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Le ricette di nonna Mastanamma


Una cuoca indiana di 106 anni che spiega le ricette. Si fa aprire la noce di cocco da un ragazzotto forzuto, ne assaggia il succo, ma il sapore non la convince. Sul viso le esce una smorfia, il ragazzo capisce al volo e le porge un altro frutto. Allora lei, soddisfatta, si siede e comincia a cucinare. Eccola «chef» Mastanamma, un’anzianissima signora indiana — ha da poco compiuto 106 anni — che ovviamente cuoca professionista non è, pur avendone il piglio, ma che su YouTube è diventata una star della «cucina di villaggio» grazie ai video postati dal suo pronipote Laxman.

nonnaLa vecchina, in salute e perfettamente autonoma nonostante l’età, ha collezionato in pochi mesi qualcosa come 43 milioni di visualizzazioni sul canale «Country Foods» semplicemente facendo quello che fa tutti i giorni, da sempre, nel villaggio dell’area di Tenali, India centro-orientale, in cui vive: preparare il pranzo per la sua famiglia e per i vicini di casa.

 

http://cucina.corriere.it/notizie/cards/cuoca-indiana-106-anni-che-spiega-ricette-youtube-video/chef-mastanamma_principale.shtml

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Salone del Libro di Torino, boom di editori


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Le case editrici sono salite a 1060, gli espositori sono 424 rispetto ai 338 del 2016 e i metri quadri commerciali sono ora 11 mila (10% in più), con un totale di 1200 appuntamenti.
I libri non sono prodotti commerciali come gli altri, sono oggetti caldi che accendono emozioni, hanno un’anima, si possono vendere, ma non si può vendere la loro anima. Chi non lo capisce non sa come ci si deve comportare con loro. Torino lo sa ed è da 30 anni la casa di quell’anima. Lo sanno i libri, gli editori, gli organizzatori e il pubblico, ecco perché credo che questo Salone andrà bene

http://www.lastampa.it/2017/04/28/cultura/un-salto-nel-boom-tsEiMrRoA1sEGM14DGLUTN/pagina.html

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Chi ha colonizzato le Americhe? E quando?


Uno studio sposta indietro di 100.000 anni l’epoca della colonizzazione delle Americhe: le prove, tuttavia, sembrano consistenti. Allora: i primi coloni delle Americhe sono stati i Sapiens (20.000 anni fa) o i Neandhertal (130.000 anni fa)?
I primi uomini arrivarono in Nord America circa 130.000 anni fa, sostiene una ricerca apparsa sulla rivista Nature (sommario, in inglese), e non 20.000 anni fa, come sostengono le ipotesi prevalenti.
L’affermazione, scientificamente “sbalorditiva”, è fondata sul ritrovamento in California di ossa di mastodonte che, stando al gruppo di ricercatori che sostiene la nuova ipotesi, sono state spaccate artificiosamente, da mano umana, utilizzando “sassi” anch’essi rinvenuti nel sito della scoperta.
Il nuovo studio si è focalizzato su frammenti di animali rinvenuti nel 1992 durante alcuni lavoro stradali alla periferia di San Diego. Il paleontologo Thomas Deméré (del museo di Storia Naturale di San Diego) impiegò ben 5 mesi per portare alla luce denti, zanne e ossa di un parente estinto del mastodonte (Mammut americanum).
Vicino ai reperti, Deméré rinvenne anche alcuni grossi frammenti di roccia, che presentavano fratture e segni di usura e che, secondo il paleontologo, non potevano essere state trasportate dai flussi d’acqua – che pure aveva depositato il materiale fangoso all’interno del quale fossilizzarono i resti.
«Abbiamo preso in considerazione un gran numero di possibilità per spiegare l’insieme di ossa e pietre, e l’unica ipotesi che ha superato il nostro vaglio è che gli esseri umani fossero in qualche modo coinvolti», spiega Deméré. Alcune datazioni condotte già negli anni ’90 sembravano indicare che l’avorio dei denti era vecchio di circa 300.000 anni, ma a quei dati – in quel periodo – non è stato dato seguito: sembrava impossibile ipotizzare che 300.000 anni fa ci fossero degli uomini in California

http://www.focus.it/scienza/scienze/luomo-arrivo-in-america-100000-anni-prima-rispetto-a-quanto-si-pensava

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Ottant’anni fa moriva Gramsci


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Gramsci moriva il 27 aprile 1937 all’età di 46 anni. Fu una vittima, forse la più illustre, della feroce repressione della coscienza critica perpetrata dal regime fascista. La morte di Gramsci privò il nostro paese di una delle menti più brillanti del Novecento e di un leader politico di primissimo piano. L’intenzione del tribunale speciale fu quella – com’è noto – di impedire a quella mente di pensare per almeno vent’anni. Non riuscirono nell’intento, come dimostrano i Quaderni, ma di sicuro ottennero il risultato di rendere l’attività intellettuale di Gramsci molto più penosa e per questo ancor più ammirevole. È quindi giusto ricordare questo anniversario, così come sarebbe giusto che si avviasse una riflessione collettiva sull’attualità del pensiero di Gramsci e soprattutto sul suo metodo di analisi, che non è affatto tramontato, anzi; l’attenzione che in altri paesi viene data al suo pensiero dovrebbe farci riflettere e indurci a intensificare le occasioni di studio del pensiero gramsciano in Italia.

https://quadernidelcarcere.wordpress.com/2017/04/23/ottantanni-fa-moriva-gramsci/

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Cento giorni di Donald Trump..


http://it.euronews.com/2017/04/25/i-primi-cento-giorni-di-donald-trump
Secondo i media americani  Trump ha veramente poco da festeggiare, infatti, in questi primi tre mesi di presidenza, quando normalmente il Congresso è più propenso a fare concessioni, Trump non è praticamente riuscito a portare a termine nessuna delle promesse fatte.
Effettivamente nel primo periodo Trump ha dato prova di grande operatività, anche se è servito a poco.

