IL VACCINO COVID E’ UN “BENE COMUNE”.


La campagna vaccinale contro la pandemia di COVID-19 è iniziata da alcune settimane, ma la cronica carenza di dosi renderà questa battaglia lunga e complessa in tutto il mondo. La produzione dei vaccini già approvati potrebbe essere potenziata mettendo in moto tutte le fabbriche idonee e disponibili, ma i brevetti delle case farmaceutiche in molti casi non lo rendono possibile. Il brevetto è un diritto di chi ha creato qualunque cosa investendo tempo e denaro. Ma nel cuore di un’emergenza mondiale senza precedenti, con un impatto sanitario, sociale ed economico paragonabile a quello di una grande guerra, si dovrebbe potenziare al più presto la produzione dei vaccini, al fine di distribuire in modo rapido ed equo nel mondo tutte le dosi necessarie per vincere questa lunga battaglia. Sarebbe indispensabile che le aziende farmaceutiche riconoscessero la propria responsabilità sociale in questa grave condizione pandemica, anche considerato l’ingente contributo economico sostenuto con finanziamenti pubblici.

https://scienze.fanpage.it/i-brevetti-delle-case-farmaceutiche-sui-vaccini-anti-covid-sono-etici/ https://scienze.fanpage.it/

PRIMA GUERRA DEL GOLFO: 30 ANNI FA L’OPERAZIONE “DESERT STORM”.


View of burning oil wells, Kuwait, 1991. (Photo by Allan Tannenbaum/Getty Images)

Era il 16 gennaio del 1991. Gli Stati Uniti, alla guida di una coalizione internazionale, intervengono militarmente nel conflitto. Pochi mesi prima, il 2 agosto del 1990, le truppe irachene avevano invaso il vicino Kuwait. Nasce con la guerra del Golfo la strategia che guida le successive guerre sotto comando Usa – Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001, Iraq 2003, Libia 2011, Siria 2011, e altre – presentate come «operazioni umanitarie per l’esportazione della democrazia». Quanto ciò corrisponda a verità lo testimoniano i milioni di morti, invalidi, orfani, rifugiati provocati dalla guerra del Golfo, quella che nell’agosto 1991 il presidente Bush definisce «il crogiolo del nuovo ordine mondiale». A questi si aggiungono un milione e mezzo di morti, tra cui mezzo milione di bambini, provocati in Iraq dai successivi 12 anni di embargo, più molti altri dovuti agli effetti a lungo termine dei proiettili a uranio impoverito usati massicciamente nella guerra. Dopo quella dell’embargo, la nuova strage provocata dalla seconda guerra all’Iraq lanciata nel 2003.

https://ilmanifesto.it/trentanni-fa-la-guerra-del-golfo/

 

NE USCIAMO SOLO SE NE USCIAMO TUTTI.


Niente vaccini anti Covid per l’Africa. Ue e Usa hanno già acquistato abbastanza dosi di vaccino anti Covid per vaccinare due volte ogni suo abitante, ma l’Africa è rimasta senza. E anche con i vaccini, in quasi tutti i Paesi non c’è una logistica, siringhe e medici adeguati per una campagna vaccinale di massa.

Le previsioni più ottimistiche parlano di un 3% della popolazione africana vaccinata entro marzo. E di un 20% della popolazione vaccinata entro il 2021. Questo accadrà – se accadrà – perché Russia e Cina hanno accettato di fornire dosi del loro vaccino a diversi Paesi africani, a patto che la loro popolazione partecipi in massa alla sperimentazione clinica. L’Africa rimane senza vaccini e questo è un problema che riguarda tutti noi. La pandemia ci ha insegnato qualcosa di molto importante

Che siamo tutti collegati,

Che se ne esce solo se ne usciamo tutti.

E che ne usciamo tutti solo con la cooperazione e con la generosità.

Ecco perché il vaccino contro il Covid in Africa è un problema di tutti.

https://www.fanpage.it/esteri/niente-vaccini-anti-covid-per-lafrica-perche-e-un-problema-che-ci-riguarda-tutti/

Aiuti alimentari acquistati con fondi statali per l’emergenza Covid.


