Pubblicato in: CRONACA

Passo dopo passo, “correggiamo” il discorso di Salvini


Nella prima puntata (http://elnuevodia.altervista.org/analizzando-il-discorso-di-salvini-difficile-credere-quanto-ha-dichiarato/?doing_wp_cron=1425560040.0055489540100097656250 ) abbiamo cominciato ad analizzare il discorso di Matteo Salvini, tenutosi a Piazza del Popolo in Roma il 28 febbraio 2015. 10 scempiaggini le abbiamo demolite una dopo l’altra; il problema è che ce ne sono ancora molte altre da analizzare. Anzi, capita spesso che alcune le si dimentichi, oppure sei costretto ad evitarle per cercare di non allungare eccessivamente il brodo. Capita, ad esempio, che dal palco della Lega Nord formato #maiconsalvini / #casapound escano parole di sdegno riguardo la malasanità in Sicilia e, dunque, si chiedono le dimissioni del governatore Crocetta. Dunque, ti limiti a dimostrare che tristi episodi in ambito ospedaliero capitano anche nel ricco e ben governato (secondo la vox populi) Nord (basta leggere il paragrafo «Crocetta dovrebbe dimettersi dopo che una bambina è morta per mancanza di posti in ospedale» del precedente articolo: http://elnuevodia.altervista.org/analizzando-il-discorso-di-salvini-difficile-credere-quanto-ha-dichiarato/?doing_wp_cron=1425560040.0055489540100097656250 ), momenti in cui – guarda caso – il Salvini nazionale «si dimentica» di chiedere le dimissioni della classe dirigente regionale (forse perchè Lombardia e Veneto sono troppo preziose in termini di consenso). Dunque, capita che i lettori ad un certo punto ti scrivono e ti rammentano la clinica degli orrori di Milano (Per approfondire:http://archiviostorico.corriere.it/2000/giugno/10/Sedici_arresti_per_clinica_degli_co_0_0006109865.shtml ), dove si operava il più possibile – anche a costo di asportare organi sani ai pazienti – allo scopo di ingrassare i rimborsi della Regione ed i propri stipendi. Giustissimo ricordare ciò, ma è stato necessario inserirlo nella seconda puntata proprio per non stancare troppo gli occhi dei lettori.

Fatta questa doverosa premessa, torniamo ad analizzare il discorso di Matteo Salvini:

  • prima vengono i nostri disoccupati e poi i ROM: come già detto nella precedente puntata, la stragrande maggioranza dei ROM ha cittadinanza italiana. Dunque, la disoccupazione tocca entrambe le “categorie”;

  • Salvini parla della I° Guerra Mondiale, volta a difendere i confini nazionali; cita il “non passa lo straniero” della canzone del Piave; invita la nostra marina a salvare le vite e poi a riportarle a casa loro. Le citazioni storiche sono sempre un ghirigoro fantastico nei discorsi di piazza. In questo caso ci si è voluti proprio sbizzarrire: la battaglia del Piave del 23 giugno 1918 e il pezzo “non passa lo straniero” della relativa canzone. Obiettivo: dimostrare che una volta respingevamo gli stranieri. E’ una strumentalizzazione fantastica e ridicola. Facciamo una breve azione di revisionismo storico: il 23 giugno 1918 le armate italiane respingono quelle austro – ungariche, infliggendo al nemico notevoli perdite e sancendo, di fatto, la fine delle ambizioni dei due Imperi centrali. Il “non passa lo straniero” si riferisce soprattutto al fatto che, dopo la battaglia di Caporetto del 24 ottobre 1917, il nemico era riuscito a penetrare in territorio italiano occupandone stabilmente una parte. Da notare poi il grande cuore del leader della Lega Nord: la marina deve salvare le vite umane, ma poi deve riportarle da dove sono partite. In pillole: scappo dalla guerra, incontro i marinai italiani, mi salvano e poi – gentilmente, senza chiedere nulla in cambio – mi riportano sul campo di battaglia. Forse un 25 dicembre il Salvini subirà sulla sua pelle il Canto di Natale di Dickens, si spera;

  • alla marina dice: “non vi siete arruolati in marina per fare l’aiuto scafista”: i momenti in cui capisci che l’ignoranza del genere umano non ha limiti. Per l’ennesima volta bisogna ricordare l’operazione Mare Nostrum. Vi do due possibilità per conoscerla meglio: leggere sul seguente link http://elnuevodia.altervista.org/addio-mare-nostrum-grazie/ oppure accontentarsi di un semplice estratto del relativo post: «Mare Nostrum: progetto nato il 18 ottobre 2013 per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti. Ha una duplice missione: garantire la salvaguardia della vita in mare, assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti ». Mare Nostrum permise l’arresto di oltre 300 scafisti;

  • Salvini difende Stacchio, il benzinaio che ha ucciso dei delinquenti ed ora sotto indagine dalla Procura: a prima vista, lo scandalo sembra quello di una magistratura che indaga su chi ha sparato per legittima difesa. Non è proprio così: l’ordinamento italiano impone l’obbligo dell’azione penale. Dunque, la Procura non poteva fare a meno di avviare un’indagine. Inoltre, se il benzinaio è veramente innocente, non ci vorrà tanto per archiviare la sua posizione;

  • Io non ho nessun problema con la religione islamica, ma prima maturate (parla dei tagliagole), e poi fra qualche decennio ne riparleremo: invece qualche problema lo ha. Salvini fatica a comprendere che i taglia gole utilizzano l’Islam in modo strumentale, iniettandovi dei contenuti falsi. Senza parlarne troppo, mi limito a: 1) consigliare un libro: «Io sono Malala» di Malala Yousafzai, ragazzina musulmana premio nobel per la pace nel 2014 (già questo è strano: una presunta «taglia gole» che riceve un titolo prestigioso per la pace fra i popoli?); a condividere un pezza della Carta del Rojava: «Noi, popoli delle Regioni Autonome, ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica, per garantire a tutti di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica, la Carta riconosce l’integrità territoriale della Siria con l’auspicio di mantenere la pace al suo interno e a livello internazionale» (Rojava è la regione di Kobane, città simbolo della lotta contro l’ISIS a forte prevalenza musulmana).

Oggi fermiamoci qui, il lato positivo è che abbiamo superato la metà di quanto detto in quell’assurdo discorso. Appuntamento alla terza puntata.

Fonte: http://elnuevodia.altervista.org/passo-dopo-passo-correggiamo-il-discorso-di-salvini/

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