Da quando si è insediato ha firmato 25 decreti esecutivi e 28 decreti legge.
Se è riuscito a imporre il suo uomo alla Corte Suprema, Neil Gorsuch, ma questo è più o meno tutto. Le grandi nessuna delle grandi promesse della campagna elettorale si sono trasformate in realtà.

La riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l’Obamacare è stata bocciata dalla Camera, così come il muslim ban.

Effettivamente il divieto di ingresso ai cittadini di alcuni Paesi a maggioranza musulmana è stato bloccato due volte da due diversi tribunali.

Mentre in molti attendono il muro al confine con il Messico , che potrebbe non avere il via libera dal Congresso.

E non solo, paladino di un neo protezionismo che ha annunciato al grido di “Americans first”,Trump sembra aver rivisto al ribasso queste sue ambizioni. Si mostra anche molto più cauto nei confronti della Nato, dopo averla definita un’organizzazione obsoleta; il recente intervento in Siria ha spazzato via anche le promesse di farla finita con gli Usa, gendarme del mondo.

Trump arriva ai suoi primi cento giorni con il 43% dei consensi, Obama contava sul consenso del 65% dei suoi concittadini.
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Iraq, esercito riconquista l’antica città di Hatra


A marzo del 2015, i jihadisti dell’Isis avevano raso al suolo, utilizzando dei bulldozer, l’antico sito archeologico assiro di Hatra. La notizia della sua distruzione, all’indomani di quella di Nimrud, era stata data da un portavoce del Partito Democratico Curdo, Saeed Mumuzini. Hatra era una città a sud di Mosul fondata dalla dinastia seleucide che fiorì nel II-III secolo a.C. come centro culturale ed economico dell’impero partico. Successivamente, grazie alle alte mura rinforzate da torri, resistette a numerose invasioni tra le quali quella romana guidata da Traiano.
Tra i resti della città che sono sopravvissuti fino all’avvento del califfato c’erano templi costruiti con tecnica romana che ne attestavano la grandezza della civiltà. Ce ne erano anche altri con schema architettonico di tradizione mesopotamica, babilonese e assira. militanti dell’Isis “hanno rubato monete d’oro e d’argento usate dai re assiri e che erano conservate nella città”, aveva detto Mumuzini. Hatra è una delle leggendarie dieci città perdute di Tayyab.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/26/news/iraq_hatra_ripresa-163938424/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P8-S1.6-T1tempio

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Ucraina, la pianura si illumina di bianco: lo spettacolo nella Valle dei Narcisi


Come ogni maggio la pianura di Khust, nella Transcarpazia ucraina, si è colorata di bianco. Non si tratta di una nevicata fuori stagione ma della consueta fioritura di narcisi, pianta che sboccia una volta l’anno proprio in questo mese. Con i suoi 270 ettari quella ucraina è la più grande riserva naturale al mondo del “fior di maggio” e l’ultimo habitat pianeggiante in tutta l’Europa di una pianta che solitamente sboccia ad altitudini molto più elevate. Il narciso è inserito nella Lista rossa dello Iucn (International Union for Conservation of Nature) tra le piante in via di estinzione, fatto che rende questa riserva ancora più importante. La vastissima fioritura di narcisi fa rivivere ogni anno il mito di Narciso che, secondo la leggenda, proprio qui si innamorò perdutamente del suo riflesso fino al punto di morire nel tentativo di raggiungere la propria immagine. Si narra poi che al suo posto fu trovato lo splendido fiore bianco che da lui prese il nome

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/04/26/foto/valle_dei_narcisi_ucraina_la_piu_grande_riserva_al_mondo-163945714/1/?ref=RHRD-BS-I0-C6-P3-S1.6-T1#1

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Giustizia e Libertà a Paralup


Giorgio Bocca ha il merito di aver descritto “in diretta” la nascita delle prime formazioni partigiane nelle valli alpine.

Paralup è un gruppo di sedici baite dove si rifugiò la dozzina d’uomini guidata da Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco, poi raggiunta da Nuto Revelli pochi mesi più tardi.
Nel libro “Le mie montagne”, Giorgio Bocca ricorda i giorni di Paralup, dove giunse tra i primi: “Dante Livio Bianco arrivò da Madonna del Colletto, noi dai Damiani, una borgata vicina, con Detto Dalmastro. Ricordo bene la sera in cui salii, c’erano Livio e Nuto, avevano preparato una bella torta, che gradii moltissimo. Al momento di scendere iniziò una grande nevicata… Tornai giù sciando, su una neve farinosa, bellissima. Una volta la notte non ci faceva paura. Durante la guerra ci proteggeva”.

 

http://cipputiblog.blogspot.it/2012/09/giustizia-e-liberta-paralup.html

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Quei venti mesi che cambiarono l’Italia: la Resistenza e la spinta verso la libertà


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Dall’armistizio dell’8 settembre 1943 fino alla liberazione, il 25 aprile 1945: giovani renitenti alla leva, antifascisti, militari, molte donne, combatterono fianco al fianco. In città e in montagna. Con il sostegno di molti. Per un evento storico che ha portato alla nascita della Repubblica italiana

VENTI MESI di vita, di guerra, di speranza e di disperazione. Venti mesi dopo i quali l’Italia non fu più la stessa e la vita di chi ne fu protagonista, ma anche delle persone a loro vicine, cambiò: per molti (e soprattutto per molte) fu anche la conferma di poter dire la propria idea, di fare una propria scelta.

