Oscuramento inchiesta Fanpage.it.


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Nella redazione napoletana di Fanpage.it è giunto un decreto del Tribunale di Roma che dispone il sequestro, mediante oscuramento, dell’inchiesta Follow The Money. Qualcosa che non ha precedenti nella storia, una grave violazione della libertà di stampa. Riguarda un video in cui l’onorevole Claudio Durigon diceva a un suo interlocutore di non preoccuparsi per l’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di Euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano, perché il generale della guardia di finanza “l’abbiamo messo noi”.

Si tratta di un sequestro preventivo, una disposizione che non fa seguito ad una condanna o decisione di un giudice a margine di un processo, in cui chiunque si percepisca offeso o leso ha diritto a rivendicare le proprie ragioni, bensì l’oscuramento cautelare di un contenuto giornalistico, qualcosa che rimanda a pratiche mai utilizzate in Italia da quando essa si ritiene una democrazia.

https://www.fanpage.it/napoli/oscuramento-inchiesta-fanpage-giornalisti-ordine-sindacato/

Decisione storica.


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Con una decisione tanto originale quanto bizzarra, un indiano di 20 anni, accusato di tentata violenza sessuale, ha ottenuto la libertà condizionale a patto di lavare e stirare, per i prossimi sei mesi, gli abiti di tutte le donne del suo villaggio, nessun esclusa. L’ordinanza è stata firmata oggi nello stato del Bihar.

Il giovane potrà rientrare nel suo villaggio, dove si guadagna da vivere facendo il lavandaio, a patto di acquistare i detersivi e tutto il necessario per garantire il bucato pulito, e stirato, gratuitamente, alle sue concittadine, oltre 2.000.

Non si sa quando si terrà il processo, la data non è ancora stata fissata, ma le duemila donne del villaggio di Majhor si augurano, per questa volta, che il corso della giustizia sia lento: vogliono poter godere di tutti i sei mesi di bucati gratuiti.

https://www.zazoom.it/2021-09-23/india-accusato-di-stupro-per-sei-mesi-lavera-e-stirera-gli-abiti-di-tutte-le-donne-del-villaggio-e-una-decisione-storica/9515572/

Impatto in profondità.


L’inquinamento degli oceani ogni anno provoca la morte di moltissime creature marine. Protagonista dello scatto del fotografo Kerim Sabuncuoglu è una murena morta, un’immagine terribile che vuole sensibilizzare le persone sul problema delle reti fantasma. Il povero animale non si è accorto dell’amo da pesca nascosto nel suo cibo e ha tentato invano di liberarsi. Ma lo sforzo non ha fatto che peggiorare la situazione soffocandolo lentamente. Lenze e reti da pesca abbandonate in acqua, le cosiddette reti fantasma, continuano a uccidere ogni anno moltissimi pesci e creature marine. Un problema di dimensioni enormi che peggiora con l’adozione di tecniche di pesca sempre più aggressive.

Una vera amicizia.


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Valentino e Leandro: amici per quasi 100 anni, muoiono a 2 ore di distanza l’uno dall’altro. Valentino Ricci, di 99 anni, e il suo amico del cuore Leandro Santini di 98 si conoscevano sin da quando erano bambini. I due hanno vissuto insieme gioie, dolori e la drammaticità della seconda guerra mondiale durante la quale furono deportati nei campi di concentramento. Quella fu l’unica volta che i due si separarono: Ricci finì a Buchenwald e Santini nelle vicinanze di Hannover. Entrambi però sono riusciti a sopravvivere, rientrando nel loro Paese. Hanno continuato a frequentarsi per tutta la vita, passando insieme le feste più importanti e creando un legame anche tra le loro famiglie. Proprio per questo motivo i figli hanno deciso di unirli nella stessa cerimonia funebre, certi che anche i due amici di lunga data avrebbero voluto una cerimonia in comune.

https://www.zazoom.it/2021-09-23/amici-da-quasi-un-secolo-valentino-e-leandro-muoiono-a-distanza-di-2-ore/9514129/

Virologi in tv solo se autorizzati. Il governo dice sì all’odg del Gruppo Misto.


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“Ho chiesto con un mio ordine del giorno un impegno al Governo di intervenire affinché tutti i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche o private (virologi, immunologi, infettivologi, igienisti ecc.) e degli organismi ed enti di diretta collaborazione con il Ministero della Salute, possano partecipare alle trasmissioni televisive o radiofoniche e rilasciare interviste previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza”. Lo annuncia il deputato del gruppo Misto Giorgio Trizzino.

“Questo strombazzamento mediatico costruito spesso per la ricerca della ribalta e della notorietà è responsabile di un numero imprecisato di vittime. Credo che non si sia posta la necessaria attenzione al fenomeno e che adesso si debba porre un freno a questa vergogna“, conclude il deputato e medico siciliano.

https://it.finance.yahoo.com/notizie/virologi-tv-solo-se-autorizzati-114714233.html

Lo spreco senza fine dei Paesi ricchi.


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Giù, giù, all’ultimo scalino della classifica, sta il Congo. Ottanta milioni di abitanti, appena 130mila vaccinati (di cui 96mila con una dose soltanto). Lo 0,1% della popolazione. Pensare che in Israele oltre tre milioni di persone hanno già ricevuto la terza, di dose. Potere dei vaccini, si dirà: chi più ne ha, più ne usa. E invece no: l’ultima beffa, sono le dosi da buttare. Scadute o in scadenza, perché inutilizzate da chi le aveva accumulate nei propri magazzini in barba ai calcoli, e al destino del resto del mondo.

