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Un nome da non dimenticare.


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Il primo delitto di Salvatore Riina risale al 1948, all’uccisione del sindacalista Placido Rizzotto.

Il 10 marzo 1948 venne rapito e ucciso dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l’occupazione delle terre. Mentre veniva assassinato, il pastorello Giuseppe Letizia assistette al suo omicidio di nascosto e vide in faccia gli assassini e per questo venne ucciso con un iniezione letale. Le indagini sull’omicidio furono condotte dall’allora capitano dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.

“Il nome del giovane Totò sarebbe comparso parecchie volte nelle migliaia di pagine del processo, ma non venne mai formalmente accusato di nulla. Fu in un rapporto dei servizi segreti che si sosteneva come: “Il primo delitto eclatante che vede coinvolto il giovane Riina risale al 1948 quando viene ucciso Placido Rizzotto […] l’azione è compiuta da Luciano Liggio con la collaborazione del giovane Riina…

 

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/112

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Lo sbarco in Normandia.


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Il D-Day, il giorno più lungo è quello dello sbarco degli Alleati in Normandia comandati dal futuro presidente Usa, Dwight Eisenhower. Dal 6 giugno 1944, con l’apertura del secondo fronte, la Seconda guerra mondiale prende definitivamente la piega della sconfitta per la Germania, costretta alla resa meno di un anno dopo.norm1

http://www.lastampa.it/2017/06/06/multimedia/cultura/dday-le-immagini-storiche-dello-sbarco-in-normandia-c8SGcNCbdGWxiQz34ZpD4L/pagina.html

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La dignità di Riina.


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Per la Cassazione Riina ha il diritto a una morte dignitosa,  ma…le vittime per  mano e per ordine suo non hanno avuto una morte dignitosa.
Un sanguinario assassino, Riina, non ha  mostrato pietà per nessuno, né pentimento. E ancora nel 2014  rideva degli attentati passati, pregustava quelli futuri, e minacciava il pm Nino Di Matteo.
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Roma, vandalizzato al Pigneto il murales dedicato a Pasolini


http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/06/05/foto/roma_vandalizzato_il_murales_dedicato_a_pasolini_pigneto-167282192/1/?ref=fbpr#1

Una scritta in romanesco è apparsa su uno dei murales dedicati a Pier Paolo Pasolini che si trovano al Pigneto. Un ennesimo sfregio alla memoria dell’intellettuale morto in circostanze drammatiche all’idroscalo di Ostia nel ’75.  “Io so i nomi” è il titolo di un famoso articolo apparso sulle colonne del Corriere della Sera nel novembre del 74, giusto un anno prima della sua scomparsa, in cui lo scrittore friulano affermava di conoscere i responsabili dello sfacelo –  dalle stragi al tentato golpe – della società italiana

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Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente.


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La Giornata Mondiale dell’Ambiente (o World Environment Day – o l’acronimo WED) è una festa proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che viene celebrata ogni anno il 5 giugno.

Il tema di quest’anno riguarda i legami tra le persone e la Natura, nelle città e nelle campagne, dai poli all’equatore. Come ogni anno la Giornata Mondiale dell’Ambiente ha un Paese promotore: nel 2017 è la volta del Canada che quest’anno compie 150 anni e ha deciso di rendere l’accesso ai suoi numerosi parchi naturali, riserve marine, bio parchi etc gratuito per tutto l’anno. Un ottimo modo per collegare, connettere le persone alla Natura. In India, per esempio, i cittadini di Mumbai si raduneranno sulle spiagge per ripulirle dai rifiuti. In Canada sarà possibile accedere ai Parchi e alle Riserve naturali, eccezionalmente, in via gratuita.

Ogni Paese ovviamente ha le sue manifestazioni. Per l’Italia, la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2017 ha un valore particolare perché tra pochi giorni, l’11 e 12 giugno, a Bologna si terrà il G7 sull’ambiente che naturalmente avrà al centro della discussione  la decisione giornata-mondiale-ambiente-2017degli Stati Uniti di uscire dagli accordi della COP21 di Parigi.

http://www.focus.it/ambiente/ecologia/giornata-mondiale-dell-ambiente-2017

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La festa degli spaventapasseri.


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Tattie bogle, tao-tao, kakashi, vogelscheuche, espantapájaros, scarecrow. Lingue e nomi differenti, ma identico compito. Ovunque. Difendere il raccolto dagli uccelli. Lo spaventapasseri è figlio della tradizione popolare, che si impegna da sempre a dipingerlo come brutto e trascurato. Secondo la cultura contadina, l’aspetto deve spaventare, sebbene basti simulare la presenza umana – non necessariamente deforme – per allontanare i volatili.

Le storie che accompagnano l’immagine del contadino di pezza sono davvero singolari. A cominciare dalla simpatia che questo orco raccapricciante – spauracchio degli uccelli – suscita nei bambini attraverso fiabe e filastrocche. Lo spaventapasseri blu del paese dei Munchkins, nel libro di Frank Baum Il meraviglioso mago di Oz, si mette in viaggio con una ragazzina, Dorothy, per chiedere al mago un cervello. La riflessione, poi, associa il fantoccio campestre alla solitudine dell’uomo moderno, chiuso in un mondo costruito su misura, anche e soprattutto dalla tecnologia.

