Polonia la protesta delle donne.


Le donne sono scese in piazza per il quarto giorno consecutivo in tutta la Polonia, per gridare tutta la loro rabbia contro la decisione della Corte costituzionale che giovedì scorso ha deciso che l’aborto in caso di malformazione grave del feto non è costituzionale e bollandolo come “pratica eugenetica”. Ieri le proteste sono entrate nelle chiese, in diversi casi durante le messe, per ribadire che, spiegano le organizzatrici, «sul corpo delle donne non decide nè il governo nè la Chiesa».  Women’s Strike, la ong che ha organizzato le proteste, denuncia che costringere le donne a partorire feti gravemente deformi comporterà sofferenza fisica e mentale non necessaria alle donne. La decisione della Corte costituzionale è arrivata dopo che il partito nazionalista conservatore al potere è riuscito a controllare i tribunali, Corte costituzionale inclusa, e dalla conquista del potere nel 2015 combatte contro l’emancipazione delle donne e i diritti degli omosessuali. Solo la scorsa settimana il presidente Duda ha incaricato come nuovo ministro dell’Istruzione Przemyslaw Czarnek, docente di università cattolica, per cui le persone Lgbtq non sono “normali”, e lo “scopo delle donne nella vita è fare figli”.

 

https://www.lastampa.it/esteri/2020/10/25/news/polonia-protesta-nelle-chiese-per-difendere-il-diritto-all-aborto-1.39460773

A 75 anni dal loro primo utilizzo


Le armi nucleari diventano finalmente illegali. Grazie alla ratifica di un 50esimo stato, l’Honduras, soglia minima da raggiungere per poter attivare il divieto, il Trattato Onu che vieta le armi nucleari (TPAN) entrerà in vigore in 90 giorni, quindi il 22 gennaio 2021. A partire da quella data produzione, test, sviluppo, immagazzinamento, trasferimento e utilizzo di ordigni nucleari saranno illegali. Se il 50esimo paese che ha firmato il trattato è stato l’Honduras, in Europa soltanto pochissimi paesi lo hanno approvato e ratificato, (solo 6 dei 49 stati europei hanno approvato e ratificato il trattato: Austria, Irlanda, Malta, San Marino Liechtenstein e lo Stato del Vaticano ). L’Italia non è tra questi. Quando nel 2017 l’Assemblea generale dell’ONU votò per l’adozione del Trattato, l’Italia si rifiutò di dichiarare apertamente che le armi nucleari non dovrebbero mai essere utilizzate e, concretamente, di partecipare ai negoziati per la loro messa al bando..

http://www.vita.it/it/article/2020/10/25/le-armi-nucleari-sono-illegali-il-trattato-onu-entra-in-vigore/157124/?fbclid=IwAR18Wgz_oi7aIrbfE-aSuTSQ2dvS23qveJXFcL4ZXbKZsUR9CYLqtdHNAUYLe

Gianni Rodari maestro di fantasia.


23 ottobre 1920: 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, maestro della fantasia. Nonostante la sua inconfondibile vena letteraria, Rodari va ricordato per come ha cercato di riformare la scuola e soprattutto la figura dell’insegnante, insieme al Movimento di Cooperazione Educativa (nato a Fano nel 1951).

Per prima cosa ha messo al centro della scuola il bambino, dandogli così uno spazio adeguato e un ascolto attento e proponendo contemporaneamente un’idea di società diversa, moderna, amica dell’infanzia e dei bambini. Gianni Rodari è stato senza dubbio il maestro della libertà; ha sempre parlato a tutti, grandi e bambini, affinché ci si risvegliasse dal torpore della “normalità” per immaginare e cambiare il mondo e renderlo migliore. E lo ha fatto ricordandoci il potere della parola: la cosa di cui siamo più schiavi. Per evitare il rischio di cadere intrappolati nelle parole, è importante riscoprirne il potere liberatorio, imparare a usarle in maniera creativa, fantastica, controcorrente, in modo da immaginare e credere in un mondo ogni volta in divenire.

100 Gianni Rodari – countdown verso il centenario dal 23 ottobre

“Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente: come la poesia e la musica, come il teatro e lo sport (se non diventano un affare). Servono all’uomo completo. Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti della volontà – vuol dire che è fatta male e bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione”.

A 100 anni dalla nascita e 40 anni dalla sua morte, continuiamo a ricordare e a ringraziare Gianni Rodari per tutte le storie meravigliose e gli insegnamenti rivoluzionari che ci ha lasciato.