La denuncia è arrivata nelle ultime ore dalla società di analisi e informazione scientifica britannica Airfinity: oltre 100 milioni di dosi di vaccino antiCovid acquistate dai Paesi ricchi del mondo saranno inutilizzabili a fine anno (il 40% delle quali si trovano nell’Unione europea). Basterebbero per vaccinare in un colpo solo tutto il Congo e invece potrebbero finire in spazzatura, a meno che i leader globali non decidano di donarle alle nazioni più povere: un passo che, insieme alle donazioni già effettuate e a quelle previste per i prossimi mesi, permetterebbe di proteggere dal coronavirus il 70 per cento della popolazione nei Paesi a medio e basso reddito.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vaccini-covid-lo-spreco-dei-paesi-ricchi

Afghanistan, le donne si chiudono la bocca con lo scotch: la protesta per il diritto allo studio.


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Le donne afghane sono scese in piazza per difendere il loro diritto all’istruzione dopo l’ordinanza dei talebani che prevede il ritorno alle scuole secondarie per i soli studenti e docenti maschi. Le attiviste si sono “chiuse” la bocca con dello scotch nero in segno di protesta contro le restrizioni del nuovo regime. In precedenza i talebani si erano espressi a favore del diritto allo studio elementare e universitario per le studentesse senza fornire però precise indicazioni su quello secondario. Dopo la riapertura delle scuole, le ragazze afghane che avrebbero dovuto frequentare medie e superiori non sono tornate tra i banchi. “I talebani stanno tornando a imporre le regole di vent’anni fa, ma le donne non sono più quelle di vent’anni fa. Vogliamo un futuro”, ha detto una delle manifestanti.

https://video.repubblica.it/mondo/afghanistan-le-donne-si-chiudono-la-bocca-con-lo-scotch-la-protesta-per-il-diritto-allo-studio/396475/397185

Paul Rusesabagina condannato a 25 anni.


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Giudicato colpevole Rusesabagina, l’uomo che ispirò il film “Hotel Rwanda”: condannato a 25 anni. Paul Rusesabagina divenne molto noto quando la sua storia fu raccontata nel film Hotel Rwanda, del 2004. Durante il genocidio ruandese del 1994, in cui morirono tra 800mila e un milione di persone (prevalentemente di etnia tutsi, allora corrispondente a circa il 15 per cento della popolazione ruandese), lui ne salvò 1.268, sia hutu che tutsi, nascondendole nell’albergo di cui era direttore. Pubblicò anche un’autobiografia e ricevette, negli anni, svariati riconoscimenti e premi umanitari e per i diritti civili.

Sfruttando la sua visibilità, Rusesabagina criticò più volte il governo di Kagame, che in risposta lo accusò di terrorismo, omicidio e incendio doloso: lui, da parte sua, ha sempre negato che l’organizzazione di cui era a capo fosse un’organizzazione terroristica. La famiglia denuncia che fu sequestrato e riportato in Ruanda contro la sua volontà.

https://www.ilsussidiario.net/news/paul-rusesabagina-condannato-per-terrorismo-eroe-che-ispiro-film-hotel-rwanda/2224310/

Bangkok: i tetti dei taxi diventano orti urbani.


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A causa del significativo calo del turismo in Thailandia, dovuto alle rigide regole imposte nel Paese a seguito della pandemia, la società Boworn Taxi Cooperative ha perso i suoi principali clienti. Molti tassisti sono dovuti tornare nei villaggi, abbandonando le loro automobili. Così a ovest della città, in un parcheggio all’aperto, alcuni dipendenti hanno deciso di dare una seconda vita alle 200 auto abbandonate. Durante la stagione delle piogge monsoniche hanno avuto l’idea di trasformare i tetti delle auto in orti. Questa iniziativa è stata concepita con l’obiettivo dare un sostegno agli autisti e ai dipendenti del settore, che si sono trovati disoccupati. Inoltre l’idea è quella di vendere i prodotti nei mercati locali, un gesto che aiuterà molte persone bisognose.

https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/a-bangkok-tetti-cofani-dei-taxi-diventano-orti-00001/

“Festa per la fine del mondo”.


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Venerdì 24 settembre, in tutte le piazze italiane, è stato organizzato da “Fridays For Future”, uno sciopero generale chiamato anche “Festa per la fine del mondo”. La protesta coinvolgerà tutti gli attivisti che sposano la causa dell’emergenza climatica, chiedendo decarbonizzazione e contenimento dell’aumento della temperatura di 1,5 gradi entro il 2030. Su Instagram è stata creata una pagina che porta proprio questo nome, facendo riferimento ai responsabili della crisi climatica che decideranno le sorti del pianeta. Non mancano, per questo motivo, i riferimenti alle ultime dichiarazioni del ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani che aveva parlato degli attivisti italiani come “Ambientalisti radical chic, oltranzisti e ideologici, peggio della catastrofe climatica”. Anche artisti di fama nazionale, come Piero Pelù e i Subsonica hanno contribuito a pubblicizzare l’evento durante i loro ultimi concerti, sensibilizzando le persone a scongiurare ogni accordo internazionale che accetti limiti più bassi di decarbonizzazione di energia.

