome Etrurians a questo mi fa pensare.
Andiamo.. li troviamo ancora a cena, Nicoletta ci presenta Simone .. l’anima  e il fondatore del gruppo.
Simpaticissimo e cordiale… ma  io comincio a sospettare che non si tratti di quel genere di musica che avevo pensato.
Inizia lo spettacolo… frizzante ed entusiasmante nonostante la serata un po’ piovosa.
Luca è un intrattenitore nato, aiutato brillantemente da Gio Vanna,canta e si agita sul palco invitando tutti a ballare.
Invito inutile : i piedi si agitano da soli con il sound della band e si balla….
Sound che mi dicono gli esperti  sia “soul rocksteady reggae funky” …. in parole povere ritmi  quasi  “caraibici “ tanto che sembra ad un certo punto chiudendo gli occhi  e riaprendoli ti stupisci di vedere solo dei  “visi pallidi” sul palco..
Bravissimi … bella esperienza…. oserei dire da ripetere per il benessere del corpo e della mente.

Stasera  (4 giugno ) suonano a Firenze …..quasi quasi…….
(Ah… ovviamente stata una grande e bella sorpresa vedere la  “crescita” musicale  di mia figlia Nico .. )

Franca  C.

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Al fianco dei lavoratori francesi


index.jpgL’aspro conflitto sociale in atto in Francia avrà una rilevanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale (un’Europa dei popoli e non dei padroni), per le condizioni di vita dei lavoratori, degli operai, dei pensionati e delle categorie più deboli ed indifese tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici e dei beni comuni.

Soltanto una generale mobilitazione europea, coordinata da coloro che ritengono possibile un mondo non fondato sul profitto privato, sulla mercificazione globale, stringendo un’alleanza tra tutte le forze sindacali, sociali e politiche alternative ed antagoniste allo strapotere del “dio mercato”, potrebbe modificare il corso degli eventi futuri.

Servirebbe promuovere una manifestazione a livello sovranazionale, in grado di coinvolgere le strutture sindacali, sociali e politiche che si battono contro le ricette rovinose di “fuoriuscita dalla crisi” prescritte delle élites finanziarie che pretendono che la crisi sia pagata dai lavoratori e non da chi l’ha provocata. Solo così si potrà elevare il livello dello scontro da un piano solo nazionale ad uno internazionale, per impedire il massacro sociale dei popoli europei.

Massacro che significa, in termini più semplici: libertà di licenziamento, attacco alla spesa sociale ed ai lavoratori pubblici, e via discorrendo. Contro le ricette neoliberiste volute dalla trojka, occorre rivendicare con forza maggiori tutele a favore dei pensionati, dei precari e dei disoccupati, ma anche la tassazione dei grandi patrimoni e delle operazioni finanziarie.

Non bisogna concedere nemmeno un euro, né un posto di lavoro per salvare le banche, i finanzieri ed i padroni.

È necessario respingere il feroce attacco al diritto di sciopero, ai diritti sindacali e dei lavoratori, ai contratti collettivi, alle pensioni, ai beni comuni.

Occorre uno schieramento massiccio ei.

Lucio Garofalo

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la vicenda dei terreni da coltivare gratuitamente


agricoltura-sostenibile.jpgGiorni fa  ho visto un annuncio su FaceBook e siccome mi pareva molto interessante l’ho postato sulla mia bacheca.

Difatti  ad oggi ha avuto una risonanza spettacolare : circa 600 mi piace e 1400 condivisioni.

Ieri  incuriosita dai commenti, a volte negativi ,ho scritto direttamente all’autrice del post Lia Taddei

ed ho avuto questa risposta

CIAO ALLORA SEI TU????

TI RINGRAZIO,DOPO AVER RISPOSTO A 650 RICHIESTE LO SCORSO ANNO ORA RICOMINCIA IL GIRO, SONO TANTISSIMI I RAGAZZI CHE MI SCRIVONO, MA PURTROPPO IL NOSTRO BANDO E’ SCADUTO UN ANNO FA E LE NOSTRE TERRE SONO GIà STATE ASSEGNATE, CHI LEGGE ORA IL MESSAGGIO DOVREBBE SOLO CERCARE SUL SITO I TERRENI MESSI A DISPOSIZIONE DA ALTRI PROPRIETARI CHE ABBIAMO INDIVIDUATO E TELEFONARE DIRETTAMENTE A LORO , OPPURE CONTROLLARE LA BANCA DELLA TERRA DELLA REGIONE TOSCANA ANCHE QUESTA INDICATA NEL SITO.

PER FAVORE SE PUOI PUBBLICA QUESTE PAROLE SUL TUO SITO, COSI’ EVITIAMO FRAINTENDIMENTI.

TI RINGRAZIO MOLTISSIMO!!!””

Tanto dovevo per evitare inutili illusioni.

Buona festa della repubblica.

Franca C.

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CHIAMIAMO LE COSE COL LORO NOME


 
sara1-675.jpgUna giovane ragazza romana, Sara di Pietrantonio, muore bruciata viva dall’ex fidanzato. Una cosa atroce, resa ancor più drammatica dal fatto che la ragazza ha chiesto aiuto a diversi automobilisti che, pur vedendo quanto stava accadendo, non si sono fermati per intervenire.
Nel Paese si comincia a parlare di quanto il maschio italiano abbia con le donne un comportamento medioevale e che consideri l’altro sesso come un qualcosa di personale, un oggetto da usare a proprio piacimento. Altri, pensando a coloro che non si sono fermati a intervenire, se non li condannano almeno li giustificano, facendo presente quanto, nel mondo di oggi, possa essere pericoloso per la propria incolumità intervenire.
Altri ancora, danno la colpa di quanto accaduto allo stato di degrado in cui versa la Capitale.
Credo quindi sia doveroso sottolineare alcuni punti che probabilmente, nella foga dei commenti, non sono stati ben ponderati.
Qui non è stato il tipico maschio italiano che considera la donna un oggetto e come tale la tratta, ma un pazzo criminale che, dopo aver cosparso il corpo dell’ex di benzina, le ha dato fuoco e poi e’ tranquillamente andato al lavoro.
Chi di noi non ha in odio qualcuno/a e se questi dovesse morire non verserebbe una lacrima ? Eppure non ci sogneremmo mai di farle del male, se non per una nostra normale umanità, almeno per evitarne le conseguenze. I testimoni di quanto accaduto, quelli che non si sono fermati ad intervenire, dando retta ai vecchi consigli della nonna quando diceva ‘’ Fatti li c…. tua se nun vòi avè casini ‘’, sono egualmente colpevoli. Non si tratta di essere degli eroi ma persone umane, che aiutano chi ha palesemente bisogno. Sono coraggiosissimi a parole e si dicono pronti a sparare ad uno zingarello che ruba nelle loro case ma pavidi e accorti quando si tratta di doversi prendere qualche rischio. Questo episodio, accaduto in una periferia romana, poteva accadere in qualunque altra parte del Paese.
Certamente Roma sta attraversando un periodo difficile e il senso civico dei romani, un po’ per colpa loro e un po’ per colpa di chi li governa, non e’ certo da esempio; ma paragonare l’ Urbe ad una sorta di Far- West è una falsità.
Anche il titolo di LIBERO a questa notizia, ‘’ ROMA INVASA DAI RIFIUTI, A CUI SI AGGIUNGE ANCHE UNA RAGAZZA ABBRUSTOLITA ‘’ , quasi che si parlasse di una braciola avanzata dopo una grigliata, meriterebbe di essere chiamato col giusto appellativo : ma, almeno qui, è meglio che evitiamo il turpiloquio !!
Gianluca Bellentani
 