Togliere a poveri e stranieri per dare ai ricchi : una storia da leghisti doc. ‘Pacchi da sfigati’. Così la sindaca di San Germano Vercellese Michela Rosetta definiva, insieme al consigliere comunale Giorgio Carando, gli aiuti alimentari destinati ai bisognosi. Lei e Carando, come Robin Hood al contrario, prendevano i pacchi più sostanziosi e li davano a ‘figli e figliastri’ (parole loro), mentre agli sfigati si dava quello che restava, se restava. Questa è cattiveria, è spregio dell’umanità e dei suoi figli più deboli. Sono comportamenti che dovrebbero interdire dalla vita politica e che invece, in questo paese come in tutti quelli dove il sovranismo alza ferocemente la testa, ritroviamo ai livelli più alti delle istituzioni. I poveri diventano ‘sfigati’. Perché in fondo la povertà è colpa loro e se sono finiti in quella categoria è perché non hanno lavorato abbastanza per meritarsi di meglio. Così ragiona questa gente, com’è chiaro ed evidente dalle intercettazioni delle telefonate, rari momenti in cui gettano la maschera e si rivelano per quello che sono realmente: persone che riescono a togliere cibo ai poveri e a dormire la notte.

La prima cittadina è ai domiciliari insieme ad un consigliere comunale, l’ex assessore Giorgio Carando.

https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2021/01/15/nega-aiuti-alimentari-a-stranieri-sindaca-ai-domiciliari_5a5c6e1b-1588-404d-93b8-ef6869bf1fdd.html

IL NEGAZIONISMO, TRA PASSATO E PRESENTE.


Anche durante la spagnola, si facevano petizioni contro le mascherine in nome della libertà personale.  A San Francisco molti si rifiutarono di indossare mascherine sfidando la legge mentre la pandemia di influenza spagnola del 1918 si impadroniva della città. 

Nel 1919 si formò una “Lega anti-mascherina”. Accadde a San Francisco, quando la città impose l’uso di mascherine durante la pandemia e alcuni residenti si rifiutarono di indossarle, portando a centinaia di arresti e persino a una sparatoria. Le hanno combattute strenuamente, credendo che fossero antigeniche, inutili e una minaccia ai loro diritti costituzionali. Il resto è storia… e attualità.

Il negazionismo può essere molto pericoloso, ma è normale. E, secondo gli esperti, il primo passo per combatterlo potrebbe essere semplicemente accettarlo come ordinario, anche se alimentato da nuovi canali di informazione come i social media.

Bollare tutto come follia o peggio ancora come delinquenza, come capita di osservare sugli stessi social, non solo è semplicistico e denota scarso approfondimento, ma può peggiorare le cose. Le paure vanno affrontate, ma per farlo è necessaria una comunicazione chiara ed efficace. Che non si metta sulla torre d’avorio in attesa che il mondo capisca

PROTEGGERE IL MAIS AUTOCTONO.


Il Messico “revocherà e si asterrà dal concedere permessi per il rilascio di semi di mais geneticamente modificati nell’ambiente ”, ha affermato un nuovo Decreto presidenziale pochi giorni fa, che segna il divieto del mais transgenico e anche il progressivo divieto del glifosato entro il 2024. Il Messico diventa così il primo Paese delle Americhe a vietare il mais geneticamente modificato e l’erbicida. Dalla fine degli anni ’90, parte della società civile messicana si è mobilitata contro le multinazionali e le aziende agricole che imponevano il mais transgenico. Ora la lotta sembra finita e le decine di specie di mais tradizionale sono difese.

PIANO PANDEMICO: ” SE LE RISORSE SONO SCARSE, SCEGLIERE CHI CURARE “.


Il Covid non solo non rallenta ma cambia pure i paradigmi delle cure. Non a caso, ecco che la nuova bozza del piano pandemico rivoluziona l’approccio di “fornire” le cure. Nella bozza, infatti, del piano per il 2021 -2023 si legge che «quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori possibilità di trarne beneficio».

La devastazione attuata dal Covid è tutta qui.

https://www.quotidiano.net/cronaca/piano-pandemico-bozza-1.5902644

Libero Grassi, trent’anni fa la lettera “caro estortore..”