Il manichino di pezza viene festeggiato in tantissimi paesi. A Omal e a Thimougies, in Belgio, fra maggio e giugno gli appassionati organizzano una gara. A Piétrebais, sempre in Belgio, ad agosto viene dedicato agli spaventapasseri un festival. E, ogni tre anni, anche in Svizzera, a Denens, si celebra la loro tradizione. Il Comune francese di Béville-le-Comte, 1500 abitanti, rappresenta la capitale mondiale dello spaventapasseri. E in Irlanda affollatissimo è il Durrow Scarecrow Festival, durante il quale oltre centoventi manichini provenienti da tutta l’isola si sfidano per vincere un premio.

L’Italia non è da meno. Ad Alfonsine, paese ad una manciata di chilometri da Ravenna, a maggio si organizza la sagra del contadino di pezza. Nello stesso periodo gli spaventapasseri fanno festa a Castellar (Cuneo), in un museo a cielo aperto allestito da tutto il paese. Giugno è il mese degli spaventapasseri a Campello sul Clitumno, in Umbria. Tutte le famiglie di Medea (Friuli), sempre a giugno, costruiscono fantocci contadini da esporre nelle strade. A Castel di Leva (Roma), ad inizio estate, protagonisti dall’alba al tramonto sono proprio gli spaventapasseri. E quest’anno, per la prima volta, anche a Case Passeri (frazione di Salsomaggiore Terme), a luglio, campi e contrade hanno visto sfilare donne e uomini di pezza.

Oggi l’occupazione solitaria di questo pupazzo di stoffa della tradizione agreste è passata nelle mani di persone in carne ed ossa. Il 23enne inglese Jamie Foxx, laureato e disoccupato, ha accettato di fare lo spaventapasseri per milleduecento euro al mese in una fattoria di Norfolk, in Gran Bretagna.passeri14passeri10passeri36

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http://terrenomadi.blogspot.it/2013/12/gli-spaventapasseri-fanno-festa-in.html

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Torino, falso allarme bomba: folla in fuga, 1400 feriti nella piazza di Juve-Real


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http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/06/03/news/torino_bomba_bomba_uno_scherzo_stupido_svuota_un_ala_della_piazza_di_juventus-real_madrid-167165031/

 

La causa di fondo è il panico, dopo gli attentati che hanno colpito e continuano a colpire l’Europa. Così la finale della Champions League ha avuto un drammatico epilogo. Migliaia di tifosi della Juve, sono rimasti feriti, 1400 secondo l’ultimo bilancio, di cui 8 gravi.

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Quando e da chi sono stati inventati i bonsai?


La grande storia dei piccoli bonsai.

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I primi bonsai furono coltivati nel VI secolo dopo Cristo dai popoli nomadi di origine mongola che dominavano la Cina: facevano crescere piante medicinali nei vasi per poterli trasportare nelle migrazioni.

 

La pratica di miniaturizzare gli alberi però è probabilmente più antica e risale a una pratica di oltre 2.000 anni fa, chiamata Penjing, che consisteva nel comporre paesaggi con miniature di monti, fiumi e alberi.  Il bonsai più antico mai ritrovato, infatti è stato rinvenuto in una tomba risalente a tremila anni fa.

 

La coltivazione dei bonsai come vera e propria arte fu sviluppata, attorno al 700, dai monaci buddisti cinesi, che applicavano ai mini- alberi i principi della loro filosofia: l’uomo doveva ridurre alla sua capacità di visione ciò che lo circonda, miniaturizzando non solo l’albero, ma anche il paesaggio su cui cresce. Altre scuole invece vedevano nei tronchi contorti e nati su una pietra la nascita della vita nonostante le avversità. Tronchi e rami potevano anche essere piegati per creare ideogrammi o numeri magici.

 

MITO E REALTÀ. Secondo una leggenda, la nascita dell’arte del bonsai risale al periodo Han (206 a. C.- 220 d. C.), e a iniziarla sarebbe stato un uomo dotato del potere di miniaturizzare i paesaggi. Ma la prima testimonianza certa si trova in un dipinto rinvenuto nella tomba di un nobile della dinastia Tang, morto nel 705 d. C., dove sono raffigurati due uomini che portano un contenitore con un piccolo albero. Nel periodo successivo, intorno al 1000, si diffusero composizioni di paesaggi, con pietre e figure, chiamate pun-wan o bonkei. Il modo di coltivare gli alberi si differenziò in varie scuole, a seconda delle dimensioni, delle varietà utilizzate e delle forme in cui gli alberi venivano piegati. I bonsai arrivarono in Giappone, probabilmente con i monaci buddisti, nel periodo Heian (794-1185 d. C.).

