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STOP-TTIP..stop agli accordi commerciali


ttip_vilsack“Greenpeace ha fatto un grosso favore a quelle Nazioni i cui rappresentanti sono così corrotti o così stupidi da voler firmare gli “accordi commerciali” Trans-Pacifico e Trans-Atlantico.

Greenpeace si è impadronita e ha pubblicato documenti segreti che Washington e le multinazionali stanno imponendo all’Europa.

I documenti ufficiali sono la prova che la descrizione che ho dato di questi “accordi commerciali” fin dalla prima volta che sono saliti alla ribalta era assolutamente corretta.

I cosiddetti “accordi di libero scambio commerciale” non sono accordi di scambio commerciale.

Lo scopo di questi “accordi”, scritti dalle multinazionali, è di rendere le stesse multinazionali immuni alle leggi degli stati sovrani nei quali fanno affari.

Qualsivoglia legge, che riguardi la sfera sociale, ambientale, la salute, la tutela del lavoro – qualsiasi legge o regolamento – che ha impatto sui profitti delle multinazionali viene definita un “ostacolo al commercio”.

Questi “accordi” consentono alle multinazionali di fare causa al fine di sovvertire la legge o regolamento e di ottenere un indennizzo pagato dai contribuenti dei paesi che provano a proteggere il proprio ambiente o la salute del proprio cibo e dei propri lavoratori.”

 Da un bellissimo e attualissimo pezzo del prestigioso opinionista USA Craig Roberts commenta impietosamente le rivelazioni sul TTIP.

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SABATO 7 MAGGIO MANIFESTAZIONE STOP TTIP


stop-TTIP-11-ott.20141Roma 7 maggio.. per fermare il TTIP !!!!

I cittadini hanno diritto di sapere: Greenpeace Olanda pubblica oggi su www.ttip-leaks.org parte dei testi negoziali del TTIP per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli USA.

È la prima volta che i cittadini europei possono confrontare le posizioni negoziali dell’UE e degli USA.

Questi documenti svelano che noi e la società civile avevamo ragione a essere preoccupati: con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica!

Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro gli aspetti seriamente preoccupanti:

  • Tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite

Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.

  • La protezione del clima sarà più difficile con il TTIP

Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.

  • La fine del principio di precauzione

Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato UE, non è menzionato nei capitoli sulla “Cooperazione Regolatoria”, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D’altra parte, la richiesta USA per un approccio “basato sui rischi” che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine (c.d. hormone disruptors).

  • Porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali

Mentre le proposte contenute nei documenti pubblicati minacciano la protezione dell’ambiente e dei consumatori, il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi.

I documenti mostrano chiaramente che mentre la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, l’industria ha avuto invece una voce privilegiata su decisioni importanti.

Il rapporto pubblico reso noto di recente dall’UE ha solo un piccolo riferimento al contributo delle imprese, mentre i documenti citano ripetutamente il bisogno di ulteriori consultazioni con le aziende e menzionano in modo esplicito come siano stati raccolti i pareri delle medesime.

I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda constano di 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso: 13 capitoli di “testo consolidato” del TTIP più una nota interna dell’UE sullo stato del negoziato (Tactical State of Play of TTIP Negotiations – March 2016). Greenpeace Olanda ha lavorato assieme al rinomato network di ricerca tedesco di NDR, WDR and Süddeutscher Zeitung. Fino ad ora i rappresentanti eletti avevano potuto vedere parte di questi documenti in stanze di sicurezza, con guardie, senza consulenti esperti e senza poterne discutere con nessuno. Con questa pubblicazione, milioni di cittadini hanno la possibilità di verificare l’operato dei propri governi e discuterne con i loro rappresentanti.

Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti. Il TTIP, si svela per ciò che davvero è: un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business.

Per fermare il TTIP, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, ti aspettiamo sabato 7 maggio 2016 a Roma per un grande appuntamento nazionale!

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La Francia in lotta


29europa-aprigi-3Mobilitazione massiccia in Francia per il quarto giorno.

Mobilitazione  contro la loi Travail ( legge sul lav0ro ), mentre il 3 maggio inizia il dibattito all’Assemblea sulla contestata riforma che porta il nome della ministra El Khomri.

Si stima la partecipazione di  circa 500.000 manifestanti.

Il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve, ha affermato che 24 poliziotti sono stati feriti, tre gravemente, uno è in codice rosso, 124 fermi in tutta la Francia.

Feriti anche tra i manifestanti. L’Unef, sindacato degli studenti, condanna l’uso «sproporzionato della forza» da parte della polizia.

Di seguito segnalo l’articolo del Manifesto per i particolari e la cronaca della situazione bollente http://ilmanifesto.info/mezzo-milione-in-piazza-contro-la-loi-travail/

 

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IL SANGUE LIMPIDO DEL MARE


1916223_10207615318014883_7640726945261301730_n.jpgAl teatro LA RIBALTA di Salerno il 23 aprile alle ore 21,00 in via S. Calenda, 98
IL SANGUE LIMPIDO DEL MARE

dopo la sua prima nazionale avvenuta a Milano all’interno del Programma EXPO Milano 2015, presso la Cascina Triulza di Agedo Nazionale (ASSOCIAZIONE GENITORI PARENTI E AMICI OMOSESSUALI) dall’ 11 al 17 maggio, settimana mondiale contro l’omofobia per il progetto “Parole Prigioniere”, in favore dei diritti delle persone LGBT e contro tutte le discriminazioni e gli stereotipi di genere, patrocinando lo stesso progetto di AGEDO (http://www.lgbtqexpo.it/415296069) e dando un contributo per la Carta dei Diritti che vuole promuovere la lotta contro ogni genere di discriminazioni (genere, età, disabilità, origine etnica, fede religiosa, orientamento sessuale) nelle future Esposizioni Universali (Dubai 2020) ed Internazionali (Antalya 2016; Astana 2017), debutta il 23 aprile a Salerno al Teatro La Ribalta ed il 24 aprile a Cosenza presso il Parco d’arte ALT ART in Via Longeni, 25/b.
Il format di questa delicata performance è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, con la regia della poliedrica artista Stefania Mulè che unisce più linguaggi artistici in un unico respiro: letterario, cinematografico, teatrale, musicale nonché quello delle animazioni e degli effetti speciali curati invece dalla società cooperativa ELASTRO di Palermo.
Lo spettacolo affronta l’attuale tema dell’immigrazione ma anche delle discriminazioni e degli stereotipi di genere attraverso il racconto di una giovane donna che parte dall’Africa scappando dalla guerra in un barcone della disperazione e, una volta giunta, finisce stuprata e costretta alla prostituzione.
In questo abisso nasce un amore con una “compagna di sventura” la quale, una notte, favorisce la sua fuga lasciandola andare verso il sognato viaggio di ritorno nella sua Africa. Ma lei, una volta ritornata, decide di lottare, oltre che per la sua terra, pure per la sua dignità e la sua vera essenza di donna nel corpo e nello spirito.
La sua migrazione diviene il simbolo di un nuovo viaggio verso la sua vera anima conquistata al durissimo prezzo della triplice discriminazione come profuga, come omosessuale e come prostituta, giurando a se stessa di non permettere mai più che intrusi violino la sua vita.
Un viaggio che, adesso, proseguirà per sempre…
“Il Sangue Limpido del Mare” è il simbolo centrale di questa storia: è quello che, spesso, divide il “lontano” delle terre sognate e degli affetti più cari, ma al contempo unisce gli uomini in un’unica essenza; ad esempio, nel sangue dei profughi, nelle lacrime, nella paura dell’ignoto, ma pure nel sole, nell’alba che sempre si rinnova, nelle tempeste e le quieti che accompagnano la vita.

E’ l’anima del mondo che ci lega al di là delle diversità di ogni tipo, oltre l’abisso della discriminazione, del pregiudizio, dello sfruttamento, della violenza. E’ un grido di denuncia, di disperazione e di tormento, ma è anche soprattutto un grido d’amore, di dignità, di libertà.
-Scrivendo questa “avventura”- dichiara l’autore aretino Paolo Scatragli -ho cercato di togliere ogni “abbellimento” ed ogni forma letterale descrittiva, per ridurre tutto a delle “foto” essenziali, di proposito, perché ciascuno fosse libero di costruirci il proprio film, la propria storia.
Per questo motivo ho scelto la formula della “poesia”. Da questo embrione iniziale è nato subito il “sentire” personale di Stefania Mulè, per cui il tutto è uscito dalla gabbia della sola opera letteraria per svilupparsi in un “cantiere” in cui libro, spettacolo teatrale e film breve sono divenute membra di un unico corpo, tre progetti che si completano a vicenda.
Spero che questo “cantiere” susciti a ciascuno, attraverso le opere in cui è articolato, (libro, film breve, pièce teatrale) lo stesso amore che ho sentito – che abbiamo sentito – nella costruzione di quest’opera, dalla prima parola scritta a tarda notte in uno studio intriso di fumo e di sogni, fino alle luci del palcoscenico di Stefania che hanno dato, a quelle parole ed a quei sogni, un viso ed un’anima nuova.-
LINK DAL BLOG DI immaginARTE:
http://immaginarte-immaginarte.blogspot.it/2015/04/23-aprile-2015-il-sangue-limpido-del.html

CAST ARTISTICO

Diretto e interpretato da
Stefania Mulè
Compagni di viaggio alle chitarre:
Ninni Arcuri e Paolo Scatragli
Regia e adattamento: Stefania Mulè
Testi: Paolo Scatragli-Stefania Mulè

Costumi: Salvina Cordaro
Animazioni ed Effetti speciali realizzati da
ELASTRO
http://www.elastro.it/

SPONSOR per la realizzazione del cortometraggio
IL SANGUE LIMPIDO DEL MARE
ESSETISEDIE di Sabrina Sardelli
http://www.essetisedie.com/

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Fotografia di un progetto ….


tratto da qui

Vorrei realizzare una esposizione delle mie fotografie nell’isituto d’arte di Porta Romana a Firenze, la scuola dove ho passato cinque anni della mia gioventù e mi sono formato sia come persona che come professionista della immagine.

Cinque anni felici passati studiando alla “Scuola d’Arte” imparando sia dai professori che da un ambiente culturale stimolante e creativo.

