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SYRIZA 2.0


A Gennaio scrissi un articolo dopo la clamorosa vittoria di Alexis Tsipras in Grecia. Oggi, diversi mesi più tardi, mi ritrovo a raccontare un voto simile, con però diverse sfumature di contorno.  In primis, questa volta Tsipras avrà dalla sua una coalizione più forte rispetto a quella di nove mesi fa; Anel, il partito di centro-destra che già nel primo mandato era stato alleato di governo, ha retto il botto delle nuove elezioni, ottenendo il 3,69% dei voti, e dunque 10 seggi.  Syriza, dal canto suo, ottiene il 35,47% dei voti, e si conferma il primo partito in Grecia, con 145 seggi. In più, Tsipras questa volta non dovrà fare i conti con i numerosi dissidenti all’interno del partito, i quali non sono riusciti, con il loro nuovo partito Unione Popolare, a superare la soglia del 3%, ritrovandosi fuori dal parlamento ellenico. “La nostra è una vittoria di popolo!”; così Tsipras ha commentato il risultato del voto, quando lo spoglio delle schede ha assegnato a Syriza la vittoria […] http://www.orizzonteuniversitario.it/2015/09/25/syriza-2-0/

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MATTEO chi?


renzi-evoluzione-638x425Matteo Renzi ai primi di Gennaio aveva esclamato «Fassina chi?», rispondendo in modo provocatorio all’allora viceministro dell’economia del governo Letta; di fronte alla vittoria di Renzi alle primarie del Pd, Fassina aveva dichiarato che l’esecutivo non era più in linea con la leadership di partito. Seguirono le dimissioni di Fassina e non passò molto che lo stesso Letta dovette levare le tende, così da consacrare il suo segretario politico a Capo del governo (22 Febbraio). Tutto accadde con il beneplacito di Napolitano. Renzi, che aveva in precedenza e più volte affermato di volere il voto del popolo e che mai sarebbe andato al governo in caso contrario, si ritrovò, guarda un po’, proprio a detenere il massimo potere senza l’ombra d’un consenso ratificato dalle urne. «Su Matteo Renzi ho sbagliato, è l’uomo giusto al momento giusto», asseriva Fassina a fine Maggio. Uomo dai forti ideali.

Le elezioni europee sono state un banco di prova per il giovane Premier (39 anni), che con la percentuale bulgara di voti ricevuti dal Pd ha consolidato la sua posizione. Ai Parioli, Roma, quartiere storicamente di destra, il Pd ha riscosso il 48% di voti, ben cinque punti sopra la media romana presa dal carrozzone centro-sinistrorso d’ispirazione democratico-cattolica e stranamente anche oligarghico-massonica. Non è che ai Parioli d’improvviso siano tutti divenuti comunisti, è Renzi a non essere mai stato di sinistra. Ma nemmeno di destra. Né di centro, nel senso di luogo teoretico che respinge gli estremi radicalismi. Insomma, chi è Renzi? Vogliamo rispondere alla domanda: «Matteo chi?»; si può tracciare, come per gli alimenti, un filo che ci dica qualcosa di più su un attore della politica che in brevissimo tempo è diventato Presidente del Consiglio? Da dove viene? Chi lo sostiene? Dove vuole andare?

La giornalista e saggista torinese Enrica Perucchietti ha pubblicato Il lato B. di Matteo Renzi per Arianna Editrice, la prima biografia non autorizzata del Premier. Andato in stampa a Maggio poco prima delle elezioni europee ma distribuito appena dopo, si tratta d’un libello che si legge agevolmente. La Perucchietti, che ha alle spalle una produzione non da poco (tra i tanti titoli: Governo Globale, 2013, e La fabbrica della manipolazione, 2014, scritti con Gianluca Marletta sempre pei tipi di Arianna), inserisce nel suo lavoro documenti, aneddoti, interviste e retroscena che possono aiutarci a rispondere alle domande che ci siamo posti poco fa.