Era il 10 gennaio 1991: esattamente 30 anni fa il Giornale di Sicilia pubblicava la lettera-denuncia di Libero Grassi al ‘caro estortore’, con cui l’imprenditore tessile diceva no al racket e agli emissari della mafia. Un atto di ‘naturale ribellione’ per un uomo e un imprenditore onesto che, però, gli costò la vita: fu ucciso il 29 agosto del 1991, in un contesto di silenzi, solitudine e sottovalutazione. Oggi per fortuna non è più così. Libero Grassi, dovette scegliere di mettere in campo un’azione così plateale nel tentativo di scuotere le coscienze. Oggi chi vuole denunciare il pizzo lo può fare in sicurezza, senza rischiare, assistito dalle associazioni. Se questo è accaduto è anche merito suo.

https://www.huffingtonpost.it/entry/libero-grassi-trentanni-fa-la-lettera-caro-estortore_it_5ffab377c5b63642b6fc8fdd

Dopo 100 anni il bisonte americano è salvo anche grazie ai nativi.


In passato popolava le praterie del Nord America e costituiva un’importante fonte di cibo per i nativi americani, che li cacciavano anche per la pelle, utile a ripararsi e vestirsi.

Nel 1800, i coloni hanno invaso le terre dei nativi e hanno iniziato a decimare i bisonti, uccidendone circa 50 milioni per cibarsene, per sport e soprattutto per privare i nativi del loro più importante patrimonio naturale. Inoltre, i coloni hanno distrutto gli habitat di questi grandi mammiferi per fare spazio ad allevamenti e coltivazioni, riducendo lo spazio a disposizione per i bisonti.

Alla fine dello stesso secolo, si contavano meno di mille bisonti, ed era evidente la necessità di un intervento per tutelare questa specie.

I nativi americani, partendo dai pochi esemplari esistenti, iniziarono ad allevare bisonti allo scopo di far crescere nuovamente la popolazione e, successivamente, sono stati avviati programmi di conservazione. Oggi, sebbene i numeri dei bisonti non siano nemmeno lontanamente simili a quelli di un tempo, la popolazione risulta stabile e il bisonte sembra essere fuori pericolo.

Mangiano plastica in discarica: elefanti a rischio in Sri Lanka.


Il governo dello Sri Lanka sta costruendo trincee ed erigendo recinzioni elettriche per impedire agli elefanti di mangiare rifiuti di plastica nelle discariche a cielo aperto, un’abitudine letale per i pachidermi. La popolazione di elefanti dello Sri Lanka è scesa a circa 7mila secondo l’ultimo censimento, rispetto ai 12mila all’inizio del 1900. Molti vengono avvelenati da agricoltori che cercano di tenerli lontani dalla loro terra, ma un gran numero muore anche per il consumo di rifiuti Questi elefanti percorrevano di solito fino a 30 chilometri ogni giorno per trovare il cibo, ma i cambiamenti ambientali li hanno costretti a cambiare le loro abitudini. E ora sono costretti a cercare cibo nelle discariche di rifiuti. A causa di questo comportamento, causato dall’azione dell’uomo, finiscono per ingerire grandi quantità di plastiche e polietilene. Questi inquinanti vengono trovati nelle loro feci e all’interno del loro apparato digerente, esaminato su esemplari trovati morti.

Usa, attacco al Campidoglio: l’unico precedente è del 1814 e fu opera delle truppe britanniche.


Solo un’altra volta, nella storia, la sede del Congresso degli Stati Uniti d’America era stata assaltata: nel 1814, durante la guerra anglo-americana. Il conflitto volgeva al termine ed era il tempo delle rappresaglie. Il 24 agosto le truppe britanniche arrivarono a Washington D.C. e diedero fuoco a tutti gli edifici pubblici per vendicare l’incendio dell’anno precedente, appiccato dagli statunitensi, nella capitale canadese York (oggi Toronto). L’edificio del Campidoglio, ancora in costruzione, era già operativo e scampò alla completa distruzione grazie solo alla pioggia.

Deposito Nazionale delle scorie nucleari.


“Non vogliamo quelle scorie”, il no di comuni e regioni ai siti di stoccaggio nucleare.E’ rivolta nei comuni italiani dove potrebbero essere ubicati i 67 siti ( la lista resa nota poche ore fa) scelti per smaltire questi rifiuti altamente inquinanti. E parte la mobilitazione. In primo piano i sindaci che, compatti, da Nord a Sud, si oppongono all’ipotesi di un deposito radioattivo in casa propria. Greenpeace dice di non condividere la strategia scelta dall’Italia, basata sull’unica ipotesi di dotarsi di un solo Deposito Nazionale delle scorie nucleari. Secondo Greenpeace “sarebbe stato più logico verificare più scenari e varianti di realizzazione del Programma, utilizzando i siti esistenti o parte di essi”. Anche Coldiretti si dice contraria, individuando nella sottrazione di suolo all’agricoltura il primo danno arrecato dalla scelta messa in campo dai governi che si sono succeduti negli ultimi decenni.https://www.depositonazionale.it/…/documento-per-la…

Altri tempi.


