Pubblicato in: Il Malpaese

Come aumentare le letture di un blog


blog

Bisogna tener presente che  tempo di lettura ( attenzione ) è estremamente ridotto.

Per lo più SECONDI…al massimo pochi minuti in casi più rari.

E per lo più limitato ( il tempo di lettura) al campo visivo dello schermo a meno che si tratti di un testo interessantissimo e accattivante.

O almeno piacevole o divertente.

Stante il  fatto che generalmente un blog non tratta di facezie .. quello che va curato è l’aspetto del post.

Non deve essere lungo ,ovviamente e   graficamente  curato.

Poi di fondamentale importanza, ovviamente i tag.

A cosa servono  i tag?

Servono a farci trovare, anche casualmente,nel web!!!

Ad esempio io cerco con google le parole RENZI.. il mio post in cui parlo di Renzi si troverà ma alla 350 pagina di Google…..

Non va quindi il segreto è abbinarlo a parole calde ( tag) specidiche o meglio ancora attuali..

Renzi elicottero,ecc,ecc.,ecc………i segreti del mestiere non vanno svelati tutti subito….. 😉 😉 😉

Franca C.

Pubblicato in: CRONACA, Il Malpaese, opinioni, violenza

Evviva gli orsacchiotti


scontri roma-feyenordI supporter olandesi della squadra del Feyenoord ( non chiamiamoli tifosi, almeno per rispetto di quelli che, per seguire la propria squadra del cuore, fanno sacrifici in termini di tempo e danaro per alimentare una sana passione sportiva), prima della partita coi giallo-rossi della Roma, sono protagonisti di una vera e propria guerriglia urbana nel centro della Capitale. Scene da brivido, con lanci di bottiglie e vandalismi, che trasformano luoghi magici come Campo de’ Fiori e Piazza di Spagna in un vero e proprio letamaio. Anche la splendida Fontana del Bernini, la ‘’ Barcaccia’’, appena restaurata, viene deturpata, forse irrimediabilmente. Si alzano da ogni dove le urla di sdegno per i fatti avvenuti. Il Sindaco Marino accusa di inefficienza il Prefetto e il Questore di Roma. A queste accuse il Prefetto, Nicolo’ D’ Angelo , non potendo avvalersi del solito gioco delle scaricabarile, risponde con questa frase : ‘’Meglio la sporcizia che gente ammazzata ‘’ !!  Sono parole tanto incomprensibili quanto terribili. Incomprensibili in quanto, davvero, non si riesce a coglierne il significato. Certamente e’ piu’ auspicabile trovare un sacco di immondizia sul marciapiede piuttosto che un cadavere, chi lo nega ? Al tempo stesso, per evitare incidenti, non puoi far finta che non succeda nulla. Sono parole terribili in quanto pronunciate da colui che dovrebbe gestire l’ ordine pubblico di una grande citta’. Eppure si e’ molto piu’ celeri e duri contro gli studenti, quando oltrepassano di qualche metro lo spazio programmato per la manifestazione. I manganelli e i lacrimogeni scendono piu’ veloci sugli operai che manifestano contro padroni che hanno come unico scopo il proprio profitto, padroni che se ne infischiano se i loro dipendenti non riescono a dar da mangiare alle famiglie. Vi e’ una sorta di estremismo riguardo all’ ordine pubblico, che e’ molto piu’ duro verso chi manifesta pacificamente per difendere i propri diritti, anziche’ verso veri e propri delinquenti, che hanno come unico scopo quello di fare vandalismo. Ci potra’ pur essere una via di mezzo, un ‘’ aurea mediocritas ‘’, tra l’intervenire per evitare disordini e manganellare e a volte anche uccidere le persone ? Sarebbe stata una cosa illegale tenere sotto controllo questi supporter, che sono da sempre conosciuti come una delle frange piu’ violente d’ Europa ? Sarebbe stata una cosa tanto pericolosa intervenire ai primi tafferugli ? La scelta non puo’ essere sempre tra gli estremi, tra ‘’ meglio un giorno da leone che cent’ anni da pecora ‘’ . Molto meglio sarebbero, come recitava Troisi, dieci anni da orsacchiotto !!!

Gianluca Bellentani

Pubblicato in: abusi di potere, antifascismo, Il Malpaese, MALAFFARE, opinioni, pd, politica

Quella incomprensibile occupazione di posti di comando.


poletti e la cena con i criminaliDal terremoto giudiziario che sconvolge la capitale e che coinvolge personaggi di tutti gli schieramenti ( e siamo solo agli inizi ), nascono diverse domande che una persona onesta e per bene comincia a farsi. Una su tutte e’ comunque questa : come e’ possibile che certi figuri possano occupare certi posti di prestigio ? Come fai,  partito o istituzione che tu sia, a non accorgerti di che figura hai messo in certi ruoli  di comando ? Perche’ vedete, e’ vero che a chi si iscrive ad un partito non puoi certo fare ogni volta il chek-up completo della sua posizione giudiziaria, ma e’ anche vero che prima di mettere questa persona in certi posti di comando dovrai quantomeno verificare chi e’ e che passato abbia. Lo stesso vale per i finanziamenti alla campagna elettorale di un candidato ; e’ vero che il danaro non ha colore, ma allo stesso tempo ti dovrai anche porre qualche domanda su chi e’ che ti sponsorizza.