Per capire qualcosa di una persona aiuta seguire la via del sangue e quella dei soldi. Il padre: Tiziano, storia democristiana alle spalle, «controlla dagli anni ’90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana», vale a dire«controllo di Tv, radio, giornali locali, magazine di settore ma, soprattutto, contatti con la concessionaria di pubblicità Publitalia, la concessionaria del gruppo Mediaset: e qua si torna a Berlusconi». Renzi nasce nel ’75 a Firenze e nel 1994 entra in politica; nel 2003 è segretario provinciale della Margherita, nel 2004 (29 anni) viene eletto Presidente della Provincia e nel 2009 diventa Sindaco del capoluogo toscano battendo il candidato del centrodestra, l’ex portiere della nazionale Giovanni Galli. Galli era l’uomo voluto da Verdini (ergo: Berlusconi) sulla piazza di Firenze, un “candidato a perdere” messo lì per aprire la strada a Renzi. Gli opposti si attraggono. La cena ad Arcore è un altro tassello di una storia di amicizia che, tralasciando alcuni reciproci strali per salvare le apparenze, Renzi e Berlusconi sembrano portare avanti da anni. Giorgio Gori, già direttore di Canale 5, indicato da molti come l’ideatore delle cento proposte programmatiche della Leopolda e che «contribuirà a costruire il progetto del Pd», è un ulteriore indizio. Il più chiacchierato è forse il “Patto del Nazareno”, cioè l’incontro tra Renzi e Berlusconi del 18 Gennaio di quest’anno avvenuto nella sede del Partito Democratico per discutere della legge elettorale, l’Italicum. Non basta, però, il legame con Berlusconi per rispondere in maniera adeguata alla domanda “Matteo chi?”. Tocca seguire la via dei soldi tra finanziatori e banchieri. Tra i finanziatori troviamo al primo posto Davide Serra, laurea cum laude alla Bocconi (ma tutti da lì provengono? Viene in mente un nome a caso: Monti), cofondatore e amministratore delegato del fondo speculativo Algebris, in contatto con Profumo e Passera. Si tratta della persona che organizzò la famosa cena per le primarie 2012 di Renzi, quello con il conto alle Cayman. Di eminenze grigie ce ne sono parecchie attorno al Premier, basti qui citare Carrai e Bianchi che si sono occupati di fund raising (trovare fondi) attraverso varie fondazioni (Big Bang, Open e, prima, Festina Lente e Link). Tutti i soci di questi apparati, come ben documenta la Perucchietti, sono stati premiati, «hanno avuto una sedia da nominato, eletto o assunto».

La continuità coi governi precedenti è palese se si pensa ai banchieri che si sono succeduti al vertice del dicastero dell’economia: Monti, che fu membro della Banca Commerciale Italiana e legato alla Goldman Sachs, Saccomanni (governo Letta) con incarichi al Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e direttore generale di Bankitalia dal 2006 al 2013, e infine l’attuale ministro Padoan già consulente presso la Banca Mondiale e la Bce, nonché direttore esecutivo per l’Italia del Fmi, vicesegretario generale e capo economista dell’Ocse. I datori di lavoro di queste persone, realmente, chi sono? Non gli italiani, ma organismi che dicono loro cosa fare in Italia!

Renzi il rottamatore? Non sembra, considerando che «metà dei ministri del governo Renzi erano già presenti nel governo Letta», e che su trentacinque sottosegretari «ben diciotto confermati dal precedente governo». Renzi non è né di destra né di sinistra, è semplicemente per un mondialismo a trazione finanziaria e si configura come un prosecutore delle politiche di austerity. Il popolo, però, alle europee si è lasciato incantare. Ogni giorno Renzi fa nuove promesse che non mantiene, ma il popolo se le scorda. Ottanta euro, che in tanti casi sono anche meno, e il popolo gongola, cieco di fronte all’aumento di tutte le altre tasse, come la Tasi, stangata micidiale. Svende le aziende pubbliche (RaiWay che distribuisce il segnale televisivo, ma non sfuggiranno Eni, Enel, ecc). Non parla dei contratti collettivi bloccati da anni ma nessuno se ne duole. La gente muore di fame ma, evidentemente, muore contenta e allora si merita i capi che ha. Lo stato sociale è in fin di vita, la Nazione agonizza. Licio Gelli nel 2003 dichiarò con orgoglio che i 53 punti della famigerata P2 si stavano realizzando. Era forse un veggente? Giovani italiani, ma davvero un domani vorrete vivere in un mondo gestito da poche famiglie senza più nulla di pubblico che sia anche vostro? Volete l’estinzione della Res Publica? Via il Senato e chissà, perché non la Camera, mai più un lavoro sicuro, la libertà?