PIANTA IN VASO. Qui gli alberi in miniatura presero il nome di bonsai. All’inizio del 1800 sorsero le prime scuole di “arte bonsai” che codificarono stili, regole e misure. I grandi maestri provenivano da famiglie come i Kato, i Murata, i Nakamura. I primi esemplari di bonsai arrivarono in Europa alla fine del secolo scorso come curiosità esotiche, presentate alle esposizioni universali

 

Il termine giapponese bonsai deriva dal cinese pun sai, che significa pianta coltivata da sola in un contenitore, al di fuori del suo contesto naturale. La tecnica del bonsai prevede la miniaturizzazione dell’albero attraverso potature progressive dei germogli e la costrizione dell’apparato radicale in un vaso di dimensioni ridotte. Fili di rame e corde sono inoltre utilizzati per forzare i rami ad assumere forme contorte.

 

http://www.focus.it/ambiente/natura/quando-e-da-chi-sono-stati-inventati-i-bonsai-sp1-2017

 

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Firenze, idranti sul sagrato contro i bivacchi dei turisti.


http://news.ournet.it/item/firenze-idranti-sul-sagrato-contro-i-bivacchi-dei-turisti-sindac-20386fb94d23ed94c895a4810eb87002

E’ entrata in vigore la nuova misura voluta dal sindaco di Firenze Dario Nardella, quella di bagnare i sagrati, le scalinate e le zone antistanti ai monumenti, per evitare bivacchi dei turisti. “È una misura di buon senso”fiorenza dice il sindaco. Ma non sono tutti favorevoli. Ornella De Zordo, attivista nei movimenti per la difesa del territorio, ed ex candidata sindaco della città, sostiene che la misura “favorisce solo il turismo di lusso, mentre Firenze è la città dell’accoglienza e non si può precludere a nessuno di sostare nel salotto della città”

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Siria, morta a Raqqa Ayse Deniz Karacagil.


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http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/01/news/siria_morta_ayse_deniz_karacagil_combattente_curda_raccontata_da_zerocalcare-166951053/

Ayse Deniz Karacagil è morta in battaglia la mattina del 29 maggio.  Manifestante di Gezi proveniente da Antalya, è caduta durante l’operazione per liberare Raqqa. Stava combattendo nelle fila del Battaglione internazionale della libertà contro le bande di ISIS nel Rojava.

La notizia ha avuto ampio risalto sui media turchi, pagine in cui la ragazza, a seconda degli schieramenti di una stampa oppressa dallo stato d’emergenza, viene ricordata come “attivista” o “terrorista”.

Tutto era cominciato a Istanbul nella primavera del 2013, quando i giovani schierati a difesa del verde pubblico di Gezi Park non avevano vinto, ma quanto meno avevano costretto il presidente Erdogan a tirare giù la maschera del padre islamista moderato della nazione per rivelarne per la prima volta il vero volto. Quello del potere assoluto, indisponibile al dialogo, sordo alle istanze di una società secolarizzata e democratica che si credeva protesa verso l’Europa.

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Che cosa cambia ora che gli Stati Uniti si sono ritirati dal trattato sul clima


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http://www.focus.it/ambiente/ecologia/che-cosa-cambia-se-gli-stati-uniti-si-ritirano-dal-trattato-sul-clima

Come preannunciato, il presidente Donald Trump ha annunciato  che gli Stati Uniti non manterranno gli accordi di Parigi del 2016 che erano stati firmati dalla stragrande maggioranza dei Paesi della terra.

Trump ha anche annunciato la volontà di rinegoziare i termini per far rientrare gli Stati Uniti negli accordi sul clima con impegni e sforzi diversi.  Il timore è  quello di un effetto domino.

Per l’Europa è arrivato il momento di riprendere una posizione centrale nello scenario scientifico e tecnologico

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Buon 2 giugno


https://www.investireoggi.it/lifestyle/festa-della-repubblica-2-giugno-2017-significato-origini-della-celebrazione/

La Festa della Repubblica, come dice il nome stesso, nasce per ricordare il referendum del 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Il 3 giugno di quell’anno si svolse il referendum per decretare la forma istituzionale dello Stato italiano dopo il fascismo ma, ancora più importante, il fatto che poterono votare, per la prima volta, anche le donne, il ben noto suffragio universale. Il 18 giugno di quello stesso anno fu dichiarata la nascita della Repubblica Italiana, con oltre 12 milioni di italiani che votarono per essa. Le votazioni misero in risalto lo spaccato sociale dell’epoca: al Nord vinse di netto la Repubblica mentre al Sud e nei centri rurali i voti andarono alla Monarchia.

Solo nel 1948 si decise di istituire questa festa, fissando il 2 giugno come data cardine. Fino al 1977, dunque, la Festa della Repubblica si celebrava sempre lo stesso giorno poi, per questioni economiche legate al lavoro e il fatto di non perdere giorni produttivi, si decise di spostarla alla prima domenica del mese. Per 23 anni, in sostanza, questa festa fu fissata in altra data. Solo con il Governo Amato, dal 2000, si decise di ristabilire quella del 2 giugno con tutte le celebrazioni che seguono (la legge 336 del 20 novembre 2000).