Il titolo del progetto è Barcellona in tono seppia, si tratta di 20 fotografie in b/n virate appunto in seppia di cui nel seguente link potete vedere una parte:

http://www.buonamici.com/blog/portfolio-item/barcelona-in-sepia-toning/

Altre saranno una sorpresa per chi potrà visitare la mostra!

A cosa serviranno i fondi ?

Per produrre l’esposizione ho bisogno di fondi: in primo luogo per la stampa delle fotografie, del materiale grafico, e la installazione. Il trasporto da Barcellona a Firenze e un compenso anche se solo simbolico per tutto il lavoro di organizzazione.
 

A proposito del progettista

 

Sono entusiasta di portare a compimento questo piccolo progetto. Per me , gli anni trascorsi all’Istituto d’Arte ( questo era il suo nome prima della riforma scolastica  sono stati molto importanti per l’ulteriore sviluppo della mia professione , proprio a causa del livello del fervore artistico e del fervore intellettuale , proprio di quel preciso momento storico, gli anni settanta .

Ancora oggi , quando metto l’occhio alla macchina fotografica , lmi sento influenzato da quelle forme classiche e geometriche, delle prospettive rinascimentali che ho visto e assimilto nei corsi di storia dell’arte, nelle visite agli Uffizi o nelle passeggiate al Giardino di Boboli, che si trova proprio accanto alla scuola.

La posizione dell’uomo nello spazio e nel suo rapporto con l’universo, derivato questo dal pensiero umanistico e rinascimentale: come anche nell’attualità gli esseri umani vivono e utilizzano lo spazio della città, in particolar modo nel loro tempo libero, e muovendosi continuano a disegnare linee e si incrociano tra loro e “formano” spazi. Questo è esattamente ciò che voglio trasmettere con il progetto, e in particolare esponendolo qui nella mia scuola, dedicandolo alle future generazioni di artisti, uomini e donne, come qualcuno fece per me in un’altra epoca.

 

 

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Un motivo per dire SI il 17 aprile


CdhIRHjWAAAc9Qk.jpgle foto del disastro valgono più di mille parole

da ecoblog  del 23 marzo 2016

“Una chiazza di petrolio si è allargata a 120 chilometri da Lampedusa dopo l’incidente avvenuto lo scorso 13 marzo in una piattaforma situata 7 chilometri al largo delle isole Kerkennah, nella regione tunisina di Sfax.Una squadra dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente della Tunisia è stata inviata sul posto e la Thyna Petroleum Services ha confermato una “leggera perdita di petrolio alla testa del pozzo Cercina 7I ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta e, secondo le autorità tunisine il danno sarebbe relativo. La stampa locale – eccezion fatta per alcuni siti Internet – ha ridimensionato la portata dell’incidente e anche in Italia è stato messa la sordina a un incidente che verificatosi a un mese dal referendum – altrettanto trascurato dalla stampa nazionale – del prossimo 17 aprile. In un’intervista al Corriere, il ministro dell’Ambiente Galletti ha dichiarato che “un incidente può sempre capitare”. Ecco, la perdita nel Mediterraneo, a poco più di 100 chilometri dalle coste italiane ne è un esempio.

Anche se in Tunisia si tende a minimizzare per non minare ulteriormente un turismo e un’economia già in difficoltà a causa degli attentati terroristici dell’ultimo anno, le conseguenze per la società civile sono disastrose: tre chilometri di costa nell’arcipelago delle Kerkennah sono coperti da una macchia di petrolio. Si tratta di isole che vivono principalmente grazie alla pesca e per la popolazione si tratta di una catastrofe che è, al contempo, ecologica e sociale.”

segue qui.

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SEI ANNI PER NONNISMO: I DOCUMENTI PROCESSUALI DEI TESTIMONI


SEGNALAZIONE RICEVUTA( sito  congedati Folgore )…. PUBBLICHIAMO SU RICHIESTAOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il 2 Marzo 2016 il tribunale di Belluno ha pronunciato una sentenza che condanna a sei anni di prigione e la interdizione perpetua dai pubblici uffici per atti nonnismo, l’ Alpino Paracadutista Sergio Ramondetta.
I fatti risalgono al 2010.
Ramondetta, nel giugno 2010, con sei anni di servizio alle spalle, era stato aggregato al 7° reggimento alpini come accompagnatore di un corso “modulo k” per reclute VFP1 del Reparto Comando e supporti tattici “Tridentina”. Proveniva dalla caserma Huber di Bolzano con la raccomandazione del suo Comandante di Reparto di far arrivare prima la squadra di allievi a lui affidata. Stesse raccomandazioni le ricevette dal Capitano e dal Maresciallo incontrati al settimo reggimento, rispettivamente comandante di Compagnia e responsabile dell’addestramento.

Ramondetta non possedeva né qualifica né grado che gli potevano consentire di condurre il corso in autonomia.
A Belluno il Ramondetta sostituiva due colleghi che, nel passaggio di consegne, lo misero in guardia segnalando che la squadra da seguire aveva alcuni elementi che influenzavano negativamente il rendimento del resto del gruppo ed intralciavano l’attività.
Dalle denunce dei querelanti, sembrerebbe che Ramondetta abbia agito in piena libertà, sotto gli occhi dei superiori, che non avrebbero mosso un dito per moltissimi giorni.

Ramondetta dichiara , al contrario, di avere sempre informato Capitano e Maresciallo a Belluno e riesce a provarlo anche tramite tabulati telefonici a differenza di quanto dichiarato a processo, e ribadisce di avere ricevuto dalla catena gerarchica sia (di Belluno e di Bolzano) il consenso e gli ordini per rendere il più selettivo possibile il corso, per eliminare chi tra gli allievi non era adatto alla vita militare.

Ramondetta sin dai primi giorni aveva riscontrato che tre allievi assumevano atteggiamenti sciatti, irritanti e non conformi al regolamento militare e agli obbiettivi del corso, impedendone o ritardandone il corretto svolgimento.

Per questo motivo, avendo intuito che “era stato mandato al macello” con l’assegnazione alla squadra meno efficiente, chiedeva dapprima al suo superiore gerarchico di essere assegnato ad altro incarico, ovvero quello di accompagnatore e non di istruttore.
Nel luglio 2010, dopo circa 20 giorni, avvenne la denuncia-fotocopia da parte degli allievi circa presunti atteggiamenti persecutori avvenuti in servizio , descrivendo situazioni addestrative dure e affaticanti e scherzi fuori servizio che avevano per oggetto i genitali maschili. Dice Ramondetta e confermano altri colleghi, che si trattava di semplice goliardia tipica della vita militare. I fatti più significativi contestati erano avvenuti fuori servizio, dopo cene con qualche eccesso di alcol e durante la festa del suo 26mo compleanno.

Continua qui

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Trivelle si ..trivelle no….


image.jpgSI VOTA IL 17 APRILE

Il referendum sulle TRIVELLAZIONI si farà il 17 APRILE, cioè tra meno di  due mesi.

Una mossa (quella di scegliere una data così ravvicinata) per impedirci di informare i cittadini e pilotare il voto.

L’avere anticipato la data di oltre un mese rivela, infatti, l’obiettivo del #PD, cioè quello di non raggiungere il quorum e vanificare il referendum.

Non ci sono altre giustificazioni, d’altronde è lo stesso PD ad avere voluto la norma impugnata ed è sempre lo stesso partito che ha aperto le porte alle trivellazioni.
Il #M5S non ha mai accettato questa becera politica energetica che sa di medioevo, che contraddice i principi della tutela ambientale e che va contro le decisioni prese a Parigi durante il Summit mondiale sul clima.
Per questo motivo da oggi e fino al giorno del voto, faremo il possibile per convincere gli italiani a votare SI contro le trivellazioni

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Campagna di mail bombing!


11986317_1484782851817565_1231212532791610492_n.jpgIl Governo intende portare l’attacco finale all’acqua e alla democrazia attraverso lo stravolgimento della legge sull’acqua e l’esplicita contraddizione dell’esito referendario attuata tramite il decreto Madia.

Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui Parlamentari. Pertanto, nei giorni 17 e 18 marzo inviamo tutt* una mail ribadendo: “Giù le mani dall’acqua, il mio voto va rispettato!”.

Di seguito il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari

Gentile Parlamentare,

in questi giorni si sta sferrando un attacco decisivo all’esito del referendum 2011.

La maggioranza ha svuotato e stravolto l’impianto generale, oltre ai i principi essenziali, della proposta di legge sull’acqua pubblica.

Contemporaneamente, ha iniziato il suo iter il “Testo Unico sui servizi pubblici locali”, decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015; un manifesto liberista, che prevede l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni, vieta la gestione pubblica tramite azienda speciale e ripristina l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano abrogato.


Si tratta di un attacco senza precedenti all’acqua e alla democrazia.
 

Rivendico con forza che acqua e beni comuni non appartengono a nessuno.Intendo ribadire che non mi rassegno a questo epilogo e mi troverai ancora una volta nelle piazze con la stessa allegria, rabbia e determinazione, perchè:


INDIETRO NON SI TORNA!
GIU’ LE MANI DALL’ACQUA, IL MIO VOTO VA RISPETTATO!
 
APPROVARE LA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE SENZA STRAVOLGIMENTI
RITIRARE SUBITO IL DECRETO MADIA

======================================================================

Procedimento semplificato per fare l’invio

Attenzione se invii a più di 500 destinatari al giorno la casella di posta sarà bloccata, quindi:

PER EVITARE DI VEDERSI BLOCCATA LA PROPRIA CASELLA DI POSTA (CHE AL MASSIMO PUÒ INVIARE MAIL A CIRCA 500 DESTINATARI OGNI 24 ORE), SCEGLIETE SOLO UNO DEI GRUPPI DI INDIRIZZI IN ALLEGATO, ED UN SECONDO DA INVIARE NEL GIORNO SUCCESSIVO

PER FARE IN MODO CHE OGNI GIORNO SIANO COINVOLTI TUTT* LE/I PARLAMENTARI, SCEGLIAMO I GRUPPI A CASO E NON TUTT* IL PRIMO

Clicca qui sotto per scaricare e copiare gli indirizzi.