Mauro Scacchi

FONTE http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=48857

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Chi è piu’ pericoloso tra Farage e Berlusconi ?


Io trovo egualmente sbagliati gli accordi M5S-UKIP in Europa (questo ancora presunto) e PD-FI in Italia ma non egualmente pericolosi per il nostro Paese e vi spiego perché.
Per quanto riguarda l’opportunità politica e, se vogliano proprio scomodarla, l’etica politica, credo sia egualmente sbagliato il presunto accordo politico tra M5S con un partito come UKIP (guidato da un signore che non si definisce razzista ma strizza l’occhio all’elettorato razzista, xenofobo e omofobo inglese ed europeo) così come l’accordo tra PD ed un partito come FI (guidato da un pregiudicato, attualmente condannato ai servizi sociali e con diverse pendenze penali a proprio carico).
Dove sta la diversa pericolosità ?
farage grilloSe davvero M5S e UKIP trovassero un accordo non credo che cambierebbe nulla per il nostro Paese. Questi due partiti rappresentano due minoranze all’interno di un Parlamento europeo, nel quale, anche le maggioranze non contano nulla semplicemente perché a non contare nulla è proprio il Parlamento. I giochi di potere vengono stabiliti in Commissione europea da un ristretto numero di persone.
renzi berlusconi 2L’accordo PD-FI (“Patto del Nazareno”) invece, potrebbe radicalmente cambiare il nostro Paese. Visti i numeri, FI sarà decisiva per fare passare o meno tutte le riforme promesse dal Premier Renzi. E’ del tutto evidente che Berlusconi, in cambio di queste riforme, vorrebbe la sua consistente fetta di torta che, nei fatti, si tradurrebbe in riforme costituzionali pasticciate ed in leggi gradite o perlomeno non sgradite a Berlusconi.
Quindi, inviterei gli elettori del PD, che oggi si scandalizzano (con delle ragioni valide) per il presunto accordo M5S-UKIP a guardare, con molta attenzione e adeguata dose di senso critico, in casa propria.
Gio’ Chianta

 

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#PRIMALEPERSONE: scegli l’Europa dei cittadini


Il Malpaese ha chiesto a tre noti sostenitori di PD, M5S e Lista Tsipras di elencare alcuni motivi per cui vale la pena votare il rispettivo partito, movimento e lista alle elezioni europee di domenica.

10 motivi per votare L’altra Europa con Tsipras.

1. Larghe intese? Con i popoli, non tra ceto politico.

Votare l’Altra Europa con Tsipras e – più in generale – i partiti membri del gruppo della Sinistra Unitaria Europea, significa eliminare ogni alibi per giustificare le larghe intese tra centrodestra e centrosinistra, tra popolari e socialisti. Ottenere un buon numero di seggi (i sondaggi danno la Sinistra Europea come terzo gruppo) costringerà i socialisti a guardare a sinistra. Viceversa, il M5S ha deciso di non indicare né il gruppo europeo di riferimento (sinistra, socialisti, verdi, liberali, popolari, conservatori, nazionalisti) né il candidato presidente alla commissione europea, isolandosi e auto-rendendo i propri seggi privi di peso e di valore. Allo stesso tempo, è indispensabile democratizzare le decisioni politiche europee attraverso consultazioni popolari su scala europea: l’euroscetticismo non nasce dal nulla, ma è una diretta conseguenza del rapporto verticale tra UE e cittadini.