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Infanzia rubata


Per almeno 700 milioni di bambini in tutto il mondo, l’infanzia finisce troppo presto. Le ragioni sono molte: malnutrizione, conflitti, violenze, matrimoni e gravidanze precoci, mancato accesso all’istruzione

È il Niger il Paese peggiore al mondo dove essere bambini, la Norvegia il migliore, in un mondo in cui per 700 milioni di piccoli, uno su quattro, è negato il diritto all’infanzia. È quanto emerge dal primo indice globale su 172 paesi, presentato da Save the Children e contenuto nel rapporto «Infanzia rubata» presentato in occasione della Giornata Internazionale dei bambini. L’Italia figura tra i primi 10 migliori paesi dove essere bambino (nono posto), meglio di Germania e Belgio, ma peggio di Spagna, Francia e Gran Bretagna.

http://www.corriere.it/cronache/17_giugno_01/save-the-children-infanzia-rubata-700-milioni-bambini-db2cafa4-4688-11e7-b9f8-52348dc803b5.shtml

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Il giardino dei cactus di Lanzarote


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A Lanzarote, la cenerentola delle Canarie, un artista trasforma un paesaggio di cave, fichi d’India e crateri in un giardino che si aggiudica il Premio Carlo Scarpa per il giardino, edizione 2017, e assurge ad esempio virtuoso di landscape design, fuori da mode e soluzioni eclatanti, tra natura, agricoltura e arte.

Lanzarote, Guatiza, Jardín de Cactus, opera di César Manrique (1919-1992), realizzata nella seconda metà degli anni Ottanta del Novecento e inaugurata il 17 marzo 1990

http://www.lastampa.it/2017/05/27/scienza/ambiente/inchiesta/il-giardino-dei-cactus-nelloceano-atlantico-pe5D23Y4P9GRQPvKlcCt0I/pagina.html

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Latte, dieci cose da sapere: la Fao celebra il World Milk Day


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1 giugno, giornata mondiale del latte. A volerla, fin dal 2001, è stata la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) che ha individuato proprio questo giorno, perché già in diversi Paesi si festeggia come giornata nazionale ed è bastato quindi “unificare” le feste. La ricorrenza è molto sentita specie nei Paesi delle micro-produzioni. Sono infatti circa 150 milioni le famiglie in tutto il mondo sono impegnate nella produzione di latte. Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, il latte viene prodotto dai piccoli proprietari e la produzione di latte contribuisce alla vita delle famiglie sia per l’alimentazione che per il reddito.

http://www.repubblica.it/sapori/2017/06/01/news/10_domande_sul_latte_nel_world_milk_day-166949177/?ref=fbpr

 

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Il Dna delle mummie svela i segreti degli antichi egizi: erano orientali


http://www.repubblica.it/scienze/2017/05/30/news/il_dna_delle_mummie_svela_i_segreti_dell_antico_egitto-166838283/?ref=fbprmummia

Sequenziato il genoma di 93 corpi imbalsamati. I loro cromosomi sono stati poi confrontati con i moderni abitanti del paese. E hanno rivelato la storia di commerci, eserciti e traffico di schiavi fra il 1.400 e il 400 avanti Cristo.

Mentre gli egiziani antichi avevano legami di parentela soprattutto con gli antichi agricoltori di Anatolia, Giordania e dell’attuale Israele, gli antenati dei moderni si collocano più a sud e provengono prevalentemente dall’Africa, soprattutto quella centrale, anche a causa del traffico di schiavi che circa 1.300 anni fa iniziò a interessare il continente.

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La “White Whale” contro la “Blue Whale”


http://www.lastampa.it/2017/05/30/societa/la-white-whale-contro-la-blue-whale-i-gradini-per-la-felicit-fbYJc2Cn2jVA6wkdrsN3jI/pagina.html

Se il fenomeno del gioco mortale della «Balena Blu», una controversa moda di origine russa collegata ai social network, si insinua silenziosamente nel mondo degli adolescenti più fragili, la preside di una scuola della provincia di Torino si è ingegnata, insieme ai suoi insegnanti, per lanciare una contro-tendenza «vitale che vorrebbe diventare virale grazie a Facebook. Una classifica dei piccoli passi quotidiani che ci abituano ad amare la vita, ciascuno

 

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Il ruolo delle monetine da 1 e 2 cent per la startup dell’euro


http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/05/30/monete-1-2-cent-addio-alle-piu-coniate-nel-2002-ne-state-prodotte-1978-milioni/centesimi

Nel 2002, primo anno dell’euro, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha prodotto 1.061 milioni di monetine da 1 cent e 917 milioni di monetine da 2 cent, che hanno rappresentato il 29,4% del totale delle monete prodotte in quell’anno (6 miliardi e 732 milioni). Nell’intero quindicennio la produzione di monetine prodotte dall’Istituto Poligrafico e poi trasferire alla Banca d’Italia per la loro distribuzione alle banche e al pubblico è salito a 6 miliardi e 307 milioni, pari al 40% del totale di tutte le monete prodotte, ovvero 15 miliardi e 544 milioni (per un valore di 4,3 miliardi di euro).