Afghanistan. La protesta via Twitter: vogliamo le ragazze a scuola.


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Mentre gli esponenti del nuovo governo dei talebani in Afghanistan fanno sapere che le donne non potranno tornare al lavoro, sui social parte una campagna a sostegno di bambine e ragazze escluse dalle scuole: #withoutmysisteriwillnotgotoschool è l’hashtag con cui i ragazzi stanno affermando che “Senza mia sorella a scuola non ci vado”. Dopo la chiusura di molte scuole a Kabul e in tutto il Paese, infatti, venerdì scorso i talebani hanno ordinato ai funzionari di supervisionare la riapertura di scuole pubbliche e private per i ragazzi di scuole medie e superiori: “Tutti gli studenti maschi e gli insegnanti devono essere presenti nelle loro scuole” recita l’annuncio. Assente la voce “ragazze”. Da qui, sui social network, si è scatenata la campagna, con foto dei giovani che espongono cartelli con su scritto il loro appello in lingua pashtu e inglese.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/afghanistan-voci-di-protesta-vogliamo-le-ragazze-a-scuola

Texas, cavalli e frustate della Polizia contro i migranti al confine.


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Continua l’emergenza migranti al confine tra Stati Uniti e Messico, dove è scoppiata una nuova crisi umanitaria per l’arrivo di oltre 10mila persone. E nel Paese cresce l’indignazione, dopo che i media americani hanno diffuso un filmato in cui si vedono alcuni agenti della polizia di frontiera Usa a cavallo mentre frustano i migranti, molti dei quali da Haiti, che si sono radunati vicino a Del Rio (Texas) e chiedono asilo. Immagini “orribili da vedere”, ha commentato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki a poche ore dal debutto del presidente Joe Biden all’assemblea generale dell’Onu.

https://tg24.sky.it/mondo/2021/09/21/migranti-usa-messico-polizia-frusta-video

Solidarietà a Nicola Gratteri e alla sua famiglia.


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Il neo collaboratore Antonio Cataldo – l’ultimo pentito di ‘Ndrangheta – ha parlato dell’odio degli ‘ndranghetisti verso Nicola Gratteri.

Ha raccontato che nel 2013 un altro detenuto di Locri, gli aveva “raccontato del progetto per compiere un attentato al figlio di Nicola Gratteri che in quel momento era stato proposto come ministro della Giustizia”.

“C’era un allarme in generale… delle persone detenute… loro temevano delle… dei processi… e leggi più ferree”, ha detto, aggiungendo poi inquietanti particolari sulle modalità con le quali doveva essere commesso il delitto: “Specifico che non volevano spararlo ma che lo avrebbero investito con una macchina”.

Qualche tempo dopo il 2013, Nicola denunciò una brutta intimidazione ai danni di suo figlio che somigliava ad un sopralluogo pre-attentato. Queste dichiarazioni sono gravissime e allarmanti. Da oltre 30 anni il procuratore Gratteri vive minacciato dalle ‘ndrine, ma il piano ai danni dei suoi affetti più cari, è sconvolgente.

https://www.corrieredellacalabria.it/2021/09/19/solidarieta-a-gratteri-e-alla-sua-famiglia-la-vicinanza-del-membro-del-csm-ardita/

La mezzaluna fertile ora è arida: l’Eufrate a secco.


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Il grande fiume della terre culla della civiltà è oggi a livelli bassissimi soprattutto in Siria. Nel Nord Est cinque milioni di persone rischiano di rimanere senz’acqua e corrente elettrica. Un tempo la striscia di terra compresa fra il Tigri e l’Eufrate, in Medio Oriente, era così rigogliosa da meritarsi il soprannome di “mezzaluna fertile”. .Adesso, invece, la desertificazione avanza mettendo in pericolo intere popolazioni. Le organizzazioni umanitarie temono un’imminente catastrofe nel nordest della Siria, dove la scarsa portata dell’Eufrate preoccupa già dal mese di gennaio. Una situazione che minaccia di impedire il funzionamento delle due principali centrali idroelettriche della regione, riducendo drasticamente la fornitura già carente di energia elettrica e acqua pulita. L’Eufrate, lungo 2.800 chilometri, nasce in Turchia per poi attraversare Siria e Iraq. Alcune organizzazioni curdo-siriane accusano il governo turco di sfruttare l’acqua come arma di guerra, diminuendone intenzionalmente l’afflusso nelle regioni della Siria controllate dai curdi. La Turchia sta fronteggiando una delle peggiori siccità di sempre a causa dei cambiamenti climatici. Precipitazioni così scarse non si vedevano da almeno trent’anni. Nei periodi più secchi, la Turchia cerca di proteggere i suoi abitanti, senza pensare ai curdi.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/09/02/news/la_mezzaluna_fertile_ora_e_a_secco_l_eufrate_senza_acqua_e_un_disastro_umanitario-316121195/

Il ricordo di Mariangela Melato.