 

2. Un voto contro l’incoerenza.

Assistendo alla campagna elettorale italiana, sembra quasi che i provvedimenti europei si siano auto-votati o piovano dal cielo attraverso una cicogna. Così non è: l’austerità è frutto di scelte e decisioni politiche prese proprio da quei partiti che oggi si pongono come alternativa all’Europa attuale o addirittura contro: il pareggio di bilancio, ad esempio, è stato votato tanto dal Pd di Renzi quanto dai leghisti e da Giorgia Meloni. Il sogno europeo non può essere curato da chi ha tentato di ucciderlo.

 

3. Un voto contro l’austerità e per un New Deal Europeo.

L’Altra Europa con Tsipras è l’unica lista italiana a proporre una lotta contro l’austerità su scala europea. Non solo, ovviamente, rifiutando il fiscal compact, il pareggio di bilancio e il vincolo del 3% (giudicato oggi illogico proprio da coloro che lo fissarono), ma anche proponendo una Conferenza europea sul debito, che riprenda quanto deciso nel 1953 sulla Germania, cui vennero condonati i debiti di guerra, un Piano Marshall continentale e gli eurobond (a cui Schulz, candidato del Pd, si è detto contrario).

 

4. Prima le persone, non le banche.

Proponiamo un Piano Europeo per l’Occupazione: l’UE ha destinato 1500 miliardi alle banche e appena 6 miliardi per i disoccupati. Noi vogliamo capovolgere tutto questo, destinando 400 miliardi in tre anni per creare posti di lavoro. Queste risorse possono essere reperite con la Carbon Tax (50 miliardi annui) e la Tassa sulle Transazioni finanziarie (30 miliardi annui).

 

5. Diritti per tutti, non privilegi per pochi.

Siamo la lista che, più di ogni altra, ha aderito all’iniziativa “A far l’Europa comincia tu” realizzata dall’Ilga, che si propone di approvare e difendere a livello europeo i diritti di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali/transgender, ad esempio rafforzando la direttiva UE anti-discriminazionie e obbligando gli Stati membri a rispettarla, promuovendo una legislazione che includa le famiglie LGBTI entro l’ambito delle competenze UE (come la libertà di movimento e il mutuo riconoscimento) e rimuovendo gli ostacoli nel riconoscimento legale del genere delle persone trans.

 

6. Per un’Europa dei Beni Comuni.

Sono passati quasi tre anni dai referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Mentre le ultime due istanze sono state accolte ed applicate (no al nucleare e no al legittimo impedimento), diversa è stata la risposta delle Istituzioni verso la difesa dell’acqua pubblica: di fatto, il servizio idrico è ancora in mano ai privati o a società partecipate dai privati, che ne traggono profitto. Anche e soprattutto per questo, l’Altra Europa con Tsipras si batterà per ottenere una direttiva europea che consideri l’acqua un bene non liberalizzabile, eliminando quindi il servizio idrico dai trattati sul libero scambio e garantendo la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione.

 

7. Un voto per fermare il TTIP.

Si scrive TTIP, si legge Transatlantic Trade Investiment Partnership. Pochi ne conoscono l’esistenza: è un trattato che Europa e Stati Uniti stanno trattando in gran segreto. Qualora questo trattato dovesse essere approvato, le leggi dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, potrebbero essere impugnate da qualsiasi azienda privata e dunque perdere il proprio valore. Potrebbe accadere sul cibo, come sull’acqua, come su Internet (impedendo il libero scambio di download, ad esempio). Un voto per l’Altra Europa con Tsipras è un voto per fermare questa vergogna.

 

8. Per un’Europa democratica e non in mano a pochi.

Siamo gli unici a voler cambiare radicalmente l’attuale assetto dell’Unione Europea, a partire dal ruolo del Parlamento Europeo e della Commissione Europea: deve essere il primo a legiferare, a nominare la Commissione Europea e il suo Presidente e non il contrario. Allo stesso tempo, è indispensabile che a cambiare sia anche la natura della Banca Centrale Europea, che diventi prestatrice di ultima istanza, al fine di evitare speculazoni sugli Stati in difficoltà. Oggi questo è vietato ed è l’unico caso al mondo a livello mondiale. Questo divieto consente alle banche, a cui la BCE ha destinato 1.500 miliardi di euro al tasso dell1%, di prestare questa cifra agli Stati a tassi di interesse di gran lunga superiori (in Italia addirittura al 6%).