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Voto No, mi batto contro questo aspirante dittatore


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Franzo Grande Stevens – Lo storico avvocato degli Agnelli: “Renzi non può minacciare l’ elettorato, dimostra di non avere senso della democrazia”

(Giorgio Meletti – il Fatto Quotidiano) – “La cosa più grave è un presidente del Consiglio che minaccia l’elettorato: se non vince il sì al referendum ci sarà una crisi di governo. Chi dice una cosa del genere non ha proprio il senso della democrazia”. Franzo Grande Stevens, 87 anni, napoletano di origine ma trapiantato a Torino, è stato per una vita l’avvocato dell’Avvocato. Ha vissuto la liberazione dal fascismo e poi tutto il Dopoguerra ma dopo il 1945 mai, dice, “si era percepita una simile minaccia per la democrazia”

Cosa non le piace nella riforma costituzionale su cui dobbiamo votare a ottobre?
Mi lasci premettere che io non sono un costituzionalista, la mia competenza è nel diritto commerciale. I costituzionalisti bravi sono i Gustavo Zagrebelsky e gli Stefano Rodotà, nettamente orientati per il no.”

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Il volto macabro delle Olimpiadi a Rio


inequalityinbrazil2_wide-d240d1cde51e3f31d182de1f5e7438f6c527efd0-s900-c85.jpg“È un evento che, si dice, promuove la pace, ma il suo arrivo in questa città sta marciando verso l’esatto opposto. Migliaia di visitatori percorreranno lo stesso tragitto una volta arrivati nella città conosciuta come Meravigliosa, per le sue spiagge da cartolina e le esuberanti montagne sullo sfondo, ma pochi sapranno cosa accade quotidianamente nelle 600 favelas di Rio mentre i migliori atleti del mondo corrono, saltano e nuotano per la gloria.

Il Brasile ha, in termini assoluti, il maggior numero di omicidi del mondo. Nel 2014, l’anno in cui ha ospitato la Coppa del Mondo di calcio, 60.000 persone sono state uccise. Lo scandalo è che molte di queste morti sono state causate dalle stesse persone che avrebbero dovuto proteggere la popolazione. La sola polizia dello stato di Rio ha ucciso, nel 2014, 580 persone, il 40% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2015, il numero è stato ancora maggiore: 645. Di queste morti, 307 sono avvenute nella città stessa e rappresentano il 20% di tutti gli omicidi che vi sono stati commessi. La maggior parte delle vittime sono giovani neri che vivono nelle favelas e in altre comunità povere.

Fino ad ora, nel 2016, il numero dei morti per mano della polizia è del 10% più elevato di quelli commessi nello stesso periodo dell’anno passato.”

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#Cirietta parla in diretta (titolo con rima)


Il comizio tenuto ieri sera a Lioni dal grande G. è stato trasmesso in diretta a reti unificate. Nella circostanza, #Cirietta ha gettato la maschera, rivelando il suo vero volto, quello del Vecchio del Monte. Il quale ha riproposto il solito repertorio retorico da palcoscenico, a cominciare dal concetto, trito e ritrito, che potrebbe riassumersi nel modo seguente: “il mio potere risiede nella mia testa e soltanto io sono capace di pensare”. Un esempio assai illuminante ed inequivocabile di arroganza e cinismo politico-intellettuale allo stato puro. Sorvolando sui soliti toni autoreferenziali, il “pensiero demitiano” coltiva la pretesa di imporsi in veste di “pensiero unico” in Irpinia e dintorni per i prossimi dieci anni almeno. Dipende, ovviamente, dalla longevità dell’autore.

Lucio Garofalo

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Staffetta Verso Idomeni: foto e aggiornamenti dopo lo sgombero del campo


idomeni1.jpgDal 29 maggio al 2 giugno CommuniaNetwork è presente nelle zone intorno Idomeni e Salonicco, per rendere pubblica la condizione dei più di 8.600 profughi sgomberati dal campo autogestito di idomeni e ora accampati e dispersi nel nord della Grecia. SEGUI GLI AGGIORNAMENTI SU COMMUNIANET, SU FACEBOOK E TWITTER

700 morti in mare negli ultimi giorni, lo afferma l’ONU. Il Mediterraneo è da anni un enorme cimitero a cielo aperto, sempre più frontiera liquida, muro naturale per chi fugge dalla miseria e dalle guerre. Nell’Europa dei fili spinati anche l’Italia fortezza ha la sua barriera, forse due se l’Austria proseguirà lo scellerato progetto di costruzione del muro al Brennero. Nonostante questo i flussi non si arrestano. Ci dicono invece che in Grecia dopo l’accordo sulle deportazioni tra UE e Turchia i flussi di migranti si sarebbero interrotti. Lo sgombero del più grande campo profughi del continente occidentale, quello di Idomeni, dimostra il successo della strategia europea, dicono; soldi in cambio di deportazioni, 6 miliardi al sultano Erdogan per bloccare i migranti alla frontiera e per sostenere i rimpatri dei così detti migranti economici. Quattrini suonanti per allontanare il problema, per esternalizzare le frontiere e cancellare le vergognose immagini dei gas lacrimogeni made in UE sparati sui bambini al confine greco-macedone. L’Europa dei diritti non se lo può permettere. Dicono che dopo la chiusura della rotta balcanica i migranti partiranno dalla Libia per arrivare in massa in Italia. Invasione, la chiamano i populisti. Il governo Renzi invece vorrebbe replicare l’accordo greco-turco con il traballante governo libico spingendo la frontiera liquida verso le spiagge della Tripolitania,  finanziando il fragile Serraij per non  far partire i barconi della morte e trasformare le coste libiche in giganteschi campi profughi.

Lo diciamo chiaramente: L’ipocrisia dell’Europa è vergognosa ed inaccettabile, i flussi di persone in difficoltà non si arrestano, si accolgono. Le guerre e la miseria dei paesi d’origine sono gran parte responsabilità dei governi occidentali e dei loro alleati africani e mediorientali, bisogna accogliere sia rifugiati che migranti economici, i muri vanno abbattuti e l’accordo con la Turchia sulle deportazioni è una abominio dagli inquietanti parallelismi storici.

Per tutto questo abbiamo deciso di impegnarci in un viaggio di solidarietà e di monitoraggio delle condizioni di vita delle migliaia di persone deportate o parcheggiate nei campi governativi in Grecia. Lo sgombero del campo di Idomeni è il paradigma del fallimento delle politiche europee sull’immigrazione, altro che soluzione. Proprio quando i media mainstream chiudono gli occhi, noi vogliamo tenerli più aperti che mai. Una delegazione di Communianet è sul campo fino al 2 giugno impegnata in una staffetta di solidarietà e di denuncia con l’obiettivo di sostenere i percorsi rivendicativi e conflittuali che nasceranno e denunciare eventuali violenze della polizia e del governo.

