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PRIMO LEVI. Quando Levi morì 11 aprile 1987.


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Dalla sua esperienza nel lager nazista nascono Se questo è un uomo, il racconto della sua prigionia seguito, decenni più tardi, da I sommersi e i salvati, testo in cui Levi cerca di analizzare con distacco la sua esperienza, confrontando l’universo concentrazionario nazista con universi simili (quello sovietico in primis, dai racconti di Aleksandr Solženicyn) cercando radici comuni e differenze.

Dai ricordi del suo viaggio di ritorno in Italia nasce La tregua, diario di un viaggio dagli accenti picareschi attraverso la devastata Europa post-bellica. Tornato finalmente a casa, a Torino, continua a sentire il dovere bruciante di raccontare, di descrivere l’indescrivibile, di far confrontare l’uomo con quello che l’uomo è capace di fare.

Benché sia il racconto della sua esperienza nel lager a dargli la fama, Levi ha cercato successivamente di svincolarsi da questa eredità, ampliando i confini del suo scrivere. Ha scritto molti racconti in cui l’osservazione della natura e l’impatto della scienza e della tecnica sulla quotidianità diventano lo spunto per situazioni fantascientifiche.

Suo è anche il personaggio di Faussone, l’operaio specializzato trasfertista di La chiave a stella, che rappresenta quel gran numero di tecnici italiani che hanno lavorato in giro per il mondo a seguito dei grandi progetti di ingegneria civile portati avanti dall’industria italiana dell’epoca (anni sessanta e settanta).

Affronta anche la storia degli ebrei del centroeuropa nel romanzo “Se non ora, quando?”.

Un esempio abbastanza rappresentativo dei temi della sua opera è la raccolta di racconti Il sistema periodico, in cui episodi biografici e racconti di fantasia vengono associati ciascuno ad un elemento chimico.

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1979

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Joseph Pulitzer


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Joseph Pulitzer (Makó, 10 aprile 1847)

« Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri. »

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Depressione, in Europa 40 milioni di malati. Solo un terzo si fa curare


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In Europa la depressione colpisce 40 milioni di individui, 3 milioni solo in Italia. Gli italiani che si ammalano sono tra il 4,4 e il 7% della popolazione e siamo secondi solo alla Germania.
Nel 2030 sarà la prima malattia più invalidante al mondo con altissimi costi sociali e forte impatto economico. I tempi quindi sono ormai maturi per un Piano nazionale di lotta alla depressione che evidenzi i bisogni e gli strumenti da utilizzare e indichi il percorso da seguire.
La malattia è più diffusa nelle situazioni di disagio sociale. Sono maggiormente esposte le persone che hanno subito abusi, bullismo, violenza, separazioni, divorzi, con una storia familiare che li predispone o patologie croniche come diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie endocrine e autoimmuni. In tutti costoro è fondamentale individuare le persone a basso, medio, alto rischio sui quali attuare interventi mirati. Solo così è possibile prevenire la malattia o curarla.

http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/04/06/news/depressione_in_europa_40_milioni_di_malati_solo_un_terzo_si_fa_curare-162333755/?ref=RHPF-VU-I0-C6-P6-S1.6-T1

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80 anni di Cinecittà.


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Il 28 Aprile 2017 saranno 80 anni di Cinecittà.

Da quasi 80 anni Cinecittà è il luogo ideale scelto dai più grandi registi nazionali e internazionali e sede naturale della storia del cinema italiano.

Fondata nel 1937 con l’obiettivo di costruire la più grande città del cinema, è da sempre il luogo in cui i sogni diventano realtà e la creatività prende forma attraverso le opere di attori e registi.

80 anni di sogni trasformati in realtà: 22 teatri di posa dotati delle più sofisticate attrezzature per effetti speciali di ogni genere, maestosi set permanenti e tre mostre che raccontano la storia degli Studi e del cinema attraverso memorabili costumi di scena, immagini, filmati d’epoca e stupende scenografie. Cinecittà è questo e tanto altro ancora.

Dalla corsa delle bighe di Ben-Hur ai fasti di Cleopatra, da La dolce vita di Fellini a Vacanze romanepassando per i western di Sergio Leone fino alle recenti grandi produzioni internazionali come Gangs of New York di Martin Scorsese, Zoolander 2 di Ben Stiller, Everest di Baltasar Kormakur, The Young Messiah di Cyrus Nowrasteh e il remake di Ben-Hur, kolossal americano prodotto da MGM e Paramount Pictures per la regia di Timur Bekmambetov con Jack Huston e Morgan Freeman.

A oggi, gli Studios hanno ospitato la realizzazione di oltre 3000 film, tra cui 83 sono stato nominati all’Oscar e 48 si sono aggiudicati la statuetta dando a scenografi, costumisti, attori e registi la possibilità di esprimere la loro attività artistica diventando modelli in Italia e nel mondo.

Una vera e propria “Fabbrica dei Sogni” – nonché uno dei più importanti poli di produzione cinematografica del mondo, seconda solo a Hollywood- in costante movimento ed evoluzione, capace di accogliere contaminazioni e diversi linguaggi creativi come quello della moda, della musica e dell’arte attraverso sfilate di moda, shooting fotografici, videoclip musicali e installazioni artistiche.

http://polinice.org/2017/04/06/80-anni-cinecitta-80-anni-cinema/

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Attacco missilistico in Siria


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Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico in Siria colpendo una base aerea con oltre 60 missili cruise. Si tratta del primo attacco degli Stati Uniti nei confronti del governo siriano dall’insediamento del presidente Donald Trump. L’intervento militare è avvenuto in risposta all’attacco con agenti chimici di pochi giorni fa a Idlib. Nella notte tra giovedì e venerdì, su ordine di Trump, scrive la Cnn, delle navi americane hanno lanciato tra i 50 e i 60 missili ‘Tomahawk’.

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2017/04/07/siria-raid-usa-missili-contro-base-aerea_HcZ0Ld6fLzYIqpdvySOsHP.html

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Gli effetti del disastro si fanno ancora sentire.


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Un orologio fermo da decenni sul muro scrostato di una scuola di Pripyat, una delle città evacuate dopo il disastro nucleare di Chernobyl. Il prossimo 26 aprile in Ucraina si terranno le commemorazioni per il 31esimo anniversario della tragedia. (EPA/SERGEY DOLZHENKO)

Il 26 aprile del 1986 il mondo affronta il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare.
Nelle prime ore del mattino, un errore fatale dei test ha causato un’esplosione nel reattore n °4 alla centrale di Chernobyl, Ucraina (a quei tempi ancora parte dell’Unione Sovietica).
In pochi secondi, l’area circostante è stata bombardata con un rilascio radioattivo 400 volte più potente della bomba atomica sganciata su Hiroshima.