La Resistenza, o guerra di Liberazione che dir si voglia, tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945, coinvolse un numero difficilmente stimabile di persone, soprattutto giovani: se nell’aprile 1945 si arrivarono a contare 130mila combattenti o patrioti (saliti fino a 250-300 mila nelle giornate insurrezionali), era molto più contenuto il numero dei componenti delle prime bande, subito dopo l’armistizio con gli angloamericani dell’8 settembre 1943; e in quei 20 mesi gli allora “banditi”, come li chiamavano la Repubblica Sociale Italiana e la forza di occupazione nazista, diventarono via via “partigiani” e Volontari per la Libertà.

Non un esercito regolare, benché strutturato in divisioni e comandi, ma una realtà combattente in cui era fondamentale il rapporto con il territorio, che fossero le montagne o le strade e le fabbriche delle città, dove si muovevano i Gap, i Gruppi di Azione Patriottica, e le Sap, Squadre di Azione Patriottica. Perché solo con l’appoggio della popolazione civile, i resistenti potevano muoversi, nascondersi e trovare supporto nelle regioni occupate dai nazifascisti.

Venti mesi: quelli la cui spinta e anche il cui ricordo non saranno pienamente realizzati negli anni a venire, con il rammarico di molti combattenti di allora. Ma ne resta, oltre alla prima e probabilmente unica presa di coscienza del popolo italiano contro una lunga dittatura, una guerra perduta e una conseguente occupazione sanguinosa, l’eredità di quel senso di comunità e di bene comune che sarà trasferito poi nella Carta Costituente.

 

http://www.repubblica.it/speciali/cultura/partigiani-vite-di-resistenza-e-liberta/2017/02/27/news/venti_mesi_resistenza_liberazione_partigiani-158927568/

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Palmiro Gonzato: “Io, renitente e partigiano, decisi quando le brigate nere uccisero un ragazzo”


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Nato nel 1926 in provincia di Vicenza da una famiglia di origini contadine, Gonzato frequenta le scuole industriali e già a 14 anni trova impiego come operaio presso la polveriera dove il padre Momi è guardia giurata. Renitente nel 1944 alla chiamata di lavoro obbligatorio in Germania e successivamente renitente alla chiamata alle armi, si unisce alle Squadre di Azione Patriottiche dopo che un ragazzo – renitente anche lui – fu ucciso dalle brigate nere perché non voleva arruolarsi nell’esercito della Repubblica sociale.

Membro di una formazione della Brigata Mazzini, ha partecipato a numerose attività di sabotaggio contro i tedeschi e i fascisti fino alla liberazione quando viene nominato commissario di distaccamento del battaglione Livio Campagnolo nella “Brigata Mameli

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/04/23/news/palmiro_gonzato_partigiano-161885839/

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Per non dimenticare Alcide Cervi


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Si avvicina il 25 Aprile e sempre più in Italia stanno rialzando la testa tanti fascismi: scorrono a volte visibili e a volte invisibili in larghi strati della nostra società e dentro forze politiche che sono nel Parlamento della Repubblica nata dalla Resistenza. Essere vigili oggi più che mai è un impegno doveroso. Trasmettere alle nuove gerazioni l’attualità della Resistenza e suoi valori è un dovere morale.
Contro ogni fascismo, ieri, oggi, domani.

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Roma, è nato un lago e (r)esiste


La rivincita della natura sul cemento e sulla cementificazione. Nel caos metropolitano di Roma è nato un lago …che vive, combatte e soprattutto (r)esiste. Qui racconteremo la sua storia. Ufficialmente si chiama ‘Sandro Pertini’ ma per gli abitanti del quartiere Pigneto-Prenestino, è il lago ex-Snia. Snia sta per Snia Viscosa la fabbrica che popolò quest’area della capitale negli Anni ’20 in poi: oltre 2 mila operai, più del 50% donne, provenienti chi da altre regioni, chi dai borghi del centro. Poi nel 1954 la fabbrica venne chiusa.

l lago nasce per una ‘disattenzione’ degli operai di un cantiere che qui doveva costruire negli Anni ’90 un centro commerciale con annesso parcheggio sotterraneo. Il costruttore è Antonio Pulcini. Scavando gli operai bucarono letteralmente la marana che scorre nel sottosuolo. L’acqua, quella bullicante, venne fuori prepotentemente e allagò tutto. I responsabili dei lavori ebbero l’infelice idea di convogliare l’acqua pompandola con le idrovore nell’acquedotto cittadino. Il risultato fu letale: le fogne del quartiere scoppiarono e la “magagna venne a galla”. Cantiere sotto sequestro, denunce, indagini. Da allora l’acqua ha fatto il miracolo. Oggi c’è un bacino di 500 metri di perimetro per 10 mila metri quadri di superficie e 10 di profondità.

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https://it.video.search.yahoo.com/search/video?fr=yfp-t-909&p=assalti+frontali+in+fondo+al+lago#id=4&vid=66b40f8cc7130c8fa6a101e86839da04&action=click

https://www.bing.com/videos/search?q=assalti+frontali+in+fondo+al+lago&view=detail&mid=DD9871D42598BEF3E807DD9871D42598BEF3E807&FORM=VIRE

 

 

 

ww.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2016/04/19/a-roma-e-nato-un-lago-e-resiste_35361ffa-5844-422d-a3aa-7aa0a9ae93cc.html

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Disabili, cooperative contro gli assegni alle famiglie «Non è aiuto ai malati e si perdono posti di lavoro»


Dare i soldi direttamente alle famiglie dei disabili? Non è la soluzione migliore per fare l’interesse dei meno fortunati. A dirlo sono l’Alleanza delle cooperative italiane in Sicilia – composta da Agci, Confcooperative e Legacoop – e il Forum del terzo settore, con una lettera inviata ai vertici della Regione e ai presidenti delle commissioni Bilancio e Sanità dell’Ars, Vincenzo Vinciullo e PippoDigiacomo, alla vigilia della discussione in Aula della Finanziaria. Il tema, negli scorsi mesi, ha dato origine a numerose polemiche e proteste, con il governatore Rosario Crocetta che ha assicurato soluzioni a un problema che però, per settimane, è rimasto vago. Almeno per quanto riguarda il numero dei soggetti beneficiari.