Tralasciando il nome di Massimo Carminati, che davvero col suo passato non si capisce come possa essere ancora libero e cosi’ potente, prendiamo in esame la figura di Salvatore Buzzi, il fondatore e amministratore della cooperativa sociale 29 giugno. Costui, un passato nei NAR, nel 1981 viene condannato per omicidio a 24 anni. Ne sconta circa una ventina nel carcere di Rebibbia e poi esce anticipatamente per buona condotta. Sul fatto di avere una riduzione di pena per essersi comportato bene in carcere nulla da obiettare, cosi’ come sul fatto che, quando hai espiato le tue colpe, sei un libero cittadino e che puoi crearti il tuo ruolo nella societa’. Ci puo’ quindi stare che invece di trovarti un lavoro dipendente, tu decida di voler fare l’imprenditore, creando una cooperativa sociale per il reinserimento di altri ex detenuti. Quello invece che reputo paradossale e’ che a nessuno, se non per salvaguardare i propri interessi personali, venga in mente di verificare come sia possibile che un omicida ex galeotto, che parla come un facchino dei mercati generali, possa essere a capo di una cooperativa nata da pochi anni, con 1200 dipendenti, che fattura oltre 50 mln di euro ogni anno e che soprattutto riesce a vincere ogni tipo di appalto. Un uomo che si circonda di personaggi che non vorremmo nemmeno incontrare per strada tanto fanno paura.

Il Ministro del Lavoro Poletti, attaccato dalla stampa per essere comparso nella foto di una cena in cui erano presenti sia Buzzi che Carminati ( e a fianco della tavolata anche  Casamonica, definito il boss dei Rom), si difende con queste parole : ‘’ Sapevo che Buzzi era stato in carcere per omicidio ma i nostri erano solo colloqui informali di lavoro ‘’. No Ministro Poletti, non e’ solo questo. Perche’ vede, un conto e’ essere fotografato mentre stai passeggiando per strada o fai un’ intervista e ti si accosta un criminale, un’ altra invece e’ fare affari con lui. Come dice ? Stiamo sbagliando ? Il business e’ business ? Sara’, ma che vuole….noi siamo persone senza potere e certe cose non riusciamo a capirle. Certamente pero’ queste persone non le frequentiamo anzi, le evitiamo come la peste !!

Gianluca Bellentani

Pubblicato in: diritti, Il Malpaese, lega, politica, razzismo, sessismo

Calderoli, il Pitecantropo Padano


88279 Il Ministro Calderoli da fuoco a 375.000 leggi inutiliRoberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha insultato ieri il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge durante un comizio della Lega a Treviglio: “Quando la vedo non posso non pensare a un orango”. Sul web si moltiplicano le iniziative per chiederne le dimissioni.

La sinistra milanese è particolarmente indignata, perché ci siamo ritrovarti Maroni a governare in regione con gli stessi uomini di Formigoni, e poi perché nn dimentichiamo certo le stronzate di Salvini (che ne ha anche per la Boldrini) & C sull’apartheid in metropolitana, la pulizia etnica dei rom e la sinistra che complottava per construire la più grande moschea d’Europa (ancora non se n’è fatta una a Milano..). Riportiamo qui le opinioni di due esponenti della sinistra della Madonnina,Paolo Limonta, il cuore a sinistra di una giunta Pisapia che sembra aver smarrito quell’orientamente, e Emanuele Patti, presidente dell’Arci Milano, il ganglio centrale della società civile di sinistra in città.

Ha scritto Limonta: “Calderoli che insulta il Ministro Kyenge alla festa della Lega di Treviglio per soddisfare gli istinti beceri e xenofobi dei militanti del suo piccolo partito non è che un povero razzista. Ma Calderoli è anche il vice presidente del Senato. E allora circondiamolo di sdegnato silenzio solo dopo averlo costretto alle dimissioni da una carica istituzionale che, semplicemente, non avrebbe mai dovuta essergli assegnata..”

E Patti amplia il quadro d’analisi: “Napolitano II, Calderoli vicepresidente del Senato che insulta Kyenge, l’affaire kazako ed il ruolo complice del ministero italiano nella deportazione di una dissidente, il 30 luglio, la magistratura e tutto quello che gira attorno a quella data, il carosello sull’iva e imu.. Lo stato sembra non esistere più, imprigionato dalla crisi di PD e PDL, e il governo di larghe intese che non può far altro che aggravare la situazione. Se pensavamo di aver toccato il fondo..”

MilanoX è per l’estizione delle specie leghista e per la salvezza degli oranghi giavanesi, messi a rischio d’estinzione dalla deforestazione, e infinatmente più intelligenti di un odontotecnico pitecantropo, malvagio e piromane.

FONTE   http://www.milanox.eu/calderoli-il-pitecantropo-padano/

Pubblicato in: berlusconeide, Il Malpaese, Il punto di vista di Gio'.

Bersaneide


l43-bersani-monti-berlusconi-111205185611_bigBersani, per sostenere il governo Monti, è stato alleato di Berlusconi. Questo ha permesso a Berlusconi di avere tutto il tempo necessario a disposizione per risorgere politicamente. Se fosse andato ad elezioni quando il PDL era ai minimi storici, l’Italia non sarebbe fallita, perchè i mercati avrebbero visto di buon occhio la sicura sconfitta di Berlusconi alle successive elezioni e oggi non rischieremmo di ritrovarci B nuovamente al governo.

Bersani sarà alleato di governo di Monti, nella prossima legislatura, per sconfiggere colui che ha aiutato a risorgere e così facendo dovrà accollarsi l’agenda Monti aiutando un personaggio che, altrimenti, non governerebbe mai piu’ visto lo scarso peso elettorale della sua lista e  considerati i danni che ha fatto in appena un anno di governo.

