I fiori delle aiuole di Milano finiscono imprigionati in gabbie arrugginite.


Potrebbe essere un'immagine raffigurante fiore e attività all'aperto

Gli street artist Biancoshock e Francesco Garbelli hanno recentemente collaborato a un progetto: si tratta di “Apocalypse Trilogy”, una serie composta da tre installazioni accomunate dalla presenza degli stessi protagonisti, i fiori. Una trilogia che parla di temi legati all’era della globalizzazione, al consumismo e all’imminente disastro ambientale. Ogni installazione presenta scenari paradossali, come fiori obesi a causa dello stile di vita da fast food, fiori “coltivati” in gabbie dove crescono sovraffollati in una sorta di allevamento intensivo floreale o fiori nati in laboratorio, nutriti attraverso composizioni biochimiche sperimentali. L’installazione si configura come metafora di un certo modo, peraltro dominante, d’intendere l’economia: si continua a sostenere la causa di una crescita infinita, in netto contrasto con la corretta percezione del nostro pianeta e della sua natura, che è quella di un mondo finito.

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