 

9. Un voto per i diritti delle donne.

A dicembre 2013 il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi (Sexual and Reproductive Health and Right) di cui era relatrice la parlamentare socialista Edite Estrela e approvato il testo alternativo dei Popolari, che prevede che tali materie siano competenza degli Stati membri. Per 7 voti: 334 contro 327. Questo è stato permesso anche a causa di sei europarlamentari del Pd, che hanno deciso di astenersi. I loro nomi sono Patrizia Toia, Silvia Costa, David Sassoli, Mario Pirillo, Franco Frigo, e Vittorio Prodi. A parte Vittorio Prodi, che si è ritirato, sono tutti candidati nuovamente nelle liste del Pd. All’epoca hanno motivato il loro voto di astensione sostenendo che la mozione Estrela affermava il “diritto di aborto” come diritto umano.

 

La risoluzione Estrela chiedeva però all’Europa di garantire uguaglianza di diritti nel suo territorio, denunciando le differenze presenti in tema di salute riproduttiva, contraccezione, educazione sessuale, interruzione di gravidanza, ecc.

Chiedeva che la salute riproduttiva diventasse parte integrante delle politiche per la salute dell’Europa. Si preoccupava di garantire la possibilità dell’interruzione di gravidanza, ponendo anche il tema della diffusione abnorme dell’obiezione di coscienza in molti paesi.

 

In relazione all’aborto, si parlava di accesso ad aborto sicuro e legale. Dopo le parti che riguardano l’educazione, l’informazione, l’accesso alla contraccezione come prevenzione delle gravidanze indesiderate si «raccomanda che, come tematica che tocca i diritti umani e la salute pubblica, i servizi di qualità per l’aborto siano resi legali, sicuri e accessibili a tutti, nell’ambito dei sistemi di salute pubblica degli Stati membri».

 

Ma a questa idea di cittadinanza femminile il Parlamento europeo ha detto no, rifiutando la risoluzione Estrela e adottando il testo dei Popolari, che rimanda agli Stati membri la competenza sulla salute riproduttiva e in generale sui SRHR. Una scelta antieuropeista e una scelta di deresponsabilizzazione, che copre politiche regressive, come quelle della Spagna, dove i Popolari al governo, hanno presentato un progetto di legge che cancella la possibilità per le donne di interrompere una gravidanza non desiderata.

 

L’Altra Europa con Tsipras, al contrario, si batte e continuerà a battersi per la piena autodeterminazione delle donne.

 

10. Perché, alla luce di quanto detto, siamo – più semplicemnte – la sola alternativa.

Pasquale Videtta                                        

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tsipras

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10 ragioni per votare M5S alle elezioni europee


Il Malpaese ha chiesto a tre noti sostenitori di PD, M5S e Lista Tsipras di elencare alcuni motivi per cui vale la pena votare il rispettivo partito, movimento e lista alle elezioni europee di domenica.

10 RAGIONI PER VOTARE M5S :

1) Da questa parte abbiamo dei presunti onesti che a differenza degli altri presenti sulla scena da oltre 30 anni, hanno guadagnato la presunzione di disonestà o la condizione di conclamata disonestà per il Paese che ci hanno consegnato

2) Il M5S non si mantiene coi soldi pubblici

3) Il M5S ha rifiutato una cospicua quantità di milioni che gli altri partiti hanno indegnamente intascato con una legge subdola chiamata “rimborsi elettorali” a dispetto della volontà pressoché unanime degli italiani che gli e li avevano negati

4) Il M5S si muove politicamente consultando costantemente i propri iscritti

5) Il M5S è l’unico partito che tiene alto il faro della nostra Costituzione muovendosi nel rispetto di essa