 Bersani ha aiutato e votato la fiducia al governo Monti, ha aiutato B a tornare in corsa e aiuterà Monti ad avere un ruolo di primissimo piano nel prossimo governo Bersani-Monti.

Bersani, dopo aver messo in scena questo colossale maxi inciucio, ripudiato la Sinistra radicale e messo in un angolo Vendola,  si permette pure di fare appelli al voto utile. Ma utile a chi ? Al salvataggio del BBM (Berlusconi, Bersani e Monti)

Gio’ Chianta 

Pubblicato in: Il Malpaese

Io provo orrore per il Paese alla rovescia.


Certo, Ingroia puo’ piacere o meno, ognuno ha le sue idee e convinzioni.
Lasciatemi dire pero’ che la guerra aperta, da tutti i fronti, verso la sua persona per finalità propagandistiche, è l’emblema del Paese alla rovescia.
Un Paese estremamente lassista verso i ladri, un Paese estremamente rigorista verso le guardie. 
Un Paese abituato a vedere le guardie che fanno anche i ladri (e viceversa) non puo’ accettare che una guardia faccia davvero solo la guardia ai ladri per cercare di ristabilire giustizia
sociale.
Verso questo Paese alla rovescia io provo orrore.
 
Gio’ Chianta
 
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Pubblicato in: ambiente, berlusconeide, cose da PDL, Il Malpaese

IO NON VI VOTO


l43-bersani-monti-berlusconi-111205185611_bigCari leader politici, siete amici del carbone e del petrolio? Io non vi voto!

La nostra sfida alla politica fossile è partita.

Se il tuo voto non è disponibile a chi vuole fare dell’Italia un nuovo Texas petrolifero, firma la petizione.

La politica italiana e la sfida di Greenpeace: Io non vi voto! Contro le energie sporche come il carbone, pro energia rinnovabile, l’organizzazione ambientale denuncia Berlusconi, Monti e Bersani nella sua nuova campagna per la difesa terra

Greenpeace e la nuova campagna per la difesa dell’ambiente dal nome di: Io non vi voto.  Campagna che attacca direttamente la politica italiana e, in particolar modo, quelli che sono i principali partiti italiani ed i loro leader: Mario Monti, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi. Da anni l’associazione non governativa ed ambientalista, fondata da Vancouver nel 1971, si occupa dei problemi ambientali e più volte si è opposta alla polita italiana: uno dei casi più accesi fu quello contro la campagna dell’energia nucleare nel 2011.
Riparte così l’ennesima battaglia di Greenpeace per la difesa dell’ambiente. Nella home page del sito italiano appaiono una serie d’informazioni in merito alla cattiva gestione che i tre leader principali, dell’attuale campagna elettorale italiana, porterebbero a termine in caso di vittoria secondo Greenpeace Italia:
“Monti vuole svendere l’Italia alle multinazionali del petrolio, piazzando trivelle a terra e in mare alla ricerca di poche gocce di oro nero.
Bersani è pienamente d’accordo. Il suo partito, inoltre, si è dimostrato in più occasioni favorevole all’espansione del carbone – la fonte fossile più sporca e dannosa – nella produzione elettrica.
Con Berlusconi poi, che ha provato in tutti i modi a riportare il nucleare in Italia, le lobby delle energie sporche hanno sempre fatto affari d’oro”. 
I sostenitori dell’organizzazione possono partecipare alla battaglia Io non vi voto, inserendo nome, cognome e indirizzo mail sul sito dove un messaggio standard di protesta giungerà alle mail di diversi parlamentari italiani.
Pubblicato in: Il Malpaese

Il Malpaese 2012


Nel 2012 Il Malpaese ha raccontato tante storie, capirete quindi che non è stato facile scegliere dodici fatti da raccontare e ridurli all’essenziale. Molti fatti importanti sono stati esclusi da questo elenco e altri, probabilmente meno importanti agli occhi di molti lettori, sono stati inclusi.

di Gio’ Chianta

 

137 donne uccise in un anno, quasi dodici al mese, circa tre alla settimana, 1 ogni due giorni più o meno…..è come dire che un giorno si e uno no in Italia muore una donna ammazzata da un uomo…..strangolata, pugnalata, soffocata, sparata, decapitata, fatta a pezzi, massacrata di botte.

Dal 1988 più di 12.000 giovani sono morti, così, tentando di espugnare la fortezza Europa. Morire di frontiera, come è stato definito questo stillicidio pressoché quotidiano, è diventata una delle cause di morte più alta dei paesi in via di sviluppo che si affacciano sul Mediterraneo. Anche l’ Italia è stata condannata dalla Cedu  per i respingimenti verso la Libia del 6 maggio 2009.

Luca Abba’ fulminato mentre protestava se l’è meritata ? Cosi’ recitava un vergognoso sondaggio pubblicato da Libero. Mentre Il Giornale in prima pagina titolava “Solo un cretinetti”. Non è un caso che l’ex direttore di Libero ed attuale direttore de Il Giornale sia stato condannato per diffamazione per un’altra vicenda ma non sia andato in carcere perché ha ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica. Con buona pace delle Legge che, evidentemente, è piu’ uguale per chi scrive idiozie ma ha le spalle coperte.