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Mowgli esiste e si trova in India: trovata in una foresta una bambina allevata dalle scimmie


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Dalle fiabe alla realtà: la polizia indiana ha trovato in una foresta dell’Uttar Pradesh una bambina di circa otto anni che viveva, come il mitico indianino Mowgli dei romanzi di Kipling, allo stato brado, fra gli animali ed in particolare con un branco di scimmie.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/06/mogwli-esiste-e-si-trova-in-india-trovata-in-una-foresta-una-bambina-allevata-dalle-scimmie_600b2fe8-57bf-42d8-970f-f1fad30a4677.html

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Il collezionista di Aleppo


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Ci sono uomini, sogni e oggetti più forti della guerra. Mohammed Mahiedine Anis, la sua collezione di automobili d’epoca, la sua pipa e il suo grammofono sono tra questi.
Le sue automobili sono distrutte, ma lui è vivo e ha ancora i suoi sogni, la sua pipa e la sua musica.

È un uomo che ha vissuto gli orrori della guerra eppure ha conservato la speranza nel futuro. Non smette di ripetere che niente può abbattere il suo morale, la sua determinazione a superare tutte le prove. Secondo lui è tutta una questione di testa. Ha una volontà di ferro.
La sua collezione però è stata seriamente danneggiata. Gli restano tredici automobili e sette sono in un deposito. Ne parla come se fossero dei bambini, dice che le sue Buick, le sue Chevrolet e le altre sono “ferite”. Dice che vuole ricominciare a collezionare automobili e comprarne di nuove. Forse non ci crede davvero, se si considerano le condizioni della città e del paese. Questo però lo aiuta a resistere.
Perché lui adesso vive in condizioni davvero difficili. Il suo appartamento è devastato, la sua casa quasi distrutta. Dorme tra le macerie. È come molti abitanti di Aleppo: lavoratori, intraprendenti e con un forte attaccamento alla loro città. Ad aiutarlo a vivere sono anche i ricordi, e gli oggetti. Come il suo grammofono. Non c’è quasi più elettricità ad Aleppo. Un’ora al giorno quando va bene, senza contare quella, piuttosto aleatoria, dei generatori sparsi qua e là in città. Il suo apparecchio per i dischi in vinile a 78 giri però funziona con una manovella.
Come lui, la gente torna poco a poco nella zona est. La zona ovest, controllata dal governo, è stata relativamente risparmiata dalla distruzione. Il quartiere di Chaar e quelli nella zona est della città, invece, sono stati in parte polverizzati dalle bombe. La mancanza d’acqua è un problema serio. Arriva a poco a poco, grazie alle distribuzioni dell’Unicef, ma alcuni scavano pozzi abusivi e se non si fa attenzione si rischia di ammalarsi per aver bevuto acqua non potabile. Per trovare da mangiare ci sono delle bancarelle che vendono legumi, cibi in scatola, carne, lo stretto indispensabile per vivere. Ci sono anche prodotti di prima necessità per la ricostruzione. La vita torna, lentamente.

http://www.internazionale.it/notizie/joseph-eid/2017/03/17/collezionista-aleppo

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I 50 anni dalla morte di Totò


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Il 15 aprile 1967 si spegneva il Principe della risata, il principe Antonio de Curtis, il grande Totò.

Non si spense a Napoli, ma a Roma, dove viveva ormai da anni, ai primi funerali celebrati a Roma, ne seguì un secondo a Napoli e un altro ancora nel suo rione, la Sanità, il 22 maggio di quello stesso anno.

Tanti gli omaggi che il Paese ha voluto tributargli, dal dolce dedicatogli dalla pasticceria napoletana Poppella, alla Zecca dello Stato che per l’occasione ha coniato una moneta raffigurante il volto del grande attore.
Il Comune di Napoli dedica all’artista per il Maggio dei Monumenti 2017 la straordinaria mostra ‘Totò Genio’ curata da Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia, che aprirà i battenti il 12 aprile, in tre importanti edifici storici napoletani, precisamente il Palazzo Reale, il Maschio Angioino e il complesso conventuale di San Domenico Maggiore.

In mostra tutto il materiale che il Principe della risata aveva custodito nel suo archivio personale e che l’associazione ‘Antonio de Curtis, in arte Totò’ rappresentata oggi da Elena Articoli, figlia di Liliana de Curtis, ha messo a disposizione dei curatori e dell’amministrazione comunale di Napoli.
All’illustre artista che Peppe Barra definisce: ‘ l’ultima vera, grande e irripetibile Maschera d’Italia; anzi, prima di Napoli e poi d’Italia’, manca ancora il suo museo. La struttura esiste, lo splendido Palazzo dello Spagnuolo al Rione Sanità, a due passi dal luogo in cui è nato l’attore, il palazzo del 1738 caratterizzato da una scala a doppia rampa che è diventato uno dei simboli di Napoli.

Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Saverio Borrelli ha commentato a riguardo: ‘Tutto è cominciato nel 2000 quando la Regione, proprietaria dell’immobile, diede in comodato d’uso la struttura al Comune per la realizzazione di un museo dedicato al principe de Curtis, un comodato che, tra l’altro, scadrebbe nel 2025, in pratica, ben più della metà della durata del comodato d’uso è andata persa’.

Museo che fu aperto solo per poche ore nel 2010, una mattina con Liliana de Curtis, figlia di Totò, che osservava le teche ancora vuote. In seguito la struttura, ha subito il deperimento a causa di infiltrazioni ai terrazzi e la questione dell’installazione dell’ascensore e una nuova scala interna, sbagliata nei lavori precedenti. I lavori di sistemazione dovrebbero riconsegnare il museo in concomitanza dei festeggiamenti del 15 aprile 2017.