Le risposte della giunta hanno visto la pianificazione di 36 milioni di euro. Risorse che dovrebbero arrivare direttamente ai familiari dei disabili, favorendo così la libertà di scelta nel tipo di assistenza da garantire al proprio caro. A criticare questa visione, però, sono proprio le realtà che fino a oggi si sono occupate delle cure. «Immaginare che le complessità delle situazioni poste dalle disabilità possano essere risolte con un mero trasferimento monetariorischia di peggiorare la già precaria situazione dei disabili», si legge nella nota arrivata in Regione. Tra i punti più deboli di questo approccio ci sarebbe «il rischio di incrementare il lavoro nero» e «di esporre chi riceverà il denaro alla responsabilità di gestire risorse pubbliche». Senza contare che i trasferimenti potrebbero avere tempi poco sostenibili. «Gli stessi ritardi dei pagamenti alle cooperative si manifesteranno anche nei pagamenti alle famiglie?», chiedono le coop. I problemi, però, potrebbero essere collegati anche al timore della perdita di posti di lavoro, in un settore che al momento impegna migliaia di operatori. «Alla destrutturazione del sistema attuale è correlato un problema imprenditoriale e occupazionale che interessa le cooperative sociali e sanitarie siciliane e le associazioni del terzo settore», ammettono i firmatari.

In attesa di capire come si comporteranno i 90 deputati chiamati nei prossimi giorni a votare la norma, dall’entourage della neo-assessora alle Politiche sociali, Carmencita Mangano, si sceglie la via diplomatica: «Il testo che si trova al vaglio dell’Aula è permeabile ai contributi che possono giungere dalle varie parti», fa sapere lo staff. A garantire che in ballo non c’è l’autorevolezza delle coop, ma un intervento a breve termine è il presidente della commissione sanità Pippo Digiacomo. «Sono trasferimenti che riguardano soltanto l’anno in corso e che sono stati immaginati per un sostegno d’urgenza alle famiglie», commenta l’onorevole.

Chi, invece, spera che il testo possa essere ulteriormente modificato senza per questo ridurre la possibilità delle famiglie di scegliere il tipo di assistenza è il Movimento 5 stelle che in Aula presenterà alcuni emendamenti. «Riteniamo che vada garantita la possibilità di optare tra diversi soggetti – spiega Giancarlo Cancelleri -. Non solo quindi quelli accreditati all’albo regionale, ma anche operatori Osa e Oss e i cosiddetti caregiver, ovvero i familiari conviventi che si prendono quotidianamente cura del malato». I pentastellati in commissione si sono battuti affinché venisse introdotta la rendicontazione da parte delle famiglie. «Parliamo sempre di denaro pubblico ed è doveroso sapere l’uso che ne viene fatto». A tal proposito, però, chi non è certo che le famiglie siano all’altezza del compito sono le stesse coop: «Non sono strutturate per gestire e rendicontare spesa pubblica. Cosa succederà se anche in buona fede sbaglieranno?», concludono.cazzios

 

http://meridionews.it/articolo/54090/disabili-cooperative-contro-gli-assegni-alle-famiglie-non-e-aiuto-ai-malati-e-si-perdono-posti-di-lavoro/

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Zanzare, ecco le piante da avere per tenerle lontane


basilicoIl freddo di questi giorni ha allontanato l’estate, ma nonostante ciò si sono già viste le prime zanzare. Certo, l’invasione dei fastidiosi insetti è ancora lontana, ma prevenire è meglio che curare. E con alcuni accorgimenti floreali si può ottenere una vera e propria barriera per tenere le zanzare lontane. Ecco alcune piante che sui nostri balconi faranno impazzire i fastidiosi insetti.

Aglio. Non solo tiene lontani i potenziali partner se mangiato, ma è fastidioso anche per le zanzare.
Basilico. Tenere delle piante di basilico sul davanzale o il balcone è utile d’estate
Calendula. Fiori belli, ma spiacevoli per le zanzare. Il loro profumo intenso, che a noi piace molto, tiene le zanzare a distanza di sicurezza.
Citronella. L’erba citronella andrebbe piantata direttamente in giardino, essendo questa pianta assai facile da coltivare e da mantenere.
Erba gatta. E’ perfetta per tenere lontane le zanzare, perché contiene un olio essenziale, il nepetalattone, la cui efficacia repellente è addirittura superiore a quella dei comuni spray anti-zanzare.
Gerani. Svolgono una funzione ornamentale sui nostri balconi ma esercitano pure un forte potere repellente verso gli insetti, soprattutto contro le zanzare.
Lavanda. Come le calendule, anche la lavanda ha un profumo amato da noi esseri umani, ma odiato dalle zanzare. Oltre a piantarle, dunque, su balconi e terrazze, potete provare con le gocce d’essenza di lavanda su polsi e caviglie per tenere lontani gli insetti.
Melissa.Ha un forte profumo di limone contenendo un composto chiamato citronellale, che ha un effetto simile a quello della citronella e per questo è poco amata dalle zanzare.
Mentuccia. Questa forte tipologia di menta, il cui olio può essere tossico, è un ottimo repellente per le zanzare. Non solo posizionando le piante tatticamente su balconi e davanzali, ma potete anche schiacciare qualche foglia e tenerle in tasca, per un effetto ancora maggiore.

