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Pericolosi estremisti


La campagna elettorale che si è appena conclusa ha visto all’opera una quantità di forze estremistiche come mai prima nella storia della Repubblica.
Sono infatti presenti nelle elezioni politiche diverse liste caratterizzate da deplorevoli teorie e proposte stravaganti, combattute dai partiti tradizionali e deplorate dai principali organi di stampa.

Vi sono coloro che, in modo provocatorio, affermano che i rifiuti sono costituiti da risorse recuperabili e non vanno bruciati.
Altri estremisti dicono che le spese militari devono cedere il passo a priorità più impellenti.
Altri affermano addirittura che gli stipendi di dirigenti pubblici e politici devono allinearsi a parametri internazionali e che tutti i renditi vanno tassati allo stesso modo anche quelli finanziari!
Addirittura si arriva ad affermare che il fondamento della nostra democrazia sia la Costituzione e che per continuare nella ricerca di un progresso civile occorre perseguire la legalità, con tutti i pericoli che conseguono.
Alcuni folli arrivano a teorizzare la riduzione degli sprechi, la parità di diritti delle persone, la necessità di salvaguardare la scuola pubblica e la sanità pubblica.
A minare l’intera economia nazionale ci pensano altri pazzi che prefigurano la separazione tra banche di affari e banche di risparmio.

Con tutte quelle forze, che percorrono questi pericolosi sentieri, i principali partiti rifiutano giustamente di parlare e le TV e i giornali, meritoriamente, cercano di ignorarle e, se necessario, di mettere in risalto la follia e l’incongruenze di tali pericolose ideologie.
Che Dio ci salvi da questi pericolosi estremisti che potrebbero minare il miracoloso sistema economico e politico della nostra felice e luminosa nazione.

Salvatore Gioitta http://fugadigas.altervista.org/

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Marchionne e i nuovi modelli Fiat


Si sta diffondendo, tra gli addetti ai lavori, la notizia che la Fiat stia mettendo a punto il prototipo di una vettura a basso costo il cui modello deriva dalla Balilla.  Marchionne quindi si sta apprestando a mettere sul tavolo i suoi assi nella manica: i nuovi modelli che rinnoveranno la produzione in Italia.

Il primo di questi modelli è questa due volumi compatta, spartana ma comoda e naturalmente molto retrò.  Secondo le indiscrezioni raccolte e le immagini che sono trapelate dal Centro studi dell’azienda,  sarà una rivisitazione molto simile all’originale.

Fiat Balilla

I giovani progettisti FIAT stanno cercando di mantenere tutti i particolari esterni della Balilla, accogliendo solo i pochi elementi nuovi resi necessari dalla normativa come  le frecce e gli specchietti retrovisori.  Il bagagliaio sarà piuttosto piccolo, ma potrà essere aumentato da un bauletto da applicare posteriormente.  I colori saranno  di tendenza, adatti ad una clientela giovane.

Dubbi sul nome, visto che il termine “Balilla” è collegato al ventennio.  La FIOM infatti ha già fatto sapere che il nome Balilla è inaccettabile e che il modello da riesumare sarebbe la “Topolino”.

Fiat

da: http://fugadigas.altervista.org/

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Passera, tecnico del nulla


Passera, ministro la cui inutilità supera ogni misura normale,  sta passando indenne da un anno al governo, tra qualche buon proponimento mai attuato, alcune gaffes, tante banalità profferite ai media ossequiosi, molti problemi solo sfiorati e mai affrontati, alcuni provvedimenti mai varati. Corteggiato da molti partiti si pavoneggia tra convegni e feste, mettendo in mostra le penne da super moderato. La sua inutilità lo porterà lontano e la sua aspirazione è quella di succedere a Monti. Alla “Festa Democratica”,  Marini, un uomo la cui inutilità supera ogni misura normale, lo ha invitato a “restare in politica”. Passera che aspira a superarlo nella difficile arte del galleggiare, si compiace, ostenta senso del dovere, gigioneggia e non smentisce. Probabilmente sarà il premier di un governo di centro sinistra di rara inutilità.

 

da : http://fugadigas.altervista.org/

 

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Commerci italiani


L’ Italia si può  considerare finalmente un vero paese moderno e liberale.  Il segnale di questo secolare obiettivo è la libertà di commercio che in nessun altro paese ha raggiunto il livello di eccellenza del nostro paese. Ormai si comprare di tutto  e sembrano spariti, almeno in questo campo, tutti i limiti e gli impicci normativi.