Indirizzario e-mail Senatori
Indirizzario e-mail Deputati

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12 marzo contro la guerra……


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Inserisci una didascalia

12 marzo contro la guerra: un sito per informare e far condividere le iniziative
Grande è l’urgenza di mobilitarsi contro la guerra e alcune organizzazioni hanno lanciato l’idea del 12 marzo (e poi del 4 aprile) come data per manifestazioni di vario tipo a livello locale in tutta Italia. Sibialiria per promuovere l’iniziativa e renderne partecipe quanta più gente è possibile, offre come servizio alle organizzazioni e realtà locali che parteciperanno a questa giornata:
Il sito https://12marzocontrolaguerra.wordpress.com/
La pagina Facebook https://www.facebook.com/12-marzo-contro-la-guerra-18601…/…/
L’account Twitter https://twitter.com/noguerra12marzo
L’hashtag ‪#‎12marzocontrolaguerra‬
Il canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCY5PI0Egs39ccu9k9Poctsw
Il videoclip promozionale dell’iniziativa: https://youtu.be/ATlwAPTyJ7I
Per contatti a riguardo la mail è 12marzocontrolaguerra@gmail.com

La redazione di Sibialiria
www.sibialiria.org

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TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE… CONTRO IL CASENTINO!


ospedale.pngI SINDACI SOTTOSCRIVONO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITE ASSESTANDO UN’ALTRO COLPO MORTALE ALL’OSPEDALE DI BIBBIENA

NON C’E’ PACE PER IL NOSTRO OSPEDALE, NON BASTAVANO I TAGLI DEL GOVERNO RENZI E DEL GOVERNATORE ENRICO ROSSI, LA RIFORMA SANITARIA TOSCANA CHE RIDURRA’ ULTERIORMENTE I SERVIZI, NO, I SINDACI DEL CASENTINO HANNO VOLUTO METTERCI DEL SUO DECIDENDO A MAGGIORANZA (ECCETTO IL SINDACO DI CASTEL SAN NICCOLO’) DI FAR CHIUDERE IL PUNTO NASCITE U.O. INDISPENSABILE AL CASENTINO.

HANNO DECISO NELLE SEGRETE STANZE, SENZA COINVOLGERE CITTADINI E COMITATI CHE RIFIUTANO DI SUBIRE DECISIONI SBAGLIATE E DELETERIE.

SE NON ASCOLTANO I CITTADINI, AL SERVIZIO DI CHI SONO? QUAL E’ LA LOGICA CHE LI MUOVE?

FACCIAMO SENTIRE FORTE LA NOSTRA VOCE E RIBALTIAMO QUESTA SCIAGURATA DECISIONE.

NON MANCARE

VENERDI’ 4 MARZO ORE 21:00

AL CENTRO SOCIALE DI BIBBIENA STAZIONE

C.R.E.S.T. (COMITATO REGIONALE EMERGENZA SALUTE TOSCANA)

COMITATO SALUTE CASENTINO

ECCO I NOMI DEI SINDACI CHE HANNO FIRMATO PER LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DELL’OSPEDALE DI BIBBIENA

Daniele Bernardini – Bibbiena

Carlo Toni – Poppi

Niccolò Caleri – PratovecchioStia

Massimiliano Mugnaini-Montemignaio

Ivano Versari – Ortignano Raggiolo

Giampaolo Tellini – Chiusi della Verna

Valentina Calbi – Chitignano

Massimiliano Sestini-CastelFocognano

Eleonora Ducci – Talla

I LORO NOMI VERRANNO RICORDATI PER DIVERSE GENERAZIONI.

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SGARBI vs VENDOLA


12809759_1084103041646102_7249653676069745980_n.jpg#‎vendola‬
Non può essere, quello appena nato, il figlio di Vendola. Dal culo non esce niente.
Vendola ha un marito ed è contemporaneamente padre. Due persone dello stesso sesso non generano. Ma di cosa stiamo parlando?
I bambini devono essere concepiti, educati e evoluti sulla base di ciò che la natura consente.
Di bambini bisognosi è pieno il mondo, e si possono aiutare in tanti modi. Quel bambino è una persona che si sono costruiti a tavolino, come un peluche. E’ insopportabile.
 

Voi che ne pensate ??

Sulla mia bacheca FB  una rivolta …..

Franca

 

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LERCIO FOR PRESIDENT…


bertolaso-aquila.jpgIL MITICO LERCIO ULTIMAMENTE LE AZZECCA TUTTE.

Diciamo che il materiale non scarseggia, anzi  direi che abbonda.

Comunque resta il fatto come dice giustamente il mio amico Harry Haller ……
“Questi sono dei geni. Gli andrebbe dato un Pulitzer al giorno”

Una recente “perla”:

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Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra Attuare l’articolo 11 della Costituzione


nato3-1.jpgL’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno.
Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno.

È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.

Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”, per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria. Da alleanza che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l’aggressione militare.

La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.
Uscendo dalla Nato, l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, in particolare l’articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.

L’appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.
La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.
L’appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell’Italia agli Stati uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.
Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato.
L’Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

Sostieni la campagna per l’uscita dell’Italia dalla Nato
per un’Italia neutrale

LA PACE HA BISOGNO ANCHE DI TE


BASTA GUERRE!

 L’Italia, dopo aver occupato, depredato e massacrato la Libia dall’invasione del 1911 allo sterminio  del 2011, si appresta, ancora con la NATO e sotto comando USA, a una nuova guerra contro il paese africano.

Le precedenti incursioni della sedicente “comunità internazionale” hanno ridotto una nazione prospera e pacifica in un ammasso di rovine, lacerato da cento fazioni, percorso da bande di predoni, tutti impegnati a depredare i libici delle loro risorse petrolifere e idriche.

 Il parossismo bellico di Turchia, Qatar e Arabia Saudita, strumenti di USA, NATO e Israele nella frantumazione degli ultimi Stati della regione che non accettano la dittatura colonialista, la Siria e l’Iraq, prospetta l’apocalissi di una conflagrazione mondiale. 

 Dopo aver utilizzato i cosiddetti “dittatori arabi” come pretesto per le loro aggressioni, questi paesi ora fingono di voler combattere il jiadismo terrorista di Isis e Al Nusra, da loro stessi creato e diffuso dall’Africa al Medioriente, dall’Asia all’Europa, in una spaventosa escalation di crimini di guerra e contro l’umanità.  

Un apparato mediatico bugiardo, legato alle centrali del bellicismo imperialista e alle sue industrie delle armi, sostiene una serie ininterrotta di aggressioni  nel segno di un nuovo e più letale colonialismo che distrugge Stati, stermina popoli, provoca l’immensa tragedia dei rifugiati, volge in distruzione e morte quanto viene sottratto a ospedali, scuole, welfare.

Il governo italiano ci rende corresponsabili di questo immenso oceano di sangue. La nostra Costituzione lo rifiuta. Le guerre d’aggressione sono il massimo crimine contro l’umanità. I popoli hanno diritto all’autodeterminazione. Sosteniamone la resistenza. Fermiamo gli assassini. Via la NATO, via le basi USA  dall’Italia.

Comitato #NO GUERRA #NO NATO

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I SINDACI INSISTONO A FAVORIRE NUOVE ACQUE PENALIZZANDO I CITTADINI


Acqua-minerale.jpgDunque “nulla di nuovo sotto il cielo di Arezzo” nonostante che il cambio di inquilino a Palazzo Cavallo avvenuto l’estate scorsa avesse lasciato immaginare tutt’altro. Dispiace rilevare che sul tema della gestione dell’acqua l’Ing. Ghinelli non ha impresso affatto la discontinuità promessa in campagna elettorale rispetto all’atteggiamento rinunciatario dell’Amministrazione Fanfani che lo aveva preceduto. Ne aveva le possibilità ma se ne è spogliato delegando la persona meno adatta a trattare questo tema. Nessuna traccia dell’atteso tavolo tecnico congiunto “Comune-Comitato Acqua”e di strategie atte a contrastare gli appetiti dei voraci soci privati, neanche l’ombra. Da tempo ci eravamo messi a disposizione del Sindaco offrendogli la massima collaborazione per dare risposta alle attese dei cittadini , in primis per quanto riguarda il contenimento delle tariffe e l’introduzione di condizioni contrattuali più favorevoli per gli utenti , secondariamente per mettere in condizione il Comune di Arezzo di riprendere prima possibile il pieno controllo della gestione del servizio idrico integrato. Ci abbiamo provato ma è stato vano: nonostante il cambio d’Amministrazione il Comune di Arezzo si è prestamente accomodato nel folto gruppo delle amministrazioni locali prive del coraggio necessario per rivendicare con forza e in ogni sede il diritto e la competenza di decidere in fatto di tariffe e modalità di gestione di un servizio pubblico quale quello dell’acqua , esentandosi dall’impegnativo compito di tentarle tutte per soddisfare le attese dei cittadini e il rispetto della volontà da essi espressa con i referendum del giugno 2011.

Lo diciamo chiaramente: siamo delusi e riteniamo che sia venuto il momento di denunciare lo scarso interesse mostrato dal Sindaco Ghinelli rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale per quanto riguarda l’acqua e la sua gestione. Ciò si rende ancor più necessario alla luce di quello che sta emergendo sulla vicenda della ristrutturazione tariffaria con cui la Società di gestione andrà a calcolare i consumi di acqua a partire dalla prossima bolletta che riceveranno gli utenti, con effetti retroattivi a partire dal 1° gennaio 2016. Purtroppo non si tratta di una modifica della struttura tariffaria che la rende finalmente equa , in modo cioè che prezzi e scaglioni di consumo tengano conto del numero dei componenti il nucleo familiare delle utenze domestiche residenti. No, è tutta un’altra cosa.

A giudicare dalla porcata che è venuta fuori si capisce che quei furbacchioni di Nuove Acque sono riusciti a far sì che i loro sprovveduti soci di parte pubblica (i Comuni: cioè Sindaci e Assessori delegati) abbiano scambiato lucciole per lanterne , favoriti in questo da quel filone del Direttore

Generale dell’Autorità Idrica Toscana che evidentemente sa bene assolvere al ruolo di facilitatore del gestore e sa come imbonire i rappresentanti dei Comuni, radunati nel chiuso delle stanze del fu ATO 4, con generoso dispiego di slide e supercazzole varie.
Risulta che agli inizi di dicembre cotanto burocrate, con aiutanti al seguito, sia appositamente calato da Firenze in quel d’Arezzo allo scopo di illustrare i benèfici effetti del provvedimento da lui stesso confezionato con dati e proiezioni fornitegli dal gestore. L’ideona partorita dall’accoppiata Nuove Acque-AIT è denominata “Modifica alla struttura dei corrispettivi” che, tradotto, significa mettere mano all’articolazione tariffaria in vigore nel 2015 per cambiare il prezzo dell’acqua con modifica degli scaglioni di consumo, le tariffe per lo scarico in fogna, quelle per la depurazione e l’importo della quota fissa.