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https://it.yahoo.com/notizie/zanzare-ecco-le-piante-da-slideshow-wp-105414405.html

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Venezuela, la donna davanti al carro armato


Dal sei aprile scorso, decine di migliaia di persone sono scese in strada in tutto il Venezuela, da tempo schiacciato da una grave crisi economica e finanziaria, per chiedere nuove elezioni e il rilascio dei leader dell’opposizione finiti in carcere.

Hanno fatto lo stesso anche i sostenitori del presidente Nicolas Maduro, che hanno organizzato una contromanifestazione partita dalle strade principali di Caracas. Contrariamente alle immagini trasmesse dalla televisione locale, dove i militari in uniforme sono stati mostrati mentre marciavano accompagnati dalla banda, le proteste degli ultimi giorni sono state molto violente.

/www.vanityfair.it/news/foto/2017/04/20/venezuela-proteste-foto-simbolovenezuela

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19 aprile 1937: In Italia la prima legge razziale


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In Italia viene approvata la prima legge di tutela della razza dal governo fascista. Con il regio decreto legge 880/37 si vieta l’acquisto di una concubina e il matrimonio con le donne di colore delle colonie. A questa legge razziale ne seguirono altre, che avevano come scopo lo stabilire la superiorità della razza italiana, ma soprattutto la sua appartenenza al gruppo di quelle ariane. Come premessa a quest’ideologia, molti scienziati cercarono di fornire una base scientifica come giustificazione alla diversità razziale.

http://www.italnews.info/2015/04/19/19-aprile-1937-in-italia-la-prima-legge-razziale/

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Per i parcheggi c’è bisogno di politiche intelligenti


 

 

In tutto il mondo il parcheggio è una delle principali ragioni per cui dei cittadini onesti pagano multe allo stato o litigano con degli sconosciuti. I parcheggi cambiano il volto delle città, spesso in peggio. Il costo e la disponibilità dei posti auto influenzano le abitudini di chi si muove per lavoro molto più dei bus veloci e delle metropolitane leggere.

Uno studio condotto a Washington ha evidenziato che la disponibilità di parcheggi gratuiti determina una probabilità del 97 per cento si vada al lavoro in auto, da soli. Il denaro e lo spazio sprecati per i parcheggi rendono la vita più costosa per chiunque, anche per chi non guida.

Le città dovrebbero invece alzare i prezzi finché le strade e i parcheggi saranno quasi, ma non del tutto, pieni, e far pagare tutti. I residenti si lamenterebbero, ma le autorità locali potrebbero usare gli incassi per il verde pubblico o per la sicurezza.

Molte città occidentali sono già state deturpate dai parcheggi, ma non è troppo tardi per le future metropoli africane e asiatiche. Nella maggior parte di queste città le auto non sono così diffuse da permettere agli automobilisti di dettare le regole sulla pianificazione urbana, e i residenti non sono abituati a parcheggiare gratis. Largo ai parchimetri e agli ausiliari del traffico. Le città dovrebbero essere fatte per le persone, non per delle scatole di metallo immobili.

 

 

 

 

parcheggiohttp://www.internazionale.it/notizie/2017/04/18/parcheggi-politiche-intelligenti

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Presto l”aspirapolvere’ dello spazio: un satellite ingoierà i detriti


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UNA SONDA che va a caccia di oggetti da fagocitare nell’universo, come una vera ‘aspirapolvere’ spaziale. Si chiama “Clean Space One”, gli ingegneri ci stanno lavorando da tre anni e sarebbe una soluzione da testare forse già nel 2018. Per ora il progetto del satellite ‘pulitore’ è in fase di lavorazione al Centro di ingegneria aerospaziale del Politecnico Federale di Losanna

I rifiuti fluttuanti nello spazio (oltre 21mila detriti più grandi di dieci centimetri, ma secondo l’Esa salgono a 600mila se si calcolano quelli dal centimetro in su) rappresentano un pericolo concreto per i satelliti e per la Stazione spaziale internazionale e anche per il nostro pianeta, anche se in minore misura. Con una velocità di sette chilometri al secondo, possono trasformarsi in proiettili minacciosi per qualunque altro oggetto nello spazio e per chiunque ci lavori, per questo sono monitorati con attenzione dalla Nasa qualora superino i dieci centimetri di massa.

http://www.repubblica.it/scienze/2015/07/14/news/arriva_l_aspirapolvere_dello_spazio_un_satellite_che_ingoia_i_detriti-118781466/

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I Panama Papers


Cerro Ancon, view, Panama City, Panama, Panama, Central America, town, cityL’Espresso vince il premio Pulitzer: premiato il consorzio Icij per i Panama Papers. Ricordiamo cosa sono.
Sono dei documenti oggetto della più grande fuga di notizie di sempre: mostrano come funzionano le società nei paradisi fiscali e soprattutto chi le controlla.
Esempio concreto di come funziona una società off shore:

Mettiamo che una società prepari un container pieno di banane in Ecuador, che costa alla società 1.000 dollari. Le vende a un supermercato francese per 3.000 dollari. Quale paese preleva le tasse su quel guadagno di 2.000 dollari: la Francia, l’Ecuador? La risposta è: “dovunque lo decida la società”. La multinazionale mette su tre società, tutte di sua proprietà: EcuadorCo, HavenCo (in un paradiso fiscale) and FranceCo. EcuadorCo vende il container a HavenCo per 1.000 dollari, e HavenCo le vende a FranceCo per 3.000 dollari. Praticamente è tutto qui (le banane di per sé non passano neanche vicino al paradiso fiscale: tutto questo è solo una questione burocratica a New York o Londra). Potreste esservi persi cos’è successo: a EcuadorCo è costato 1.000 dollari preparare il container, e l’ha venduto per 1.000 dollari. Quindi EcuadorCo non registra guadagni, e perciò niente tasse. Allo stesso modo, FranceCo lo compra per 3.000 dollari e lo vende al supermercato per 3.000 dollari. Di nuovo, niente guadagni e niente tasse. HavenCo è la chiave del puzzle. Ha comprato il container per 1.000 dollari e lo ha venduto per 3.000, per un guadagno di 2.000 dollari. Ma ha sede in un paradiso fiscale, perciò non paga tasse.

http://www.ilpost.it/2016/04/04/panama-papers/

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Emma Morano è morta. Addio alla decana dell’umanità.