Per celebrare Totò anche uno spettacolo teatrale dal titolo ‘In Arte Totò’ con protagonista e coautore Enzo Decaro, insieme con Liliana De Curtis, che andrà in scena al Teatro Parioli di Roma il 21 aprile ed in replica in forma di reading a Napoli il 24 aprile nelle sale del Museo archeologico nazionale, nell’ambito del Festival Mann.

http://magazinepragma.com/attualita/50-anni-dalla-morte-toto/

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Terremoto in Abruzzo: L’Aquila 2009


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L’Aquila – 6 aprile 2009/6 aprile 2017: otto anni che possono essere un tempo infinito o sembrare un attimo. Dalle 03:32 di quella notte in cui il terremoto ha cambiato il volto del capoluogo dell’Abruzzo, come l’anima e la vita degli abitanti, i cittadini aquilani non si sono mai arresi. Anche se in tanti hanno scelto di trasferirsi in altre località, per garantire alla famiglia un’esistenza più tranquilla e lontana dalle ferite lasciate dal sisma, molti altri sono rimasti qui, tentando di ricostruire le loro case e il loro passato. Le gru altissime dei cantieri segnano il profilo sopra la città.

Secondo i dati dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (aggiornati al 06 febbraio 2017), sono 665 quelli attualmente aperti, ma molti di più quelli già conclusi: 7.802. Sono 56, poi, quelli in allestimento, mentre 36 sono sospesi. Ma ancora tanti, 1.858, quelli ancora in attesa di partire.

Al 31 marzo 2017, in base ai dati del Comune, sono ancora 8.876 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.272 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori). i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.517, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.137.
A otto anni dal sisma la vera piaga continua ad essere la ricostruzione pubblica – ha detto il sindaco della città, Massimo Cialente -. La ricostruzione del centro storico è partita solo a marzo 2013 e adesso si lavora alacremente. Come testimoniano le quasi 100 gru disseminate sul territorio”. Ma nel cuore della citta, aggiunge il primo cittadino “la ricostruzione proprio non cammina: basti pensare al Teatro Comunale o al Duomo. Stessa cosa avviene per le scuole”.

Nessuno degli edifici scolastici danneggiati dal sisma, infatti, è stato ricostruito. Sono seimila i bambini che vanno in classe nei container e nessuna scuola ha lasciato i 36 MUSP (Moduli a uso scolastico provvisorio) allestiti nel 2009. Potevano essere utilizzati per quattro anni: ne sono passati il doppio e, come si poteva prevedere, presentano gravi problemi di manutenzione.

Quindi una ricostruzione, quella dell’Aquila, partita in ritardo o ancora ferma a causa dell’emergenza e della burocrazia. E che procede lenta. Così, accanto a palazzi perfettamente ricostruiti e tornati più belli di prima, ci sono edifici che sono rimasti come li ha segnati l’urlo della terra di tanti anni fa. Per quelli, il tempo, non sembra proprio passato…

05 aprile 2017

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/04/05/foto/terremoto_in_abruzzo_le_foto_a_confronto_l_aquila_2009_-_2017-162243689/1/#1

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Se l’Italia giovane del dopoguerra incontrasse quella di oggi


L’Italia di oggi – a differenza di quella del 1945 – non è un Paese per giovani.dopoguerra.jpg

E’ possibile cercare di recuperare, nell’Italia di oggi, lo slancio vitale del secondo dopoguerra? Quello che pose le basi per un miracolo economico che l’intera Europa ci ha invidiato? E’ possibile che l’Italia vecchia, agiata e impaurita di oggi ritrovi lo spirito di quella giovane del dopoguerra, povera ma piena di energia? .
L’Italia dei primi decenni del dopoguerra, quella del miracolo economico, era ricca soprattutto di giovani, a loro volta pieni di energia da convogliare verso un futuro di maggior benessere. Al censimento del 1951 la metà dei residenti nella Penisola aveva meno di trent’anni, un valore analogo a quello dell’attuale popolazione mondiale, mentre oggi in Italia gli under 30 sono meno del 9% della popolazione.
I tanti giovani del dopoguerra facevano parte di una generazione che partiva da modeste condizioni economiche, ma che aveva un enorme desiderio di crescere e grandi spazi aperti per provarci. Una generazione che si è trovata ad aggiustare al rialzo le proprie aspettative con un corrispondente aumento della mobilità sociale: non c’erano diritti o posizioni da difendere, ma nuovo benessere da costruire. Era molto più la promessa di ciò che si poteva ottenere uscendo dalla casa dei genitori che la certezza di ciò che si aveva rimanendo. Quella generazione del dopoguerra pose non solo le basi del boom economico, ma anche di quello demografico.
Era un’Italia lontana anni luce da quella attuale. Oggi i giovani sono di meno, partono da condizioni di benessere maggiori rispetto alle generazioni passate, ma trovano minor spazio, soprattutto in Italia, per essere soggetti attivi di nuova crescita. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni oscilla da anni intorno a quota 40%, e il Rapporto Istat 2016 mostra come la fascia 15-34 anni abbia perso circa due milioni di occupati tra il 2008 e il 2015 (-28,1%). La conseguenza di tutto ciò è che oltre 100mila italiani – in buona parte giovani – lasciano ogni anno il Paese. Come è stato possibile arrivare a questa situazione?
Dagli anni Ottanta l’Italia ha cambiato pelle, difendendosi dai cambiamenti anziché coglierne le opportunità. Questo trincerarsi in difesa, collettivo e individuale, è ben rappresentato da due indicatori che si sono sistematicamente posizionati oltre la soglia di guardia, facendoci così entrare in una spirale di bassa crescita e alti squilibri generazionali e sociali : si tratta del prodotto interno lordo, inabissato sotto il debito pubblico, e la consistenza demografica della generazione dei figli, precipitata sotto quella dei genitori. Come eredità di questo modello di sviluppo bloccato ci troviamo ora ad avere una delle combinazioni peggiori al mondo tra alto debito pubblico e bassa presenza della nuove generazioni nei processi di produzione di nuova ricchezza.
Tutto questo si ripercuote appunto sul lavoro: nella prima metà degli anni Novanta il tasso di occupazione degli uomini di 30-34 anni era superiore al 90%, mentre oggi supera di poco il 75%. Viceversa, sono in forte crescita gli occupati over 50. Insomma, mentre l’occupazione in età matura si sta avvicinando alla media europea, quella giovanile ne rimane drammaticamente lontana.
Il vero problema è che l’Italia non solo è povera di giovani, ma ha anche giovani sempre più poveri. I dati Istat mostrano che nel 2015 la condizione di povertà assoluta delle famiglie con persona di riferimento al di sotto dei 35 anni è diventata più frequente (10,2%), mentre invece è scesa al 4% per le famiglie di anziani. In coerenza con questi squilibri crescenti è rallentata la formazione di nuovi nuclei familiari ed è diminuita la natalità  . Non è un caso se siamo una delle società avanzate con più bassa formazione di nuclei familiari prima dei 30 anni e, conseguentemente, con fecondità più bassa prima di tale età. Ma facciamo un confronto con la Francia, Paese simile per dimensioni demografiche al nostro. Mentre i francesi hanno mantenuto quasi costante nel tempo il contingente delle nascite, attorno a 800mila per anno, noi siamo progressivamente scesi fino a meno di 500mila (dati Istat 2017). Rispetto ai francesi, nella fascia 25-34 anni risultiamo essere oltre un milione in meno e in quella 15-24 ben un milione e mezzo in meno. Il divario aumenta se consideriamo il numero di giovani occupati. Tale valore era, nel 2006, pari a 2,2 milioni in Francia e 1,5 milioni in Italia. A dieci anni di distanza ne troviamo oltre 2 milioni oltralpe e meno di un milione da noi. Nello stesso periodo, nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni la Francia è salita da 2,7 a 3,9 milioni di occupati, e l’Italia da 2,3 a 3,7 milioni. Si è quindi ampliato il divario sui giovani occupati, mentre si è ridotto quello in età matura.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-04-04/se-l-italia-giovane-dopoguerra-incontrasse-quella-oggi-173746.shtml?uuid=AEEMmPz&refresh_ce=1

