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INTRODUZIONE

“Ma che cos’è il mal Paese, inteso come il cancro dell’Italia ?
Nel mal Paese si muore, in un carcere, con otto costole rotte e due buchi in testa,
ufficialmente per un infarto oppure picchiati dopo un fermo di polizia: si muore perché chi è stato affidato allo Stato puo’ anche morire per mano dello Stato, come Federico, Marcello, Stefano e la lista, purtroppo, non si ferma qui.

Nel mal Paese si muore perché lo Stato non ti mette in condizioni di vivere dignitosamente e ti cerca soltanto tramite Equitalia oppure l’Agenzia delle Entrate. Si muore perché l’abbandono dello Stato porta alcuni cittadini a vedere nella morte l’ultima speranza.

Nel mal Paese si muore in una fabbrica dove si lavorava per tre euro l’ora. Si muore perché non esistono piu’ i diritti per i lavoratori ed i governi, invece che diffondere i diritti a tutti, preferiscono toglierli anche a chi ha ancora la fortuna di avere qualcuno.

Nel mal Paese si vede ancora lo straniero come il nemico, l’italiano medio non è razzista ma… c’è sempre un “ma”. Alcuni partiti fanno la guerra all’immigrazione ma non dicono che gli immigrati lavorano, producono e sono indispensabili per il futuro di questo Paese.

Nel mal Paese c’è ancora un fortissimo pregiudizio nei confronti di chi ama una persona del suo stesso sesso. Tante ragazze e ragazzi hanno deciso di togliersi la vita perché la nostra società, quando sei “diverso” (bisognerebbe capire da chi) ti tratta come un appestato.

Nel mal Paese esistono le mafie piu’ potenti del mondo, queste mafie, da decenni, uccidono l’economia di questo Paese. I mafiosi, ormai, si vestono in giacca e cravatta, si fanno chiamare, avvocato, ingegnere, dottore ed anche Onorevole. Nel mal Paese esiste una classe politica collusa con le mafie e con le grandi organizzazioni di potere italiane, europee e mondiali. Politica collusa ed organizzazioni di potere costituiscono delle caste e queste caste un sistema.

Il Malpaese, inteso come blog, è nato il 31 ottobre 2010. In quel periodo l’Italia era
governata da Silvio Berlusconi e i media raccontavano un Paese reality: la narrazione filogovernativa raccontava di fantasiose riprese economiche, di ristoranti pieni, di posti di lavoro, di disoccupazione in diminuzione, di tumori da sconfiggere in tre anni e di tante altre balle. In questi quasi 4 anni di lavoro, il nostro obiettivo non è mai cambiato: parlare del Paese reale.
Per parlare di questi argomenti ho invitato a collaborare con me coloro che vengono messi ai margini dal sistema: precari, disoccupati, inoccupati e studenti.
Insieme a tutti i miei collaboratori abbiamo scelto gli articoli, a nostro modo di vedere piu’ interessanti, pubblicati al blog in questi quattro anni ma avrete modo di leggere anche molti inediti.
Il progetto è legato all’associazione WHITE MATHILDA che si occupa della gestione di sportelli Antistalking e Antiviolenza. Per avere maggiori informazioni sull’associazione e su come contribuire alla causa vi rimando alla penultima pagina dell’e-book.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura.”

Gio’ Chianta

 

Un pensiero riguardo ““Cos’è Il Malpaese ?”. Scarica gratuitamente il nostro e-booK

  1. Vero quanto tu dici, purtroppo. Ma voglio trattare di un problema solo perché se lo facessi per tutti quelli che hai evidenziato farei una sintesi pressapoco uguale alla tua oppure un lunghissimo scritto che non invoglierebbe tanta gente a leggerlo. Vorrei parlare degli immigrati e di come questi vengono trattati nel nostro paese. Ogni trasmissione ne parla mettendo in piena luce le persone che stanno facendo fortuna elettorale denigrando questa povera gente che si vede costretta a lasciare il proprio paese per fame e per la guerra.Non vi è trasmissione che non intervisti Salvini il quale, non dimentichiamolo, balzò agli onori delle cronache anni addietro quando propose di istituire sulla metropolitana una carrozza nella quale ospitare solamente gli extra comunitari: roba della peggiore hapartheid della peggior rhodrdia degli anni 60. Tale figuro sta raccogliendo molto consenso in quanto addita i migranti come responsabili della nostra situazione nazionale e, come storicamente è provato, tali politiche hanno la funzione di gettare il germe della violenza. Non vedo però nessuna protesta nel paese, né da parte della gente e tanto meno dai partiti e dai movimenti, verso la visibilità che danno a questi personaggi ed a questi temi. Auspicherei una presa di posizione da parte di qualcuno verso questi “favoreggiamenti” e se ciò venisse fatto da questo blog te ne sarei grato.

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