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La donna che ha respirato l’aria di tre secoli, era nata il 29 novembre del 1899 a Civiasco, in provincia di Vercelli. La sorte, che le avrebbe assegnato d’essere la persona più longeva del pianeta, non le sarà sempre favorevole. Dalla sua Pallanza, dove ha trascorso la gran parte dell’esistenza, ha visto inseguirsi guerre e papi, ha visto il mondo rimpicciolirsi sotto la spinta di tecnologie impensabili, ha osservato generazioni di uomini cambiare sotto i suoi occhi. Nella sua semplicità è rimasta sino alla fine la donna di carattere saldo, anche negli ultimi anni, quando l’età l’aveva portata ad affidare la sua esistenza agli altri, nelle mani dei nipoti, che con affetto l’hanno assitita sino alla fine. Lei che lascia il marito violento quando alle donne non era dato neppure pensarci, lei che sopporta il dolore più terribile, la morte del figlioletto di pochi anni; lei che, rimasta sola, decide comunque che la vita vada vissuta, che i buoni momenti vadano presi. E così se capita Emma va anche a ballare, perchè la musica le piace, ma quando esce s’infila la fede al dito per non sembrare sola e perchè di uomini, no, proprio non vuole saperne più. E così passano i decenni, nel 1954 va in pensione, ma continua a lavorare come cuoca al collegio Santa Maria, dove rimane fino ad oltre i 70 anni. Intanto quelli che erano stati giovani con lei man mano “vanno avanti”, anche una sorella, più piccola, che sembra volerla raggiungere riesce a superare il secolo solo di qualche anno. E così col tempo nasce il fenomeno “Emma”, diventa la più anziana d’italia, poi la decana d’Europa e, un anno fa (nel maggio 2016),la persona più longeva del pianeta. Il 30 novembre scorso, nel piccolo appartamento di vicolo San Leonardo, una folla straordinaria ha salutato il 117mo compleanno di Emma Morano: decine di giornalisti, centinaia di fotografie, una moltitudine di folla e di domande cui lei, pazientemente, ha riposto. Non era l’più Emma di un anno prima, e ormai trascorreva gran parte delle giornate a letto, ma la mente restava vigile, il carattere quello di sempre. Forse non avrebbe voluto tutta quella gente attorno al suo letto, tutto il clamore che lei, donna semplice, non ha mai chiesto.

http://www.verbanonews.it/prima-pagina/emma-morano-e-morta-addio-alla-decana-dellumanita-1046.html

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L’Italia ripudia la guerra.


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“BASTA CON QUESTO GIOCO ALLA GUERRA”: appello congiunto ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, ACLI nazionali. Aderisce Don Luigi Ciotti.
Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il piu’ possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”.

Il testo dell’appello firmato da Smuraglia, Chiavacci, Camusso, Furlan, Barbagallo, Rossini

http://www.anpi.it/articoli/1735/basta-con-questo-gioco-alla-guerra-appello-congiunto-anpi-arci-cgil-cisl-uil-acli-nazionali

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Il volto di Gesù.


Tutti coloro che l’hanno raffigurato, non l’hanno mai visto. Quindi il modo di pensarlo non è nè oggettivo nè innocente. Dietro a ogni fantasia che ricrea Gesù c’è una scelta.

L’iconografia millenaria vede il Figlio di Dio raffigurato ora simile a un giovane Apollo, ora nei panni di uomo maturo con barba e capelli lunghi.

La prima immagine di Gesù che il mondo possiede è, paradossalmente, una caricatura nata dalla fantasia di un nemico dei cristiani: raffigura un crocifisso con testa d’asino. Risale al II secolo.

Inizialmente vengono esclusi gli episodi più umilianti della sua vita: Cristo è immaginato come dispensatore di leggi, Maestro o guaritore. Fino al medioevo, periodo in cui inizia a dominare la sofferenza della Croce, resa emblematica da Cimabue con la figura di un uomo crocifisso che si contorce in un ultimo brivido di vita. Sarà la “Resurrezione” di Piero della Francesca, in pieno Umanesimo, a fondere tragedia della carne, magistralmente interpretata da Donatello, e classicismo, in uno dei ritratti più sublimi della storia della pittura. La luce naturale e sovrannaturale esprimono la doppia natura di Cristo nella “Trasfigurazione” di Raffaello, mentre la “Pietà Rondanini” di Michelangelo, concede spazio solo al disfacimento del corpo.
Nel mondo contemporaneo Gesù diviene testimone della solitudine e dell’infelicità dell’artista e dell’uomo moderno come dimostra il “Cristo nell’orto degli ulivi” di Gauguin, che si ritrae nei panni del Figlio di Dio abbandonato dagli apostoli. Con Guttuso, invece, il dramma della “Crocifissione” si trasforma nella metafora di uno stato esistenziale che tocca l’umanità intera, soprattutto negli anni tragici della guerra. E Warhol non manca di fare di Gesù un oggetto di provocazione, un’icona del consumo, nella sua rilettura dell”Ultima Cena” di Leonardo.