 

 Federico Aldrovandi, morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. La madre Patrizia Moretti il 1 marzo è entrata in un’aula del Tribunale di Mantova come imputata di diffamazione nei confronti della pm che condusse le prime indagini. A processo anche i giornalisti della Nuova Ferrara che seguirono il caso. Patrizia: “Amaramente penso che chi querela le vittime non cerchi giustizia, ma affermazione di potere.”

 

Abbiamo parlato della tragica fine di Marcello Lonzi non solo quest’anno ma anche nel 2011. Nel 2003 MarcelloLonzi  finisce in carcere perché condannato per tentato furto a nove mesi di reclusione, affidato alla Giustizia si direbbe. L’11 luglio del 2003 Marcello muore nel carcere le Sughere a Livorno. Nessuno avverte Maria Ciuffi, madre di Marcello, che il figlio  non c’è piu’, la donna viene a sapere della morte del figlio solo il giorno successivo alla morte, quando ormai  il corpo senza vita di Marcello si trova tra le mani del medico legale per l’autopsia. Il magistrato che si occupa del caso continua a ripetere a Maria che il figlio è morto per un infarto oppure per stress, come da perizia. Nel 2004 il caso viene archiviato, ufficialmente Marcello è morto per cause naturali. Ma nessuno puo’ fermare una madre piena di dolore, una madre che chiede verità e giustizia per un figlio morto in circostanze a dir poco misteriose. Maria decise di denunciare il magistrato che si era occupato della vicenda, ma la denuncia a carico del magistrato viene archiviata pero’ le indagini per la morte di Marcello vengono riaperte perché c’è piu’ di qualcosa che non torna.

Nel 2006 viene riesumata la salma di Marcello e si viene a scoprire che il corpo del ragazzo era piu’ devastato di quanto fosse scritto nella perizia. Le foto del corpo di Marcello parlano chiaro, il ragazzo è stato picchiato violentemente. Nemmeno questo basta per arrivare ad una verità e nel 2010 il caso viene nuovamente archiviato.

 

Una donna, un’eroina come Simonetta Severi in Italia non fa notizia. Non fece notizia quando nel 2003 diede  il midollo osseo al figlio ammalato di leucemia, non ha fatto notizia nemmeno nel 2012 quando ha donato un rene al figlio. In quei giorni i media erano troppo impegnati a parlare della farfallina di Belen.

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Luca Rosi deve essere ricordato come un eroe  perché ha sacrificato la propria vita per difendere il suo amore.

 

Bari, 74 anni, pensionato si getta dal balcone Inps chiedeva rimborso. Bari 64 e 69 anni, pensionati si suicidano in coppia. Arzachena, 39 anni commerciante tenta di asfissiarsi, viene salvato. Trento, 44 anni per i troppi debiti si getta sotto ad un treno…. è salvo. San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
 Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca. Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco. Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida. Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente. Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato. Torino, 59 anni, muratore si da fuoco
 Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco. Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.
 Lecce, 29 anni, artigiano si impicca. Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara. Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca. Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
 Bologna: 58 anni, si da fuoco davanti all’Agenzia delle entrate. Verona, 27 anni, operaio si da fuoco
 Sondrio: 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo. Roma: 57 anni, corniciaio, si impicca. Catania, 58 anni, imprenditore si spara. Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra,riduzione della pensione. Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.
 Milano, 51 anni, disoccupato si impicca. Roma Imprenditore si spara al petto col fucile la sua azienda stava fallendo.

 

Quando ho letto che Vallanzasca (condannato a quattro ergastoli: 295 anni di reclusione) godeva del regime di semilibertà, mi sono stupito e indignato ma non piu’ di tanto, perché è notorio che nel nostro Paese non esista la certezza della pena. Mi ha stupito ancora di piu’ sapere che Vallanzasca avesse già trovato lavoro in due aziende: prima in una ditta informatica nel milanese e poi come magazziniere nel bergamasco. Proprio nel bergamasco, dove Vallanzasca uccise due agenti della Polizia.

 

Uno dei dati degni di nota rilasciato dall’Istat sui rilevamenti dell’ultimo Censimento sono quelle 71. 101 persone che nel modulo del censimento hanno dichiarato di vivere in tende, roulotte, baracche e accampamenti di fortuna vari. Questo dato risulta ancora piu’ sconvolgente se si pensa che nel 2001 le persone che dichiaravano la medesima cosa erano 23 mila. E dire che l’Italia è piena di abitazioni: 28. 863. 604 mentre gli edifici sono 14. 176. 371. Visti i numeri, non sembrerebbe un’ impresa titanica trovare una migliore sistemazione ai 70 mila ma i governi italiani sono andati decisamente verso un’altra direzione: IMU, anche sulle prime case di poco valore, anche per i senza reddito.

 

 ilva

Non è uno scherzo anche  se avrei tanto voluto che lo fosse.  Si puo’ essere incoronati  migliori imprenditori dell’anno quando ci si trova agli arresti domiciliari per disastro ambientale ? Nel “malpaese” si ed è capitato agli imprenditori   piu’ discussi del momento: Emilio e Nicola Riva. Il titolo è stato assegnato dall’Assocamuna Vallecamonica a Darfo Boario Terme dove il gruppo possiede tre impianti.

 

I precari sono la razza peggiore del paese
-“Chi prende una laurea dopo i 28 anni è uno sfigato
La tutela dei lavoratori non è un tabù
“Possiamo anche togliere la cassa integrazione e sostituirla con…
Io non ho mai preso 500 euro al mese; mi sono fatto un mazzo così e chi prende 500 euro al mese è uno che sfigato
Il lavoro fisso è una noia mortale; bisogna cambiare

COMUNICATO DEL DIRETTORE AI LETTORI.