Le curiosità di questa mini-storia metallica sono tante, a partire dal primato delle monetine da un centesimo, emesse in un numero netto di 3,5 miliardi di pezzi, mentre la meno coniata in assoluto è stata la moneta da 2 euro, l’unica che nel quindicennio si è fermata sotto la soglia del miliardo, a 767 milioni. Proprio quelle monetine da tanti ritenuti quasi inutili sono state le più prodotte, seguite dai due cent (2,78 miliardi) e i 5 cent (2,15 miliardi).

 

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In Nuova Zelanda è tempo di spettacolari aurore


http://www.focus.it/ambiente/natura/in-nuova-zelanda-e-tempo-di-spettacolari-aurore

Le aurore polari si creano quando le particelle cariche di vento solare entrano in contatto con la ionosfera terrestre. L’atmosfera del nostro pianeta è composta per lo più di ossigeno e azoto, ma alle altitudini in cui le aurore si verificano (a partire da 100 km di quota) l’ossigeno è il gas prevalente. Quando gli atomi di gas sono investiti dalle particelle cariche di vento solare, acquistano energia, che poi cedono, rilasciando fotoni di diverse lunghezze d’onda. Gli atomi di ossigeno emettono luce verde e talvolta rossa; quelli di azoto, bagliori di color rosso intenso, blu e viola.

Le particelle cariche di vento solare scivolano lungo le linee del campo magnetico terrestre, che si comporta come uno scudo, schermando il nostro pianeta dalle radiazioni dannose. Poiché le linee di campo convergono in prossimità dei poli (anche se non esattamente in corrispondenza dei poli geografici), in questi punti – 60°-70° di latitudine – le aurore si verificano con particolare frequenza. In caso di intensa attività solare, si possono osservare anche a latitudini inferiori, come a quelle scozzesi, ma anche a Londra e Pechino. Per vederle, però, occorre trovarsi in un luogo al riparo dall’inquinamento luminoso, una circostanza assai rara, per un’area metropolitana.

 

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I cento anni di John Kennedy


http://www.lastampa.it/2017/05/29/cultura/jfk-lultimo-sogno-americano-JfU7utumpikEPnFrodjnnO/pagina.html

Quando JFK varcò la soglia della Casa Bianca il 20 gennaio 1961, era il primo presidente cattolico, il primo ad essere nato nel ventesimo secolo e il più giovane presidente mai eletto Due anni e dieci mesi dopo divenne anche il più giovane presidente a morire nell’adempimento del proprio ufficio. Durante il suo breve mandato, Kennedy lancio gli Stati Uniti in una missione che avrebbe portato l’uomo sulla luna, creò i Corpi di Pace, tagliò le tasse, ridusse i dazi doganali, ottenne un aumento del minimo salariale  ed utilizzò le truppe federali per far rispettare i diritti dei neri. Aver risolto la crisi dei missili di Cuba, rappresenta l’apice della sua presidenza. Gli obiettivi tracciati da Kennedy hanno influenzato il corso del Paese per generazioni

 

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I soliti razzisti


Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Mirandola. Una visita che si svolge a cinque anni esatti dal terremoto del 2012 proprio in una delle aree più colpite del cratere. Mattarella ha parlato di “modello esemplare di ricostruzione” dell’Emilia lodando la forza di volontà delle popolazioni colpite e ricordando la solidarietà degli italiani ai terremotati. Ad accogliere Mattarella c’era anche una ragazza vestita con un abito tricolore. Come precisa il deputato PD Davide Baruffi si tratta di una studentessa di Mirandola. Non a tutti però è andato giù che a rappresentare la città emiliana sia stata scelta una ragazza dalla pelle nera. È italiana? E se sì quanto? E se è italiana davvero non c’erano altre ragazze “tipicamente” di Mirandola che potevano sostituirla? In una parola i razzisti sono venuti di nuovo allo scoperto.lidarietà degli italiani ai terremotati.

 

https://www.nextquotidiano.it/i-soliti-razzisti-contro-la-ragazza-vestita-col-tricolore-a-mirandola/ragazza

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Trentasette anni fa, l’omicidio di Walter Tobagi.


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Walter Tobagi aveva solo 33 anni, ma era già un nome all’interno del giornale, dato che aveva seguito in prima persona tutte le vicende relative agli  anni di piombo e al terrorismo rosso e nero (anche scrivendo libri su Alessandrini, Feltrinelli, seguendo i processi a Curcio, i casi di Toni Negri, del movimento del ’77, di Prima Linea).

 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_27/28-maggio-80-l-omicidio-tobagi-un-faro-difesa-liberta-459f7694-42d5-11e7-bf8f-efa16b87b247.shtml?refresh_ce-cp

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Le uniche imprese che si salvano sono le pubbliche.