Da: Il Volto di Gesù di Flavio Caroli editore Mondadori

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Noli me tangere


«Non mi toccare». Nel Vangelo di Giovanni Gesù risorto si rivolge a Maria Maddalena; e segue «infatti non sono ancora salito al Padre mio», ed è interpretata come esortazione di Gesù alla Maddalena a non indagare, toccandolo, se egli dopo la risurrezione avesse ancora un corpo reale giacché, non essendo ancora risalito al Padre, il suo corpo non poteva non essere reale. La scena accennata da Giovanni è stata frequente soggetto di rappresentazione artistica.

  1. Beato Angelico -2) Giotto -3) Tiziano 4) Fra Bartolomeo

15aprile 2017
Giovanna Nicolella-

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Quanto pesano le tasse sui single? In Italia il cuneo fiscale è salito al 54,1%,


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Concentriamoci sui single. In Italia il cuneo fiscale su chi non ha famiglia e ha un alto reddito è salito al 54,1%, il livello più alto dopo Belgio e Francia, contro una media Ocse del 40,4%. Usando la classifica come indicatore di contesto l’Italia è quinta tra i Paesi avanzati per il peso di tasse e contributi sui lavoratori single. Era sesta nella graduatoria dello scorso anno ed è terza nel caso delle famiglie monoreddito. La graduatoria vede al primo posto il Belgio con un cuneo fiscale del 54%, davanti a Germania (49,4%), Ungheria (48,2%) e Francia (48,1%). Il fisco più leggero con i ‘single’ è in Nuova Zelanda (17,9%) e Cile (7%).

La media Ocse è lontana
Il cuneo fiscale – cioè la differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto pagato al dipendente – per il lavoratore ‘single’ senza figli in Italia era pari al 47,8%

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/04/14/quanto-pesano-le-tasse-sui-single-piu-tartassati-vivono-belgio/

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Venti di guerra spirano sul mondo.


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La follia del leader coreano per troppo tempo è stata sopportata dal mondo. In realtà, il mondo occidentale, ha osservato a distanza le minacce che Kim Jung-un verso il Giappone ma non solo. Il regime di Pyongyang per troppo tempo ha agito indisturbato nei suoi esperimenti atomici e nel lancio di missili. Una provocazione; le prove tecniche di un attacco ad un paese ritenuto ostile? Insomma ora la situazione si complica. Sull’altra scrivania calda del mondo, quella americana, batte i pugni non più Obama che ha mal sopportato, ma sopportato, Kim Jung-un. Ora le sorti del mondo sono nelle mani di Donald Trump. La storia quindi sembra essere destinata a cambiare, velocemente. Dopo gli ultimi esperimenti con il lancio di altri missili dalla Corea, gli USA hanno deciso di reagire. Nelle ultime ore un gruppo di navi da guerra viaggia verso la penisola coreana. Ed ecco, come prevedibile la reazione di Pyongyang. Un duro avvertimento nei confronti di Washington, dopo cla decisione degli Stati Uniti di muovere navi da guerra verso la penisola coreana. “Non imploriamo mai la pace ma adotteremo le più forti contromisure contro i provocatori per difenderci attraverso la potente forza delle armi e continuare a percorrere la strada che ci siamo scelti”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri di Pyonyang citato dall’agenzia nordcoreana KCNA. La Corea del Nord “è pronta a reagire ad ogni tipo di guerra desiderato dagli Stati Uniti”, ha aggiunto. Sabato le navi americane, tra cui la portaerei Carl Vinson, due cacciatorpedinieri e un incrociatore a missili teleguidati avevano cancellato un viaggio in Australia per dirigersi da Singapore verso le acque davanti alla Corea. Cosa potrà accadere ora? Davvero gli USA sono pronti ad affrontare una crisi militare in Asia? Non solo lo scontro diplomatico con la Russia sulla questione siriana; non basta la questione Iraq e quella mediorientale. Trump ora alza la posta in gioco. Venti di guerra spirano sul mondo.

http://www.quasimezzogiorno.org/news/venti-di-guerra-spirano-sul-mondo/

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Il Venerdì Santo per la Pace


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Un Venerdì Santo nel segno della pace, con una marcia organizzata a Chicago, negli Stati Uniti, per dare un segnale forte contro la violenza che sempre più spesso caratterizza gli scenari nazionali e globali. L’iniziativa è organizzata dall’arcidiocesi della città, nell’ambito di un più ampio progetto antiviolenza lanciato dal Cardinale arcivescovo Blaise Cupich.

Si tratta di una iniziativa globale, in collaborazione con varie charities cattoliche, per accrescere la capacità e l’impatto degli attuali programmi che vanno a rispondere alle cause profonde della violenza, cercando anche nuove partnership per rompere il ciclo di disperazione, razzismo e povertà che causa la violenza. Ed è prevista anche la creazione si un fondo speciale, chiamato “Peace Venture Philonthropy Fund”.

Venerdì Santo, quindi, la camminata consisterà in una lunga Via Crucis, per ricordare quanti sono stati vittime della violenza.

http://infovaticana.it/2017/04/12/chicago-venerdi-santo-marcia-la-pace/

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Uova di Pasqua, il prezzo è la vera sorpresa


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La prima cosa che salta agli occhi è la prevalenza assoluta di uova al cioccolato al latte, evidentemente destinate ai bambini cui tutto il mercato è smaccatamente orientato.