L’obiettivo di Donald Trump è sempre quello di lasciare dietro di se il caos, in vista dell’arrivo del suo successore Joe Biden. Ben diverso era stato, 12 anni fa, il comportamento e il congedo di John McCain dopo la vittoria di Barack Obama. Il suo discorso non è il discorso di un perdente risentito, ma di uno statista capace di riconoscere il confine tra l’interesse di partito e il bene del Paese di cui è cittadino e rappresentante, fedele ai valori comuni e alle istituzioni nelle quali si deve servire e delle quali non ci si può servire. Niente a che vedere con la gelida e rabbiosa litania di accuse e di insulti scandita da Donald Trump.http://www.astrid-online.it/…/Il-discorso-di-McCain…

“ES LEY!“.


Street art: la nuova opera di Laika dedicata alla legalizzazione dell’aborto in Argentina.

A Roma, in via Torino, dietro l’ambasciata argentina, è comparsa una nuova opera di street art realizzata dall’artista Laika, “ES LEY!“. Si tratta di un omaggio alla legalizzazione dell’aborto, appena approvata nel paese sudamericano.

In Argentina una battaglia lunga decenni giunge a compimento ma c’é ancora moltissima strada da fare in tutto il mondo. Solamente 60 paesi permettono l’accesso libero e legale all’aborto; solo il 37% delle donne in età fertile vive in paesi in cui l’aborto è permesso senza divieti. Lo stato con la legge più restrittiva e punitiva al mondo nei confronti dell’aborto è El Salvador, dove è sempre vietato abortire, anche a rischio di vita della madre. Le donne che abortiscono, e persino quelle che hanno un aborto spontaneo, possono rischiare fino a 30 anni di prigione. In Nicaragua ci sono leggi simili, ma applicate meno rigidamente.

“Es Ley!” è ispirato al famoso manifesto “We can do it!”, creato nel 1943 da J. Howard Miller, rivisitato in chiave moderna.

Botti di capodanno, la strage degli uccelli: centinaia di volatili morti a Roma.


Sull’asfalto in via Cavour, vicino la Stazione Termini, ci sono centinaia di uccelli. Molti sono morti, altri sono storditi e non riescono a riprendere il volo. Sono per lo più storni che impauriti volano disperati e si schiantano contro i fili dell’alta tensione in tutto il centro storico di Roma. Sotto accusa i fuochi d’artificio andati in scena al Circo Massimo o i botti di Capodanno che nella Capitale qualcuno ha fatto esplodere nonostante il divieto imposto dall’ordinanza comunale.

Le risposte di Lipu “In quel punto c’è un grosso dormitorio, gli storni sono animali sociali e la notte formano dei dormitori sulle alberature che possono arrivare a contare molte migliaia di individui. Ieri notte l’esplosione dei botti ha spaventato gli animali che si sono alzati in volo contemporaneamente, in maniera disordinata e al buio e molti individui hanno sbattuto tra di loro e contro i fili sospesi e le barriere architettoniche tipiche del centro città. Questo ha causato la morte di un centinaio di individui e il ferimento di altri. Gli storni negli ultimi anni hanno diminuito la loro presenza in centro a Roma, forse anche come conseguenza degli interventi di dissuasione operati ormai da quasi venti anni. Negli ultimi due anni, al 31 dicembre, non c’era nessun dormitorio presente o comunque non così numeroso. Quest’anno invece gli storni sono tornati al centro di Roma e non essendo stato fatto nessun intervento di dissuasione sono rimasti sul posto fino ad oggi in grandissimi numeri. E’ per questo motivo che è successo quest’anno. Episodi simili si sono registrati comunque anche negli anni passati soprattutto tra il 2003 e il 2010 quando la presenza di questi animali a Roma era davvero importante.”

NE HANNO PARLATO ANCHE I MURI.