Altro che privatizzazione. Da tempo, infatti, tra i grandi gruppi industriali italiani quelli a controllo pubblico sono stati tra i pochi a non issare bandiera bianca ma, al contrario, a continuare a crescere. E l’hanno fatto in un contesto difficile, nel quale gran parte delle aziende private è stata invece ceduta, ha trasferito la sede all’estero o si è rimpicciolita, talvolta al punto di scomparire. La tabella pubblicata in questa pagina è illuminante. Mette a confronto le dieci maggiori società per azioni italiane – escluse banche e servizi finanziari – con quelle di 25 anni fa, un periodo di tempo durante il quale è successo di tutto. Ebbene: nel 1991 erano in mano a imprenditori privati italiani ben sette delle prime dieci società per azioni tricolori, ordinate per dimensioni del giro d’affari. Oggi nella top ten è rimasta un’unica superstite, la Edizione della famiglia Benetton, che controlla gli Autogrill e le autostrade del gruppo Atlantia.

http://espresso.repubblica.it/affari/2017/05/23/news/altro-che-privatizzazioni-le-uniche-imprese-italiane-che-si-salvano-sono-quelle-statali-1.302386?ref=fbpr

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Riscaldamento globale: perché non fa molto più caldo di così?


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Le cose stanno così: l’atmosfera trattiene solo l’1% di tutta l’energia in eccesso creata dall’effetto serra antropogenico, cioè causato dalle attività umane. Più del 90% finisce invece negli oceani!

Nel periodo dal 1971 al 2010 i primi 75 metri dei nostri mari si sono riscaldati di più di un decimo di grado ogni 10 anni. E adesso non si fermano più.

L’aumento di calore negli oceani produce alcuni effetti già visibili, che vanno oltre la crescita della temperatura. Alcuni bacini come il Mediterraneo si stanno tropicalizzando, facilitando la proliferazione di specie animali e vegetali aliene, che in questo caso vuol dire venute da mari e condizioni ambientali ben diverse da quelle del Mediterraneo. I coralli della grande barriera corallina australiana, nel 2016, sono rimasti vittima di un annus horribilis, così caldo che, divenuti orfani delle loro alghe simbiontiche che li rifornivano di zuccheri, si sono salvati dallo sbiancamento solo nel 9% dei casi (era il 42% nell’evento del 2002).

La circolazione oceanica globale, che è il termostato del pianeta e che ne regola il clima, in alcuni punti inizia a incepparsi, perché acque troppo calde sbilanciano i delicati equilibri di sprofondamento e risalita delle acque dense. Allora, stasera ci penso e vado a prendere il pane a piedi, o con la bici se è tardi: alla fine saranno solo 20 grammi di CO2, 25 al massimo se buco una gomma e devo riportarla a casa in spalla.

 

 

 

 

http://www.focus.it/ambiente/natura/riscaldamento-globale-il-ruolo-degli-oceani

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Contestazione pacifica al G7


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Flashmob degli attivisti di Oxfam, che questa mattina in spiaggia a Giardini Naxos – accanto a Taormina, sede del vertice – hanno portato la loro contestazione pacifica indossando le maschere dei leader del G7, con l’obiettivo di sensibilizzare i grandi del mondo sulla questione migratoria. ANSA/ETTORE FERRARI

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È morto l’astrofisico Giovanni Bignami


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Era noto per il lavoro ventennale che ha portato all’identificazione e alla comprensione di Geminga, la prima stella di neutroni senza emissione radio

La Terra e i suoi gemelli: ogni stella ha almeno un pianeta simile al nostro. (da una relazione dell’astrofisico Giovanni Bignami)

La ricerca dei pianeti intorno ad altre stelle è una della branche più nuove dell’astronomia. Il primo rappresentante della famiglia dei pianeti extrasolari è stato scoperto nel 1995 a opera di due astronomi svizzeri. Si trattava di un pianeta sorprendente: delle dimensioni di Giove, ma vicinissimo alla sua stella (51 Peg). Gli astronomi non sapevano spiegarsi come si fosse potuto formare, ma dovettero farsene una ragione perché negli anni successivi i «Giovi caldi» si moltiplicarono. I numeri crescevano al ritmo di qualche decina di pianeti all’anno, poi il tasso di scoperta è via via aumentato, fino ad arrivare, negli ultimi anni, a una vera e propria esplosione demografica.

Oggi i pianeti extrasolari hanno abbondantemente superato quota 3300. Principale responsabile della recente crescita della popolazione è la missione della Nasa Kepler che, nel 2014, aveva fatto notizia l’annuncio di 800 nuovi pianeti. Era solo l’inizio perché, nel maggio di quest’anno, Kepler (e la Nasa) hanno superato sé stessi buttando sul piatto della bilancia quasi 1300 nuovi candidati pianeti che sono stati validati con metodi statistici. Così il 2016 passerà alla storia come l’anno più ricco di nuovi candidati esopianeti.