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Avrebbe compiuto oggi 80 anni l’indimenticabile Mariangela Melato, scomparsa a Roma nel gennaio del 2013. Una vera icona, una delle attrici più anticonformiste e versatili di teatro, cinema e anche del piccolo schermo, capace di affrontare ruoli comici o drammatici. Ha lasciato così nella memoria della vasta platea italiana che l’ha sempre amata ed apprezzata, personaggi indimenticabili, da quelli sul grande schermo come Fiore, amante milanese di Mimì Metallurgico con la regia di Lina Wertmuller, a quelli sul palcoscenico del teatro come nell’Orestea di Eschilo diretta da Luca Ronconi. Fino alla Filumena Marturano al fianco di Massimo Ranieri.

Attrice versatile dagli infiniti talenti, era anche un’ eccellente ballerina, come dimostra sul palcoscenico del Sistina interpretando Belcore di Alleluja, brava gente. Oppure, al cinema, in Aiutami a sognare, diretta da Pupi Avati, o in Domani si balla di Maurizio Nichetti.

I braccianti del ghetto dicono si al vaccino.


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: Una bella e efficace collaborazione tra sanità pubblica e Ong sta permettendo di vaccinare anche i più invisibili tra gli invisibili, i più sfruttati tra gli sfruttati, i braccianti dei ghetti del Foggiano. Sono ben 3.500 immigrati che vivono a Borgo Mezzanone, nel “gran ghetto” di Torretta Antonacci e negli altri insediamenti di baracche. Più della metà di quelli attualmente presenti hanno ricevuto la prima dose, e in mille la seconda. È l’impegno, ancora in atto, tra la Asl di Foggia e Intersos. Davvero un lavoro ben fatto, nel silenzio. Un’operazione iniziata ad agosto e che in un mese ha già dato questi importanti risultati. Che tutelano persone che vivono spesso nell’irregolarità, ma che hanno lo stesso il diritto alle cure, vaccini compresi.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-braccianti-del-ghetto-dicono-s-alla-campagna

Cambia il rifiuto ma non lo scatto.


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Il cavalluccio marino nuota con la mascherina. La fotografia di Nicholas Samaras è gemella di quella del 2019 di Justin Hofman, che immortalava un altro esemplare con un cotton fioc nella coda. I rifiuti Covid sono il più grande cambiamento in mare dell’ultimo periodo. La pandemia di Coronavirus si è aggiunta ai problemi di inquinamento globali e ha messo ulteriormente in pericolo gli oceani del Pianeta. La mascherina, simbolo della pandemia che da oltre un anno ci affligge, ci protegge dal contagio ma finirà per rovinare il Pianeta in cui viviamo se continueremo ad abbandonarla in maniera sconsiderata.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/09/17/news/cavalluccio_marino_mascherina_inquinamento_mare-318268902/

Il murales di Jorit dedicato ai bimbi morti di tumore a Taranto.


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Sulla facciata del palazzo della borgata di Tramontone, nel cuore di Taranto, è comparso il volto di un ragazzino. Si chiama Giorgio Di Ponzio, ha 15 anni e la sua vita si è spezzata il 25 gennaio di due anni fa a causa di un sarcoma ai tessuti molli connesso, secondo la sua famiglia, all’esposizione prolungata alle emissioni nocive dell’ex ILVA.

L’autore del murale è lo street artist di origini napoletane Jorit, classe 1990, sempre impegnato nel diffondere messaggi dal forte impatto sociale attraverso le sue opere d’arte che abbelliscono i quartieri più difficili di alcune città italiane. Jorit, ha voluto dedicare dedicare il suo murale a tutti i bambini che si sono ammalati di tumore per la loro vicinanza a stabilimenti siderurgici e ad altre fonti di inquinamento dell’aria. Non solo ILVA quindi, ma anche l’ItalSider di Bagnoli (chiusa definitivamente all’inizio degli anni ’90) – due realtà italiane che ancora pagano lo scotto di anni di inquinamento ambientale.

Sul murale un richiamo dell’artista all’articolo 32 (che garantisce a tutti i cittadini il diritto fondamentale alla salute e all’adeguata assistenza sanitaria) e all’articolo 4 della Costituzione Italiana, quello sul diritto al lavoro: un binomio importante quello fra salute e lavoro, che troppo spesso in Italia non riesce a concretizzarsi nel migliore dei modi.

https://tg24.sky.it/cronaca/2021/09/18/ex-ilva-15enne-morto-street-art-taranto

Cecilia Strada annuncia denunce dopo le bufale su padre: “Finanzierò soccorsi in mare”.


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La figlia del fondatore di Emergency Gino Strada annuncia su Facebook che denuncerà i responsabili di bufale e di calunnie ai danni del padre morto lo scorso 13 agosto. Ed è già stato stabilito a cosa destinare i risarcimenti: “Ho un sacco di voglia di finanziare un po’ di soccorsi in mare con i vostri soldi”, ha scritto. Sarà educativo: insegnerà a un po’ di persone come si sta al mondo, che esistono le leggi, e che non si può diffamare a caso.

https://www.fanpage.it/politica/gino-strada-la-figlia-cecilia-annuncia-denunce-dopo-bufale-su-padre-finanziero-soccorsi-in-mare/

“SIAMO STANCHE! BASTA!”


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Fiorella Mannoia risponde a Barbara Palombelli senza nominarla. Poche parole piene di sdegno e di amara rassegnazione nel dover sentire ancora che le donne “se la cercano”.