Iperrealistiche, ironiche, drammatiche, poetiche. Sono le opere di street art dedicate al covid 19. Hanno colorato gli edifici delle città di tutto il mondo. Raccontando l’eroismo, ma anche la vita sospesa. Forse, se un giorno vorremo ricostruire la cronaca e il senso profondo del nostro rapporto con questa catastrofe, potremo anche partire dalle migliaia di opere-murali, poster- che, giorno dopo giorno, si sono sedimentate sui muri di ogni parallelo, per mano di artisti di fama internazionale o giovani sconosciuti. La street art, nella prima fase della pandemia, fotografa l’angoscia del distanziamento, l’impossibilità del contatto fisico. Quando il momento della ricostruzione appare più lontano, travolto da una seconda ondata, il racconto corale ha continuato a registrare le emozioni profonde. A Milano i murali come omaggio a medici e infermieri venivano imbrattati, a Padova un uomo ruba l’arcobaleno, simbolo della quarantena italiana. Aspettando la liberazione, una sorta di icona bizantina, con Santo Stefano che ostenta una siringa da cui zampilla un liquido color paglierino. Ai lati la scritta Sacrum Vaccinum, consegna un messaggio di speranza per tutti.

https://www.repubblica.it/venerdi/2020/12/30/news/covid-19_coronavirus_vaccino_murales_street_art-279793900/

La casa dei Mandorli di Tonino Guerra diventa luogo della memoria.


“Un continente, un bastimento, un luogo di memoria che permette viaggi e ricordi pur stando fermi”. Così Tonino Guerra definiva la sua Casa dei mandorli a Pennabilli, in provincia di Rimini, che nel centenario dalla nascita del poeta, entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. “Conto i giorni per fare arrivare la primavera e mettermi a guardare la fioritura degli alberi” scriveva dalla sua dimora incantata. “Nei piccoli mondi c’è tanta bellezza che sta morendo. Se noi la salviamo, salviamo noi stessi “. La Casa dei Mandorli. è un luogo portatore di un messaggio fondamentale: tutelare quella bellezza autentica e universale che si ritrova anche nelle cose più piccole e nei luoghi meno conosciuti.

https://www.repubblica.it/cultura/2020/12/27/news/pennabilli_la_casa_dei_mandorli_di_tonino_guerra_diventa_luogo_della_memoria-279954192/

Obesità: colpa di poco sport. Parola di Coca-Cola.


Uno studio mostra come Coca-Cola Company abbia utilizzato la sponsorizzazione di conferenze internazionali sulla salute pubblica come sistema per coprire le proprie responsabilità riguardo il grave problema dell’ obesità, scaricando invece la colpa sulla poca attività fisica e le scelte individuali dei consumatori. Per esempio, l’azienda faceva pressione per orientare i temi da affrontare nei meeting, tentava di screditare i rappresentanti delle associazioni di consumatori, e proponeva di inserire negli organi direttivi persone di fiducia allo scopo di distrarre l’interesse dalle ricerche sulla relazione tra bevande zuccherate e obesità.In pratica, le sponsorizzazioni avevano un secondo fine: quello di utilizzare queste conferenze, e gli scienziati che vi partecipavano, come mezzo per veicolare i messaggi che voleva la Coca-Cola Company,

Gli scrutatori americani: quasi eroi.


Questi cittadini americani, che fanno pensare al personaggio della Giornata di uno scrutatore di Italio Calvino, sono i numerosissimi piccoli eroi di questo tentativo fallito di rovesciare il tavolo della democrazia elettorale. Quello dove, come ha detto il segretario di stato della Georgia, repubblicano onesto, The numbers do not lie. La lezione è che nonostante le pecche di una costituzione troppo vecchia e inemendabile, che fa temere peraltro difficoltà future a causa del bicameralismo “perfetto” e delle difficoltà per il Presidente di portare avanti il suo programma a causa di un Senato che avrà possibilmente una maggioranza Repubblicana e ostile, nonostante tutto questo la cultura civica della democrazia, quella per cui chi perde deve lasciare il posto a chi vince le elezioni, ha vinto a sua volta. Grazie alla serietà delle corti e alla virtù civile degli scrutatori che hanno difeso la regolarità del voto. Ma anche, bisogna riconoscerglielo, alla moderazione e al civismo ancora una volta di Joe Biden. Che ha attraversato con calma il mare agitato della transizione, mentre il perdente ha portato al più alto grado ciò che sa fare in modo fantastico e spudorato: mentire.

http://www.libertaeguale.it/lezioni-americane/?fbclid=IwAR2OwhXrYXfi01OEXmQ6AAF_brPLTmQEdMqK702oDV0LItpSrEKp2taQlTM

Il Parlamento Europeo dice basta ad Al Sisi.