Probabilmente il Direttore AIT ha raccontato ai Sindaci che la nuova struttura tariffaria avrebbe comportato per Nuove Acque una invarianza di gettito ( cioè con la nuova articolazione il gestore avrebbe mantenuto lo stesso livello di introiti fatti con la vecchia) e i Sindaci gli hanno creduto. Oltretutto, per le utenze domestiche, si sarebbe persino introdotta una prima fascia agevolata di 30 metri cubi l’anno al prezzo di soli 0,2 Euro/mc (addirittura di 0,1 Euro/mc per gli utenti con ISEE inferiore a 8.030 Euro) . “Un ben di Dio, perbacco!” avranno pensato i Sindaci . Figurarsi poi come sono andati in solluchero alla notizia che la famigerata quota fissa sarebbe stata ridotta da 76 a 39 Euro l’anno, quasi dimezzandola. “Bel colpo. Così si fa un figurone!” Si saranno detti e via di corsa a stappare champagne, contenti di potersi ascrivere il merito di una siffatta proposta.

Sarà stata colpa della fretta , della disattenzione , del clima festaiolo prenatalizio, dell’ingenuità o dell’ incompetenza , fatto sta che il 4 dicembre scorso, Sindaci e Assessori presenti alla riunione hanno fatto propria la proposta e 5 di loro , neanche dieci giorni dopo , l’hanno portata in Assemblea regionale AIT ottenendone l’approvazione , forse senza neanche rendersi conto di aver così avallato rincari delle bollette per le utenze domestiche residenti che dal 1° gennaio 2016 aumentano anche del 23% , come si evince dal quadro allegato .

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Harper Lee morta, l’autrice de “Il buio oltre la siepe”


da Il fatto quotidiano81UmkuQljyL

Harper Lee, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1961 con Il buio oltre la siepe, è morta il 19 febbraio all’età di 89 anni. La notizia è stata diffusa dal sito al.com, sul quale si legge che diverse fonti confermano che la scrittrice è venuta a mancare nella mattinata di venerdì nella sua città, Monroeville, dove l’autrice era nata il 28 aprile 1926.

Raggiunta la fama con il romanzo To Kill a Mockingbird, la scrittrice non aveva più pubblicato nulla fino al 2015, quando è finalmente uscito, suscitando non poche polemiche nell’ambiente editoriale il secondo libro, scritto subito dopo il primo ma rimasto inedito, Go Set a Watchman (sul mercato italiano edito da Feltrinelli e  tradotto con il titolo di “Va, metti una sentinella“).

Dalla sua celebre opera prima era stato tratto nel 1962 un film che vinse tre premi Oscar, tra cui quello per il miglior attore protagonista andato a Gregory Peck, che nella pellicola ebbe il ruolo di Atticus Finch. Nel film, come nel libro, è lui a tracciare il confine tra il bene e il male per la figlia Scout, la piccola protagonista, incarnando ai suoi occhi gli ideali di tolleranza e giustizia nel generale clima di razzismo e contraddizioni che divideva l’America delle leggi razziali tra bianchi e neri. Lo stesso tema ritorna nel secondo libro, rimasto nel cassetto per più di 50 anni, nel quale la piccola Scout, ormai cresciuta, ritorna in Alabama dove ritrova un Atticus non più così monoliticamente buono come quello che aveva idealizzato da bambina.

Il buio oltre la siepe, ritenuto tra i classici della letteratura statunitense, ha venduto oltre 40 milioni di copie in tutto il mondo, è stato tradotto in 40 lingue, e nel 2007 è valso all’autrice la prestigiosa Medaglia presidenziale per la libertà, il più alto riconoscimento civile degli Stati Uniti.”

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Un processo alla disoccupazione è un processo alla città. Un appello per i Bros.


precari-bros-piazza-municipio-2-2.jpgIl 17 febbraio è iniziato al tribunale di Napoli un processo a 35 “disoccupati organizzati”, accusati di essere i promotori di una lotta politica per il lavoro e per il salario garantito, portata avanti attraverso reati quali il “blocco del traffico”, l’occupazione di uffici pubblici e altre simili fattispecie nel corso degli ultimi anni.

Sull’accertamento di questi reati magari ci sarà poco da dire, ma l’ulteriore (e più desiderato) tentativo della Procura è quello di far passare un impianto complessivo che non è accertabile senza un pesante giudizio di valore, ovvero l’accusa di “associazione a delinquere”, ad inchiodare comportamenti di lotta e di rivendicazione più che legittimi in questi anni di crisi e in una complessa metropoli del sud come Napoli. Un vero e proprio giudizio ideologico con cui la Procura rinuncia al suo “presunto” ruolo di arbitro del conflitto sociale. Occorre che lo riacquisti al più presto, e per questo la consapevolezza dell’opinione pubblica è un momento importante.

Il tentativo politico della Procura è in sostanza quello di dimostrare una discontinuità di valori, cultura politica e legame con la città tra il movimento storico dei “disoccupati organizzati” degli anni settanta e quello odierno del progetto BROS, i cui promotori avrebbero pianificato una serie di reati per fare “pressione politica” ed “estorcere” un posto di lavoro, mai arrivato, con metodi criminali, come un “associazione criminale”, alludendo in fondo perché no alla “camorra” (così è stata fatta passare sui giornali costruendo la stigmatizzazione del movimento). Al di là della difficoltà anche giuridica di questo impianto (prima bocciato al Riesame ma poi accettato in Cassazione) resta gravissimo politicamente permettere che una storia così ricca venga riscritta in tribunale con l’intento di equiparare la lotta politica (che spesso prevede che si commetta un reato, ad es. il picchetto davanti ad una fabbrica) con un “associazione a delinquere”, e rischia così di essere un attacco generalizzato alla liberta di manifestare e alla democrazia estendibile agli studenti come a tanti lavoratori. È dunque una battaglia civile e culturale ampia e trasversale quella che ci vede a fianco dei BROS.

Grazie a questo movimento dagli anni settanta ad oggi migliaia di persone in questa città non sono finite nella miseria, nell’indigenza, o nella “mala vita”. Migliaia di persone,

emblema della subalternità a cui lo sviluppo economico e urbano le ha confinate, hanno imparato piuttosto la “buona vita” della lotta per la dignità e per i diritti. L’organizzazione dei disoccupati ha anche il merito di essersi posto il problema del malessere complessivo di coloro che, in situazioni di povertà e disoccupazione, soffrono fino a mostrare i sintomi di un disagio psicologico: è alla loro iniziativa che è dovuta, a Napoli, la nascita di un “comitato di lotta per la salute mentale” e, unica città italiana, l’istituzione dell’ “osservatorio comunale sulla salute mentale”. È storia di questa città, che la Procura vuole riscrivere in un aula di tribunale, ma che andrà invece fortemente difesa e raccontata fuori da quel cosiddetto “palazzo di giustizia”.

Il 17 febbraio è iniziato quindi un “processo alla Città”, a chi la vive ai margini, sospeso sul baratro della disperazione, senza diritto di lavoro. È un processo alla memoria storica di questa Città, che si prova a mettere agli arresti. I disoccupati di Napoli sono una soggettività sociale che si è organizzata in autonomia per affermare il diritto del lavoro, dichiarato dalla Costituzione e negato dall’Istituzione. Le persone “imputate” sono quelle che rappresentano le voci di chi viene recluso nei quartieri a scatole di cemento, costretto a passare tra la gola delle bande della camorra e i blindati degli Istituti Penali. Chi non viene ascoltato è costretto a urlare per farsi sentire. Sono colpevoli delle proteste che non trattengono l’ira istigata dall’esasperazione. A spingere a tanto sono la distorsione dei legami sociali, la frammentazione e la sopraffazione di posti di potere che si spartiscono gli interessi d’usura della vita di chi è costretto a viverla in condizione di precarietà. Sono i disoccupati d’identità, clandestini sociali, spogliati di ogni ruolo e soggettività, perché senza “mansioni” che non sia la loro semplice e nuda esistenza. Ci sono passioni di ragioni che aspettano di diventare diritti. Anche la ragione ha la sua passione.

Si incorre nuovamente in una profezia già scritta da Vincenzo Cuoco nel suo “Saggio storico sulla rivoluzione di Napoli”: la denuncia della passività delle classi subalterne nel 1799 e la marginalità delle loro istanze come causa di cambiamenti importanti, massacrati infine in una restaurazione borbonica. Eppure quando le istanze dei ceti subalterni, di quelli che vivono la città, come i disoccupati napoletani, diventano protagoniste e alzano la testa, vengono inchiodate al muro della delinquenza organizzata o comune, a dimostrazione che dalla subalternità non c’è possibilità di uscita. Ma da questa passività i movimenti dei disoccupati hanno tentato di emergere; da quel “mondo chiuso” che Carlo Levi, padre costituzionale, ha denunciato come assenza di protagonismo, da una parte, e silenzio dello stato dall’altra, i disoccupati napoletani hanno ostinatamente tentato di prendere parola, denunciando la propria condizione e la voglia di riscatto.

Il 17 febbraio è iniziato un processo alla Città che non può essere chiuso nell’aula del tribunale. Va portato nel centro della Città, senza grida e protesta, con parole e ragioni, per affermare il diritto della dignità d’esistenza, per affermare il principio sociale di un reddito

d’esistenza che non sia un pensionamento dalla società, ma la garanzia di una condizione di lavoro adeguata alla vocazione dei luoghi e alle voci delle persone. La rivendicazione non è del “posto” di lavoro, ma del diritto di lavorare, di sentirsi parte di questa Città, non fuori o sotto, ai margini, ma come soggetti agenti del suo sviluppo sociale e della legalità dei legami che la rendono viva. Questo processo, e il dibattito che se ne può aprire, è l’occasione per riapre un rapporto tra regole e relazioni, tra ragioni e diritti.