Cari lettori,

per Il Malpaese il 2012 è stato l’anno dell’affermazione sotto ogni punto di vista, abbiamo mantenuto il nostro obiettivo: parlare delle tante cose che non vanno in questo Paese, dar voce ai senza voce. Tante cose sono perfettibili e contiamo sul vostro supporto per cercare di migliorare questo giornale.

Non è facile portare avanti un blog  a costo zero e senza scopo di lucro  ma in questi due anni  ci siamo riusciti grazie all’aiuto di veri e propri volontari dell’informazione. Tanti i nomi,  in particolare meritano un sentito ringraziamento le due colonne portanti di questo giornale: Giulio Landolfo e Gianluca Bellentani.

A nome mio e di tutti coloro che collaborano con questo giornale ringrazio tutti voi per l’attenzione dimostrataci quotidianamente e colgo l’occasione per augurarvi buone feste e un buon 2013.

Gio’ Chianta

Pubblicato in: Il Malpaese

I Riva sono i “migliori imprenditori dell’anno”.


Non è uno scherzo anche  se avrei tanto voluto che lo fosse.  Si puo’ essere incoronati  migliori imprenditori dell’anno quando ci si trova agli arresti domiciliari per disastro ambientale ? Nel “malpaese” si ed è capitato agli imprenditori  (direi “prenditori” per non dire peggio) piu’ discussi del momento: Emilio e Nicola Riva.

Il titolo è stato assegnato dall’Assocamuna Vallecamonica a Darfo Boario Terme dove il gruppo possiede tre impianti. Ovviamente, direi per causa di forza maggiore, i Riva non hanno potuto ritirare il premio che è stato consegnato ad un loro delegato.

Tutto molto triste e penoso.

ilva

 

Pubblicato in: Il Malpaese, politica

TSUNAMI DEMOCRATICO


IL “BOOM!” DI GRILLO… E IL “PLIN PLIN” DI BERSANI!

 

Le elezioni amministrative (le prime dell’era post berlusconiana -a proposito: chi ha più notizie del Cavaliere?-) hanno avuto un effetto “deflagrante” sul sistema politico italiano.

Il voto (e il non voto) degli Italiani si è abbattuto sui partiti come uno “tsunami democratico”, rischiando -ancor più col probabile ritorno dell’onda lunga grillina alle politiche- di spazzare via dalla scena molte “prime donne” di questa giovane morta Seconda Repubblica.

Ciò che più preoccupa la Casta, nondimeno, è la sopravvenuta consapevolezza di come questa scossa possa essere solo la prima di una lunga serie di “terremoti politici” dalle conseguenze imprevedibili!

 

 

PRIMO “BOOM!”

 

Disfatta per la Lega, schiacciata dal peso dell’oro del tesoriere Belsito e dalla beffa di dover giustificare stravaganti investimenti in Tanzania e miracolose lauree albanesi!

Unica affermazione di rilievo quella del “barbaro sognante” Tosi a Verona (in realtà anch’essa uno schiaffo per il Senatur, trattandosi del successo personale del primo degli oppositori interni al Capo!).

Per il resto, crollo dei consensi e macerie politiche:

–                      sconfitta al primo turno in città come Legnano (storica sede del Carroccio) e Sarego (sede del Parlamento Padano, dove si è insediato il primo sindaco grillino d’Italia!);

–                      e disfatta anche al secondo, dove la Lega ha perso in tutti e 7 i capoluoghi in cui aveva conquistato il ballottaggio, tra cui Monza (ovvero sede distaccata dei fantomatici Ministeri di Roma tanto reclamati da Bossi) e Cassano Magnago (città natale del Senatur).

Oggi i consensi del Carroccio si attestano attorno al 5%, anche meno stando ai sondaggi (contro l’8% delle ultime elezioni politiche e il 10% delle europee).

Riuscirà l’incoronato Maroni nell’impresa titanica di rianimare un movimento indipendentista e legalitario scopertosi d’improvviso centralista e ladrone?

 

 

SECONDO “BOOM!”

 

Tracollo per il Pdl, accomunato al suo leader da uno stesso destino decadente.

Sia l’“imbarazzante scomparsa” del Cavaliere (sparito dalla scena pubblica pur di togliersi dall’incombenza di dover commentare l’annunciata sconfitta) che la sua “ingombrante eredità” politica (un Paese “rimasto al palo” dopo un ventennio berlusconiano) hanno inevitabilmente pesato sui destini del Partito.

Non sorprende, allora, come quello che si vantava d’essere il primo partito d’Italia si sia ridotto in  molte città a non raggiunge nemmeno percentuali di voto in doppia cifra o ad essere scavalcato dal neonato Movimento Cinque Stelle!

Per citare qualche dato:

–                      sui 15 capoluoghi chiamati al voto in precedenza amministrati dal centrodestra, il Pdl ne ha mantenuti appena 6;

–                      e sui 98 comuni non capoluogo superiori a 15 mila abitanti dove si è votato, il Popolo della Libertà si è confermato alla guida della città solo in 33.

Sorprendente, in particolare, i responsi di Parma e Palermo: nei due capoluoghi amministrati dal centrodestra, il Pdl non è riuscito nemmeno a conseguire i ballottaggi!

La prima preoccupazione di Alfano è stata “minimizzare” la debacle elettorale, annunciando la più grande novità nella politica italiana degli ultimi anni.