Sui nostri canali facebook e twitter foto e aggiornamenti più volte al giorno, su CommuniaNet.org un resoconto quotidiano della staffetta.

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Scoperta a Stagira la tomba di Aristotele


la-filosofia-di-aristotele_0731c518b218f67c1d38d4d2c44b3e21.jpg“Gli archeologi hanno ormai pochi dubbi: quella scoperta durante una campagna di scavi a Stagira è con ogni probabilità la tomba di Aristotele, il celebre filosofo greco padre del pensiero moderno.

L’annuncio è stato dato oggi nel corso di un convegno a Salonicco dallo stesso autore della scoperta, l’archeologo greco Kostas Sismanides.

La tomba è situata negli scavi archeologici dell’antica città di Stagira, nella parte orientale della penisola Calcidica vicino a Olympia, ed è un edificio a forma di ferro di cavallo.”

segue sul Fatto Quotidiano

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Non si muove foglia che Lui non voglia


Irpinia.jpgL’immobilismo ha scelto la provincia irpina a sua “patria elettiva”. Se non si fosse verificato il tragico sisma del 1980, che scosse la “terraferma” e sconvolse l’esistenza di interi paesi e popolazioni, probabilmente nulla si sarebbe mai mosso. Tutto sarebbe ancora immobile. Come sempre.

Nulla è “eterno” come la stasi irpina. Si pensi ad un Ciriaco De Mita eletto sindaco alla veneranda età di Matusalemme.

In Alta Irpinia pare che la cronologia storica si arresti al 1980. In realtà, la tempistica e la strategia in un progetto politico, e a maggior ragione in campagna elettorale, sono quasi sempre studiate e calcolate a tavolino. Si sa, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. È altresì innegabile che, oggi, in alcuni Comuni irpini si voti, di fatto, con una sola lista vera in campo ed una lista civetta ad “opporsi”.

Sfido chiunque a smentire tale evidenza. “Il potere logora chi non ce l’ha”, diceva un uomo che di potere se ne intendeva assai ed era ossessionato dal potere.

È risaputo che la politica è (quasi) sempre una questione di potere, cioè di rapporti di forza reali, non metafisici, per cui gli accordi politici sono quasi sempre accordi di potere. Non mi si venga a dire che la Santa Alleanza #Cirietta non sia un disegno mirato a ricompattare il quadro politico attorno all’uomo più potente ed “eterno” degli ultimi cinquant’anni nelle nostre zone.

Le liste civetta testimoniano una deriva ulteriore della democrazia nel nostro territorio.

A fornirci una conferma che il demitismo è addirittura più forte ed egemone oggi rispetto al passato. E non è una “lieta novella” per le popolazioni locali. È fin troppo evidente che, in questo momento storico, a qualcuno conviene stringere alleanze con il grande G. Anche a chi si professava una persona “libera” fino all’altro ieri. Si potrebbe obiettare che il potere non è un’entità malvagia, ossia un’incarnazione demoniaca. Infatti, il potere è opera degli uomini, è il risultato di interessi terreni, concreti. Per cui se un tipo di potere salvaguardasse gli interessi delle masse popolari e lavoratrici, non sarebbe affatto negativo.

Ma temo che non sia il caso del sistema di comando che in Alta Irpinia fa ancora riferimento all’uomo del monte. Ecco perché chi si disinteressa della politica non fa che rendere il gioco più facile alla peggiore specie di potere, vale a dire la tirannide, ovverosia il fascismo, che può abilmente (o maldestramente) camuffarsi sotto mentite spoglie, presunte democratiche.

Ma il dato più sconcertante è assistere ad un popolo composto in gran parte da sudditi che perpetuano a vita il potere di vecchi dinosauri politici come #Cirietta.

Eppure, gli esemplari più giovani non sono affatto migliori.

Tranne l’età, non si notano differenze tra i vecchi volponi del passato ed i loro eredi o epigoni attuali.

Lucio Garofalo

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MONDIALI ConIFA TRA CALCIO E POLITICA


conifa_logo-1.jpgQuest’anno si terrà la seconda edizione dei mondiali di calcio riservato ai Paesi non riconosciuti dalla comunità internazionale o riconosciuti da una parte soltanto.
Seguirò per voi, cari lettori, questa competizione che ci accompagnerà da domani al 6 giugno commentando se possibile le partite e raccontando la storia delle 12 “nazioni” partecipanti.

COS’È LA ConIFA?

La ConIFA è una confederazione calcistica estranea alla FIFA (in italiano Confederazione delle associazioni calcistiche indipendenti) la cui sede centrale si trova a Lulea in Svezia ed il cui presidente è l’imprenditore svedese Per-Anders Blind.
La confederazione nasce il 6 luglio 2013 sull’isola di Man dove si erano radunati ex appartenenti e simpatizzanti della NF Board che fino all’anno prima organizzava la coppa del mondo VIVA; nel corso di quell’incontro Blind viene eletto presidente per 4 anni.
Tra le molte difficoltà che la nuova confederazione ha dovuto e deve affrontare la più evidente e difficile è dovuta alla sua stessa natura di associazione  che raccoglie quelle nazioni non riconosciute; sulla terra non sono certo poche le divisioni etnico-culturali interne alle nazioni alcune delle quali sono talmente forti o vengono a tal punto manipolate da chi potrebbe trarne vantaggio (soprattutto politico) da creare movimenti autonomisti se non addirittura indipendentisti o separatisti.
Da qui la difficoltà da parte dei dirigenti ConIFA di selezionare quelle comunità le cui rivendicazioni soddisfino i parametri dell’associazione primo fra tutti l’indipendenza da partiti o gruppi razzisti; in alcuni casi infatti accade che in una realtà indipendentista  germogli un secondo movimento al suo interno.
Per sopperire a questo ed ad altri problemi costituiti per esempio dalla presenza entro i confini di uno stato di una consistente minoranza etnica, il  ha deciso di accettare nell’associazione quelle realtà riconosciute espressamente da altri enti internazionali che raggruppano o si battono per i diritti di queste.
Un fatto curioso, nonostante si presenti come organismo internazionale , il quadro dirigenziale della ConIFA è quasi esclusivamente europeo (ad eccezione delle cariche di direttore di Asia, Africa e dell’ufficio giovani e scambi culturali) con una forte presenza italiana a livello dirigenziale europeo e una mediocre femminile.

PERCHÉ L’ABKHAZIA?