Primi promotori e firmatari dell’appello sono:

Giuseppe Aragno (storico, Università Orientale), Giuseppe Ferraro (filosofo, Università Federico II), Enrico De Notaris (Psichiatra), Alessandro Arienzo (politologo, Università Federico II), Giuseppe Antonio Di Marco (filosofo, Università Federico II), Francesco Festa (ricercatore autonomo), Valeria Pinto (filosofa,

Università Federico II), Enrico Voccia (filosofo)

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Non ho la tv.. cosa devo fare per non pagare il canone


images.jpgModello di autocertificazione per comunicare la disdetta del canone RAI per non possesso del televisore.

In particolare attraverso questo modello si dichiara di non possedere alcun apparecchio televisivo con riferimento all’utenza di energia elettrica.

Ricordiamo, infatti, che dal 2016 paga il canone Rai chi risulta intestatario di un contratto di fornitura di energia elettrica (leggi l’articolo “Canone Rai in bolletta“).

Una volta compilato il Modulo disdetta canone Rai per non possesso del televisore va spedito in busta chiusa mediante raccomandata A.R., all’indirizzo:

Agenzia delle Entrate S.A.T.
Sportello Abbonamenti TV
Ufficio Torino 1
Casella postale 22
10121 Torino

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L’acqua cara quasi come il Brunello di Montalcino


CbFD4yKUkAAhzoi.jpg-large.jpg Arezzo risulta essere la città dove l’acqua è più  cara in assoluto.

Nel 2016 nuovi aumenti ( vedi tabella ) e da alcune indiscrezioni pare che in bolletta i cittadini abbiano ( INDIRETTAMENTE e  INCOSAPEVOLMENTE  ) loro malgrado finanziato la Lopeolda…..!!!!!!!!!

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PRIMO MARZO DEI E DELLE MIGRANTI A BOLOGNA! 24h SENZA DI NOI!


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Contro il razzismo del governo e dell’Europa, contro i confini e la precarizzazione, invitiamo migranti, rifugiati, lavoratori e lavoratrici precarie, operai a manifestare insieme il primo marzo dalle ore 17 in piazza del Nettuno, a Bologna.

La giornata del primo marzo, lanciata dalla pittaforma dello sciopero sociale transnazionale, vedrà scendere in piazza diverse città in tutta Europa con lo slogan “24h senza di noi”: dalla Polonia alla Francia, dalla Germania alla Svezia, dal Regno Unito all’Italia, fino ai paesi lungo la rotta dei Balcani. Saremo in piazza anche a Bologna per iniziare a riprenderci l’idea dello sciopero migrante ed estenderla ad altre figure sociali che stanno subendo oggi l’austerità e il regime dei confini, perché solo creando un fronte sociale ampio possiamo avere la forza di combattere per i nostri diritti.

Il primo marzo in tutta Europa e in molte altre città italiane (Roma, Milano, Bari…) saranno «24 ore senza di noi» di scioperi e manifestazioni coordinate per dimostrare la nostra forza e aprire una comunicazione reale contro i confini e la precarizzazione: una giornata per rivendicare un salario minimo europeo, un reddito e welfare europei, un permesso di soggiorno europeo indipendente dal contratto di lavoro e dal reddito. «24 ore senza di noi» per un Primo Marzo che si inserisce in una giornata transnazionale di scioperi e manifestazioni per combattere chi sfrutta il lavoro migrante, precario e operaio!

Contro lo stato d’emergenza permanente che vige oggi in Europa, diciamo chiaramente che il regime dei confini non è solo un problema dei migranti, ma colpisce tutti noi. Attraverso la mobilità, i migranti rifiutano sia la guerra sia lo sfruttamento, e sfidano le misure di austerity, la precarizzazione e il razzismo istituzionale. Le istituzioni europee stanno cercando di controllare questa mobilità con il solo scopo di ottimizzare i profitti: abbassando i salari, cancellando i diritti sociali e sul lavoro, colpendo la possibilità di tutti di organizzarsi contro lo sfruttamento. Anche la distinzione tra migranti economici, rifugiati legittimi e illegittimi è uno strumento potente usato per produrre frammentazione e indebolire la solidarietà. Oggi tutti coloro che vivono in Europa stanno facendo esperienza di ciò che il lavoro migrante significa: la cittadinanza non garantisce più diritti sociali, avere un lavoro non garantisce più un salario decente, il lavoro non garantisce una vita migliore, i migranti interni sono trattati come “turisti del welfare.

Se vogliamo porre fine a questo stato di emergenza, dobbiamo trasformare anche l’incredibile solidarietà sollevata dai movimenti dei migranti in tutta Europa negli ultimi mesi in connessioni politiche concrete tra diverse condizioni di lavoro; dobbiamo riconoscere che le politiche di accoglienza riguardano la casa, i salari e il reddito di tutti i lavoratori. Se vogliamo combattere l’austerità dobbiamo stabilire forti canali di comunicazione tra tutti coloro che lavorano lungo le stesse catene dello sfruttamento con diverse condizioni salariali, e costruire la possibilità di colpire la produzione dei profitti. Se vogliamo opporci a ogni nazionalismo e politica di estrema destra, allora dobbiamo riconoscere che il lavoro migrante è una questione politicamente centrale che riguarda tutti. Il primo passo in questa direzione è di essere ora dalla parte dei migranti per combattere le divisioni nei luoghi di lavoro e contro quelle leggi che, in tutta Europa, rafforzano questo sfruttamento e indeboliscono tutti noi.

Per queste ragioni chiamiamo migranti, rifugiati, lavoratori e lavoratrici precarie, operai a manifestare insieme il primo marzo dalle ore 17 in piazza del Nettuno, a Bologna.

Scarica i volantini in italiano, inglese, francese e arabo:

http://coordinamentomigranti.org/2016/02/12/primo-marzo-delle-e-dei-migranti-manifestazione-contro-il-razzismo-del-governo-e-delleuropa-24h-senza-di-noi/

Leggi l’appello europeo: http://www.transnational-strike.info/2015/12/05/24h-senza-di-noi-appello-per-un-1-marzo-contro-i-confini-e-la-precarizzazione-verso-uno-sciopero-sociale-transnazionale/

Leggi l’adesione e chiamata alla mobilitazione delle reti italiane:http://blog.scioperosociale.it/appello-per-organizzare-in-tutta-italia-il-prossimo-primo-marzo-24h-senza-di-noi-contro-i-confini-e-la-precarizazione/

Per info: coo.migra.bo@gmail.com

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L’estrema destra tedesca imbavaglia i giornalisti con aggressioni e minacce


dresden_122314.jpgInsulti e minacce, persecuzioni ed intimidazioni. In Germania, nell’ultimo anno i giornalisti sono presi di mira con una frequenza e una violenza fino ad oggi inimmaginabili. Ma c’è di peggio. In una trentina di casi, dalle parole si è passati ai fatti, con vere e proprie aggressioni. Altre volte le violenze hanno raggiunto anche la sfera privata dei giornalisti, come è capitato ad esempio ad Helmut Schümann del Tagesspiegel, colpito alle spalle da uno sconosciuto mentre camminava a Berlino.

L’anno da poco concluso sarà ricordato come l’anno nero dei media tedeschi. Un fenomeno che, se dovesse proseguire, rischia di stravolgere per sempre il mondo del giornalismo in Germania. E – almeno a vedere quanto avvenuto a gennaio – la fine delle minacce e delle prevaricazioni sembra ancora lontana. Un’impennata di violenze – registrata da operatori del settore, polizia e attivisti – che ha una sola origine: l’affermazione di PEGIDA, il movimento dei “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’occidente” (questo il significato dell’acronimo) che dall’ottobre 2014 a oggi prosegue la sua protesta contro l’immigrazione e i profughi. Al centro delle violenze contro i media, non a caso, la Sassonia, che ha nelle città di Dresda e Lipsia le roccaforti del movimento. Molti i casi di violenze registrati durante le dimostrazioni organizzate in queste e in altre città ogni lunedì sera. Ma qual è l’origine di questo fenomeno? E perché tanto accanimento nei confronti dei media?

La chiamano la “stampa bugiarda” (Lügenpresse), con un termine già usato dagli agitatori nazisti per colpire i mezzocontinua qui

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senza parole e senza commenti.. articolo de “LA STAMPA”


Tra Circo Massimo e strade limitrofe ci stanno non più 300 mila persone

Tanti, tantissimi. Ma molti meno dei due milioni annunciati dagli organizzatori. Mentre impazza la consueta guerra di numeri sui partecipanti al Family Day, proviamo a mettere qualche punto fermo.  

QUANTO È GRANDE L’AREA?  

Il Circo Massimo è lungo 621 metri e largo 118, con una superficie pari a circa 73.300 mila metri quadrati. È un calcolo per eccesso: bisognerebbe sottrarre il palco e i corridoi di sicurezza.

QUALE DENSITA’?  

Il buonsenso dice di calcolare tre persone a metro quadro. In una situazione di particolare ressa, ce ne possono stare anche quattro. Questo è il numero che usiamo per la nostra stima.  

IN PIEDI O SEDUTI  

Qui sotto una fotografia scattata al Family Day mostra che molti partecipanti all’evento erano seduti, una posizione in cui un corpo umano occupa più spazio di quando è in piedi.

Manteniamo comunque la stima delle quattro persone a metro quadro. Anche se altre foto mostrano che è decisamente generosa. ….”

continua qui

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“GUARDAMI NEGLI OCCHI” PER CONOSCERE L’AUTISMO DA VICINO


la scuola delle bugie

Autismo.jpg“Guardami negli occhi”: è questo il primo esercizio che viene proposto ai bambini con autistismo, la sfida di mettersi in relazione con l’altro, di superare la propria situazione di isolamento partendo da ciò che si è. Da questo nasce l’iniziativa dell’Associazione genitori A.Ge. Castelfiorentino, che propone un’incontro con i ragazzi con autistismo ospitati nel vicino centro diurno “Casa di Ventignano” di Fucecchio (FI), le loro famiglie, le istituzioni e il territorio, sabato 30 gennaio alle 17 presso il Ridotto del Teatro del Popolo, in piazza Gramsci 77 a Castelfiorentino.