Quale altra sorpresa attenderci dal Cavaliere (dopo la nascita del “partito di plastica” e la sua trasformazione nel “partito del predellino”)?

 

 

TERZO “BOOM!”

 

Grande fiasco anche per il Terzo Polo, passato dal ruolo di “ago della bilancia” tra i due poli ad anonimo protagonista di un’esclusiva puntata di “Chi l’ha visto?”.

Il grande Centro sognato da Casini si è ristretto ad un “centrino”: una coalizione di partiti ad personam (l’Udc, il Fli e l’Api) incapace di tener testa persino al novellino Movimento Cinque Stelle!

I moderati, finiti “sotto un cumulo di macerie” -parole di Casini-, pensano adesso a come riscattarsi…

Che si punti a riesumare dalle urne (cinerarie) della Prima Repubblica una nuova Democrazia Cristiana?

 

 

QUARTO “BOOM!”

 

Il vero exploit di queste elezioni è quello del Movimento Cinque Stelle, presentatosi nelle vesti di una “Lista civica nazionale” al di fuori delle logiche di partito.

Quattro, alla fine, i sindaci eletti, e ballottaggio sfiorato per un soffio a Genova.

Il Movimento ha raggiunto una media di voti che si attesta attorno all’8-10% (con numerosi sondaggi che, in vista delle prossime politiche, lo collocano tra il 12 e il 18%, proiettandolo come possibile secondo partito nazionale!).

Sorprendente, in particolare, la conquista del Comune di Parma, dove una sciagurata amministrazione di centrodestra (che ha lasciato in eredità 600 milioni di euro di debiti!) non è bastata all’opposizione di centrosinistra per conquistare la fiducia dei cittadini.

Un “boom!” tanto eclatante quanto non più trascurabile…

Qualche eco sarà finalmente giunto anche alle “orecchie presidenziali”???

 

 

…E IL “PLIN PLIN” DEMOCRATICO!

 

E il Pd?

Più che “boom, boom!” il Partito Democratico sembra aver fatto “plin plin”!

 

Si sono sprecati i giudizi entusiasti o quantomeno rassicuranti dei dirigenti del Partito: da quello del presidente Rosy Bindi (pronta a minimizzare i risultati di Parma e Palermo, elencando prosaicamente tutti i paesini più sperduti d’Italia dove il Pd potrà vantare di aver piantato una bandierina!) a quello del segretario Bersani (dettosi certo di poter affermare che il Pd ha vinto le elezioni “senza se e senza ma!”).

I freddi numeri, in effetti, certificano un’indiscutibile vittoria elettorale del centrosinistra:

–                      dei 26 capoluoghi in cui si è votato, 15 sono stati aggiudicati dal centrosinistra (rispetto agli 8 precedenti);

–                      e dei 157 comuni non capoluogo superiori ai 15 mila abitanti chiamati al voto, 96 sono stati vinti sempre dal centrosinistra (contro i 58 precedenti).

 

Ma questa vittoria “elettorale” certifica anche una vittoria “politica” del centrosinistra?

Il centrosinistra si conferma unica, vera, valida, forte alternativa al centrodestra agli occhi degli elettorati?

 

Guardiamo alla sostanza.

Quattro erano i “test elettorali” di un qualche rilievo nazionale: le elezioni a Palermo, Parma, Genova e Verona.

Com’è uscito da queste prove il Pd?

A ben vedere, nessuna è stata superata a pieni voti!

 

Il Partito Democratico:

1- non è stato in grado d’indicare un candidato vincente a Genova (il sindaco Doria, premiato dalle primarie, non è certo espressione del Pd!);

2- non è stato capace di “segnare un gol a porta vuota” a Parma (il candidato democratico, già presidente della Provincia, è stato clamorosamente battuto al ballottaggio da uno sconosciuto bancario grillino, Pizzarotti!);

3- non ha avuto la forza quantomeno d’impensierire l’annunciata vittoria del sindaco Tosi a Verona;

4- e non è riuscito a strappare Palermo né a un centrodestra ormai allo sfascio né all’ex alleato Leoluca Orlando (pur avendo il facile pretesto di poterlo accusare di aver tradito lo spirito delle primarie e di non essere certo la risposta alla richiesta di rinnovamento della classe politica!).

 

La vera “sconfitta politica” del Pd, inoltre, è evidenziata da altri impietosi dati, per i quali:

1- da un lato, il primo partito d’Italia si è confermato quello degli astenuti (al secondo turno, quasi 1 elettore su 2 ha preferito restare a casa; l’astensionismo, forse per la prima volta, si è presentato più al nord che al sud; a Genova, in particolare, al ballottaggio solo il 39% degli elettori hanno scelto il proprio Sindaco!);

2- dall’altro lato, il Pd non è stato minimamente capace di riempire il “vuoto politico” lasciato dal centrodestra, di attrarre consensi al di là del proprio bacino elettorale di riferimento (a fronte dell’“emorragia di voti” della Lega e del Pdl, il Pd non ha accresciuto i propri);

3- e, per di più, anche il Partito Democratico ha visto erosi i propri consensi dall’espansione del Movimento Cinque Stelle.

 

L’esercizio yoga in gran voga tra i dirigenti del Pd (elencare come un “mantra” le vittorie in tutte le decine di comuni medio-piccoli conquistati dal Partito) può aver l’effetto consolatorio di una zolletta di zucchero utile a togliere l’amaro in bocca ma non può, al contempo, cancellare la realtà di un Paese che ha voltato le spalle al centrodestra senza per questo consegnarsi al centrosinistra!