Per ospitare i mondiali di quest’anno  erano in lizza tre candiate: Ginevra, la regione separatista dell’Abkhazia ed un’anonima città tedesca.
Venne scelta l’Abkhazia per evitare il ripetersi dei problemi occorsi nel corso dell’europeo organizzato dalla stessa confederazione in Ungheria l’anno scorso; in quell’occasione le autorità magiare impedirono alle rappresentative di Abkhazia, Ossezia del Sud e Repubblica turca di Cipro Nord di partecipare alla competizione rifiutando i visti dei calciatori.
Nel caso dell’Abkhazia invece non ci sono stati problemi di questo genere poiché le autorità georgiane cui spetterebbe la formale giurisdizione sulla regione hanno ormai abbandonato i propri uffici (in seguito a guerra Russia-Georgia) e le milizie abkhase non hanno il riconoscimento sufficiente per far valere la propria autorità nei confronti sopratutto di cittadini stranieri.
Proprio la candidatura ad ospitare questa, seppur semi-anonima, competizione internazionale, potrebbe essere utilizzata dal governo abkhaso del presidente Raul Khajimba per ottenere maggiore risalto sulla scena internazionale.
Le partite del mondiale si terranno in due stadi: il Dinamo Stadium (4.300 posti) a Sukhumi capitale della regione e il Daur Akhvlediani Stadium (1.500 posti) nella città di Gagra dedicato a Daur Akhvlediani (1964-1993) calciatore abkaso morto durante la prima guerra d’indipendenza.
Il primo turno è costituito da quattro gironi all’italiana in cui sono state divise le 12 nazionali qualificate; da questi gironi passano le prime due che si affronteranno in scontri ad eliminazione diretta sino alla finale del 6 giugno.
Il numero anomalo delle squadre partecipanti al torneo è dovuto al ritiro di quattro compagini: la nazionale Aymarà (popolazione andina), la nazionale del popolo Rom (problemi dovuti al rilascio dei passaporti) ma sopratutto spiccano le assenze delle due finaliste della precedente edizione ovvero l’Isola di Man e la Contea di Nizza (squadra che tra le sue file può contare su giocatori che hanno militato in importanti club di Ligue 1 come Eric Cubillier che arrivò a vestire la maglia del Monaco dal 2001 al 2006).

GIRONE A

Partiamo dalla squadra di casa che arriva alla rassegna di casa con tre amichevoli alle spalle giocate contro le rappresentative delle repubbliche separatiste sorte nell’Ucraina orientale (non ho abbastanza fantasia per chiamarle popolari) che hanno regalato all’abkhazia due vittorie su misura e un pareggio.
Le altre due nazionali presenti nel gruppo A sono quella dell’Armenia Occidentale e la rappresentativa dell isole Chagos (oceano indiano).

GIRONE B

Nel gruppo B spicca il nome del Kurdistan iracheno, una delle poche nazionali ad avere uno sponsor, la Nike; la nazionale curda può vantare una rosa di tutto rispetto formata da professionisti attivi nelle principali formazioni della provincia curdo irachena, l’Ebril e lo Zahko, alcuni di loro, come Khalid Mushir (difensore) e Halgurd Mulla Mohammed (centrocampista) hanno disputato partite con la maglia della nazionale irachena.
Nonostante il magro sesto posto all’edizione precedente la vittoria del’ultimo mondiale VIVA e I due precedenti secondi posti la rendono una delle compagini più temibili da affrontare.
Le altre due nazionali presenti sono la rappresentativa dei Siculi (Székely) di Transilvania e la Korea FC squadra di coreani immigrati in Giappone che partecipano al campionato regionale del Kanto (l’area di Tokyo).

GRUPPO C

Il gruppo in cui è presente la nazionale padana che quest’anno ha rischiato di non partecipare al torneo a causa di un ritardo amministrativo ma grazie al forfait della nazionale dei Romani (Rom) la ConIFA ha dovuto accettare la presenza al mondiale della vincitrice dell’europeo 2015 (vittoria 4-1 contro i campioni del mondi di Nizza).
La nazionale che rappresenta l’Italia settentrionale ha un Palmarès invidiabile con tre coppe del mondo VIVA e un europeo (se va bene si eguaglia la nazionale italiana). Nonostante gli iniziali legami con il partito della Lega Nord particolarmente voluti dall’ex segretario Umberto Bossi, da qualche anno la nazionale padana ha tagliato qualsiasi possibile ponte con la compagine politica guidata da Salvini (una dimostrazione è stata la convocazione di Enock Barwuah fratello di Balotelli per il disastroso mondiale lappone del 2014).
La squadra di mister Arturo Merlo  è un mix di gioventù ed esperienza con giocatori che militano in formazioni dilettantistiche dell’Italia settentrionale con particolare presenza di squadre lombardo piemontesi; il compito che attende questi ragazzi non sarà semplice ma la vittoria all’europeo dell’anno scorso avrà sicuramente galvanizzato la compagine padana.
Nello stesso girone c’è la nazionale dei Grigioni (o della Rezia), praticamente un derby con la squadra svizzero italiana sfavorita (il suo miglior risultato è stato un 8th posto nel 2012 sua unica partecipazione) e Cipro Nord che nello stesso mondiale è arrivata seconda perdendo contro il Kurdistan.

GIRONE D

L’ultimo girone vedrà affrontarsi la nazionale del Panjab entro le cui file possono contarsi giocatori che militano in squadre dilettantistiche inglesi come il Leicester road FC o il Coventry sphinx; la nazionale dei Sami (popolo scandinavo) campione della prima edizione della coppa del mondo VIVA e terza per le successive due i cui giocatori militano nelle serie minori norvegesi e al suo esordio assoluto il Somaliland.

Alberto Forlini

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L’universo della “sharing economy” è in piena esplosione e tema privilegiato Forum PA


gruppi di lavoro.pngAl Forum PA 2016 di Roma l’obiettivo di fondo è anche capire cosa può fare la “sharing economy” per i territori, un universo collaborativo in piena esplosione per ottimizzare l’uso delle risorse. Molta attenzione per l’istituzione dell’ Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, un progetto dal basso che spinge la PA ad innovare e trovare nuovi strumenti operativi per la tutela del territorio. Alessio Sidoti: “ci aspettiamo che il Comune di Roma e la Regione Lazio procedano rapidamente per rendere possibile l’istituzione dell’Ecomuseo e che il Municipio V dia seguito alle linee di indirizzo sottoscrivendo il protocollo d’intesa per la sua progettazione esecutiva

di Concetta Di Lunardo

L’universo della “sharing economy” è in piena esplosione e tema privilegiato del Forum PA, la manifestazione della pubblica amministrazione in corso fino a giovedì 26 al Palazzo dei Congressi a Roma. La giornata del 25 maggio è dedicata alla rivoluzione in atto sui territori e alla presentazione di progetti innovativi che spaziano dall’istituzione dell’Ecomuseo Casilino – un’esperienza di progettazione partecipata di valorizzazione dell’area del Comprensorio Casilino – all’energia di comunità, alle leggendarie tagesmutter trentine che esportato in tutta Italia il modello della “mamma di giorno” per ovviare alla scarsità di servizi per l’infanzia, al progetto di connettività partecipata per la digitalizzazione dei territori, agli spazi di co-working e alle piattaforme collaborative con impatto sociale. Nuove opportunità e sfide, non da ultima quella normativa aprono i tavoli di confronto con l’onorevole Veronica Tentori, prima firmataria della proposta di legge sulla sharing economy, Marco Pierani, AltroConsumo ed esponenti della PA locale.