Per stanare un così gran numero di pianeti, Kepler usa il metodo dei transiti. Guarda (anzi guardava) per mesi sempre le stesse stelle aspettando che qualcuna avesse una piccola diminuzione di luminosità dovuto al transito di un pianeta. Se avete avuto modo di osservare il transito di Mercurio il 9 maggio scorso, capirete subito che non si tratta di misure facili: sono effetti piccoli e ci vuole una missione nello spazio per non farsi fregare dalle turbolenze della nostra atmosfera. Il successo è stato superiore a tutte le aspettative e Kepler è diventato la sorgente primaria di informazione sulla variegata famiglia degli esopianeti. Da solo ha scoperto tre quarti dei quasi 3300 pianeti noti oggi e ha cambiato le regole del gioco. Grazie a Kepler abbiamo imparato moltissimo sui sistemi planetari extrasolari. Soprattutto, abbiamo anche scoperto che ogni stella ha almeno un pianeta (possibilmente più di uno) e questo ha fatto lievitare l’interesse per la ricerca di pianeti potenzialmente abitabili. Sono quelli simili alla Terra che orbitano nella zona di abitabilità della loro stella, cioè a una distanza tale che l’acqua possa essere liquida in superficie.

Nella nuova infornata di pianeti Kepler ce ne sono 550 di dimensioni non troppo diverse dalla Terra. Non possiamo essere sicuri che siano rocciosi (sappiamo solo le dimensioni e non la massa) ma sappiamo che i pianeti gassosi tendono a essere parecchio più grandi della nostra Terra.

Kepler trova molte superTerre, un modello sconosciuto nel sistema solare, ma non possiamo certo pretendere di avere il monopolio universale dei pianeti. Anzi, guardando i risultati di Kepler ci si rende conto che i pianeti di dimensioni comprese tra Terra e Nettuno sono la maggioranza dei pianeti extrasolari.

Nove di queste superTerre sono nella fascia abitabile delle loro stelline e questo fa balzare a 21 il numero dei pianeti da tenere sotto osservazione perché hanno i parametri giusti e potrebbero essere potenzialmente abitabili, cioè potrebbero ospitare qualche forma di vita. Attenzione che abitabile non significa abitato, e non dimentichiamo mai che sulla Terra la grandissima parte delle forme di vita sono state e sono batteri.

È quindi probabile che la vita extrasolare, se esiste, sia formata da qualche tipo di batteri. Tuttavia, con il lievitare del numero dei pianeti, specialmente di quelli promettenti, diventano sempre più numerosi i sostenitori della «inevitabilità» dello sviluppo di qualche forma di vita in uno (o in molti) dei pianeti che orbitano altre stelle. I numeri sono impressionanti. La nostra galassia ospita qualche centinaio di miliardi di stelle, ognuna delle quali ha uno o più pianeti. Se anche solo una frazione dei pianeti fosse abitabile… senz’altro lo sviluppo di una qualche forma di vita diventerebbe una circostanza inevitabile.

 

 

 

http://www.lastampa.it/2016/08/23/scienza/la-terra-e-i-suoi-gemelli-ogni-stella-ha-almeno-un-pianeta-simile-al-nostro-CAugTnsa1RDPrnzxlQHndP/pagina.html

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Brasile in rivolta: assalto ai palazzi del governo, migliaia di militari schierati


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In migliaia ieri, altrettanti oggi, tutti contro il presidente del Brasile Michel Temer, che ordina all’esercito di proteggere i palazzi del governo: contro di lui una folla inferocita, che lo accusa di non volersi dimettere nonostante sia coinvolto in tre indagini per corruzione (ma anche per bloccare la sua proposta di riforma del mercato del lavoro). Centinaia di persone ieri hanno provato a dare fuoco al ministero dell’agricoltura. A Brasilia sono scesi in piazza 1.300 soldati e 200 marines per provare sbloccare gli oppositori, circa 35mila persone, che hanno cercato di dare alle fiamme altri due palazzi e infranto vetri nell’Esplanadas dos Ministerios. Sono rimaste ferite nelle proteste una trentina di persone.
La proposta di riforma del lavoro prevede l’aumento delle ore di lavoro e la riduzione dei poteri dei sindacati. I ministeri, nelle ultime ore, sono stati evacuati in seguito a gravi atti di vandalismo compiuti da gruppi di manifestanti, con il volto coperto, che son poi entrati in conflitto con la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e granate stordenti. Gli agenti sono poi intervenuti per disperdere migliaia di manifestanti che stavano marciando verso il palazzo presidenziale di Brasilia. Le autorità hanno deciso di schierare l’esercito per difendere gli edifici governativi, mentre tace il presidente Temer, che sarebbe stato registrato mentre autorizzava due imprenditori a pagare una mazzetta all’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, in prigione, per comprare il suo silenzio e non essere tirato in ballo nello scandalo “Lava Jato”, la “mani pulite” brasiliana, ovvero i 3 miliardi di dollari pagati ai partiti dal colosso petrolifero statale Petrobras.

http://www.secoloditalia.it/2017/05/brasile-in-rivolta-assalto-ai-palazzi-del-governo-migliaia-di-militari-schierati/

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«Blue whale challenge » o gioco del suicidio.


suicidio
Tre casi individuati in tempo a Pescara, tutti adolescenti.