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Terremoto: l’odissea degli sfollati che resteranno anche senza hotel


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Sono 309 le strutture alberghiere della costa marchigiana che ospitano ancora 5.322 sfollati dei 13 mila iniziali. L’accordo scade ad aprile, i 5 mila ospiti lasceranno il posto ai turisti. Solo qualcuno ha accettato una proroga fino al 31 maggio, qualcuno a giugno. Mille incertezze per loro. L’unica certezza invece è che nelle Marche la ricostruzione non è ancora iniziata ed è già in ritardo. Gli albergatori costretti a scegliere tra i clienti che hanno già prenotato in riviera e gli sfollati sono una conseguenza dello slittamento del cosidetto cronoprogramma delle Sae, soluzioni abitative di emergenza. Le casette di legno ormai rappresentano l’unico orizzonte di chi non ha più un tetto. Agli abitanti delle località marchigiane colpite dal terremoto del 24 agosto come Arquata e Visso era stata fatta una promessa. «Sei mesi e ritornerete qui» fu lo slogan usato per convincerli a lasciare le loro montagne per la costa. Sono passati sei mesi, il cratere sismico si è esteso a 87 comuni delle Marche. La Regione fa sapere che «attualmente ci troviamo nella fase preparatoria dell’individuazione delle aree idonee», sicuramente resa più complicata dallo sciame sismico. Non ci sono le casette, non ci sono neppure le aree dove dovrebbero sorgere. C’è molta confusione e altrettanto rimpallo delle responsabilità.

http://www.corriere.it/cronache/17_febbraio_21/sant-elpidio-hotel-terremotati-odissea-sfollati-sisma-4630b4c6-f87d-11e6-b362-d2e82fbd3a4a.shtml

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Giovanni Sartori, dal «Mattarellum» al «Sultanato»: le sue intuizioni più famose


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“Il mondo è diventato così complicato che sfugge alla comprensione anche degli esperti”.

I suoi editoriali erano essenziali, e anche parecchio severi, ma coloriti, i giudizi lapidari. Berlusconi? Ne dice tante; è per questo che qualche volta la dice giusta. Renzi? E svelto, furbo, abile; però imbroglia su tutto. Grillo? Con lui l’Italia diventerebbe il pagliaccio del mondo. Una profezia.

 
http://www.corriere.it/politica/17_aprile_05/lapidario-sarcastico-caca4f1e-196e-11e7-abec-63a8e356a8af.shtml

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Nuova legge sulla responsabilità dei medici: ecco le nuove regole


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È appena entrata in vigore (dal 1° aprile) la nuova legge 24/2017 sulla responsabilità dei medici, del personale sanitario e del mondo dell’ospedalità privata e pubblica, che ha come cardine le nuove regole sulla responsabilità penale e sull’assicurazione obbligatoria. Si tratta di una regolamentazione importante, che finalmente chiarisce a livello legislativo numerosi problemi interpretativi dopo che per anni la giurisprudenza ha dovuto supplire, tra l’altro in modo spesso contrastante. Problemi interpretativi che hanno avuto la conseguenza di far esplodere il fenomeno di visite e accertamenti clinici che hanno dato luogo alla cosiddetta medicina difensiva, cioè di quelle pratiche che hanno più lo scopo di arginare contenziosi che non di curare o anticipare la cura.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-04-04/assicurazione-obbligatoria-104647.shtml?uuid=AEoao6y&nmll=2707

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Risiera San Sabba: per non dimenticare.


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Il 4 aprile 1944, entra in funzione il forno crematoio del campo di sterminio della Risiera di San Sabba. I primi ad essere, inceneriti furono i cadaveri di 70 di ostaggi fucilati il giorno prima nel poligono di tiro di Opicina.
Secondo calcoli effettuati sulla scorta delle testimonianze, il numero delle vittime cremate in Risiera è oscillante tra le 3-5mila persone (triestini, sloveni, croati, friulani, istriani ed ebrei) . Ma un numero ben maggiore di prigionieri – ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei – sono passati dalla Risiera e smistati nei lager o al lavoro obbligatorio. Vi transitarono – diretti a Buchenwald, a Dachau, ad Auschwitz – più di 25.000 persone. Gente di nazionalità , credo religioso e politico diverso furono accomunati da un destino crudele, bruciarono nella Risiera o vennero deportati per un viaggio quasi sempre senza ritorno.

http://www.risierasansabba.it/

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Informazioni discordanti sul fronte del lavoro


Evitiamo festeggiamenti e annunci vittoriosi: cala il numero di uomini occupati, come calano anche i lavoratori a tempo indeterminato, a dispetto dei dipendenti con un contratto a termine che invece aumentano.  Quindi meno posti di lavoro fissi e aumenta il precariato. 04 aprile - Informazioni discordanti sul fronte del lavoro.jpg

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In Siria muoiono militari russi. Perché il Ministero della Difesa non lo comunica subito?