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L’obiettivo di fondo è capire cosa può fare la sharing economy per i territori e cosa la PA può fare per la sharing economy, certamente l’economia collaborativa “made in Italy” rappresenta una nuova via per ottimizzare l’uso di risorse scarse, risolvere problemi creando coesione sociale e sviluppo locale. In attesa delle Linee Guida europee, la proposta di legge apre punti di discussione importanti: dal ruolo delle PA locali, alla policy di autoregolamentazione al ruolo dell’Antitrust, dalla fiscalità alla responsabilità dei consumatori.

Foto1-Gianni DominiciAd aprire i lavori Gianni Dominici direttore generale del FORUM PAl’azienda che da quattro anni organizza la manifestazione assieme a BolognaFiere – che ha ribadito realisticamente quanto l’economia della condivisione sia incompatibile con la prassi, di gran lunga dominante della PA burocratica e verticale, centrata su un approccio monopolistico per quanto riguarda l’erogazione dei servizi pubblici: “ ragioniamo sui processi in corso e in prospettiva: sempre più spesso vediamo il cittadino portatore di soluzioni e competenze che vogliano condividere valorizzare nell’ottica di favorire la comparsa di nuove soluzioni. Le nostre città stanno cambiando – qualcuna più velocemente, altre, come Roma, a passo incredibilmente lento – grazie alla comparsa di nuovi attori che offrono servizi complementari o alternativi a quelli pubblici. Con il carsharing, il bikesharing, lo scootersharing, il ridesharing, sono solo degli esempi virtuosi, la mobilità si sta trasformando. E l’offerta sarà ancor più conveniente e completa quando, anche in questi settori, saranno rimossi gli ostacoli per le condivisioni “peer to peer”, tra pari”.

“Sharing economy” è la traduzione letterale di Economia della condivisione, un’economia collaborativa nata come fenomeno di nicchia per svilupparsi rapidamente e diffondersi in moltissimi settori, complici la crisi economica e una crescente sensibilità nei confronti dei temi sul rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

In realtà il termine ancora non è stato declinato in un’accezione univoca, forse perchè il fenomeno è abbastanza recente attraversa concettualmente una varietà di significati intercambiabili – “peer economy”, “economia collaborativa”, da “economia on-demand” a “gig economy” a “consumo collaborativo”. – indicano accezioni, realtà e settori di riferimentotrasversali molto diversi tra di loro.

Alessioo relatoreAl forum tematico dedicato al tema: “Sharing City, dalla visione alle realtà. Esperienze e soggetti dell’economia collaborativa a confronto sulla proposta di legge”  è presente l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, rappresentata da Alessio Sidoti che ha spiegato il senso dell’omonimo progetto finalizzato alla “tutela, valorizzazione e sviluppo dell’area del Comprensorio Casilino, un progetto partecipativo che conferma ancora una volta che è dalle ‘periferie’ che arriva l’innovazione sociale. Un progetto di comunità, costruito dal basso, con tenacia, che nonostante sia stato appoggiato dai politici locali, ancora sta aspettando dalle istituzioni un assetto definitivo. Nonostante ciò l’altissimo valore dei nostri territori è stato riconosciuto a livello internazionale. Il nostro paper sull’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros è stato ufficialmente accettato da una giuria internazionale come contributo al Forum Internazionale sugli ecomusei e i musei di comunità. Un segnale e un monito- incalza Alessio Sidoti – che questo territorio è uno spazio prezioso che non ammette null’altro che la sua valorizzazione. Ora più che mai nessuna speculazione può essere prevista sul Comprensorio Casilino Ad Duas Lauros. Siamo una pratica dal basso che innova e spinge la pubblica amministrazione ad innovare, a trovare nuovi strumenti operativi per la valorizzazione e la tutela del territorio. L’associazione e tutta la cittadinanza attiva si aspetta che il Comune di Roma e la Regione Lazio procedano rapidamente a rendere possibile l’istituzione dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros e che il Municipio V Roma dia seguito alle sue linee di indirizzo sottoscrivendo il protocollo d’intesa per la sua progettazione esecutiva”. Emerge che a conclusione dei lavori la PA ha sicuramente davanti a sé la sfida di valorizzare queste risorse, acquisendo gli strumenti e le competenze per governare la rete dei diversi attori nell’ottica di favorire la comparsa di nuove soluzioni. Certamente la nuova frontiera dell’economia, ovvero la “sharing economy”, sta ampliando la sua offerta anche nel nostro paese stabilendo una nuova e moderna soluzione economica che rivoluziona la rigida prassi della PA, soprattutto parte dal basso e si realizza con la partecipazione attiva, con nuovi nuovi modelli di amministrazione che considerano i cittadini, protagonisti attivi del cambiamento.

 

 

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Il mistero delle nove mummie…( sparite)


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Dopo che  Il 15 aprile del 1997, Repubblica usciva con un articolo interessante, in merito ad un importante ritrovamento archeologico avvenuto ad Arezzo oggi ,27 maggio,  un articolo su Informarezzo riapre il caso.

Nove mummie della metà del Cinquecento, furono trovate sotto il pavimento della basilica di san Francesco ad Arezzo.

Dal luogo della sepoltura e dagli abiti indossati, si capiva immediatamente che erano membri di qualche famiglia nobiliare. L’analisi scientifica spiego’ subito che non si trattava di ascendenti della famiglia Bacci, i cui rapporti con la basilica erano ben noti. Ma allora chi erano?”

continua qui

 

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No Renzi Day ???


1452352147969.JPG--il_piano_di_renzi_per_tornare_alle_urneperche_e_quando_vuole_caderee_studia_il_rimpasto__i_nuovi_nomi.JPG“”Da ipotesi velleitaria emersa quasi per caso nei sondaggi a realtà.

Qualcosa si sta muovendo nella società civile e lo scenario di un’Italia indipendente fuori dall’Ue potrebbe un giorno concretizzarsi. Nel silenzio generale dei grandi media, a Napoli è iniziata una campagna per consentire all’Italia di uscire dalla “gabbia dell’Unione Europea”.

Il convegno sociale sull’Italexit tenutosi il 21 maggio è stato convocato e organizzato dalla piattaforma sociale Eurostop con l’obiettivo di iniziare a organizzare proposte concrete su quali alternative offrire alla terza economia dell’area euro in un possibile futuro al di fuori del blocco a 29.

Al dibattito socio economico hanno partecipato diversi economisti (come Ernesto Screpanti dell’Università di Siena e Luciano Vasapollo dell’Università La Sapienza di Roma), organizzazioni sindacali inglesi favorevoli alla Brexit e altri analisti indipendenti. Al termine della tavola rotonda è stata approvata una breve mozione che lancia una mobilitazione di inizio autunno (“ una settimana prima del referendum sulla riforma della Costituzione e il sostegno allo Sciopero Generale indetto dai sindacati.”

leggi tutto l’articolodi Wall Street qui

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Raddoppiare la quota globale di fonti rinnovabili entro il 2030


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Tagli grandi e piccoli, che si tradurrebbero in un risparmio nelle spese sanitarie di 3200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030.
Tagli grandi e piccoli, che si tradurrebbero in un risparmio nelle spese sanitarie di 3200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030.Quando tutti i costi e benefici vengono considerati, le energie rinnovabili diventano un’opzione ancora più attraente.
Al fine di comprendere il vero costo dell’energia, e prendere decisioni politiche di conseguenza, è assolutamente necessario incorporare nei costi dell’energia le esternalità (i costi sociali dei carburanti tradizionali).