Il gioco è stato inventato in Russia dove ha causato più di 150 suicidi. Induce alla depressione. Accompagna, in maniera quasi scientifica alla determinazione di farla finita. È una sorta di evoluzione dei circuiti della morte sui social russi, alla cui base c’era sempre una manipolazione fino all’accompagnamento alla morte.
Il 22enne russo Philipp Budeikin, il reo confesso studente di psicologia e ideatore del ‘Blue Whale’, attualmente detenuto in carcere, non ha mostrato alcun pentimento.«Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi:ho purificato la società. Un giorno capirete tutti e mi ringrazierete».

http://www.quotidiano.net/cronaca/blue-whale-1.3137172

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Glifosato, tutti esposti. Non solo chi vive in campagna


glifosato
Secondo lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – Organismo dell’OMS), il glisofato è risultato «probabile causa di tumori» in quanto in grado di danneggiare il DNA.
L’erbicida a basso costo utilizzato in agricoltura per eliminare le piante infestanti. La rimozione manuale o meccanica delle piante infestanti è il metodo più sicuro sia per la salute umana sia per l’ambiente. Ma anche il più lungo e più costoso. Motivo per cui ci si affida agli erbicidi, che svolgono una operazione molto più veloce a costi bassi.
Centinaia di associazioni si sono impegnate per liberare l’agricoltura dall’uso di questo diserbante. “Attraverso l’iniziativa dei Cittadini Europei per vietare il glifosato potremmo davvero gettare le basi per un’agricoltura libera dai pesticidi. Bisogna arrivare a milione di firme entro giugno, e anche in Italia possiamo fare la nostra parte.(www.stopglyphosate.org/it)

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/05/24/news/_glifosato_siamo_tutti_esposti_non_solo_chi_a-166183219/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P22-S1.6-T1

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La guerra mondiale colpisce le ragazze libere.


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La reazione di rabbia, perché c’è una volontà genocida che va a colpire il punto più carico di speranze di una comunità, ragazze e ragazzi, un bersaglio che rende particolarmente disgustoso il gesto. La paura di cedere alla solita tiritera che consiglia di non cedere a speculazioni politiche, ma provare una paziente guerra di resistenza popolare. Il ricordo di Beslan che sembrò il punto più irraggiungibile di odio per l’umano, ma anche quello delle giovani in jeans accoltellate in Algeria negli anni 90″ che indica la determinazione sessista contro le donne, casus belli della Jihad.

http://www.msn.com/it-it/video/notizie/colpite-le-ragazze-libere/vi-BBBs2oH

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Cocco Bill compie 60 anni.


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Il mitico Cocco Bill, uno dei personaggi più famosi del fumetto italiano, compie 60 anni.baccalà
Era il 28 marzo 1957 quando Cocco Bill apparve sul primo numero de Il Giorno dei Ragazzi, supplemento gratuito del giovedì del quotidiano Il Giorno. Disegni e testi erano di Benito Jacovitti, un fumettista già rodato, che lavorava per Il Vittorioso e aveva anche realizzato una personalissima versione di Le avventure di Pinocchio. Cocco Bill poi approdò nelle pagine de Il Corriere dei piccoli e infine nel 1978 sul settimanale della San Paolo Il Giornalino. Ma Cocco Bill è stato anche protagonista di cartoni animati e del mitico Diario Vitt, che ha accompagnato tanti ragazzi sui banchi di scuola.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/i-magnifici-60-anni-di-cocco-bill.aspx

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Il Maxiprocesso di Palermo


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Il maxiprocesso di Palermo è il nome con cui è ricordato il processo penale iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987 a Palermo, tenuto nell’aula bunker dai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone contro “Cosa nostra”, la mafia siciliana. È chiamato appunto maxiprocesso in quanto sono indagate più di 400 persone, per reati legati alla criminalità organizzata: associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, decine di delitti e una serie di reati minori. Il verdetto complessivo ammonta a 19 ergastoli, tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano, 2665 anni di carcere, 11 miliardi e mezzo di lire di multe e 114 assoluzioni. Il maxiprocesso è reso possibile grazie alle rivelazioni di Tommaso Buscetta, detto il boss dei due mondi, che nel 1984, dopo l’estradizione dagli Stati Uniti, è il primo e più importante degli ex mafiosi che, per le rivelazioni che forniscono, vengono chiamati poi “collaboratori di giustizia” o più comunemente “pentiti”. Il maxiprocesso di Palermo è considerato come la prima reazione importate dello Stato, ed è in questa occasione che si afferma finalmente il reato di mafia: i giudici Falcone e Borsellino iniziano la lotta alla mafia semplicemente riconoscendone l’esistenza. Prima di loro l’omertà e la leggerezza sull’argomento permettono l’espandersi di Cosa nostra in ogni campo: dall’edilizia alla politica, dal traffico di stupefacenti al riciclaggio di denaro. Non manca tuttavia una forte e marcata ostilità da parte di molti componenti della magistratura palermitana, che spesso manifestano dubbi e critiche al maxiprocesso e ai suoi promotori.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/maxiprocesso/1072/default.aspx

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Turchia contro Wikipedia


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La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)
Wikipedia libera in Turchia!

Il 29 aprile le autorità turche hanno bloccato l’accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili.
La comunità di lingua italiana esprime la sua solidarietà alla popolazione turca e chiede il ripristino del libero accesso all’enciclopedia.
Firma l’appello dei Wikipediani.