“Se ti stuprano forse te la sei cercata, se ti ammazzano forse te la sei cercata. Mi sono rotta le palle di queste frasi. Mi rivolgo agli uomini: ribellatevi a chi vi disegna come dei primati che non riescono a tenere a freno gli intinti, fatelo voi perché NOI SIAMO STANCHE! BASTA!”

Fiorella Mannoia

https://www.informazione.it/a/C1C10D94-2800-4C3B-97E3-F7E9D621C263/SIAMO-STANCHE-BASTA-come-Fiorella-Mannoia-risponde-a-Barbara-Palombelli-senza-nominarla

Incendi: Usa, a rischio le sequoie della California.


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Giovedì uno dei due incendi in corso al Sequoia National Park della California si è avvicinato alla Foresta Gigante del parco, l’area in cui si trovano circa 2mila sequoie giganti nonché il cosiddetto Generale Sherman, considerato l’albero più grande del mondo. Per cercare di impedire che l’incendio distrugga il Generale Sherman e altre piante millenarie della Foresta Gigante, i vigili del fuoco hanno avvolto la loro base con teli di materiale ignifugo, che dovrebbero ripararli dalle fiamme più intense. lI Generale Sherman è l’albero più grande del mondo in termini di volume: secondo i dati del Sequoia National Park, ha un volume di 1.487 metri cubi, è alto quasi 84 metri, e ha una circonferenza di 31 metri alla base.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/09/17/incendi-usa-a-rischio-le-sequoie-della-california_b672562a-d37a-408a-9508-261dc22084a3.html

Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono.


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Il buco dell’ozono quest’anno ha raggiunto un’estensione superiore a quella dell’Antartide, una delle più grandi e profonde degli ultimi anni: lo mostrano le osservazioni del satellite Sentinel 5P, una delle sentinelle della Terra del programma Copernicus gestito dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea. Non un bel modo per festeggiare la Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono, che si celebra oggi, nel giorno della firma del Protocollo di Montreal avvenuta nel 1987. Il Protocollo di Montreal è stato creato per proteggere lo strato di ozono eliminando gradualmente la produzione e il consumo delle sostanze nocive. È un processo lento. Alcune delle sostanze dannose per l’ozono emesse dalle attività umane infatti rimangono nella stratosfera per decenni, tant’è che sarà necessario attendere fino agli anni 2060-2070 per poter osservare una completa eliminazione delle sostanze dannose per l’ozono. Un buco dell’ozono grande o piccolo in un anno non significa necessariamente che il processo di recupero complessivo non stia procedendo come previsto, ma può segnalare che occorre prestare particolare attenzione e che la ricerca può essere indirizzata a studiare le ragioni alla base dell’evento.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/buco-ozono-grande-come-la-groenlandia

In campo i cuccioli di cane in cerca di adozione.


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Per tutto l’anno i calciatori della Romania porteranno in campo i cuccioli di cane in cerca di adozione. A ogni partita del campionato di prima divisione, i giocatori faranno ingresso nel campo con cani randagi in braccio per chiedere di dare loro una mano. Si tratta di un protocollo firmato da Bucarest, capitale della Romania, e dalla Lega di calcio professionistica e prevede anche che durante i 90 minuti della partita sugli spalti vengano vietati petardi e fumogeni. Gli animali provengono dal canile pubblico di Brănești e porteranno un foulard al collo con su scritto il proprio nome: se qualcuno nello stadio o in tv si dovesse “innamorare” di uno di loro non dovrà fare altro mettersi in contatto con la struttura e iniziare l’iter per un’adozione consapevole. L’iniziativa ha il suo bel perché, se si considera che la Romania per decenni ha gestito il randagismo con soluzioni drastiche che hanno scatenato spesso grosse reazioni internazionali.

https://www.kodami.it/romania-i-calciatori-portano-in-campo-i-cuccioli-adottateli/

16-18 Settembre 1982, Sabra E Shatila.


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Periferia di Beirut. Uomini delle milizie cristiano-falangiste entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila per vendicare l’assassinio del loro neoeletto presidente Bashir Gemayel. Inizia un massacro della popolazione palestinese che durerà due giorni. Con gli israeliani, installati a 200 metri da Shatila, a creare una cinta intorno ai campi e a fornire i mezzi necessari all’operazione. Il bilancio, secondo stime difficilmente verificabili, sarà di circa 3.000 vittime. Una grande manifestazione di protesta in Israele porta alla creazione di una commissione d’inchiesta che attribuisce ad Ariel Sharon la responsabilità del massacro, costringendolo a dimettersi da ministro della difesa. Il 16 dicembre dello stesso anno l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel condannare nel modo più assoluto il massacro, conclude “che il massacro è stato un atto di genocidio”.

https://www.globalist.it/…/massacro-di-sabra-e-shatila…

La politica ha dimenticato padre Puglisi.


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Brancaccio è il quartiere di Palermo che per anni è stato la roccaforte di Cosa Nostra e ha fatto da sfondo all’assassinio di Padre Pino Puglisi il 15 settembre 1993.