“Raddoppiare la quota globale di fonti rinnovabili entro il 2030 significherebbe ridurre drasticamente il numero di morti premature legate alle emissioni inquinati dei combustibili fossili. Quanto drasticamente? Secondo IRENA, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, potremmo salvare fino a 4 milioni di vite l’anno.”

qui ‘articolo

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QUANDO CADONO LE STELLE


IL MESTIERE DI LEGGERE

In che misura è giustificato l’interesse per la vita di un artista?

Conoscere traumi dell’infanzia, vicissitudini amorose, rovesci economici,disturbi digestivi e difficoltà respiratorie di un poeta o di un romanziere ci mette in condizione di capire ed interpretare meglio al sua opera?

Oppure noi accaniti lettori siamo, in fondo, soltanto dei “guardoni” ansiosi di frugare nella vita delle nostre “star” ? Insomma semplici e banalissimi appassionati di gossip ?

Magari convinti, a torto, di essere più “nobili” di altri cultori di gossip sulla vita di veline e calciatori?

È una questione molto controversa, sull’importanza e sull’irrilevanza del conoscere, oltre alle opere di un artista, anche i particolari della sua vita, si sono espressi in molti, da Saint Beuve ( favorevole ) a Proust ( contrario).

Un fatto però è certo : che esplorare la vita di un artista è quasi sempre un esercizio affascinante.
Se poi in questo esercizio, sei…

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Donne a Woodstock


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Woodstock, l’evento musicale che si svolse a Bethel, nello stato di New York, nel 1969 e che è diventato uno dei più importanti momenti della storia del rock.

In questa selezione di foto si racconta il festival attraverso il suo pubblico femminile, ci sono anche paio di scatti rubati a Janis Joplin.

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40 anni fa il primo passo verso l’Internet delle cose


9f5a632758b3cb3ce95ab74e84c5c4c4.png40 anni nasceva la National Instruments che ha cambiato il nostro modo di vivere, di dialogare, di interfacciarci socialmente.

National Instruments è un’azienda statunitense produttrice di strumenti hardware e software per la misura e l’automazione industriale basati su personal computer.
Fondata nel 1976, ha sede ad Austin nel Texas, ma è presente in molti paesi del mondo; in Italia ha sede centrale a Milano e una filiale a Roma.

Qui l’articolo dell’Ansa

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L’Italiano è la quarta lingua studiata nel mondo: gli unici a sorprendersi sono gli italiani.


lingua_italiana_diffusione_940.jpgL’Italiano è la quarta lingua studiata nel mondo: gli unici a sorprendersi sono gli italiani.

Che morale possiamo ricavare da questa terribile sproporzione fra l’apprezzamento che la cultura e la lingua italiana riscuotono nel mondo e la pochezza dell’autostima degli italiani?

Semplicemente che gli italiani del tempo presente sono impari rispetto al patrimonio culturale che li sovrasta.

http://www.aldogiannuli.it/italiano-quarta-lingua/

Anna B.

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Lello …l’unico testimone della morte di Pinelli


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Foto Claudio Bernardi/LaPresse Roma, 19 ottobre 2013 Manifestazione del Movimento Unitario contro il governo. nella foto: un manifestante portatore di handicapp fronteggia un blindato della finanza con una bomboletta spray di vernice rossa. Photo Claudio Bernardi/LaPresseRome, 19-10-2013newsDemonstration organized by movements No Tav, Fight for home, community centers

Lello  ( “Lello” Valitutti ovvero Pasquale Lello Valitutti) l’ho conosciuto a Lecco  molti anni fa in una scuola per disabili ….abbiamo lavorato qualche mese insieme…. mi hai insegnato molte cose …poi ho perso le tracce ..

Ma chi è LELLO Valitutti ???  è forse l’unico testimone della morte di Giuseppe Pinelli..anarchico lui stesso  come Pinelli ….

Difatti  Valitutti era nell’altra stanza all’epoca del fermo di Pinelli e venne sentito più volte dalla magistratura.

Ricordo che mi raccontava di vivere per anni con la polizia politica alle calcagna... Assillato, tenuto d’occhio tutti i giorni  come fosse un criminale..

Poi andò in America e persi le tracce.

Lo ritrovo su una carozzina ( già allora aveva numerosi problemi di salute )….
Celebre la sua foto davanti a una camionetta delle forze dell’ordine, a Roma, mentre, con una bomboletta spray, l’attacca. Questo avveniva due anni fa.

E lo spirito rimane tale.

Ribelle e anarchico.

Franca C.

 

 

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Nuova lapide per Pinelli


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“……Come si  legge in quel mio articolo, quando uccisero Pinelli io ero un bambino, come erano bambine le sue due figlie Silvia e Claudia.

Tutto il bruciore acre, quel sapore di ingiustizia che mi porta – ogni anno – a non riuscire a sorridere il 15 dicembre, è maturato negli anni successivi.

E’ un ricordo ricostruito, come la sensazione di cupezza  che rende i giorni fra il 12 e 15 dicembre, per me, fra i peggiori dell’anno. Ogni anno.

Da quando lessi “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo, a cura di Franca Rame, un libro di Einaudi con il testo del lavoro teatrale uscito nel 1970…..”

chi era Pinelli ?? qui trovate la storia di Pinelli e della lapide sottratta

Posa della nuova lapide di Pinelli – 22 maggio h. 18 Piazza Fontana

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Bando XVII Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano” – Biblioteca Poetica “Guido Gozzano”‏


poesia-810x548RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il bando completo può essere scaricato dal blog

https://concorsoguidogozzano.files.wordpress.com/2016/03/bando-concorso-guido-gozzano-2016.pdf

 e le adesioni dovranno pervenire entro il 07/07/2016.

Sezione A – libro edito di poesie in italiano o in dialetto (con traduzione) pubblicato a partire dal 2010.

Può essere inviato un solo libro di poesie per Autore in tre copie. In un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail. Saranno escluse le antologie e le opere inviate tramite e-book o files elettronici.

L’Associazione Culturale “Concorso Guido Gozzano” si prefigge l’obiettivo di conservare e catalogare tutte le opere in concorso presso la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” di Terzo affinché restino a disposizione di studiosi e appassionati di poesia e narrativa.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro giovedi 7 luglio 2016 (fa fede il timbro postale) a: Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Guido Gozzano” Via La Braia, 9 – 15010 Terzo (AL).

Sarà dato atto, via e-mail, della corretta ricezione della domanda di iscrizione.

La quota di partecipazione di 15 euro permette l’iscrizione a tutte le sezioni del concorso versando un’unica quota.