Si possono comprare i voti in Parlamento, alla luce del sole, senza nascondersi.  Si possono comprare i favori sessuali di ragazze, anche  minorenni, spesso con l’avallo delle loro famiglie.  In molte aree del paese si possono comprare i voti all’esiguo prezzo di un pacco di viveri e questo già da molto tempo.  In alternativa i voti si possono comprare a pacchetti, all’esiguo presso di piccoli favori.  Si può acquistare un attico vista Colosseo con pochi soldi.   Si possono gustare spaghetti al caviale per 200 euro.  Si può comprare una Ferrari con un reddito da manovale. Si possono infine  comprare lauree  senza la noioso seccatura di dover studiar e sostenere severi esami.

Per chiarirci bene la portata di questo nuovo fenomeno economico liberista, sentiamo cosa ne pensa Renzo Bossi:

 

Grazie Renzo! Ecco dunque come il Trota con la consueta lucidità ci chiarisce ogni dubbio:

Tutti questi liberi commerci non sono fatti da con i soldi degli acquirenti, ma con i soldi NOSTRI !

da: http://fugadigas.blogspot.it/

 

 

 

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Tutti uniti verso dove?


In queste settimane siamo stati deliziati dalle suadenti parole dei presidenti Monti e Napolitano che  invitano tutti all’unità. Non ho capito bene cosa intendevano.
Monti dice che riusciremo a superare le difficoltà economiche e sociali “se tutti, forze politiche, economiche, sociali e produttive, lavoreremo nell’interesse del paese e del bene comune “.
Napolitano dice che “di unità e di responsabile collaborazione, il nostro Paese ha assoluto bisogno per affrontare con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali”.

Proviamo a ragionarci sopra.

– La società italiana contemporanea è completamente frazionata non solo in ceti e classi sociali, ma anche in settori, regioni, aree, categorie e professioni che si ritrovano tra di loro in conflitto a causa della determinazione del carico di sacrifici che ogni area geografica e ogni categoria di lavoratori devono e dovranno sopportare per permettere allo stato di rientrare dalla grave crisi debitoria.
– Il governo finora non ha diviso  i sacrifici in parti proporzionali secondo giustizia, ma anzi ha desistito ogni qualvolta nel dibattito politico le ipotesi impositive o “liberatorie” venivano rivolte verso categorie combattive (tassisti) o portatrici di interessi economici rilevanti (banche, grandi patrimoni) ed al contrario ha infierito qualora le proteste non abbiano raggiunto efficacemente i media (pensionati).
Dunque tutti uniti, sorridenti, ottimisti e solidali insieme con gli speculatori che negli ultimi vent’anni si sono arricchiti, con gli evasori che hanno minato alle basi il welfare e ci hanno costretti ad un peso fiscale insostenibile, con i privilegiati che si trasmettono lavoro e privilegi piccoli o grandi tra padre e figlio, con i profittatori che hanno nascosto il loro gruzzoletto, bianco o nero che sia, in Svizzera?
Napolitano e monti

 

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Padrini Padani


 

Ecco un estratto dell’epilogo del famoso film ambientato in Padania tra famiglie di origine siciliana, in lotta per il potere criminale.  Il vecchio Padrino ormai malato tenta inutilmente di trasmettere il comando al figlio incapace, ma gli eventi precipitano e prevale il crudele capo clan rivale.

 

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Il Governo a tempo


Cosa succederà dopo il governo tecnico?

Ormai sembra certo  che il  Governo Monti durerà fino alla fine naturale della legislatura nella prossima primavera. Cosa succederà dopo?  Le elezioni garantiranno la governabilità?  Il nuovo Parlamento sarà capace di autodeterminarsi?  I mercati daranno fiducia al nuovo governo?  Nessuno lo sa e le previsioni si sprecano.  Di certo  la situazione ha determinato che la politica si sia bloccata intorno a questo governo tecnico d’emergenza che ha esautorato le normali istituzioni e che appare senza alternative immediate.  A sentire le cose che dicono lo stesso Monti e i suoi ministri, che si sentono i salvatori della patria, i tempi saranno duri senza di loro.  Non sarà semplice uscirne, vivi intendo.

Fonte: http://fugadigas.blogspot.it/

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Candidati italiani al premio Nobel per l’Economia


Nonostante manchino ancora molti mesi all’assegnazione del premio Nobel 2012 per l’Economia,  si conoscono già molte candidature.  Pur nella totale incertezza sul vincitore o sui vincitori, sembra ormai certo che l’ambito e prestigioso premio tocchi quest’anno all’ Italia,  proprio  per le qualificate e numerosissime candidature giunte a Stoccolma. Del resto è noto che nella penisola si sono distinti,  negli ultimi decenni,  pensatori economici capaci di uscire dalla pura teoria e di applicare, nel concreto campo delle attività economiche e della politica,  i principi elaborati.  Ecco uno dei candidati, con la relativa motivazione accademica:

Luigi Lusi

“… per avere dato contributi fondamentali allo sviluppo di sistemi di contabilità delle associazioni politiche e di conseguenza per aver notevolmente migliorato le basi per l’autofinanziamento empirico dell’individuo”. 