Il parroco aveva un sogno: costruire un asilo nido a Brancaccio. Era convinto che il riscatto della sua gente partisse dall’educazione dei più piccoli. Eppure ancora non decolla il suo ultimo sogno. Il parroco aveva fatto in tempo ad aprire il Centro di accoglienza Padre Nostro, che nel corso di 28 anni ha fatto fare tanta strada al quartiere. Per iniziativa del Centro, là dove la socialità era azzerata oggi esistono campi sportivi, teatri, luoghi di aggregazione, un centro anti violenza, la Casa del Figliol Prodigo per i detenuti in permesso premio. Ma non l’asilo nido, simbolo stesso della lotta alla mafia da parte di don Pino: educare i giovani, fin dalla più tenera età ad amare la vita e la giustizia. Non la morte, i soldi, la violenza e il potere. Affossare il suo asilo significa offrire un assist alla mafia e dire che Brancaccio deve restare così com’è. Come aveva intuito padre Puglisi, per demolire lo zoccolo duro che alimenta la mentalità mafiosa occorre guardare ai più piccoli

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-politica-dimentica-padre-puglisi-sparisce-il-suo-asilo-a-brancaccio

Mattanza di delfini.


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Orrore alle isole Faroe dove domenica scorsa, nella tradizionale caccia alle balene che da secoli si svolge nel Paese, sono stati massacrati anche 1.428 delfini. La Grindadrap consiste nel trascinare i cetacei a riva e poi macellarli con arpioni, coltelli e in qualche caso anche trapani. Ogni anno vengono sgozzate circa 600 balene e 35-40 delfini. Il massacro di domenica è però senza precedenti. Per tornare a una cifra simile occorre risalire al 1940 quando furono uccisi 1200 delfini. In un’intervista con la BBC, il presidente della Faroese Whalers Association, Olavur Sjurdarberg, ha riconosciuto che le uccisioni erano eccessive. E ammette che è stato un grosso errore. Quando è stato trovato il branco, hanno stimato che fossero solo 200 delfini. Solo quando è iniziato il processo di uccisione hanno scoperto il vero numero di animali.

https://www.huffingtonpost.it/entry/mattanza-di-delfini-alle-isole-faroe-shock-e-rabbia_it_6141dacce4b0dda4cbd68945

Egitto, Patrick Zaky in aula.


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Il processo a Patrick Zaki è stato aggiornato al 28 settembre.

La prima udienza del processo presso il tribunale di Mansura, in Egitto è durata poco più di cinque minuti. Zaky ha preso la parola lamentando in sostanza di essere stato detenuto oltre il periodo legalmente ammesso per i reati minori di cui è accusato Era ammanettato nella gabbia degli imputati e ha salutato a mani giunte una dozzina di parenti, attivisti e i due diplomatici italiani in aula.

La decisione del giudice del tribunale di Mansura di aggiornare al 28 settembre quella che risulta essere stata un’udienza lampo è comunque una notizia che evita lo scenario peggiore, quella di una sentenza emessa dopo la prima udienza. Ora c’è tempo per preparare la difesa, per sperare che ci sia un giudice imparziale, per vedere finalmente Patrick libero e non in manette. E questo tempo che passa dovrebbe essere utilizzato per fare pressioni sulle autorità del Cairo perché pongano fine a questo incubo.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2021/09/14/zaki-io-detenuto-troppo-a-lungo.-legale-chiede-il-rilascio_cf417a92-de64-46c6-b65c-c72873caf5ec.html

Si chiama femminicidio e tutti ce ne stiamo sporcando le mani.


Siamo stanche di contare le vittime, oltre 50 da inizio anno. È uno schema perverso che si sta vestendo di abitudine, di normalità. Ma non c’è nulla di normale. Ci sono solo donne morte ammazzate per mano di chi non accettava il loro anelito di essere persona. Una persona che può scegliere. Sì, si chiama femminicidio ed è il prodotto marcio di qualcosa che non è andato come doveva andare, di un clima culturale diffuso, di una politica che non è capace di accendere seriamente i riflettori .Si chiama femminicidio e si combatte da molto prima che una moglie, una fidanzata, una ragazza qualunque diventi cadavere: si combatte con l’educazione contro gli stereotipi di genere, con progetti anche nelle scuole e leggi adeguate.

“Il nero del burqa non è la mia cultura”. La campagna delle donne afghane contro i talebani.


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Sui social è partita la campagna #DoNotTouchMyClothes, i vestiti della tradizione contro le imposizioni degli integralisti. Ricami fatti a mano, disegni accessi. La cultura afghana si riflette sugli outfit, il trucco, le acconciature delle donne che popolano il web con i loro abiti più belli. Le afghane in tutto il mondo stanno postando sui social le proprie foto nei tradizionali vestiti locali: è la risposta femminile ai talebani che hanno imposto rigorose regole di abbigliamento. “Il burqa non ha mai fatto parte della nostra cultura. Le donne afghane indossano abiti colorati”, scrive su Twitter l’attivista Spozhmay Maseed, “I nostri vestiti tradizionali rappresentano la nostra ricca cultura e la nostra storia, che ci rende orgogliosi di ciò che siamo”.

https://www.informazione.it/a/AB65A408-4762-44B0-97F7-0BCC10895517/Il-nero-del-burqa-non-e-la-mia-cultura-La-campagna-delle-donne-afghane-contro-i-talebani

La triste immagine del cane pietrificato in canile dopo esser stato abbandonato prima delle vacanze.