E’ possibile inviare, assieme alla quota di partecipazione, anche un importo aggiuntivo come contributo liberale per aiutare l’Associazione a conservare e catalogare tutte le opere in concorso presso la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” di Terzo.

Per le case editrici la quota di partecipazione è di 15 euro per ogni pacco inviato.

SEZIONE A : PREMI

Primo classificato: 600 euro e diploma di merito con motivazione

Secondo classificato : 400 euro e diploma di merito con motivazione

Terzo classificato : 300 euro e diploma di merito con motivazione

PREMI SPECIALI

Sezione A : Premio speciale per il miglior libro straniero di poesia tradotto in italiano: farfalla in filigrana e diploma di merito con motivazione

Sezione A : Premio speciale per la migliore opera prima : farfalla in filigrana e diploma di merito con motivazione.

La Giuria ha la facoltà di attribuire Segnalazioni e ulteriori Premi Speciali.

La Giuria è composta da: Carlo Prosperi (Presidente della Giuria), Giangiacomo Amoretti, Emiliano Busselli, Gianni Caccia, Cristina Daglio, Mauro Ferrari, Raffaele Floris, Gianfranco Isetta, Beppe Mariano, Massimo Morasso, Alessandra Paganardi, Luisa Pianzola, Giancarlo Pontiggia, Piero Rainero, Gianni Repetto e Stefano Verdino.

Biblioteca Poetica e per l’infanzia “Guido Gozzano” – aperta tutti i sabati dalle 14 alle 17

Biblioteca dedicata alla poesia italiana contemporanea con circa 4.000 volumi e possibilità di prestito interbibliotecario per i non residenti

Con preghiera di diffusione ai vostri Autori.

Cordialmente
Segreteria Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”

Associazione Culturale e di promozione sociale “Concorso Guido Gozzano”
Via La Braia, 9 – 15010 Terzo (Al)

Cel 347 4996094

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Il modello #Cirietta


s-paolina-low_0Negli ultimi dieci anni (in realtà, da sempre) ho preso nettamente le distanze da chiunque inseguisse ambizioni politiche personali, “vendendo l’anima” al notabile politico di turno. Non si è “salvato” manco chi, pur di fare il sindaco, è sceso a patti con il grande G. e si è recato “in pellegrinaggio” presso la sua villa a ricevere la sua “benedizione”, rivelatasi una specie di “maledizione”.

Dieci anni or sono venne siglato il patto “SalzaCirio” (sembra una sottomarca di pomodori).

Ma dieci anni fa il sottoscritto non era schierato con SalzaCirio. Lo erano altri. Gli stessi che oggi sono collocati altrove, sul carro del probabile vincitore. Nel momento storico che viviamo, per le comunità irpine, temo che #Cirietta non fornisca la risposta giusta ai problemi che affliggono il nostro territorio.

Anzi, temo che il modello #Cirietta incarni il “male peggiore” (preferirei adoperare un termine più laico, poiché la definizione di “male” contiene implicazioni religiose). Non mi riferisco solo al contesto specifico di Lioni, la cui comunità risente delle criticità e delle contraddizioni generate dalle ultime esperienze amministrative.

Mi sforzo di ampliare lo sguardo all’orizzonte dell’Alta Irpinia ed osservo, con enorme rammarico, che il modello #Cirietta (laddove lady D. è subalterna al grande G., né potrebbe essere altrimenti) non giova al nostro territorio, anzitutto perché non favorisce, né facilita l’agibilità democratica (orrendo termine, ma concedetemi la “licenza”) e lo sviluppo civile, non solo economico, delle nostre zone.

Il demitismo non si è rivelato affatto un “buon affare” per le popolazioni locali, in fasi storiche assai più propizie per le enormi opportunità di sviluppo che si sono offerte; figurarsi oggi, in una fase di crisi e di stagnazione economica e politica. Basterebbe verificare le liste presentate in numerosi comuni limitrofi, targate in prevalenza UDC, o esclusivamente UDC.

A Torella è, di fatto, presente soltanto uno schieramento, mentre altrove si nota che la compagine elettorale dominante è di matrice demitiana senza alcuna forza alternativa. Trent’anni fa si avvertiva quantomeno la presenza di un’ipotesi politica alternativa, mentre oggi imperversa il “pensiero unico” demitiano. Tale elemento preoccupa non poco, inquieta più dell’ultimo decennio trascorso a Lioni sotto l’insegna del Massimo Esperto. Il quale rende assai più in veste di “tribuno del popolo”, anziché nei panni istituzionali, poiché conosce bene (avendolo esercitato per anni) il mestiere dell’opposizione, che è il suo vero “habitat naturale”.

E temo che, nei prossimi anni, ci sarà bisogno di qualcuno in grado di svolgere un simile ruolo. Ma, ci si domanda, che cos’è #Cirietta? È un mostruoso ibrido partorito da un accordo pre-elettorale siglato tra PD e UDC (laddove, ripeto, lady D. non può che essere subalterna al grande G., senza offesa per lady D.).

È la sintesi peggiore tra demitismo e bassolinismo. È un’intesa che ha condotto alla presentazione di liste “vincenti” in diversi comuni dell’Alta Irpinia. Liste con il timbro dell’UDC o con la componente UDC maggioritaria ed egemone. È un’operazione palesemente di potere, condotta su vasta scala in Alta Irpinia (e dintorni). È un patto stipulato sulla testa degli abitanti, in vista della gestione dei fondi legati al progetto pilota Alta Irpinia, di cui il sindaco di Nusco (alias “Uomo del monte”) è il presidente, ossia l’asso pigliatutto.

È una vicenda che ripropone un copione noto in Irpinia da oltre trent’anni. Un copione clientelare che non ha mai giovato alle genti irpine, tranne i soliti “amici degli amici”. Il clima di qualunquismo è alimentato soprattutto da tali comportamenti sleali, disonesti e prevaricatori, del tutto inaccettabili.

Lucio Garofalo

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La Poesia e la Vita di GREGORY CORSO


StampaRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CON PIACERE

La Mongolfiera Editrice & Spettacoli, il Comune di Terranova da Sibari, l’Associazione Antonio Diodati-La Perla del Sud, la ScarFord, l’Azione Popolare Associazione Politico Culturale e Futuro Digitale Non Profit Association, sabato 28 maggio 2016, alle ore 19,30, Palazzo Rende – Piazza Meroli Terranova Da Sibari (CS), presentano “BOMB! BURNING FANTASY, La Poesia e la Vita di GREGORY CORSO”, un film di Matteo Scarfò con Nick Mancuso.

Il programma prevede la proiezione del film e l’incontro con il regista e l’attore protagonista.

Coordinerà la serata l’editore Giovanni Spedicati.