L’assemblea ha votato una risoluzione sul deterioramento dei diritti umani in Egitto. Un chiaro messaggio sulla detenzione di Patrick Zaki e sul caso Regeni

È indispensabile porre in essere le misure che la risoluzione richiama, a partire dalla realizzazione di sanzioni mirate capaci di colpire i funzionari che si rendono responsabili di casi di violazione dei diritti umani e facendo un salto di qualità che in questi anni non si è mai veramente attuato: non vendere armi a chi, ed è il caso del governo di Al Sisi, non garantisce il rispetto delle libertà civili. Sono infatti oltre 60 mila, oggi, i prigionieri “inspiegabili” e per molti invisibili, presenti nelle carceri di un Paese che sta vivendo il dramma di una continua azione repressiva che colpisce le donne e gli uomini per ragioni legate all’opinione politica, all’attivismo per i diritti umani, alla libertà d’espressione o perfino all’orientamento sessuale.
Una condizione drammatica, che peggiora con il passare del tempo, di fronte a cui la massima istituzione rappresentativa d’Europa dice una cosa chiara e semplice: basta.

Infine il Parlamento Europeo, facendo eccezione rispetto alla propria prassi, dichiara di non condividere l’assegnazione di onorificenze a chi viola i diritti umani (come ha incredibilmente fatto il Presidente Macron, consegnando nei giorni scorsi la Legion d’Onore allo stesso Al Sisi). .

https://espresso.repubblica.it/palazzo/2020/12/21/news/il-parlamento-europeo-dice-basta-ad-al-sisi-1.357529

Diego e il 2020


Diego è il primo bambino nato in Italia nel 2020. A Napoli, con il nome di Maradona. E’ nato il 1 gennaio 2020. Rivedere la notizia di quella nascita è come tornare a prima di una guerra. Quando il mondo era ancora un mondo normale, senza mascherine, senza la paura costante del contagio, e con mille altri pensieri e occupazioni. Con le nostre abitudini da cui ci siamo allontanati. Diego è nato quando in Cina si registravano i primi contagi di un virus nuovo che non aveva ancora un nome. E’ nato in questo 2020 di contagi, lockdown, riaperture, seconda ondata, Natale. E’ uscito di casa poche volte, per paura del contagio, del Covid. Ha ricevuto pochi abbracci e coccole, solo quelle dei genitori. Ora muove i primi passi, tra pochi giorni ci sarà il suo primo compleanno e ancora una volta ci saranno solo i suoi genitori. E mentre lui cresce, noi ci chiediamo come sarà il nostro futuro.

Addio a Nedo Fiano, che ai giovani raccontava la Shoah e diceva: “Vorrei arricchire il vostro cuore”.


Per quarant’anni è stato testimone della Shoah: ad Auschwitz tutta la sua famiglia venne sterminata. 

“Ancora oggi il campo di Auschwitz-Birkenau e’ come una belva feroce che mette paura, anche se morta.
Questa e’, in fondo, un’mmensa tomba vuota che non custodisce il corpo di nessuno, ma solo il ricordo silente e ostile di un passato ormai lontano, dei milioni di persone che, strappate alla famiglia e alla vita, sono state trascinate fin qui per morire nelle fiamme dei forni crematori”

 «Quando sono arrivate le leggi del ‘38 siamo rimasti sconvolti dal comportamento dei vicini: quelli che coabitavano nello stesso palazzo, nelle strade. Abbiamo visto la gente che si girava dall’altra parte o ci guardava come se non esistessimo. Qualcosa che accade al tuo vicino di casa, della porta accanto, con cui hai diviso giorni lieti e tristi, che hai invitato a casa, con cui hai fatto una gita fuori. E da un giorno all’altro il buio più completo, il silenzio più totale»

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/12/19/news/addio-a-nedo-fiano-voce-instancabile-della-memoria-della-shoah-1.39680146?fbclid=IwAR0KZ20e7izjzEu25T_eR1bbWc3iEx3nXZz8jeB_FQpvuRFCBDk72VSpfTo

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