“Abbiamo registrato le attese e le preoccupazioni dei genitori in rapporto alla scuola e in particolare quelle di chi ha un bambino con autistismo –dichiara Vito Colella, presidente dell’A.Ge. Castelfiorentino- Da questo è nato nell’Associazione il desiderio di fare qualcosa per questa e le altre famiglie che nella nostra comunità vivono in solitudine tutte le difficoltà che l’autismo comporta. Ma…

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I Partigiani della Scuola Pubblica si schierano con i comitati referendari per il NO alle modifiche costituzionali


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I Partigiani della scuola pubblica parteciperanno in modo attivo al Comitato per il NO nel referendum confermativo sulle modifiche della Costituzione, fortemente volute dal governo Renzi ed imposte al Parlamento.
Alcuni comitati regionali dei Partigiani sono già seduti da mesi ai tavoli di lavoro di Democrazia e Costituzione.
L’attacco alla Costituzione è una chiara manovra antidemocratica di questo governo che tenta di manomettere la legge fondamentale del Paese, nata da un’esperienza storica che ha dato vita ad una formazione identitaria precisa, interpretata significativamente dai Padri costituenti. L’esigenza che si tenta di far emergere semplicisticamente è quella dell’accoglimento di una richiesta di innovazione in un momento storicamente nuovo, nei fatti invece si vuole così veicolare poteri importanti e decisivi tra le forze di un unico soggetto politico. Inoltre vogliamo evidenziare “l’interazione fra le modifiche costituzionali e la nuova legge elettorale – Italicum -, i cui aspetti di incostituzionalità già la Consulta ha censurato con sentenza n.1/2014”. Condividiamo a questo proposito la lettura politica che ne emerge, quella cioè della latente, e neanche tanto, formazione di un principato.
Il comitato per il No è dichiaratamente apartitico e incontra le sensibilità di associazioni diverse, attive tutte sui temi della democrazia, insieme a taluni soggetti sia politici che sindacali. Ciò che interessa comunemente è la difesa dei principi costituzionali.
I Partigiani della scuola pubblica, inltre, sosterranno attivamente la stagione referendaria che si prospetta per l’abrogazione di leggi scellerate come il Jobs Act, la Buona Scuola e la legge elettorale.

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Senza stipendio .. causa”incomprensioni” tra segreterie scolastiche e MEF


la scuola delle bugie

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Ancora niente stipendio per 8.000 neoassunti fase C con “contratto scartato”…

I docenti,assunti nella fase C, con precedente supplenza fino al giorno prima della scelta della sede del ruolo,  non hanno ancora ricevuto lo stipendio in quanto il contratto di supplenza non è stato chiuso regolarmente o comunque ci sono delle “incomprensioni” tra segreterie scolastiche e MEF.

Il tesoro afferma che è un problema del tesoro della supplenza precedente che non ha cessato la partita stipendiale.

Sembra  proprio sia  un problema di “incomprensioni” tra segreterie scolastiche e MEF…. e che cavolo …incomprensioni.. inamissibili

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Corsivo addio, dal 2016 si scriverà solo in stampatello in Finlandia


la scuola delle bugie

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Quella che sembrava una provocazione, in Finlandia diventa realtà: gli studenti invece della calligrafia o scrittura corsiva dovranno imparare il ‘fluent typing’. Il motivo?

L’addio progressivo alla penna e al passaggio alla tastiera dei pc: perché saper scrivere al computer è più rilevante nella vita di tutti i giorni.

Ma non tutti sono d’accordo…..

“”Questo passaggio aprirà la strada a un grande cambiamento culturale – ha detto Minna Harmanen del Consiglio Nazionale dell’educazione finlandese, riporta la Bbc – ma saper scrivere al computer è più rilevante nella vita di tutti i giorni”.””

Insomma basta corsivo ???

Voi che ne pensate ????

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Cristiana torni a scuola #tuttiascuola


la scuola delle bugie

651.jpgNon è una scuola per tutti.

Questa è la verità che risuona attorno alla storia di Cristiana Vanuri, una ragazza disabile di 20 anni.

Frequentava il primo anno dell’istituto superiore Bassi di Napoli e all’improvviso, dopo diversi mesi dall’iscrizione ufficiale alla scuola, Marinella De Vita, la madre della ragazza, si vede recapitare a casa un freddo telegramma che comunica la cancellazione di Cristiana dall’anagrafe scolastica.

In sintesi: Cristiana non può più andare a scuola.

Apparentemente il pretesto sarebbe una circolare ministeriale sull’impossibilità per un maggiorenne disabile di frequentare le scuole superiori senza un diploma di scuola media, ma Cristiana possiede un certificato che le permette di proseguire con gli studi. Un cambiamento così improvviso, specie se c’è una sentenza del tribunale che legittima la presenza di Cristiana a scuola, sembra incomprensibile.

Se non fosse che la signora De Vita aveva denunciato alle autorità la mancanza di assistenza quotidiana a…

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Il MIUR regala un libro di ricette della cucina povera, raccolte da sei istituti alberghieri


la scuola delle bugie

genova.-frutta-e-verdura-1.-italia.-2005Il Ministero dell’Istruzione  ha pubblicato sul suo sito un ricettario preparato dai ragazzi di sei istituti alberghieri di varie parti d’Italia.

La raccolta di istituti alberghieri , viene spiegato nella presentazione, rappresenta un percorso di storia gastronomica alla riscoperta delle specialità e dei prodotti locali.

Le ricette fanno parte della tradizione della cucina regionale italiana e sono state scelte in collaborazione con alcuni Istituti scolastici del settore alberghiero e della ristorazione: IPSSAR “Giovanni Marchitelli” – Villa Santa Maria (CH),
IIS “Remo Brindisi” – Comacchio (FE), IPSSAR “G. Casini”, La Spezia, IIS “F. Bottazzi” – sede di UGENTO – (LE)  IPSSEOA “A. Consoli” – Castellana Grotte (BA), IISS “Gaetano Salvemini” – Fasano (BR).

Le ricette sono le più famose della “cucina povera”, che è una tradizione antica delle classi più povere.

Gli ingredienti delle ricette sono semplici e genuini, secondo la tradizione locale, e utilizzano ciò che si trova in…

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Novità nell’iscrizione degli alunni


la scuola delle bugie

iscrizioni

Il Ministero ha pubblicato la Smart guide 2016 per agevolare le operazioni di .Le novità:

  1. La possibilità di presentare la domanda di iscrizione alla scuola secondaria di II grado anche per gli alunni che nel corrente anno frequentano ancora la classe seconda della scuola secondaria di primo grado e che intendono, avendone i requisiti, sostenere l’esame di Stato del primo ciclo da privatisti.
  2. La modifica della gestione del campo “Scuola di provenienza”
  3. La modifica del testo dichiarazione disabilità (sostituita con: “Ai sensi della legge 104/1992 e della legge 170/2010, in caso di alunno con disabilità o disturbi specifici di apprendimento (DSA), la domanda andrà perfezionata presso la segreteria scolastica/CFP consegnando copia della certificazione in caso di disabilità o della diagnosi in caso di DSA entro 10 giorni dalla chiusura delle iscrizioni”).
  4. La richiesta alle famiglie del consenso a partecipare ad un questionario di percezione sulla scuola attualmente frequentata, al termine…

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Pensioni scuola: le domande entro il 22 gennaio 2016


la scuola delle bugie

fisco-2013-05-riforma-pensioni1-big.jpgIl Decreto Ministeriale 939 del 18 dicembre 2015 fissa al 22 gennaio 2016 il termine ultimo per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio ai fini del pensionamento per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA).

Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2015.

Ricordiamo che le domande di dimissioni, salvo specifiche eccezioni, si presentano utilizzando le istanze online. È disponibile sul nostro sito una guida che illustra le procedure da seguire per la registrazione.

 Insieme al decreto è stata pubblicata la circolare operativa 40816/15.

Le domande di pensione devono essere inviate direttamente all’Ente Previdenziale, esclusivamente attraverso le seguenti modalità:

  1. presentazione della domanda on-line accedendo al sito dell’Istituto, previa registrazione;
  2. presentazione della domanda tramite Contact Center Integrato (n. 803164);
  3. presentazione telematica della domanda attraverso l’assistenza gratuita del Patronato.

Tali modalità saranno le uniche ritenute valide ai…

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Il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione incontra gli studenti di Napoli


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«In territori difficili più che esercito, carabinieri e polizia bisogna mandare gli insegnanti».

Questo il messaggio  importante che il magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Authority nazionale anticorruzione, ha lanciato qualche mattina fa nell’istituto “Serra” di Napoli durante un incontro con gli studenti.

«Quello che si insegna e si impara nei banchi scuola – ha aggiunto Cantone – non si dimentica mai. Ai ragazzi bisogna far capire che la scelta di legalità conviene sempre.”

«La Terra dei Fuochi – sostiene Cantone – è stata il frutto dell’insipienza di quella politica che non ha esitato a svendere la nostra terra».

Messaggio molto importante per i giovani  “……bisogna mandare gli insegnanti».

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Un bel regalo di Natale confezionato dall’ANIEF per i precari


la scuola delle bugie

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 Il regalo di Natale per i  precari che si sono affidati ai  legali ANIEF per la tutela dei propri diritti.

Il Giudice del Lavoro di Palermo richiama la normativa comunitaria 1999/70/CE e riconosce che il MIUR ha operato una vera e propria discriminazione nei confronti dei lavoratori precari della scuola cui non ha mai riconosciuto il diritto agli aumenti stipendiali in base agli effettivi anni di servizio prestati.

Riconosciuta in tribunale anche l’illegittimità della stipula dei contratti con scadenza al 30 giugno di ogni anno scolastico, con un risarcimento totale che supera il milione di Euro.

Da anni l’ANIEF insiste sulla necessità di riconoscere piena dignità e parità di trattamento, anche retributivo, ai lavoratori precari della scuola, ma il Ministero dell’Istruzione sembra non recepire la necessità di uniformarsi alle Direttive comunitarie anche se i Giudici continuano a condannare l’illegittimità del suo operato.

Perciò l’unica strada è  ricorrere…

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TEMPO PIENO ZOPPO A FIRENZE: 36 ORE INVECE DI 40


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tempo_pieno

C’era una volta una terra in cui allignava il tempo pieno a scuola: più che al sud, più che nelle altre terre di Toscana. Il nome di questa città era Firenze e grandi battaglie erano state fatte per donare ai bimbi una didattica laboratoriale, dai tempi distesi, a misura di bambino. Poi arrivarono dal nord i tagli Moratti e Gelmini e questa terra salvò il salvabile, per così dire, si adattò. Mentre nei comuni del circondario si applicò rigorosamente la legge, già alcuni anni fa a Firenze si fece una pensata: dare a tutte le classi della primaria 36 ore, indipendentemente che fossero autorizzate a 27 o a 40 ore, e coprire la differenza oraria con educatori del comune e laboratori a pagamento.