Pubblicato in: google/immagini

Come non prendere fregature dette anche… truffe


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E’ tempo di vacanze.. succede.. è successo che si affittino case  per la vacanza prevista.
E’ successo che ci siano dei mascalzoni che affittano case inesistenti….pure corredate da foto e vogliono pure la caparra…
Come difendersi ???
Un consiglio semplicissimo.
Prima di definire il contratto  meglio fare una cosa facile facile.
Salvare la foto e metterla su google/immagini ..e vedere i risultati…
Potrebbe essere che i risultati siano più di uno  cioè  che la casa risulti essere a Bolzano, a Pantelleria, a Milano…. in questo caso ….puzza di bruciato !!!!!
oppure chi lo sa…… comunque intanto verificate se esiste la casa e se esiste nel luogo scelto da voi ( mare, montagna ecc.ecc. ).

Se poi sapete usare google heart meglio ancora……

Franca C.

Pubblicato in: CRONACA, telefonia

Vademecum per non ricevere telefonate moleste


registro-pubbliche-opposizioniBASTA ISCRIVERSI QUI GRATUITAMENTE  E  SE NECESSARIO  DIRLO IMMEDIATAMENTE AL DISTURBATORE

  • Il Registro Pubblico delle Opposizioni è un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico.

  •  
    A COSA SERVE?

    Tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni si intende raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing.

  •  
    COME FUNZIONA?

    Il sistema è chiaro, di facile accessibilità e semplice fruizione. 
L’Abbonato può accedere al servizio tramite cinque modalità: modulo elettronico sul sito web, posta elettronica, telefonata, lettera raccomandata, e fax.
    L’Operatore potrà iscriversi al sistema e effettuare tutte le operazioni previste per l’aggiornamento delle liste numeriche da contattare attraverso una serie di servizi disponibili sul sito.

  •  
    L’ABBONATO

    È il cittadino, persona giuridica, ente o associazione, il cui numero telefonico è presente negli elenchi telefonici pubblici.
    L’abbonato potrà iscriversi gratuitamente al Registro se non desidera più essere contattato dagli Operatori di telemarketing, in caso contrario varrà il principio del “silenzio assenso”.

 

Pubblicato in: CRONACA

Fotovoltaico CZTS sottile, atossico e con un’efficienza record


cell-rla_7927b-1200w_1Fotovoltaico CZTS sottile, atossico e con un’efficienza record.

Un dispositivo competitivo per il mercato  sarà immesso  tra pochi anni.

“Sono abbastanza fiducioso – dichiara  il ricercatore – che possiamo superare le sfide tecniche e accrescere ulteriormente l’efficienza del fotovoltaico CZTS, perché esistono molti di trucchi che ho imparato nel corso degli ultimi 30 anni nello sviluppo delle celle solari in CdTe in CIGS e anche celle in silicio, e che non sono ancora state applicate al film sottile in CZTS”

Leggi qui la notizia intera.

Pubblicato in: CRONACA

AAA REDATTORI CERCASI


Il Malpaese non ha una redazione nè un direttore nè, evidentemente, una linea editoriale. Il blog puo’ considerarsi quindi come semplice aggregatore di opinioni pubblicate da coloro che decidono di pubblicare un articolo su questo sito.

Chiunque può scrivere sul sito, a tal scopo segnaliamo la nostra mail a cui si possono inviare articoli,anche brevi, malpaese@libero.it unitamente ( se si vuole)ad un immagine che si desidera venga pubblicata.

In particolare cerchiamo qualcuno che si possa occupare di sport, cinema e musica,ma ogni collaborazione è  gradita…..

Pubblicato in: CRONACA, scuola

La scuola non è buona è…buonissima…


indexCopio  e incollo una notizia ANSA che mi lascia esterefatta….

Sanzioni disciplinari agli alunni che si assentano o peggio rifiutano le famose prove INVALSI…

Questo a causa del boicottaggi indetti da alcuni sindacati.

Il 12 maggio 2016 gli studenti di seconda superiore hanno affrontato le prove Invalsi per la valutazione delle loro competenze. Nonostante lo sciopero indetto da Cobas e Unicobas e il boicottaggio messo in atto da alcuni studenti.

Nonostante uno studente su quattro abbia deciso di aderire al boicottaggio, sono stati moltissimi gli alunni di seconda superiore ad aver affrontato le prove Invalsi del 12 maggio 2016.

“”(ANSA) – BOLOGNA, 14 MAG – “Si comunica che in caso di assenza di massa o di rifiuto di compilazione delle prove (le prove Invalsi alla base del Snv, Servizio Nazionale di Valutazione, ndr), agli alunni verrà comminata la sanzione disciplinare di tre giorni di sospensione con l’attribuzione nello scrutinio finale del 6 in condotta e la sospensione degli ‘aiuti’ durante gli scrutini finali”. È il testo di una lettera – diffusa dai Partigiani scuola Pubblica (Psp), in prima linea contro la legge della ‘Buona scuola’ – recapitata ai genitori degli studenti di una seconda dell’Ipsasr (istituto professionale statale) di Decollatura‎(Catanzaro) a firma del dirigente scolastico, preceduta da un sms per assicurarsi della consegna. È un esempio – per i Psp – del “terribile risultato di ridondanza” contenuto nella Buona scuola. I Psp solidarizzano “fortemente con Studenti e Genitori iniquamente minacciati, diffidano il direttore scolastico dal dare seguito alle intimate punizioni, al fine di evitare ‘scomode’ azioni giudiziarie”.”

Pubblicato in: CRONACA, WhatsApp

WhatsApp per Windows e Mac ora è disponibile


whatsapp Finalmente è disponibile la nuova versione  di WhatsApp desktop.

La nuova versione di WhatsApp desktop è disponibile per il download.

L’applicazione ha le stesse funzionalità dello smartphone, tranne che per le chiamate vocali.

Sul sito ufficiale è disponibile l’applicazione per sistemi operativi Android, Apple, Windows Phone, Symbian e Nokia S40.

Per installare il programma (sono richieste versioni di Windows 8 o superiore, Mac OS 10.9 o superiore), è necessario scaricare il file da qui per il login, verrà visualizzato un codice a barre con il quale fare la scansione con il proprio smartphone.

Per fare questo, basterà aprire WhatsApp, andare sulla finestra della Chat, cliccare il pulsante Menu, selezionare WhatsApp Web e puntare il dispositivo sul codice e dopo pochi secondi si dovrebbe terminare l’operazione.

Pubblicato in: CRONACA

Come disabilitare l’avvio automatico dei filmati.


13131758_1707860486135228_6427995277051323525_oConsiglio  prezioso di Paolo Scatragli ( alias Harry Haller su FB ).

Copio e incollo pari pari quanto scritto da lui  su Facebook onde evitare che mi denunci per la mancata cessione dei diritti d’autore… 😉     😉    😉

“Bene, e prima di rimettermi al lavoro, CONSIGLIO.
Prezioso: per chi va con lo Smartphone, in un mese di 2 giga ne risparmi 1.
Utile: per tutti gli altri, risparmio NOTEVOLE di processore e RAM.

Disabilitate l’avvio automatico dei filmati.

Serve solo alla TIM, Vodafon e soci.

Nella schermata è chiaro come fare.

Quando volete vedere un filmato lo avviate.

Se no, partono in automatico, puppano traffico e rallentano quello che volete voi, oltre tutto.
A dopo.”

Franca C.