 

C’è ben poco di cui stare sereni, dunque, in vista delle prossime elezioni politiche.

E se i partiti non saranno in grado di riformarsi e rinnovarsi in gran fretta, la “bomba elettorale” innescata a Parma rischia di non essere affatto l’ultima, bensì solo la prima di una lunga serie di deflagrazioni destinate a cambiare “contenitori e contenuti” nel marasma politico italiano…

Pubblicato in: Il Malpaese, opinioni, politica, satira

LA “SPINA” DI PALERMO


E’ ormai il “caos” a Palermo.

Caos “democratico” (per il Partito Democratico, s’intende…).

Chiusasi fragorosamente la stagione del berlusconismo (anche nelle sue diramazioni -“metastasi”, per alcuni- locali: dalla Moratti a Milano, a Cammarata a Palermo…), tutti i segnali convergevano in un’unica direzione: l’irripetibile opportunità per il Pd, principale forza d’opposizione in questi anni, di capitalizzare elettoralmente da un lato la “frustrazione pidiellina” (per quel promesso “miracolo economico” trasformatosi in incubo!), dall’altro la “rabbia leghista” (di chi è passato dall’orgoglio di gridare “padroni a casa nostra!” alla vergogna di scovare “ladroni in casa propria”!).

 

Test politico di primordine era rappresentato dalle amministrative di Palermo (quinta città d’Italia), dove dieci anni di mala amministrazione Cammarata (macchiata da svariati scandali e da una “gestione privata” della Cosa pubblica) avevano fatto lievitare le ambizioni del centrosinistra di governo cittadino.

Per il Pd, dopo essere entrati a Palazzo dei Normanni “furtivamente” dalla finestra, la prospettiva di entrare a Palazzo delle Aquile dall’ingresso principale appariva alquanto “allettante”… (in molti già pregustavano di dare il “benservito” al Pdl).

 

Nello stesso Popolo della Libertà tutti davano per persa la “fortezza palermitana” (previsione quanto mai azzeccata).

Avendo “perso la faccia”, del resto, il Pdl non si era fatto scrupoli a “chiederla in prestito” al giovane Massimo Costa, il candidato col volto da tronista prescelto come agnello sacrificale dai “berluscones” (tanto corteggiato prima del voto… quanto scaricato immediatamente dopo!).

Tutto sembrava già scritto…

Nessuno, però, aveva fatto i conti con una legge che non ammette sconti, quella di Murphy, secondo la quale “se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi può condurre alla catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”.

Ebbene, questo “qualcuno” si è concretizzato nel Partito Democratico!

L’autolesionismo proverbiale del Pd si è spinto al punto di seminare “tanta polvere” da raccogliere “solo vento” da quello che si preannunciava come il più grande raccolto dopo il “bunga bunga”!

Ecco spiegato come, in vista delle elezioni cittadine, i Democratici si sono cimentati in un “triplo salto mortale” mai riuscito prima:

– in primis, PERDERE LE PRIMARIE (Bersani in persona si era speso a sostegno della candidatura di Rita Borsellino -altro errore strategico, trattandosi di una personalità degnissima ma praticamente scomparsa dalla scena politica locale, dopo l’elezione di ripiego all’Europarlamento-);

– in secundis, PERDERE LE “SECONDARIE” (ossia le elezioni, quelle “vere”), pur avendo a malincuore appoggiato il candidato premiato da discusse primarie, Fabrizio Ferrandelli;

– in tertiis, CADERE SOTTO I COLPI DEL “FUOCO AMICO”, ovvero perdere contro un ex alleato, Leoluca Orlando (di fatto una “costola” della sinistra palermitana e “candidato in pectore” di quella parte del Pd più “malpancista”).

Mentre molti già pregustavano il “dolce sapore” della vittoria… alla fine ci si è dovuti accontentare del “gusto amaro” della sconfitta!

Nemmeno appellarsi a Santa Rosalia è servito a molto di fronte al “masochismo democratico”.

Nessuna “corona d’allori” per i dirigenti del Pd (già pronti a sfilare sul carro del vincitore): in compenso, tante “corone di spine”!

Uno spot pubblicitario recentemente andato in onda recitava: “ti piace vincere facile?”.

Prendendo spunto da questa réclame, proporrei al Partito di Bersani di adottare il seguente slogan alle prossime elezioni: “ti piace perdere facile???”

Il Partito Democratico siciliano (“diviso” per costituzione, “perdente” per vocazione!) esce dalla prova delle urne “bocciato senza appello”.

Ridottosi ad una “banda post-democristiana” alla ricerca di una qualche sistemazione personale, il Pd (meno “L”) è apparso:

– in primo luogo, del tutto carente di un’idea alternativa di politica e di società (come si può, ad esempio, far da stampella ad un Presidente di Regione fino a poco tempo fa definito “degno erede del cuffarismo”?);

– in secondo luogo, scevro di un minimo di spessore politico e culturale (l’unica idea dominante nella sua classe dirigente non sembra “cambiamo il Sistema”, bensì “facciamoci strada nel Sistema”!).

I Democratici dell’Isola hanno mostrato così poco riguardo nei confronti dei propri elettori da impedire con ogni pretesto lo svolgimento del referendum consultivo chiesto a gran voce dalla base per avallare o meno la scelta verticistica dell’“appoggio esterno” ad un Governatore indagato per “concorso esterno” in associazione mafiosa.