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La ragione principale è il decreto presidenziale del 28 maggio 2015 sulla classificazione delle perdite in tempo di pace.
Il decreto presidenziale che ha reso segreto di stato le perdite in tempo di pace è stato rilasciato nel maggio 2015. Un gruppo di difensori dei diritti umani e di giornalisti hanno contestato il decreto alla Corte Suprema dato che considerano che non si possa nascondere la morte dei soldati, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. In caso contrario, si rischia di avere un potere incontrollato e truppe non protette, della cui vita tale autorità può disporre a sua discrezione.
Il decreto è realizzato in modo tale che nel testo non è possibile venire a sapere quali siano esattamente le informazioni classificate. Funziona in questo modo: sulla base del decreto del Presidente il Ministro della Difesa apporta modifiche al suo ordine e approva l’elenco delle informazioni che devono essere classificate nelle Forze Armate della Federazione Russa. Il decreto presidenziale fa riferimento solo alla categoria del segreto di Stato, i dettagli della categoria sono definiti dal Ministro della Difesa. Questo significa che il capo del Ministero della Difesa deve decidere quali tra le “informazioni sulle perdite del personale durante il corso di un’operazione” verranno considerate segreto di stato, oltre al grado di segretezza di tali informazioni.
Allo stesso tempo il decreto del Ministero della Difesa è tenuto segreto e non viene reso pubblico. Il suo contenuto può essere qualsiasi cosa: per esempio la morte di un militare in conformità con questo ordine può essere o non essere considerata riservata. Non conoscendo il testo del provvedimento, è impossibile capire se le informazioni pubblicate sono segreto di stato e quale grado di segretezza hanno. In questa situazione possiamo solo immaginare. Forse, ad esempio, non si deve comunicare allo stesso tempo il momento ed il luogo di morte mentre è possibile farlo separatamente comunicando solo il momento o il luogo. Forse non si deve segnalare della morte di due o più persone durante una operazione speciale. Forse la decisione sulla classificazione viene presa ogni volta ex-novo, a seconda delle circostanze.

http://russiaintranslation.com/2017/03/15/siria-muoiono-militari-russi-perche-il-ministero-della-difesa-non-lo-comunica-subito/

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La seconda banca mondiale dell’Apocalisse


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L’Arctic World Archive sorge poco distante dalla Global Seed Vault, ma non conserva semi: tutela i dati e i documenti più importanti del mondo, su pellicole analogiche protette dal permafrost.
Il 27 marzo 2017, è stato inaugurato, in un’ex miniera scavata nel permafrost, l’Arctic World Archive, pensato per proteggere i dati e i documenti più importanti del mondo da qualunque minaccia (catastrofi nucleari incluse).
Tutti i file da conservare (costituzioni o accordi politici, reperti archeologici, dati scientifici o sulla sicurezza, segreti militari, password inattaccabili…) saranno copiati su supporti analogici durevoli e al sicuro da attacchi informatici: e cioè su pellicole fotosensibili.
Il bunker è aperto a governi ed enti di ricerca che vogliano depositare al suo interno le proprie memorie, ma anche ai privati disposti a pagare per vedere custoditi qui i propri dati per i prossimi mille anni. Gli archivi nazionali di Brasile e Messico hanno già contattato la struttura, e molti altri potrebbero seguire il loro esempio.

http://www.focus.it/tecnologia/digital-life/la-seconda-banca-mondiale-dellapocalisse

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Abbandono e spopolamento: ecco l’altra Basilicata


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Un viaggio in una Basilicata altra, ai margini della grande storia e dei circuiti turistici che in Matera, capitale europea della cultura per il 2019, hanno l’epicentro. Fra le tappe i villaggi dimenticati della riforma fondiaria, come Borgo Taccone, il paese di Irsina e soprattutto ettari ed ettari di campagne assolate contrappuntate dai ruderi di casolari in abbandono.

 

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/04/02/foto/abbandono_e_spopolamento_l_altra_faccia_della_basilicata-161951425/1/#2matera2.jpg

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Le virtù del microcredito made in Italy


http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-03-31/microcredito-made-italy-143021.shtml?uuid=AEOFKMs&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebookcredito.jpg

In Italia, i destinatari del microcredito sono soprattutto artigiani e piccoli imprenditori privi di garanzie reali.

I risultati ottenuti dal settore del microcredito e della microfinanza, e in particolare i bassi tassi di sofferenza da cui sono caratterizzate le loro operazioni, ci dimostrano come sia possibile fondare un modello di business del credito sui valori della dignità, della solidarietà e della sussidiarietà.
Le aziende che ne hanno beneficiato sono state 3.800. Secondo l’analisi dell’Ente nazionale per il microcredito, sulla base di un monitoraggio effettuato per conto del Ministero del Lavoro, chi ha beneficiato di microcredito produttivo ha generato in media 2,43 posti di lavoro. Dal 2011 al 2014, il microcredito produttivo ha nel suo complesso creato oltre 34.000 posti di lavoro. Dal 2015, le sole operazioni realizzate dalle 12 banche convenzionate con ’Ente hanno generato oltre 9.200 posti di lavoro. Considerando l’intero biennio 2015-2016, e ampliando il raggio anche agli istituti di credito non collegati all’Ente nazionale per il microcredito ma direttamente connessi al Fondo Centrale di Garanzia, per il 2016 si stimano 200 nuove convenzioni per un plafond di erogazione di 700 milioni di euro. Una cifra che, nel nostro Paese, dovrebbe soddisfare l’intero fabbisogno annuo di microcredito. Considerando che ogni erogazione – per un importo massimo di 25mila euro – ha una leva sull’occupazione pari a 2,43, si dovrebbe registrare la creazione di 68mila posti di lavoro.

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E’ morto Evgheni Evtushenko, poeta contro il potere


L’unica cosa che valga sul serio è la tenerezza.Aleksandrovič-Evtušenko
Evgenij Evtušenko

Evtushenko era nato a Zima, in Siberia, il 18 luglio del 1932. Tra le figure più prestigiose della generazione seguìta alla morte di Stalin, aveva esordito giovanissimo (Gli esploratori dell’avvenire, 1952) e con il passare del tempo aveva scritto liriche ispirate alla storia recente del suo paese e all’attualità, unendo nelle sue opere la rivendicazione della libertà d’espressione e la denuncia del perdurare dello stalinismo ben oltre la scomparsa del dittatore (Gli eredi di Stalin, 1962) e scagliandosi spesso contro burocrati e carrieristi (Anche gli altri, 1962). Nel 1963 aveva pubblicato un’autobiografia che venne censurata dalla stampa sovietica.