 

https://www.passaggifestival.it/gianni-rodari-anniversario-scuola-bambini/

La filosofia alle elementari.


La filosofia fin dalla scuola primaria. Una proposta che aleggiava da tempo ma che adesso si fa sempre più concreta. Il Miur potrebbe estenderne l’insegnamento anche tra i più piccoli, sfruttando l’esempio di una classe pilota, una terza elementare di Genova. Le maestre di una classe terza della primaria di Genova infatti durante il lockdown hanno ideato un laboratorio di filosofia, riscontrando un grande successo. Gli elaborati della classe sono finiti sui tavoli di lavoro del Miur e a quanto pare hanno fatto breccia. Introdurre la filosofia nella scuola primaria è positivo perché stimola i bambini alla riflessione sulle grandi domande e questioni della vita: l’uguaglianza, il rispetto dei diritti umani, la libertà di scelta, da dove veniamo e qual è lo scopo della nostra esistenza.La conoscenza, il pensiero, la mente e la ricerca della verità sanno affascinare molto i bambini soprattutto se questi concetti e temi vengono spiegati in modo semplice e adatto alla loro età. Aprire la mente al pensiero libero e prendere distanza dalle cose per comprenderle, attraverso il metodo dell’osservazione e della ricerca delle cause.

Giovanna Nicolella

21 ottobre 2020

L’Eccidio di Bassano, 76 anni fa: in memoria dei 31 partigiani uccisi dai nazifascisti


La mattina del 26 settembre del 1944, 31 persone furono impiccate dai nazifascisti dugli alberi lungo il viale principale di Bassano del Grappa. Fu l’apice dell’operazione Piave, ordinata dal comando tedesco per eliminare le sacche di resistenza partigiana attive sul Monte Grappa. Il bilancio finale dell’operazione fu di 264 persone di cui 187 fra bruciati, fucilati e impiccati, 23 morti in combattimento, mentre dei restanti non si conosce la circostanza della loro morte dato che non tutte le salme furono ritrovate. 

Eccidio di Bassano

I nazifascisti schierarono un esercito di 10.000 soldati contro 1.200 partigiani che erano attivi sul territorio. La battaglia, ovviamente, si risolse con la vittoria dei tedeschi, e molti furono i partigiani e i civili fucilati sul posto. Alcuni furono catturati ma altri riuscirono a nascondersi. Per stanarli, fu elaborato un inganno dal vice brigadiere delle SS Karl Franz Tausch che era di stanza a Bassano del Grappa.
Tausch fece affiggere dei manifesti nei vari paesi nei dintorni spiegando che chi si fosse presentato avrebbe avuto salva la vita perché avrebbe avuto un lavoro nell’organizzazione Todt, un’impresa di costruzioni. Ingenuamente, i civili – stremati dalla guerra e dall’occupazione – ci cascarono e in 31 si presentarono quella mattina a Bassano del Grappa. 
Fatti salire su un camion e sedati con un’iniezione, i 31 partigiani, uomini e donne, furono impiccati agli alberi del viale con un cavo telefonico legato al camion, che avanzando faceva sì che il cavo si stringesse sempre di più intorno al collo. I cadaveri furono lasciati appesi per 4 giorni. 
Oggi quegli alberi sono ancora lì, gli stessi di allora. Su ognuno di essi, compare una targa per commemorare chi perse la vita in quel modo infame. 

https://www.globalist.it/news/2020/09/26/l-eccidio-di-bassano-76-anni-fa-in-memoria-dei-31-partigiani-uccisi-dai-nazifascisti-2065160.html

La cannonata di capitan Segre che riscattò e illuse gli ebrei.


A Porta Pia, non c’è nessuna lapide. Per trovarne una, si deve andare al cimitero di Chieri, in Piemonte, nella zona ebraica. Giacomo Segre era un capitano (1839 – 1894); quel giorno, aveva 31 anni: comandava la V batteria pesante del IX reggimento di artiglieria. Alle 5.20 del fatidico 20 settembre 1870, ordina d’aprire il fuoco contro Porta Pia. Subito dopo sparano anche la II e l’VIII batteria del VII reggimento, dirette dai capitani Buttafuochi e Malpassuti. I loro 888 colpi creano la breccia da cui i bersaglieri irrompono nella capitale dei papi, trasformandola in quella dell’Italia Unita.

Per gli ebrei romani e italiani un evento decisivo, che aprì una stagione di piena integrazione. Un’epoca, tuttavia, che fu purtroppo di breve durata la cannonata di capitan Segre riscattò e illuse gli ebrei.