6) Il M5S ha adottato norme interne di trasparenza che fino ad oggi tutti gli altri partiti hanno negato con grande arroganza

7) Il M5S è un partito ecologista e ambientalista

8) Il M5S è l’unico partito presente sulla scena che ha la forza e la volontà di mettere in campo norme contro la corruzione

9) Il M5S è l’unico partito che si è schierato contro le ostruzioni perpetrate contro l’antimafia che cerca di far luce sulle stragi disumane accadute nel nostro Paese

10) Il M5S vincendo ha la forza di distruggere la fitta rete di potere messa in piedi da politici corrotti che da anni stringono patti di sangue con banchieri e faccendieri, precludendo un sacrosanto diritto per i cittadini, “la parità di opportunità nella cosa pubblica”

Francesca Scoleri

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m5s beppe

 

 

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Perchè votare PD alle elezioni europee


Il Malpaese ha chiesto a tre noti sostenitori di PD, M5S e Lista Tsipras di elencare alcuni motivi per cui vale la pena votare il rispettivo partito, movimento e lista alle elezioni europee di domenica.

PERCHE’ VOTARE IL PD PER QUESTE ELEZIONI EUROPEE

Il Partito Democratico aderisce al PSE per una nuova linea di politiche europee. Tanti sono i punti su cui si vuole intervenire per modificarle o per migliorarle ma a grandi linee, credo che alcune vadano sottolineate.

1 ) POLITICHE ECONOMICHE

L’Europa, con la politica del solo rigore, non e’ riuscita a creare quelle condizioni di sviluppo e di crescita che nel progetto iniziale avrebbero dovuto interessare tutti gli Stati membri. Non si e’ tenuto conto delle varie condizioni economiche dei vari Stati e soprattutto non si e’ fatto un controllo di quali fossero i veri bilanci statali, prendendoli come buoni anche nel caso fossero stati gonfiati ( Grecia ). Ecco allora che in nome di un pareggio di bilancio in tempi rapidi, si sono tolti ai cittadini quelle garanzie sociali che dovrebbero appartenere a tutti. Gli Stati piu’ forti hanno quindi imposto misure draconiane agli Stati piu’ deboli, creando quel sentimento anti-europeista che pervade il Continente. Si cerchera’ quindi di avere un Europa che non sia solo un inflessibile controllore ma un’ opportunita’ vera di sviluppo per tutti i membri, aiutando chi e’ piu’ indietro per creare davvero una Comunita’ forte e solidale.

2) POLITICHE DI ACCOGLIENZA

L’ Italia, che e’ per posizione geografica terra di approdo per i tanti disperati che sfuggono da guerre e miseria, non puo’ essere lasciata sola a gestire questa emergenza umanitaria. Non e’ piu’ possibile che si giochi allo scaricabarile su una tragedia di queste dimensioni. Le persone che chiedono accoglienza non devono essere respinte alle frontiere. Si dovranno trovare assieme soluzioni che risolvano veramente questo problema che ci riguarda tutti. La libera circolazione sul suolo europeo deve essere una scelta personale e non forzata.

3 ) POLITICHE SOCIALI

Ogni cittadino deve avere un reddito di che vivere, al di la del fatto che abbia o non abbia occupazione. Ogni cittadino deve avere accesso sia alle cure che all’istruzione, che debbono quindi essere pubbliche e all’avanguardia. Una scuola e una sanita’ di serie B non possono piu’ essere tollerate in un’ Europa civile.

4 ) POLITICHE DI APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO

L’ Europa non puo’ essere dipendente da altri Stati riguardo alle fonti energetiche. Occorre che l’ Europa tutta si adoperi per avere una propria autonomia energetica, sviluppando sempre piu’ le fonti di energia altrenativa ( solare, eolica etc. ) di cui l’ Europa dispone. Questo per non essere silenti verso certe politiche degli Stati fornitori di energie.

5 ) POLITICHE DI TUTELA DEL TERRITORIO.