Fra le sue opere di maggior rilievo spiccano liriche e poemi dedicati alla sua terra d’origine, la Siberia (La stazione di Zima, 1956; La centrale idroelettrica di Bratsk, 1965). Nel 1991 era stata pubblicata una raccolta dei suoi versi dal 1957 al 1990. Nel 1981 aveva scritto Il posto delle bacche, suo primo romanzo, a cui hanno fatto seguito Ardabiola (1991) e Non morire prima di morire (1995). Aveva anche diretto i film Giardino d’infanzia (1984) e Il funerale di Stalin (1990). Dal 1993 insegnava Letteratura russa all’Università di Tulsa, Oklahoma. Nel 2006 aaveva ottenuto il Premio Librex Montale.

http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/01/news/morto_evgheni_evtushenko-161966443/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1

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Attenti alle fontane luminose sulle torte: rischi per la salute


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Ormai sono di moda. Hanno preso il posto delle candeline. Stiamo parlando delle “fontane luminose” (note anche come stelline scintillanti o sparkler) usate sopra le torte.
Possono essere pericolose per la salute. Perché moltissime particelle di metalli pesanti prodotti dalla combustione finiscono sui dolci e, quindi, vengono ingeriti. Molto meglio tornare alle vecchie candeline di cera.  Le “fontane” sono prodotti pirotecnici e sopra la panna o la crema dei dolci, con le scintille, finisce una pioggia di particelle che sarebbe meglio non ingerire. Queste particelle sono: alluminio, ferro, bario, silicio, calcio, oltre che all’ossigeno e al carbonio, per la loro piccolezza alcune possono passare le barriere, quella polmonare sicuramente, ma anche quella intestinale.
Possibile che la legge non dica nulla in proposito? Nelle norme europee che regolano i fuochi di artificio non esiste alcuna deroga che possa far pensare al corretto utilizzo delle “fontane” a contatto con il cibo.

ww.ilgiornale.it/news/cronache/attenti-fontane-luminose-sulle-torte-rischi-salute-1379938.html

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Caracas. Colpo di mano in Venezuela: pieni poteri a Maduro. L’opposizione: «Golpe»


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Il termine tecnico è “desacato”, letteralmente “oltraggio”. L’Asamblea nacional – il Parlamento venezuelano – sarebbe colpevole di tale delitto. E per tanto, il Tribunal Supremo nacional l’ha privata delle proprie competenze, con un repentino colpo di mano. Il potere legislativo è, poi, stato assunto dalla stessa corte. Cioè, in pratica, dal governo del presidente Nicolás Maduro. «Un colpo di stato», hanno tuonato le forze d’opposizione che, dalle politiche del 6 dicembre 2015, hanno la maggioranza parlamentare e e l’Organizzazione degli Stati americani (Osa). Di certo, è l’apice della “guerra civile” fra i vertici dello Stato: l’Assemblea e l’esecutivo. Uno strappo inedito nella storia venezuelana: mai il massimo organo giudiziario aveva assunto competenze legislative. Il carismatico predecessore di Maduro, Hugo Chávez, non arrivò mai ad esautorare il Parlamento.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/maduro-dittatore

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Una giornata di risate fin dal 1500!


Le origini della giornata degli scherzi: ecco perché si festeggia il primo Aprile e da quanto tempo.
Non c’è certezza sulle origini del Pesce d’Aprile, ma sono state proposte diverse teorie. Nel XV secolo, infatti, il Capodanno veniva celebrato tra il 25 marzo e il 1 aprile: una delle ipotesi più accreditate riguarda l’introduzione del calendario Gregoriano. Sembra che non tutti si abituarono a questa modifica e proprio questi vennero chiamati gli “sciocchi d’aprile”.
In Europa, gli scherzi del primo d’aprile diventano un’usanza intorno alla fine del 1500, prima in Francia e in Inghilterra e poi nel resto d’Europa. Secondo la leggenda molti francesi, continuarono a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno in quel periodo, seguendo il vecchio calendario anche dopo l’introduzione del nuovo calendario Gregoriano. Per sbeffeggiarli, tutti gli altri cominciarono a consegnare a questi “sbadati” regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti o inventate. Nel regalo vuoto spesso si trovava un biglietto con scritto “poisson d’avril”: pesce d’aprile, in francese. In Italia questa simpatica tradizione prese piede molti anni dopo ricalcando la moda francese e le stesse modalità. Infine, anche in Germania si festeggia “Aprilscherz” o “scherzo d’Aprile”.
La tradizione dell’1 Aprile, non è solo europea. Anzi, ogni paese ha un modo tutto suo di chiamare questa giornata. In Francia, come in Italia, si usa l’espressione poisson d’avril o pesce d’aprile. Nel Regno Unito e in America, invece, si chiama April fool’s day, il giorno dello sciocco d’Aprile. “Fool”, infatti significa proprio giullare ed è un termine che richiama l’atmosfera scherzosa della festa. In Scozia il pesce d’aprile dura addirittura due giorni e durante il secondo giorno di festeggiamenti, che è chiamato il “Taily Day”, ci si diverte ad attaccare sulla schiena delle “vittime” un foglietto con la scritta “Kick me!” (Dammi un calcio).

http://www.alfemminile.com/tempo-libero/perche-si-dice-pesce-d-aprile-s2195952.html

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Fiorentine contro la carne agli ormoni di Trump


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L’amministrazione Usa sta valutando di imporre dazi punitivi del 100%, come ritorsione al divieto comunitario di importazione della carne di manzo trattata con ormoni per garantire la salute dei cittadini europei” – sottolinea la Coldiretti alla “vertenza carne” di Trump per imporre ai cittadini europei carne statunitense trattata con ormoni.
Il divieto europeo di far entrare sul proprio mercato carne trattata con ormoni risale agli anni 80 ma nel 1996 gli Stati Uniti e il Canada hanno presentato il ricorso al Wto con il quale è iniziata una lunga battaglia con alti e bassi che sta portando ora gli Usa a definire una lista di prodotti da colpire.

http://www.quinewsvaldichiana.it/valdichiana-fiorentine-contro-la-carne-agli-ormoni-di-trump.htm

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Gli Usa, allarme sull’Italia: “Attenti, c’è Putin dietro il Movimento 5 Stelle”


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La strategia è chiara: sostenere tutte le forze euro-scettiche, sovraniste o comunque critiche contro entità sovranazionali come euro, Unione europea e Nato. In questo senso, suggerisce la Stampa, gli 007 americani sono preoccupati dai legami instaurati tra Mosca e M5s, e in misura minore Lega Nord. A dare certezza della pericolosità degli appariti di Putin sarebbe stata l’indagine sulle manovre oscure intorno al voto presidenziale americano dello scorso novembre, tra Donald Trump e Hillary Clinton. Un’opera di destabilizzazione e spionaggio digitale in grado di spostare centinaia di migliaia di voti, anche attraverso la creazione e la manipolazione di notizie sui social network fino alla divulgazione di veri e propri dossier contro quel candidato o quel partito politico.