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«Choc da canile». Come descriverlo altrimenti? Basta guardare gli occhi di questo cane per capire il suo trauma: è terrorizzato, pietrificato, con gli occhi spalancati, circondato da cani rumorosi e sconosciuti, e l’unica cosa che può fare è stare attaccato a un muro di cemento, a debita distanza da quelle sbarre da cui appaiono all’improvviso degli estranei che neanche si fermano a salutarlo.

Per testimoniare quello che alcuni cani vivono dopo essere abbandonati o accalappiati, i volontari della Beauties and Beasts del Kansas hanno raccontato la storia di Cmo7: lui non ha un nome, viene chiamato con il codice della sua gabbia, eppure era un cane di casa, con una famiglia e una cuccia, almeno fino a quando i suoi proprietari si sono sbarazzati di lui, proprio prima delle vacanze. Fortunatamente non tutti i cani reagiscono così. Ma l’abbandono rimane un trauma che può rimanere a lungo impresso nei loro ricordi, così come la libertà negata delle passeggiate, della sensazione dell’erba sotto le zampe e delle perdute attenzioni. “Privilegi” che speriamo che Cmo7 possa ritrovare molto presto.

https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/09/13/news/le-tristi-immagini-del-cane-pietrificato-in-canile-dopo-esser-stato-abbandonato-prima-delle-vacanze-1.40696591

I 50 anni di Ezio Bosso.


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Oggi Ezio Bosso avrebbe compiuto 50 anni. Il compositore è scomparso lo scorso 15 maggio 2020 in seguito all’aggravarsi di una malattia neurodegenerativa scoperta nel 2011. Era diventato popolarissimo quando nel 2016 fu invitato come ospite d’onore al Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston Bosso eseguì Following a bird, composizione contenuta nell’album The 12th Room, che dopo quell’esibizione, applauditissima, finì subito in classifica. Spiegava come fosse stato difficile essere accettato nel mondo della musica classica e dei pregiudizi, “perché guardavano la malattia: è evidente, non è che posso negarlo”, diceva. Aveva combattuto il pregiudizio. Fin da bambino aveva lottato col fatto che un povero non può fare il direttore d’orchestra, perché il figlio di un operaio deve fare l’operaio, così era stato detto a suo padre. Era una persona molto speciale. Intelligentissima, sensibile, sapeva trasmettere la passione per la musica e per la vita. Aveva un entusiasmo contagioso. Bosso parlava davvero a tutti, ci faceva emozionare, arrivava dritto al cuore.

https://music.fanpage.it/i-50-anni-del-musicista-ezio-bosso-la-sua-ultima-composizione-e-il-documentario-a-venezia/

Gli italiani scomparsi in America Latina rivivono con Archivio desaparecido.


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Tra gli anni Sessanta e Ottanta, l’estremo Sud dell’America Latina finì ostaggio dei generali golpisti e delle loro dittature. Dal Brasile all’Argentina, i regimi – pur diversi – si distinsero per la macabra pratica di far scomparire gli oppositori, reali o presunti. Né vivi né morti, semplicemente scomparsi. Tra loro anche molti italiani. Chi erano? Che ne è stato di loro? Per la prima volta, le loro biografie sono state ricostruite e messe a disposizione del pubblico grazie a “Archivio desaparecido”, progetto multimediale realizzato dal Centro di giornalismo permanente. Sono storie di grande coraggio e anche di emigrazione che meritano di essere raccontate. Giovani che hanno pagato sulla propria pelle delle scelte di vita. A differenza di altri drammi, quello dei desaparecidos non è arrivato al grande pubblico come forse meritava. Ecco perché è nato l’archivio multimediale. La la speranza è quella di raccogliere sempre più storie per farle conoscere alla gente, ai più giovani soprattutto, a quelli che non sanno nemmeno cosa è successo in Sud America.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/archivio-desaparecido

Mal’aria 2021.


Fumo esce da alcune canne fumarie di edifici del centro di Milano, 14 gennaio 2020. La Regione Lombardia ha deciso di anticipare a domani le misure di secondo livello del protocollo aria a causa del sequenza di superamento di livelli limite di Pm10 nell'aria. ANSA/MATTEO CORNER
Report Mal'aria di città 2021 - GSA Igiene Urbana

Undici città italiane hanno già superato a settembre il limite previsto per le polveri sottili nell’aria, oltrepassando la soglia annua dei 35 giorni con PM10 superiore ai 50 microgrammi al metro cubo. Emerge dal dossier “Mal’aria 2021 edizione speciale- I costi dell’immobilismo” di Legambiente che segnala in particolare il ritardo nell’applicazione dei piani di risanamento dell’aria nella Pianura Padana, concordati fra il governo e le regioni della zona nel 2013 e nel 2017

 Lo Stato non ha rispettato le promesse, completando solo il 15% delle misure anti-smog previste. La Commissione Europea ha già aperto tre procedure d’infrazione contro l’Italia per le alte concentrazioni di inquinanti nell’aria. L’Italia è già stata condannata per il superamento continuativo dei limiti di PM10 tra il 2008 e il 2017, per cui rischia una multa il cui importo deve ancora essere definito dalla Corte di Giustizia Europea. La cifra sarebbe compresa tra gli 1,5 e i 2,3 miliardi di euro. A questi, potrebbero aggiungersi le multe per le altre due procedure di infrazione in corso per i livelli di PM2,5 e NO2 presenti nell’aria. Le sentenze sono attese nei prossimi mesi. L’adozione di misure antismog già da ora potrebbe essere l’unico modo per evitare il superamento dei limiti giornalieri di polveri sottili durante l’autunno e l’inverno prossimi. La riduzione costante e progressiva degli inquinanti dovrà portare al loro dimezzamento (-55%) entro il prossimo decennio, in accordo con il Piano d’azione europeo “Verso l’inquinamento zero”.