Il nostro territorio e’ da anni soggetto a devastazioni e ad abusi edilizi. Complici speculazioni di persone senza scrupoli, il territorio e’ ormai al collasso. Incuria del quadro idrogeologico, cementificazione selvaggia hanno fatto si che ad ogni sorta di precipitazione intensa, il Paese conta danni e vittime. Certamente il clima e’ cambiato e per questo occorre anche essere piu’ attenti e prendersene davvero una cura maggiore del nostro habitat. La frase ‘’ ci costerebbe troppo e non vi sono le risorse ‘’ non puo’ essere addotta a scusante. Anche dal punto di vista economico, e’ molto piu’ conveniente prevenire prima che ricostruire poi.

6 ) POLITICHE DI TUTELA DELLE PRODUZIONI AGRO-ALIMENTARI 

L’ Italia e’ il Paese con la piu’ grande diversificazione in campo agro- alimentare. Non esiste in Europa e nel mondo un Paese in cui la bio-diversita’ sia tanto grande in confronto al territorio. Questa diversita’ intesa come eccellenze dei vari prodotti non puo’ essere uccisa in nome di un liberismo selvaggio nella produzione ma vada anzi esortata e riqualificata. Gia’ poco tempo fa e’ stata fatta una norma x la tutela del prosciutto S. Daniele del Friuli. Questo piccolo esempio e’ da ricordare in quanto e’ la prova concreta che insieme e soprattutto volendo si possono fare davvero grandi cose.

7 ) POLITICHE PER LA VALORIZZAZIONE DELL’ ARTE E DELLA CULTURA

L’Italia possiede il 70% del Patrimonio mondiale dell’ Unesco. Questi siti, piu’ i tanti sconosciuti, non possono essere preda del degrado e dell’ incuria. I finanziamenti della Comunita’ Europea devono essere ancora maggiori ma soprattutto vanno utilizzati. E’ una bestemmia che oltre 2 mld di euro tornino nelle casse della UE in quanto non spesi per interventi di restauro e tutela.

8 ) POLITICHE DELLA LEGALITA’  Le varie mafie presenti sul territorio sono un cancro non solo dell’ Italia ma che pian piano sta contagiando tutto il continente. Occorre quindi fare fronte comune nella lotta alle mafie, considerandole non come un problema di un singolo Stato ma come un problema per tutti.

Questi e anche molti altri punti saranno portati dal PD all’ attenzione del PSE che come partito sosteniamo. Mi auguro vivamente che il PSE superi di molto il PPE, che sino ad oggi si e’ dimostrato incapace di gestire questa crisi, non solo monetaria ma anche sociale e culturale. Mi auguro altresi’ che le lista Tsipras superi la soglia di sbarramento onde dare al PSE quella spinta verso Sinistra che troppe volte si e’ dimenticata. A tutti un augurio di una domenica di democrazia.

Gianluca Bellentani

pd pse

 

 

 

 

 

 

 

 

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Visione “Sinistra” delle elezioni europee.


Non saprei indicarvi la percentuale di italiani che si recherà alle urne senza sapere per chi o per che cosa si stia votando. In generale, anche coloro che qualcosa sanno, tendono a ridurre le europee ad un derby tutto italiano tra i nostri maggiori partiti. Ed è questo un gravissimo errore.

A  questa gente vorrei ricordare che votando PD  si vota per il PSE e per Martin Schulz alla Presidenza della Commissione europea. Schulz, è un dinosauro della politica europea. Eletto per la prima volta deputato al Parlamento europeo nel 1994, dal 2004 al 2012  ha presieduto il gruppo parlamentare socialista e dal 2012  è il presidente del Parlamento europeo. Rappresenta la continuità con le politiche europee che, a nostro danno, abbiamo imparato a conoscere.

Votando per Forza Italia  si vota per il PPE e per Jean-Claude Juncker alla Presidenza della Commissione europea. Juncker, tra i mille ruoli politici sia in Lussemburgo che in Europa, è stato anche governatore della Banca mondiale per 6 anni e successivamente governatore del Fondo monetario internazionale. Anche lui rappresenta la continuità.