Poi la grande varietà di dimensioni delle uova che vanno dai 150 ai 320 grammi, e conseguentemente la varietà di prezzo che però appare collegata soprattutto alla sorpresa: prezzi più cari per le uova con i gadget legati ai personaggi del momento, meno cari per i “classici” meno alla moda.
Nei giorni che precedono la Pasqua, finiscono nelle case degli italiani tonnellate di uova di cioccolato, più o meno il 5% di tutto il cioccolato venduto nell’arco di un anno, compreso quello utilizzato nelle creme o negli snack.
Cifre di tutto rispetto, che portano il fatturato del settore sui 350 milioni di euro, una vera enormità per un mercato che dura pochi giorni.

https://ilsalvagente.it/2016/03/23/uova-di-pasqua-il-prezzo-e-la-vera-sorpresa/7043/

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Da Berlusconi a Boldrini, la politica degli agnelli



Si potrebbe anche dire che questa è la politica che bruca lo schermo. Innanzitutto ci si adegua alla voga animalista e si getta un ponte verso le tendenze vegetariane, quando non vegane, che non sono maggioritarie ma si manifestano con grande attivismo. In secondo luogo ci si rappresenta come persone di cuore, capaci di accantonare i pensieri più gravi per coltivare un’armonia non facile né comune, almeno per i politici, con la Natura.

http://www.repubblica.it/politica/2017/04/13/news/da_berlusconi_a_boldrini_la_politica_degli_agnelli-162860112/

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Comacchio: la nave romana emersa dalla sabbia


http://www.turismo.it/segreti-italia/articolo/art/comacchio-la-nave-romana-emersa-dalla-sabbia-id-14281/comacchio

L’archeologia è una di quelle discipline che si muove al confine tra scienza e fantasia, tra dati e supposizioni. E per questo tremendamente affascinante. Tra le storie ancora non del tutto ricostruite, anzi, ricostruite a metà, ce n’è una a Comacchio ingiustamente poco nota. Perché qui, nel 1981, è stata rinvenuta per una pura casualità la chiglia di una nave romana di epoca augustea, perfettamente conservata, con tutto il suo carico intatto. Una ‘Pompei del mare’, la cui vicenda non è ancora del tutto chiara.
Come è possibile che una nave attraversi i secoli rimanendo quasi intatta? Succede perché è stata sepolta, ricoperta dal terreno limaccioso delle valli del Delta del Po, che l’ha custodita nei secoli come un sepolcro. Naufragata dal Mare Adriatico nel quale il Po si getta con tutte le sue diramazioni, è probabilmente rimasta arenata sul basso fondale paludoso, fino a venire negli anni ricoperta dalle piene. Durante dei semplici lavori di manutenzione dei canali nella zona di Comacchio, alcuni operai hanno rinvenuto la nave. Ci sono voluti diversi anni ad estrarla dalla terra e a restaurarla. Ma soprattutto, a fare in modo che il preziosissimo carico conservatosi nei secoli potesse essere studiato e quindi esposto al pubblico.
La nave ha trovato la sua ‘casa’ nel museo della Nave Romana di Comacchio, ma di recente il nuovo Museo del Delta Antico è divenuto la sua nuova dimora. Attualmente la chiglia della nave è ancora in restauro, ma è possibile ammirare il famoso carico. Di cosa si tratta? Quello che gli archeologi hanno ritrovato a bordo ha del prodigioso. Una cambusa riccamente fornita di cibi, pentolame, piani cottura. Bottiglie di vino, casse di semi, farine, carne, pesci. Strumenti per la pesca, ancora conservati in appositi cesti. Strumenti per registrare e pesare le merci. Abiti, scarpe, indumenti precursori degli impermeabili. Si trattava evidentemente di una nave a scopo commerciale, ma il ritrovamento di alcuni capi di abbigliamento femminili e per bambini sono stati un rompicapo per gli archeologi mai risolto. L’ipotesi più probabile è che alcuni passeggeri civili si servissero della nave per avere un passaggio verso chissà quale destinazione.

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Amnesty, record di esecuzioni segrete in Cina. In America sempre meno


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Per la prima volta dal 2006 – dice il rapporto annuale di Amnesty sulla pena di morte – gli Stati Uniti non sono più nella lista dei primi cinque paesi al mondo per numero di esecuzioni capitali. Le venti condanne a morte eseguite nel corso del 2016 rappresentano il numero più basso dal 1991 ed è inferiore della metà rispetto al 1996 e di cinque volte rispetto al 1999. Con l`eccezione del 2012, quando è rimasto uguale, il numero delle esecuzioni continua a diminuire di anno in anno dal 2009. Ma alla fine del 2016, nei bracci della morte si trovavano ancora 2832 detenuti in attesa dell`esecuzione.
Se da un lato il dibattito sulla pena di morte sta chiaramente cambiando direzione, la diminuzione delle esecuzioni si deve anche alle dispute legali sui protocolli d`esecuzione e ai ricorsi sull`origine delle sostanze usate nell`iniezione letale. L`esito di questi ricorsi potrebbe però produrre un nuovo picco di esecuzioni, a partire dall`Arkansas nel mese di aprile, con sette esecuzioni previste in 10 giorni.
La Cina invece continua a essere al primo posto e ogni anno vengono messe a morte migliaia di persone ma le esecuzioni sono segrete. Un`approfondita ricerca sulla Cina, pubblicata insieme al rapporto di Amnesty, evidenzia il modo in cui le autorità di Pechino tengono segreto lo scioccante livello di esecuzioni, nonostante proclamino continuamente che sono in corso passi avanti in direzione della trasparenza.
La Cina è una completa anomalia nel panorama mondiale della pena di morte, non in linea con gli standard internazionali e in contrasto con le ripetute richieste delle Nazioni Unite di conoscere il numero delle persone messe a morte.

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2017/04/11/news/amnesty_record_di_esecuzioni_segrete_in_cina_in_america_sempre_meno-162708936/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P22-S1.6-T1