Ma come dargli torto, in effetti?

Che necessità vi è di svolgere un referendum per certificare ciò che è “alla luce del sole” (ovvero l’insofferenza del suo elettorato)???

Tornando al clamoroso responso delle amministrative, Fabrizio Ferrandelli, presentatosi in un primo momento col volto da bravo ragazzo impegnato in politica e nel sociale, probabilmente vittima delle sue ambizioni, si è abbandonato all’“abbraccio mortale” dei Cracolici & Company non valutandone le conseguenze.

Quella che doveva essere la candidatura civica di una giovane promessa della politica è divenuta ben presto diretta emanazione della fronda più “inciucista e lombardista” del Partito.

Ferrandelli, così, ha finito col perdere -dico bene, ritenendo ormai segnato l’esito del ballottaggio- non solo in virtù della grande popolarità di Orlando ma anche perché apparso una “pedina” nelle mani di “vecchi marpioni” della politica, pronti a sponsorizzare la sua candidatura ad uso e consumo proprio!

“Sguaiate”, baldanzose, supponenti, poi, sono apparse le sue prime reazioni post voto:

1- Che senso ha accusare Orlando di aver sottratto voti al centrodestra, macinando consensi al di fuori del proprio bacino elettorale di riferimento?

Ciò, più che un’“infamia” di cui render conto, appare il principale merito dell’ex Sindaco!

Quale altro sarebbe l’obiettivo di un candidato se non conquistare la fiducia anche di coloro che, fino a ieri, non lo avrebbero votato?

2- Come può, inoltre, l’aspirante sindaco di una Città così problematica definire “cialtrone” un uomo che, nel bene e nel male, ha già amministrato il Capoluogo siculo per ben tre consiliature?

Se persino la senatrice Finocchiaro (candidata del Pd alle ultime regionali) è arrivata ad ipotizzare un suo appoggio ad Orlando, c’è da credere che Ferrandelli, più che muovere all’attacco, dovrebbe lavorare molto sulla “difensiva”…

3- Come si può, infine, illudere gli elettori prospettando il ballottaggio come il secondo tempo di una partita che riprenderà da uno “0 a 0” e palla al centro?

Onestà intellettuale suggerirebbe, piuttosto, l’immagine calcistica dello “0 a 3” e palla al centro (considerando lo striminzito 17% di consensi di Ferrandelli al primo turno -a fronte del 47% di Orlando- e gli “oltre 60 mila” voti di scarto registrati tra i due candidati!).

Sgombrando il campo da equivoci, lungi da me vendere “fumo per arrosto”!

Leoluca Orlando:

– in primo luogo, non rappresenta la “panacea di tutti i mali” (meglio diffidare, piuttosto, da chi vanta “poteri salvifici” o si presenta come l’“unto del Signore”!);

– in secondo luogo, se ha scelto di scendere in campo lo ha fatto più con un occhio a Roma che a Palermo (in buona sostanza, per non farsi troppo oscurare all’interno dell’Idv -partito eminentemente “leaderistico”- da personaggi quali l’evergreen Di Pietro e l’emergente De Magistris).

 

L’ex Sindaco non è certo “il nuovo che avanza”… semmai “l’usato sicuro” (per citare l’infelice battuta di Bersani).

Ma, se in così tanti palermitani lo hanno preferito al primo turno -e, son sicuro, faranno altrettanto al secondo-, evidentemente i volti nuovi che la politica palermitana ha espresso (o, meglio, gli “apparati” reggenti le loro spalle) sono apparsi un’alternativa ben poco credibile…

 

Auguriamoci solo che il probabile nuovo, vecchio Sindaco si confermi all’altezza delle aspettative di una Città “assetata di futuro” e “affamata di legalità”…

 

 

Gaspare Serra

(Blog “Panta Rei”)

Pubblicato in: Il Malpaese

Il blog “Il Malpaese” compie un anno. Grazie a tutti i nostri lettori.


Non sono un giornalista e nemmeno un blogger, pero’ nel tempo libero mi piace “fare informazione.” Per tale motivo, il 30 ottobre 2010 fondai un blog e lo chiamai “Il Malpaese”. Volevo che “Il Malpaese” non fosse semplicemente un blog personale ma un blog collettivo. Iniziai a chiamare alcune persone invitandole a far parte del progetto, dicendo a tutti la stessa cosa: ho fondato un blog senza scopo di lucro, il blog nasce per fare controinformazione, si chiama “Il Malpaese”, si chiama cosi’ perché la linea editoriale del blog sarà quella di parlare della tante cose che non vanno nel Belpaese. A tanti è piaciuta l’idea ma nessuno inizialmente  ha accettato di scrivere gratuitamente per un blog senza scopo di lucro. Cosi’,  il progetto stava per finire ancor prima di iniziare. Pero’, proprio intorno a metà novembre dell’anno scorso sono arrivate le prime adesioni. I primi a collaborare con il blog sono stati Giulio Landolfo (oggi vice-direttore) e Franca Corradini. Successivamente sono arrivati Gianluca Bellentani, Angelo Cioeta e Alberto Forlini. A questi si aggiungono le tante persone che hanno collaborato con il blog.

Dopo un anno solo felice dei risultati ottenuti: 159 mila visitatori e 212 mila pagine lette.

Grazie a tutti i lettori che ci hanno seguito in questo nostro primo anno online.

Gio’ Chianta, fondatore del blog.