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12343826/putin-legame-m5s-dossier-007-usa-allarme-italia-rischio-elezioni-manipolate-.html

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Leggendo Tullio De Mauro


http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-03-29/leggendo-tullio-de-mauro-132702.shtml?uuid=AEKnnbv&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebookde-mauromagazine

Il 31 marzo Tullio De Mauro, professore emerito di Linguistica generale all’Università di Roma La Sapienza, ed ex ministro dell’Istruzione, scomparso lo scorso 5 gennaio, avrebbe compiuto 85 anni.
Per iniziativa del Miur, e in collaborazione con Radio3 Rai, in quel giorno la sua figura sarà ricordata nelle scuole per ribadire il valore del suo magistero.
L’iniziativa, coerentemente con quello che era un tratto che caratterizzava De Mauro, sarà improntata alla massima semplicità: università, biblioteche e librerie fissano un orario e dedicano uno spazio per consentire alle persone che lo vorranno, di riunirsi, scegliere qualche pagina da leggere e commentare insieme. Allievi e collaboratori di De Mauro parteciperanno a questi incontri in diverse città italiane.

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Mussolini fonda i Fasci di Combattimento


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http://www.studiarapido.it/mussolini-fonda-i-fasci-di-combattimento/

Il 23 marzo 1919 nel salone del Circolo dell’Alleanza Industriale e Commerciale, in piazza San Sepolcro a Milano, Benito Mussolini fondò i Fasci di combattimento. Fasci di combattimento si fecero subito notare per il loro stile politico aggressivo e violento, tutto teso verso l’azione diretta. Non a caso i Fasci di combattimento furono protagonisti del primo grave episodio di guerra civile dell’Italia postbellica: lo scontro con un corteo socialista avvenuto a Milano il 15 aprile 1919 e conclusosi con l’incendio della sede dell’«Avanti!». Era il segno di un clima di violenza e di intolleranza destinato ad aggravarsi col passare dei mesi. Erano armati e organizzati in squadre di azione che essi stessi chiamavano “squadracce”. Alle “squadracce” Mussolini aveva dato due parole d’ordine: nazionalismo e antisocialismo.Nel novembre 1921 nacque il Partito Nazionalista Fascista (PNF), trasformando i Fasci di combattimento in partito.

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Lavoro, la strage nascosta: cento morti dimenticati ogni anno


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– Nel bimestre gennaio-febbraio c’è stato un aumento pari a 32 persone in più morte sul posto di lavoro rispetto al 2016. Per quanto riguarda le denunce di infortunio, le stime ancora provvisorie indicano un incremento, nei due mesi presi in esame, pari a +1,9% annuo.
C’è chi è convinto che prevenzioni e controlli non bastino e che sia venuto il momento di introdurre il reato di omicidio sul lavoro: un disegno di legge sarà presentato oggi al Senato.
In Europa non siamo certamente tra i più virtuosi nella lotta alle morti bianche. La classifica europea ci vede più o meno nella zona centrale, con Regno Unito in testa ai paesi virtuosi, seguito a ruota da Svezia e Danimarca, e Lituania e Romania in fondo. Già, gli inglesi: hanno conosciuto in passato una preoccupante ondata di infortuni, poi si sono rimboccati le maniche e hanno messo in piedi un sistema che allo stesso tempo sa prevenire e controllare, con un unico organismo nazionale di ispettori del lavoro, e con professionisti che stanno tutti i giorni a contatto diretto con le imprese. Si spera che l’Italia possa trarne utili lezioni.

http://www.repubblica.it/economia/2017/02/08/news/lavoro_la_strage_nascosta_cento_morti_dimenticati-157888930/

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I pericoli della fusione tra Monsanto e Bayer per l’Europa


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Dietro all’intenzione di mantenere saldi e in equilibrio i rapporti di forza tra Occidente e Asia, si celerebbero dei rischi non indifferenti per il mercato agricolo europeo, i lavoratori e l’ambiente stesso. Andiamo con ordine. Ci sarebbe inannzitutto un problema legato alla concorrenza. La fusione tra questi due giganti potrebbe creare infatti un monopolio con un conseguente rialzo dei prezzi. A sostenerlo è il Konkurrenz Gorup, un’associazione tedesca guidata da due avvocati. Il gruppo ha redatto un paper in cui vengono evidenziati i possibili effetti negativi di tale operazione sul mercato agricolo e fito-sanitario. L’analisi dimostra che la fusione porterebbe al controllo di quasi il 70% del cotone negli Stati Uniti da parte del nuovo gruppo. Attualmente infatti Monsanto e Bayer occupano rispettivamente il 31 e il 38% del mercato dei semi per il cotone. Il Konkurrenz Group ha messo poi in risalto come i due colossi siano concorrenti negli Usa sul mercato degli erbicidi. La fusione andrebbe dunque contro il Clayton Act, che vieta l’unione di due principali concorrenti di un determinato settore.
C’è da sottolineare poi come già la stessa Monsanto sia più volte finita nel mirino dell’American Antitrust Institute per la posizione monopolistica sul mercato della soia, del mais e appunto del cotone. Come le più basilari leggi economiche insegnano, un monopolio “falsifica” l’andamento naturale dei prezzi, che non risponderanno più ad un equilibrio tra domanda e offerta. Quando l’offerente è solo uno, infatti, come in questo caso la Monsanto-Bayer, il prezzo viene stabilito dalla stessa. I consumatori dovranno semplicemente adattarsi. In questo caso i primi a subire i danni sarebbero gli agricoltori del Vecchio Continente costretti a rifornirsi di sementi e mezzi tecnici necessari alla produzione ad un prezzo più che maggiorato.
Last but not least, vi è il problema legato all’ambiente e alla salute. Secondo il Presidente dell’Associazione italiana per l’Agricoltura Biologica, Vincenzo Vizioli, la fusione sembra pensata appositamente per “creare nuove malattie”. Ovvero ci sarebbe da una parte la produzione di nuovi pesticidi agricoli e dall’altra la vendita di farmaci per curarne gli effetti negativi sulla salute. Sia la Bayer che la Monsanto sono poi produttrici di glisofato, un erbicida ritenuto probabile agente cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’International Agency for Research on Cancer. L’unione di queste due multinazionali sembrerebbe poi essere una più sottile strategia della stessa Monsanto per entrare nel mercato europeo. Se infatti da una parte il TTIP è praticamente fallito insieme al flop delle semine OGM, la Monsanto potrebbe così aver trovato un’altra via per l’Europa. In questo modo potrebbero essere aggirati i vincoli della Politica Agricola Comunitaria per garantire un basso impatto ambientale e per la riduzione dell’utilizzo degli OGM. L’Europa sembrava aver evitato il pericolo del TTIP, ora si staglia una nuova minaccia.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/i-pericoli-fusione-monsanto-e-bayer-leuropa-1358484.html

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28 Marzo 1939 – Fine della guerra civile spagnola. Franco al potere


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La guerra civile in Spagna (1936-1939) rappresentò un evento di fondamentale importanza nell’Europa degli anni ’30. Dal Febbraio del 1936 la Spagna era governata da un Fronte Popolare che aveva avviato importanti riforme economiche e sociali. Tale governo, tuttavia, si scontrava con l’aperta ostilità degli ambienti di destra, ed in particolar modo dell’esercito.