A Chieri gli ebrei sono scomparsi. Fino al 1931 era una delle più forti comunità del Piemonte: dal XV secolo. Nel 1724, i 73 abitanti ebrei, rinchiusi nel nuovo ghetto. Nel 1937, smantellata la sinagoga: gli arredi trasferiti nel tempietto sotterraneo di quella di Torino; ne resta solo lo scalone monumentale, a Palazzo Villa. Nel cimitero c’è una lapide con due cannoni incrociati ed il ricordo di Porta Pia; dal 2008, sul muro esterno, un’altra è dedicata a lui. Pochi lo ricordano; ogni 20 settembre, la Consulta torinese per la laicità delle istituzioni gli rende omaggio. Il più autorevole testimone del 20 settembre era un ufficiale di 24 anni, già direttore de «L’Italia militare», che scriveva sulla «Nazione»: Edmondo De Amicis. Ma stava nelle retrovie: «Non ricordo che ora fosse quando ci fu annunziato che una larga breccia era stata aperta vicino a Porta Pia». Era totalmente diroccata; ne restava in piedi, intatta, dietro, soltanto un’immagine della Madonna. Era nata l’Italia unita: merito anche di questo ebreo, che non temeva la solenne scomunica papale.

https://rep.repubblica.it/pwa/robinson/2020/09/19/news/porta_pia_la_cannonata_di_capitan_segre_che_riscatto_e_illuse_gli_ebrei-267880996/?ref=RHPPTP-BS-I0-C12-P13-S2.4-T1

https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/breccia_porta_pia-596418.html

Il mito della verginità resiste ai secoli.


In Francia, la notizia che il governo Macron ha deciso di vietare la pratica dei certificati di verginità è diventata un vero e proprio caso di Stato. Questo certificato è una pratica barbara, retrograda e totalmente sessista. In un mondo ideale non esisterebbe. Nel mondo reale la situazione è diversa, ci sono ragazze che rischiano di essere uccise o ripudiate se non lo presentano. La soluzione al problema non è una legge, significherebbe attaccare gli effetti trascurando la causa che ha le sue radici nell’ignoranza e nella paura. Solo l’educazione può portare all’emancipazione, spiegare e smantellare i pregiudizi.

Giovanna Nicolella

Abusare degli ecosistemi ricade tra i “peccati gravi”


“Per uscire da una pandemia, occorre curarsi e curarci a vicenda. E bisogna sostenere chi si prende cura dei più deboli, dei malati e degli anziani. C’è l’abitudine di abbandonare gli anziani e questo è brutto. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli”, mentre “la nostra casa comune, il creato, non è una mera ‘risorsa’. Le creature hanno un valore in sé stesse e riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell’infinita sapienza e bontà di Dio.

Il Coronavirus è stato favorito dal cambiamento climatico e dalla  deforestazione, non si può più negare | Ohga!

Questo valore e questo raggio di luce divina va scoperto e, per scoprirlo, abbiamo bisogno di fare silenzio, di ascoltare e contemplare. Certo, possiamo e dobbiamo lavorare la terra per vivere e svilupparci. Ma il lavoro non è sinonimo di sfruttamento, ed è sempre accompagnato dalla cura: arare e proteggere, lavorare e prendersi cura… Questa è la nostra missione. Non possiamo pretendere di continuare a crescere a livello materiale, senza prenderci cura della casa comune che ci accoglie. I nostri fratelli più poveri e la nostra madre terra gemono per il danno e l’ingiustizia che abbiamo provocato, e reclamano un’altra rotta. Questa custodia del creato, dell’ambiente, ci rende tutti fratelli, parimenti responsabili verso Dio e verso gli altri, e legittima le nostre diversità. Se non si custodisce il creato si andrà incontro a qualcosa di terribile, come lo scioglimento dei ghiacciai può già prefigurare. Se abbiamo un rapporto, fatemi dire ‘fraternale’ con il creato, diventeremo custodi della casa comune, della vita, e della speranza. Qualcuno può pensare: ‘ma io così me la cavo’. Ma il problema non è come te la cavi tu oggi ma quale sarà la vita futura dei tuoi figli e nipoti. Cosa sarà se oggi sfruttiamo solo.”

Papa Francesco durante l’udienze del mercoledì, nel cortile di San Damaso.

https://www.globalist.it/green/2020/09/16/perche-francesco-ha-detto-che-abusare-degli-ecosistemi-ricade-tra-i-peccati-gravi-2064621.html

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