Altre candidature su : http://fugadigas.blogspot.it/2012/03/premio-nobel-per-leconomia.html

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Il partito vampiro


Nella politica italiana, si aggira uno strano partito che tutti credevano scomparso da molti anni ma che non è mai morto. Si tratta della misteriosa congrega della Margherita,  vivente e non vivente, morta e non morta, sopravvissuta nutrendosi come un parassita di quell’essenza vitale chiamato “rimborso elettorale”. Lontano dalla luce del sole e dai riflettori questo enigmatico partito inesistente ha continuato a succhiare il sangue del finanziamento pubblico fino a pochi mesi fa, vivendo all’ombra di altri partiti ancora in vita, forse anch’essi contagiati. Allo stesso modo i maggiori esponenti della Margherita, anch’essi “non morti” ed anzi immortali, fino a quando  riescono a rimanere vicino al misterioso colle Montecitorio a cui devono la loro sopravvivenza. Senza elettori, senza idee, senza ideali, questi vampiri, utilizzano i voti altrui e si aggirano tra i vari partiti mortali, cambiando spesso vittima. Il gran camerlengo Lusi e il Gran Visir Rutelli hanno finora assicurato sangue fresco a tutti loro.  Come possiamo fare ad eliminate questi pericolosi mostri invulnerabili? Forse infilzandoli con un paletto di frassino?

il Gran Visir di tutti i vampiri

Il Gran Visir di tutti i vampiri

Da: http://fugadigas.blogspot.com/

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“Siti archeologici” nel portale del Governo


Questo post non riguarda la Tav che rappresenta solo il punto d’inizio di del mio modesto ragionamento. In questi giorni, preso atto dell’impossibilità di fidarsi dell’informazione giornalistica e di quella politica, ho cominciato a cercare materiali relativi alla TAV per farmi un autonomo convincimento da cittadino consapevole.

Dalla sottovalutata Wikipedia ho appreso che esiste un Osservatorio istituzionale nato nel 2006 come sede di approfondimenti tecnici e che tale osservatorio ha prodotto alcuni Quaderni che affrontano i temi principali relativi alla nuova linea. Pensando che facciano al caso mio (non sono un esperto, ma so interpretare un grafico), mi accingo a scaricarli: Li cerco nel  sito istituzionale della TAV http://www.torino-lione.it/ che non risulta in linea, così come il http://blog.torino-lione.it/. Dopo una lunga ricerca, seguendo dei link diretti verso il sito del Governo, ecco cosa mi trovo:

Nonostante l’umorismo, i “siti archeologici” si sono rivelati una discreta giungla e così ho rinunciato, cercando altrove i famosi Quaderni che ho trovato e che mi leggerò appena potrò. Questa difficile ricerca non è isolata. Tutte le volte che ho avuto modo di cercare documenti in siti governativi o di interagire in qualche modo con i sistemi informatici, per esempio del Ministero dell’Istruzione, ho avuto sempre molte  difficoltà,  ed anche questa volta è stato così. Qualcuno mi può chiarire questo mistero?

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A ciascuno il suo


Cerco di resistere da mesi alla tentazione di accumunare tutti i politici e tutti gli amministratori pubblici in un unico e negativo giudizio. Si sente e si legge: “…Il nostro paese è stato e viene rovinato da tutti i politici nessuno escluso!…”, “…Sono tutti uguali…”, “..Sono tutti responsabili nella stesa misura..”, “…È una casta…”.

La tentazione qualunquista è forte, e tuttavia occorre riflettere e distinguere. In quale sistema giuridico, sociale, filosofico o religioso vige la responsabilità collettiva? Che io sappia solo nel calcio! Fuori dallo stadio ognuno ha le sue responsabilità davanti alla legge, davanti agli elettori, oppure solamente davanti alla sua coscienza. Occorre dunque avere la pazienza di distingue e fare la fatica di ricordare.