Si tratta ovviamente di un abuso: i genitori chiedono l’iscrizione al tempo pieno, formalmente la ottengono, poi devono mettere mano al portafoglio e contentarsi…

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Siena :scene apocalittiche alle convocazoni


la scuola delle bugie

1448738345504_1448738376.JPG--docenti__caos_per_incarichi_supplenzadal locale giornale

.….L’appuntamento era alle ore 14 per i docenti di scuola media e di scuola superiore e alle ore 16 per quelli di scuola materna e elementare. ….

….Una situazione caotica e paradossale che si è protratta per ore e ore finché non sono state esaurite le varie classi di concorso e, alle ore 23,30, non si è giunti alla assegnazione delle ore di sostegno. L’operazione è durata fino alle ore 2,20, quando i superstiti sono stati avvisati che per la scuola superiore di secondo grado sarebbe stato preferibile rinviare il conferimento degli incarichi alla prossima settimana, a venerdì 4 dicembre….

Pazzesco,inaudito,incivile….. signori, ecco  a voi la Buona Scuola

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Natale e il presepe


la scuola delle bugie

natale-2013-drogbaster.jpgIl presepe è il simbolo del Natale……è fuori di  ogni ragionevole dubbio , parola di  atea !!!

 A Pietrasanta:  le proteste di una mamma per la decisione adottata in alcune scuole. E sindaco Mallegni ordina di allestire la Natività e l’albero di Natale in tutti gli istituti cittadini .

A Rozzano invece un preside sconosciuto con  una normale circolare scolastica di fine novembre, pone il  divieto di fare canti, presepi e recite.

Est modus in rebus….. Orazio diceva.

Sagge parole contro le esagerazioni che possono divenire  in un lampo estremismi pericolosi.

Il vostro pensiero…..

Franca C.

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Bonus 500 euro: le FAQ su cosa si può acquistare. No smartphone, sì tablet…..


la scuola delle bugie

index

Il Miur risponde con delle specifiche FAQ a tutti i quesiti posti dai docenti. Si chiarisce una volta per tutte cosa si intende con “hardware e software”. Mancano ancora le indicazioni sulla rendicontazione.( da Orizzonte scuola)

1. La Carta del Docente consente “l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale” (legge 107/2015, art. 1, comma 121). Questi acquisti devono essere attinenti alle discipline insegnate dal docente (ad esempio: un docente di matematica può utilizzare il bonus per l’acquisto di un romanzo) ?

L’acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non deve essere necessariamente attinente alla disciplina insegnata, così come previsto dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7), che riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una…

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Legge stabilità 2015 : gravi penalizzazioni per il personale ata


arton29854La Legge di stabilità del 2015 ha introdotto nuove regole per le supplenze in corso d’anno (riferite ad es. a malattie, maternità, infortuni, assenze più o meno lunghe) per ciascun profilo del personale ATA.
Assistenti Tecnici: Divieto assoluto di nominare un supplente in qualsiasi circostanza
Assistenti Amministrativi: Non si nomina un supplente per scuole con organico di diritto con 3 Assistenti amm.vi. Quando il loro numero scende a 2 è possibile nominare 1 (uno solo) supplente…. ci sono casi come il nostro che abbiamo 4 assistenti amm.vi in organico diritto, ma una persona assente per malattia da parecchio tempo, e gia al 50% del triennio, poi andrà a zero…
Collaboratori Scolastici: Non si può nominare un supplente nella prima settimana di assenza, tranne se il dirigente con determina sostiene di nominare subito, altrimenti, solo dall’8 giorno è possibile nominare un supplente
segue commento tratto da Orizzonte Scuola
“”Per i non addetti ai lavori possono sembrare cose da poco. Chi conosce bene la realtà della Scuola, e soprattutto delle nostre Scuole, profondamente articolate sul territorio in piccoli plessi, sa bene che queste restrizioni sono e saranno gravissime per il regolare svolgimento dell’anno scolastico e persino per la stessa sicurezza nelle Scuole. Innanzitutto occorre sottolineare come negli ultimi anni l’organico ATA delle nostre Scuole è stato letteralmente falcidiato dai tagli. Come abbiamo denunciato più volte con precisi numeri le Scuole hanno perso a partire dal 2008/09 (inizio dei tagli, con la Gelmini) ben unità con le centinaia di personale ATA. Le poche unità aggiuntive di personale ATA, peraltro attribuite solo sull’organico di fatto, non hanno risolto, neppure in minima parte, i gravi problemi delle nostre Scuole. A questa situazione si aggiunge il blocco delle supplenze. Le nostre Scuole non potranno sostituire gli Assistenti Amministrativi/Tecnici assenti in corso d’anno, anche per assenze lunghe (mettiamo il caso di una maternità, vale a dire quasi tutto l’anno scolastico). In questi casi le Scuole si troveranno sprovviste della figura. Che ne sarà in questi casi delle segreterie? Un Assistente Amministrativo potrà essere sostituito solo quando in una Scuola il numero complessivo degli amministrativi in servizio arriverà a due unità. Ciò significa che una Scuola con 4 amministrativi (dato medio per le Scuole della Provincia) potrà avere un supplente solo quando gli assenti saranno 2! Emblematico il caso delle Scuole più grandi che hanno 7/8 amministrativi in servizio, potranno avere un supplente (uno solo, si badi bene) quando se ne assenteranno per malattia….5/6! Ci rendiamo conto in quali condizioni potranno trovarsi le nostre Scuole in caso di più assenze in contemporanea? Che dire poi dei Collaboratori Scolastici? Nessun Collaboratore Scolastico, a prescindere da quanti se ne assentano nella stessa Scuola, potrà essere sostituito nella sua prima settimana di assenza. In una Scuola, mettiamo un Istituto Comprensivo (che è l’Istituzione Scolastica con un numero particolarmente elevato di plessi e, solitamente, il rapporto è di uno o al massimo due Collaboratori Scolastici per plesso) chi penserà all’apertura del plesso, alla pulizia e, non dimentichiamolo, alla sorveglianza nel caso di assenze?
Il blocco delle supplenze del personale ATA metterà in ginocchio le nostre Scuole che, in caso di assenze del personale (anche una semplice malattia, figuriamoci una maternità lunga!) non saranno in grado di garantire il servizio. Nel caso ce ne fosse bisogno vorremmo ricordare al Ministero, e allo stesso Renzi, che le nostre Scuole sono frequentate da alunni e studenti nella maggior parte dei casi minorenni e, per infanzia e primaria, stiamo parlando di bambini. Dopo anni ed anni di tagli indiscriminati le piante organiche di personale ATA delle nostre Scuole sono tirate all’osso e, anche con la presenza a lavoro di tutte le unità di personale, le serie difficoltà a garantire la regolare attività sono la prassi. Come si potrà garantire il servizio quando qualche unità di personale dovesse assentarsi per malattia? Come richiesto fin da subito dalla FLC CGIL le norme che vietano le supplenze devono essere immediatamente cancellate e deve essere data ai Dirigenti Scolastici la possibilità di chiamare i supplenti in tutte le situazioni che lo rendano necessario. A livello Nazionale abbiamo ottenuto negli scorsi giorni una serie di aperture da parte del Governo che pare (non è mai troppo tardi!) avere compreso l’assurdità della norma ed intende, questo è stato affermato, correggere le storture più evidenti.
Vigileremo sulle nostre Scuole affinché non vengano calpestati i diritti del personale ATA in servizio e al contempo venga garantita la qualità dell’assistenza ai ragazzi. Nessun ATA deve essere costretto a turni doppi (gli straordinari da anni non sono più pagati se non in minima parte) solo perché il Governo ed il Ministero vogliono fare cassa sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori ATA delle Scuole.””
 
 
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Xylella….. mistero italiano ? o……


percorso-snam-uliviGuarda caso…. la connessione tra TAP e o focolai di  xylella .

Dall’esame del tracciato scelto da SNAM, il Comitato No TAP torna a far notare delle coincidenze sospette.

Per capire meglio leggete questo articolo:

http://www.tagpress.it/ambiente/snam-presenta-connessione-con-tap-passa-per-i-focolai-di-xylella-20151021

Quelllo di xylella è un vero e proprio giallo con molti contorni :

Si va dalla stranezza di un sito ( alellyx.net.. che letto al contrario è xylella ) registrato dall’onnipresente Monsanto nel 2009 

( ecco i dati direttamente dal server…….

Name Server: NS1.MONSANTO.COM Name Server: NS3.MONSANTO.COM Name Server: NS4.MONSANTO.COM
Creation Date: 03-aug-2009Expiration Date: 03-aug-2015Domain Name: alellyx.net Registry Domain ID: 1564462414).

Alla  allarmante notizia che ….Deposito di scorie nucleari, Salento tra i pochi siti idonei in Italia

Alle inaspettate guarigioni delle piante…..Guariti dalla natura gli ulivi del Salento, senza ricorrere ai veleni CE

per ora solo riflessioni , sulla base di queste notizie… a rileggerci

Franca c.

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Libertà di vaccinare o no ?


vacciniUltimamente tanti post  su FB allarmistici sulle vaccinazioni ( non fatte )….Io credo che. ancora una volta,

 la libertà di scelta sia sacrosanta...

 per favore leggete l’articolo prima di giudicare …

ad esempio “Il Dott. Kris Glaublomme, Presidente belga di EFVV (European Forum Vaccine Vigilance) dice che è ridicolo che in Belgio sia obbligatorio il vaccino per la polio. “Sì, per la polio! Sapevate che in Belgio c’é la polio ? I genitori rischiano la prigione se non ottemperano alla legge. Così ho iniziato a supportare i miei pazienti in battaglie legali che mai sarebbero dovute finire davanti ad una corte……””

Se le nazioni europee hanno politiche differenti, dov’è la scienza? Chiaramente è sottomessa alle ideologie politiche e a differenti interpretazioni sui dati riguardanti l’efficacia dei vaccini, o addirittura sottomessa alle lobbies commerciali ” suggerisce Anna Watson, co-segretaria dell’EFVV e attivista nel Regno Unito. “le vaccinazioni obbligatorie non sono necessarie per raggiungere i livelli di copertura vaccinale raccomandati dall’OMS, come evidenziato dalle regioni con libertà di scelta come la Scozia dove c’è una copertura vaccinale del 97%.”