Nel 2020 sono stati uccisi quattro attivisti per l’ambiente a settimana.


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Gli omicidi dei difensori dell’ambiente e della terra hanno raggiunto un livello record nel 2020. La violenta espropriazione di risorse nel Sud del mondo è continuata senza sosta nonostante la pandemia. È ormai chiaro, insomma, che lo sfruttamento e l’avidità umana che guidano la crisi climatica stanno anche guidando la violenza contro i difensori del territorio. Secondo il rapporto annuale della ONG, lo scorso anno sono state uccise 227 persone impegnate a tutelare l’ambiente. Un terribile record di omicidi, il numero più alto mai registrato.

https://www.corriere.it/esteri/21_settembre_13/strage-ambientalisti-mondo-quattro-settimana-uccisi-2020-8026a45c-1474-11ec-ba57-c9ba96e5a256.shtml

Afghanistan, 300 donne velate manifestano a sostegno dei talebani.


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Prove tecniche di regime, un po’ come le adunate fasciste e degli stati dittatoriali: diverse centinaia di donne afgane completamente velate si sono radunate questa sabato mattina nell’anfiteatro dell’università di Kabul per esprimere sostegno al nuovo regime talebano, la cui politica sulle donne sta causando preoccupazione in patria e all’estero.

Oltre 300 donne, la maggior parte delle quali con niqab neri che coprono tutto il viso tranne gli occhi, hanno sventolato le bandiere dei nuovi padroni dell’Afghanistan mentre ascoltavano gli oratori venuti a difendere le misure del nuovo regime. Una manciata di loro indossava il burqa.

https://www.swissinfo.ch/ita/tutte-le-notizie-in-breve/afghanistan–300-donne-velate-manifestano-a-sostegno-dei-talebani/46940332

Oggi è la Giornata del Panorama 2021.


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L’iniziativa, organizzata dal FAI, è giunta ormai alla sua ottava edizione.

Una giornata dedicata ai paesaggi d’Italia. Per celebrarne la bellezza, ma soprattutto per imparare ad osservare l’ambiente che ci circonda. Ritrovare quello sguardo attento e consapevole che permette di entrare in sintonia con i luoghi e comprenderne appieno l’identità storica, culturale, ambientale.

https://www.fondoambiente.it/news/domenica-12-settembre-e-la-giornata-del-panorama-2021

11 settembre 1973: il colpo di Stato in Cile. 


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48esimo anniversario del colpo di stato in Cile che aprì la stagione delle dittature nell’America Latina. L’11 settembre 1973, il generale Augusto Pinochet portò a termine il golpe che pose fine alla democrazia cilena e, contestualmente, alla vita del presidente socialista Salvador Allende regolarmente eletto tre anni prima e morto in circostanze non del tutto chiarite, durante il bombardamento al palazzo presidenziale di Santiago. Ne seguì una dittatura spietata e cruenta, con oppositori trucidati o scomparsi, donne stuprate e l’ombra della paura fino al 1998 quando, sull’onda di una consultazione popolare per abolire la dittatura e reintrodurre la democrazia, Pinochet lasciò la presidenza, rimanendo tuttavia capo delle forze armate e poi senatore, senza mai essere condannato – per motivi di salute – per gli innumerevoli crimini commessi contro l’umanità, anche dopo l’arresto nel Regno Unito. Morì in patria nel 2006.

https://www.ilgiorno.it/mondo/altro-11-settembre-cile-dittatura-allende-pinochet-1.6789954

11 settembre. Padre Mychal, la vittima n.1 che pregava per chi si gettava giù.


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Padre Mychal Judge è stato registrato come la vittima 0001 delle 2.996 persone che perirono durante gli attacchi di 20 anni fa. Fu riconosciuto come primo caduto ufficiale degli attacchi, nonostante altri fossero spirati prima di lui: gli equipaggi e i passeggeri degli aeroplani coinvolti, i dirottatori dei primi tre aerei e le persone che occupavano le Torri Gemelle ed il Pentagono. Padre Judge fu la prima vittima certificata perché il suo fu il primo corpo ad essere recuperato e portato dal medico legale. La mattina dell’11 settembre 2001, saputo quanto stava succedendo al World Trade Center, Judge si precipitò sul posto insieme ad alcuni pompieri fuori servizio, non appena la prima Torre venne colpita dal primo aereo. Padre Mychal pregava e benediceva i corpi dei primi defunti che si trovavano in strada; poi entrò nell’atrio della Torre Nord dove era stato organizzato un posto di comando d’emergenza. Quando la vicina Torre Sud crollò alle 9:59, i detriti furono sparati attraverso l’atrio della Torre Nord, uccidendo molti all’interno, incluso padre Judge.

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/cappellano-morto-11-settembre-2021-new-york-fabrizio-martello

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