Cirielli ha la responsabilità di aver proposto la legge Cirielli, il salumiere evasore quella di aver evaso le tasse, D’Alema quella di avere per quindici anni tessuto trame, invece di fare politica lealmente, Scilipoti quella di aver prolungato per un anno la vita di un governo e di un parlamento inadatti al momento cruciale che stiamo vivendo, Violante quello di non aver denunciato le trattative con la mafia, Brunetta quella di aver fatto perdere ogni credibilità al Ministero della Funzione Pubblica, Bersani quella di non aver organizzato un’efficace opposizione, Forattini quella di non fare ridere, Fassino quella di aver telefonato a Consorte, io quella di aver votato troppo volte il PD, molti altri quella di aver votato troppe volte Berlusconi. Ma la responsabilità di aver voluto ed imposto le leggi ad personam per danneggiare il sistema giudiziario  e per eludere i procedimenti a suo carico è di BERLUSCONI, quella di aver consentito che il debito pubblico passasse dal 100 al 120% del Pil è di TREMONTI, quella di aver dissolto il sentimento dell’unità nazionale è di BOSSI.
A ciascuno il suo.
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Cosa c’è di sbagliato, secondo Monti, nell’art.18 dello Statuto dei lavoratori.


Ormai da mesi si parla di riformare l’art. 18 come causa della rigidità del mercato del lavoro. A leggere l’articolo però non si capisce quali siano le parti invalidate da grave scorrettezza o palesemente sbagliate e dannose.

L’articolo dice in sostanza che non si può licenziare senza una giusta causa, lasciando ad altre leggi la definizione di “giusta causa”.

E’ proprio su questa limitazione che si appuntano le critiche di Confindustria, dell’ex governo Berlusconi, dell’attuale governo Monti e del futuro governo Casini-Fini-Veltroni-D’Alema-Passera-Rutelli.

Ecco cosa ne pensa lo stesso Monti.

Mario Monti e l'art.18

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Il girone degli Ignavi


Se Dante fosse un nostro contemporaneo, oppure un profeta come Nostradamus, chi avrebbe rappresentato dei personaggi moderni, nella  Divina Commedia e chi avrebbe posto all’Inferno ?
Dopo lunghi studi esoterici, ecco i primi risultati della nostra ricerca. Il girone degli ignavi, coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo, che non ebbero grandi ideali, che per viltade non presero iniziative , che non furon ribelli, ma per sé fuoro e ‘nvidïosi d’ogne altra sorte, che non ebbero parte attiva in alcun ché.
Fama di loro il mondo esser non lassa, non ragioniam di lor, ma guarda e passa. 
A chi si riferiva dunque?
Gli ignavi del Partito Democratico
Le ricerche filologiche indicano pertanto che Dante, parlando degli ignavi, si riferisse profeticamente al gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra.
Tutti tranne D’Alema come vedremo.
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IMU


Nonostante le posizioni possibiliste espresse da alti esponenti della Chiesa italiana, cresce il malcontento negli ambienti ecclesiastici per l’imposizione dell’IMU sugli innumerevoli immobili di proprietà della Chiesa.

Trapela, da fonti vaticane, anche una risentita presa di posizione del pontefice:

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I Nostri figli


La pubblicazione dei redditi dei ministri getta una luce sinistra sul governo, sulle dichiarazione di alcuni suoi membri relativi ai giovani italiani (bamboccioni, mammoni, sfigati) e sulla polemica degli scorsi giorni sulle carriere dei figli dei ministri stessi. Ora mi sembra tutto chiaro e non necessita commentare altro.

 


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Parlamento


I tempi attuali sollecitano qualche interrogativo:

Se la Finanza è più efficiente ed efficace della Politica nel governo della nazione, che fine farà il potere legislativo? Perderemo poco considerando la qualità della maggior parte dei nostri politici, ma le nostre istituzioni come ne usciranno modificate?

Dunque, dopo questo governo che fa a meno del parlamento,  sarà ancora possibile parlare di Repubblica Parlamentare?  Probabilmente no,  e dovremo ringraziare per questo Berlusconi,  i suoi tanti elettori e il grande Scilipoti.
E nella prossima legislatura, che ruolo avrà Monti?  Sarà ancora un tecnico portavoce dei “mercati” o assumerà un ruolo più politico?
Salvatore Gioitta
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BERLUSCONI HA CAMBIATO IDEA


 

Berlusconi e i suoi scudieri sembrano aver cambiato idea sul governo Monti.  Questo è comprensibile: Monti,  sembra perseguire lo stesso programma di Berlusconi, seppure con metodi molto più soffusi.

Il governo spazzerà via l’art. 18 che a Sacconi sembrava una montagna insormontabile. Il ministro Fornero ha fatto una pesantissima  riforma delle pensioni in pochi giorni e senza praticamente nessuna concreta opposizione.   Sono state imposti tagli e tasse in misura tale che Tremonti non avrebbe neppure avuto l’ardire di pensare.

Nel frattempo nessun intervento su leggi a persona, conflitti d’interesse, spese militari, posizioni di monopolio, spese della politica. Berlusconi dunque ha cambiato idea: questo è il suo governo, con il vantaggio, un giorno non lontano, di poter dire che lui non c’era, non sapeva, non voleva e che il governo Monti è stato il governo di Napolitano e Bersani.

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