La sollevazione militare contro il governo legittimo cominciò nel Marocco Spagnolo nell’estate successiva. Alla testa del “pronunciamento” stava il generale Francisco Franco. La Spagna si divise in due ed una cruenta guerra civile fu il risultato di tale divisione.
La guerra civile spagnola pur rimanendo un conflitto circoscritto ad un solo paese ebbe importanti ripercussioni internazionali. Le fazioni che si combattevano, infatti, fornivano una chiara immagine dei due campi che sempre più nitidamente si andavano a definire in Europa in quegli anni: il fascismo e l’antifascismo.

Se da un punto di vista formale venne ribadita la politica del non intervento, in realtà, tutti i maggiori paesi europei si affrettarono ad inviare aiuti militari ed economici alle due parti in lotta. Mussolini ed Hitler inviarono truppe in Spagna per sostenere le forze falangiste di Franco, mentre l’esercito repubblicano venne aiutato da brigate internazionali di volontari (tra gli italiani andati a combattere la cause repubblicana ricordiamo, tra gli altri, Luigi Longo, Giuseppe di Vittorio, Pietro Nenni e Carlo Rosselli).

Dopo tre anni di guerra civile il fronte repubblicano dovette cedere. Il 28 Marzo 1939 Franco divenne il padrone incontrastato della Spagna dando il via ad una trentennale dittatura fascista.

La guerra civile spagnola provocò circa un milione e mezzo di vittime.

28 Marzo 1939 – Fine della guerra civile spagnola. Franco al potere.

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Chi è stato l’inventore del gelato?


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L’antenato del gelato nacque in Cina intorno al 2000 a. C. ed era preparato con riso molto cotto, spezie e latte; il tutto veniva poi introdotto nella neve perché si solidificasse. Successivamente nacquero anche dolci a base di succhi di frutta ghiacciati, con o senza latte. Nel XIII secolo per le vie di Pechino si potevano acquistare vari tipi di questi dolci, venduti su carrettini. Nel ’300 latte e frutta ghiacciati apparvero in Italia, importati da Marco Polo. Gelati italiani. Quando Caterina de’ Medici sposò il futuro re Enrico II di Francia nel 1533, diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce che assomigliava molto al gelato attuale. Fino ad allora il gelato era cibo da ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate. Ma verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: la scoperta diede grande impulso alla produzione di gelato.
Nel XIX secolo il gelato si diffuse anche in Inghilterra e in America grazie agli emigranti italiani che lo vendevano per strada. Il venditore di gelati veniva chiamato “hokey-pokey”, traslitterazione dell’italiano “Ecco un poco”.
http://www.focus.it/cultura/storia/chi-e-stato-linventore-del-gelato

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Quel 24 marzo di 37 anni fa. L’attacco politico-affaristico-giudiziario alla Banca d’Italia


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Il 24 marzo del 1979, il governatore della Banca d’Italia Paolo Baffi e Mario Sarcinelli, il vicedirettore generale con delega alla vigilanza, sono accusati dalla Procura di Roma d’interesse privato in atti d’ufficio e favoreggiamento personale.
Le pressioni verso la Banca d’Italia da parte del governo erano iniziate un anno prima, da parte di Gaetano Stammati (iscritto alla P2) e Franco Evangelisti, chiedevano la sistemazione dei debiti di Caltagirone nei confronti di Italcasse.
La Banca d’Italia in Veneto, Trento e Sicilia, i feudi DC, era inflessibile nelle sue ispezioni. Sciolse il cda di Italcasse, si oppose al salvataggio della banche di Sindona. Antonio Alibrandi, giudice missino, si augurava che ‘Sarcinelli impari la lezione’.

 

ww.hookii.it/quel-24-marzo-di-37-anni-fa-lattacco-politico-affaristico-giudiziario-alla-banca-ditalia/

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Qual è stata la prima persona a essere fotografata?


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In un quadro fotografico della Parigi del 1838 due persone restano immobili per 10 minuti…

Ci sono due sconosciuti nel primo still life di Parigi, realizzato nel 1838 da Louis-Jacques-Mandé Daguerre (1787-1851), artista francese padre del dagherrotipo, tecnica che precorre la moderna fotografia consistente in una lastra di rame ricoperta da uno strato d’argento su cui venivano fissate le immagini attraverso lunghi procedimenti chimici.
L’immagine ritrae il Boulevard du Temple, scorcio stradale in cui si scorgono due figure umane nella zona inferiore di sinistra: un lustrascarpe (la cui ombra si intuisce appena) e, più visibile, un suo cliente. Lo scatto ebbe bisogno di un “tempo di esposizione” di oltre dieci minuti, perciò non c’è traccia di persone o carrozze. L’uomo, intento a farsi lustrare le scarpe, restò invece fermo abbastanza a lungo da essere impressionato nell’immagine finale.

L’Attesa più lunga. Ancora più lungo fu il tempo di esposizione di quella che è considerata la prima foto permanente della storia giunta fino a noi (autorevoli e precedenti tentativi produssero impressioni capaci di sopravvivere poche ore, quando non solamente minuti). È un altro scatto francese, opera del pioniere Joseph Nicéphore Niépce (1765- 1833), che attorno al 1826 realizzò la fotografia nota come Vue de la fenêtre du domaine du Gras (vista dalla finestra a Le Gras), proprio dalla finestra del suo appartamento a Saint-Loup-de-Varennes (Borgogna, Francia), catturando l’immagine attraverso una camera oscura artigianale e un’attesa di ben otto ore.

http://www.focus.it/cultura/curiosita/qual-e-stata-la-prima-persona-a-essere-fotografata