Votando per L’altra Europa per Tsipras si vota GUE/NGL e per Alexis Tsipras alla Presidenza della Commissione europea. Tsipras, il passato, ha partecipato alle proteste contro la globalizzazione neoliberista. Rappresenta la speranza della “vera” Sinistra europea e quindi la discontinuità con le politiche europee degli ultimi anni. Votando Tsipras molto cambierebbe, a cominciare dalla discussione dei Trattati europei. 

Votando M5S si vota per M5S e quindi per nessuno alla Presidenza della Commissione europea. D’altra parte, la “natura” restia alle coalizioni di M5S è, allo stesso tempo, il suo punto forte (non compromettendosi prende piu’ voti) e il suo punto debole (rischia di non governare mai in Italia e di non contare mai nulla in Europa).

Il PD rappresenta esattamente quello che il PSE rappresenta in Europa: la pseudo Sinistra che strizza l’occhio a lobbies ed organizzazioni di potere. Proprio per questo, non avrebbe mai appoggiato uno di Sinistra come Tsipras.

M5S invece, ha un programma piu’ simile a Tsipras che a qualunque altra forza politica europea ma, per i motivi sopra elencati, non avrebbe mai appoggiato Tsipras.

Anche a causa di un visione distorta della Sinistra e di un egoismo politico nascerà la solita vecchia Europa guidata dai i soliti noti.

Adesso, andate pure a votare illudendovi che una  vittoria “italiana” di PD o M5S possa cambiare qualcosa in Europa.

 

Gio’ Chianta

sculze

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E’ necessario eliminare Commissione europea e Consiglio dell’Unione europea o renderle eleggibili dai cittadini.


Schermata-05-2456793-alle-10.01.26Si fa tanto parlare di percentuali di voto e di seggi da spartire in questi giorni che precedono le elezioni europee ma, a mio avviso, credo si parli poco di come sia organizzato (male) il potere a livello europeo.
Con le elezioni europee i cittadini dell’UE eleggono i loro rappresentanti al Parlamento europeo. Purtroppo pero’, l’unica assemblea elettiva a livello europeo è anche quella che ha meno poteri. Infatti, Commissione europea e Consiglio dell’Unione europea, i cui membri non vengono eletti direttamente dai cittadini dell’UE, hanno funzioni altrettanto importanti ed anche piu’ importanti.
La Commissione europea, ad esempio, tra le sue funzioni, detiene il diritto d’iniziativa nel processo legislativo, cioè la facoltà di proporre la normativa sulla quale decidono poi il Parlamento europeo ed il Consiglio.
“Come organo esecutivo dell’Unione, la Commissione si occupa dell’attuazione pratica delle politiche comuni, della gestione dei programmi dell’Unione e della gestione del bilancio comunitario.”
“La Commissione europea ha il potere di sanzionare gli stati membri inadempienti nell’attuazione delle decisioni e per i ritardi nell’approvazione di leggi in recepimento di direttive comunitarie.”
“Il Consiglio dell’UE, insieme al Parlamento europeo detiene il potere legislativo. “Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio; coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune; conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra l’Unione e uno o più Stati o organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.”

A mio avviso due sono le strade per migliorare questa strana distribuzione di poteri a livello europeo che non fa altro che creare confusione a mal governo.
Rendere elettive anche Commissione europea e Consiglio dell’UE, in modo tale che i cittadini possano sceglierne direttamente i membri, oppure, eliminare Commissione europea e Consiglio dell’UE attribuendone funzioni e poteri alla sola assemblea elettiva: il Parlamento europeo. Non vi nego che preferirei questa seconda opzione.

Per farlo pero’, bisognerebbe mettere in discussione i Trattati oggi in vigore. E, anche se sembra paradossale, è necessario andare a votare. Certamente pero’ sarebbe del tutto inutile votare per quelle forze che non hanno in programma la discussione dei Trattati europei  ma si son sempre piegati, si piegano e si piegheranno sempre al volere dei burocrati non eletti da nessuno che, a loro volta, prendono ordini dai poteri forti transnazionali.

Gio’ Chianta