LIBERTA’ DI SCELTA

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Doveva essere una recensione…..


IL MESTIERE DI LEGGERE

pascuzzo….. ma non lo sarà……

Su invito di un amico ho partecipato alla presentazione del suo libro presso la libreria Feltrinelli di  Arezzo… e così ho conosciuto Anna....

E di lei voglio parlare.

Un viso particolarissimo….un profilo  senza tempo…. attuale e antico al tempo stesso.

Come il suo libro che ,coraggiosamente, senza averli vissuti ( Anna è una giovane donna) affronta gli anni 70/80 e le tematiche vissute in quegli anni.

Con grande talento si immedesima in atmosfere che hanno odore di gonne lunghe a fiori, zoccoletti di legno e di patchuli…..

Chi scrive ( franca c. )  quegli anni li ha vissuti e può solo dire che sono descritti benissimo… anche e soprattutto emotivamente.

Questo è il mio modestissimo  regalo per il tuo/vostro matrimonio Anna….o meglio scritturarte di anna pascuzzo.

Auguri Anna, Auguri Alessandro.

PS: Una parola sola su ciò che mi ha colpito…

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….di tutto il clamore suscitato per il funerale di Casamonica..


casamonica. …si controlla la regolarità dell’elicottero…

e , salvo aggiornamenti, è stata ritirata la licenza al pilota.

Buffonata sul funerale più kitsh e più chiacchierato degli ultimi tempi.

Se ne è occupata anche la stampa estera ( ad esempio il Guardian ).

Il fatto è più grave a mio parere sul funerale del padrino:  che per la Chiesa meritano più rispetto i mafiosi che gli uomini liberi.
Il funerale di Casamonica è stato celebrato nella stessa chiesa che rifiutò la celebrazione di quello di Piergiorgio Welby….

E su questo un doveroso silenzio per rispetto della memoria di Piergiorgio….

Poi ci sarebbe da discutere sulla concessione della revoca temporanea degli arresti domicilari concessa a parenti /amici al fine si partecipare al funerale…..e tanto altro….

Schifata q.b.

Franca C.

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quanto è Buona questa scuola ???


bugieDi squilibrio tra domanda e offerta ne parlai alcuni anni fa.. anzi  a dire il vero ne discussi con Max Bruschi ( allora consigliere della Gelmini ) qui un piccolo resoconto dell’incontro/scontro (http://cronacaeattualita.blogosfere.it/post/227007/tirocinio-formativo-attivo-lo-scontro-tra-il-consigliere-di-maria-stella-gelmini-e-a-scuola-di-bugie)

Scrive ieri il corriere. .. “Già, perché quest’anno scolastico vedrà insegnanti meno precari in classe grazie al piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge 107 (102.734 immissioni), ma anche molte materie senza il prof giusto a insegnarle. Perché le assunzioni sono previste solo per i docenti iscritti nelle Graduatorie a esaurimento (Gae) e in quelle del concorso 2012. Ma in quelle liste, per certe materie, non ci sono abbastanza insegnanti.”

Insomma  un bello squlibrio tra domanda /offerta…… primo “effetto” del provvedimento “Buona Scuola”…..

E non è uno squilibrio da poco !!

A rileggerci.

Franca C.

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Chi sono i madonnari….


santa maria delle grazie- Curtatone ( Mn)
I madonnari al lavoro il 14 agosto 2015 ( Foto Corradini)

“I madonnari sono artisti di strada, così chiamati dalle immagini, soprattutto sacre e principalmente Madonne, che sono soliti disegnare per strada.

Il termine è di probabile origine centro-italiana.

Il madonnaro è un artista ambulante nomade che si sposta da un paese all’altro in occasione di sagre e feste popolari. Esegue i suoi disegni con gesso, gessetti o altro materiale povero, su strade, marciapiedi, cemento, selciato di centri urbani e che trae il proprio sostentamento grazie alle offerte del pubblico quali oboli o elemosine…” (https://it.wikipedia.org/wiki/Madonnaro)

Questa la definizione  “ufficiale”:

Popolo colorato e variopinto proviente da vari paesi del mondo, artisti di opere  che hanno la durata di un lampo….

In questi giorni a Curtatone (  Mn) si è tenuto un raduno internazionale in occasione di un corcorso che annualmente li ospita in questa città.

Io mi trovavo in zona e ho fatto una visita alla città con amici e ho seguito la  prima parte del concorso.

Quando è  calata la sera ( del 14 di agosto ) gli artisti si sono messi al lavoro.. muniti di teli di plastica per proteggere le loro opere.

La pioggia il vero nemico.

Tanta gente.. visitatori che si aggiravano curiosi…

Con loro.. io… che cercavo di scattare qualche foto significativa.

Ma impossibile descrivere l’atmosfera magica della serata.

Effimeri artisti dell’effimero………..

Franca C.

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lo sbiancamento anale….


In questio giorni tutti noi abbiamo saputo ( penso di parlare a nome di una maggioranza ) cosa sia lo ”  sbiancamento anale”…

ovvero abbiamo dovuto sapere…. perchè normalmente l’argomento non ci tocca proprio..

Per farla breve..ormai è noto a tutti cosa è successo a Crocetta, al suo medico e alle presunte intercettazioni telefoniche :

Quello che non è noto ( ovvero si affaccia timidamente oggi) è che sarebbe tutta una manovra per far dimettere Crocetta allo scopo di far posto a un fidato di renzi..

questa l’ipotesi dei 5 stelle

Che dire ??? Stiamo a vedere se  lo sbiancamento anale.. nasconde un’altra operazione affine…ai danni di tutti noi….ovvio

Franca c.

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piccoli scienziati crescono….


corinna 1o meglio dire ragazzi in gamba.

qui parlano di loro e mostrano alcune foto

…e ancora qui…sempre di loro si parla.

“Il video dei 7 ragazzi della ‪#‎Valdisieve‬ che hanno mandato un pallone nella stratosfera per filmare l’oscurità dello spazio. Ragazzi di 16 e 17 anni che si sono autofinanziati con la loro paghetta, hanno studiato per più di un anno come fare, ed hanno costruito gli strumenti senza nessun tipo di aiuto.

Queste immagini rendono bene l’idea dell’esperimento, della passione messa e della sfida vinta. Contento di averlo raccontato su Sieve Notizie ( http://bit.ly/1KxOvJ7 ). Complimenti ad Aurora Cro, Claudio Mollica, Corinna Caldini, Lucia Kikyo Giorgi, Alberto Canovai, Niccolò Pinzauti, Jurgen Bego”

Corinna ha una passione particolare per i cavallli.. eccola  qui  sopra  mentre cavalca con la dovizia e l’impegno  di vera amazzone.

corinna

Abbiamo parlato con Corinna Caldini dell’esperimento  che  è riuscito alla perfezionee ancora  ci confessa che  ( non nascondendo la sua felicità  ) “Sono abbastanza fiera del risultato, nel senso che nessuno ci credeva più di tanto e da soli siamo riusciti a raggiungere l’obbiettivo prefissato

Soddisfazione? “indubbiamente visto che comunque l’esperimento è riuscito alla perfezione.

Il lancio è stato realizzato per raccogliere immagini e altri dati scientifici nella stratosfera (35000 m)

Abbiamo utilizzato un pallone in lattice riempito di elio e un modulo (scatola in polistirolo) con 3 telecamere

Oltre ad un termometro, un sensore di umidità e una spia sonora.

Che dire ?? complimenti ragazzi siete veramente ragazzi  in  gamba !!!!

Franca C.

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La Buona Scuola di Renzi


Superato il primo  ostacolo il 7 luglio il decreto arriverà alla Camera per l’approvazione definitiva.

Già qualcuno si sta organizzando su Favebook per un possibile referendum abrogativo (“Il gruppo raccoglie tutto il personale della scuola, gli studenti e le famiglie che chiedono il ritiro del Ddl La buona scuola. I componenti di questo gruppo anticipano fin d’ora che nell’ipotesi di approvazione di questa legge saranno tra i promotori di un referendum abrogativo impegnandosi personalmente per la raccolta firme.”)

Rimane intanto un grosso contenzioso e molte perplessità da parte dei genitori cattolici che riguarda l’educazione di genere:

Il 20 giugno “bizzarra ” manifestazione (cit:Il sottosegretario Scalfarotto: «Bizzarra manifestazione anti diritti ma il Governo è deciso) ma molto partecipata   promossa da Landolfini e e dal comitato Difendiamo i nostri figli.

Massimo Gandolfini, portavoce del comitato Difendiamo i nostri figli, che una settimana fa aveva organizzato la manifestazione di Roma in piazza San Giovanni, per cercare di capire quali sono, se ci sono, i pericoli. «L’articolo 16 è pericoloso? Sì. È poco chiaro? A prima vista certamente. Va letto in ogni sua parte, compresi il decreto e la legge a cui fa riferimento».

Cosa si aspettava dai senatori cattolici?
Più coraggio, sicuramente. Purtroppo non si è potuto discutere e nemmeno entrare nel merito di questo articolo. Renzi mettendo la fiducia ha blindato il testo. O si approvava così com’era o si faceva cadere il governo. Chi non condivideva l’articolo non doveva votare la fiducia.

L’articolo 16 fa riferimento o no all’educazione e orientamento di genere?
Leggiamolo: «Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013». Intanto diciamo che qualche parola è cambiata rispetto a come era stato scritto la prima volta. Ora si parla di «educazione alla parità tra i sessi», prima di «parità fra i generi». Ma non accontentiamoci di qualche parola. L’articolo così com’è scritto è poco comprensibile. Rimanda ad altre cose, il decreto 93/2013 e la legge 119/2013. Leggiamoli. Tra le tematiche indicate dall’articolo 5 si fa riferimento al “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”. A pagina 18, al punto 5.2 c’è scritto: «Obiettivo prioritario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere, culturale, religiosa, dell’orientamento sessuale, delle opinioni e dello status economico e sociale, sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti sia mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica». … omissis….”