Bersani, Grillo e il marziano che cade sulla terra


grillo-spiaggia-2Di Adriana Santacroce – Cosa capirebbe di quello che sta accadendo, dopo le elezioni, un marziano caduto improvvisamente sulla Terra? Probabilmente molto poco. Abbiamo già votato o stiamo per votare? Chi si professa più democratico degli altri, poi, lo è per davvero? Nulla di chiaro. Solo tanta confusione.

A partire da Beppe Grillo. Il suo successo è dipeso essenzialmente da tre fattori: l’utilizzo della democrazia diretta con il web, il disprezzo della casta e l’elogio dell’onestà (a volte a discapito della competenza) come qualità di partecipazione alla vita pubblica. Guardando, però, come si stanno svolgendo le cose,  il nostro amico noterebbe che il consenso ottenuto dal comico genovese ha diversi punti deboli. A partire dalla democrazia diretta. Come fa a funzionare in uno stato nazionale? Si chiederebbe l’alieno. Troppo complesse le questioni da affrontare, nei contenuti e nei modi. Come nella decisione più importante che il M5S deve prendere. Ovvero appoggiare o meno la proposta di Bersani. Beh, adesso voteranno sul web, si aspetterebbe il marziano. Come per il referendum sull’euro (e qui l’alieno si chiederebbe anche come farebbe chiunque, a digiuno di economia, a dare un giudizio basato solo sull’emotività su una cosa così complessa).Invece niente. Grillo e Casaleggio hanno già detto no. Anzi, sia uno sia l’altro hanno minacciato di andarsene in caso di alleanza con il Pd. A che serve, allora, sbandierare la web-democracy se poi alla resa dei conti non la si usa? Altro che leader della democrazia! Per il nostro amico Grillo sarebbe solo uno che dice una cosa e poi ne fa l’esatto contrario. Per non parlare della competenza. Dopo aver sbandierato, per mesi, che quello che contava era l’onestà, perché le presunte preparazioni dei politici precedenti ci hanno portato alla rovina, oggi Grillo cambia idea. Sul suo blog compare un annuncio in cui il Movimento cerca laureati, con determinate competenze, per specifiche mansioni in parlamento. Ma come? Si chiede il marziano.  Non doveva affidare il ministero delle finanze a una mamma di tre figli perché era capace di far quadrare un bilancio? Insomma,  l’alieno strabuzzerebbe gli occhi senza più capire chi deve occuparsi della cosa pubblica. Gli onesti? I competenti? Grillo e Casaleggio che dettano la linea senza neanche essere stati votati?  Niente, nebbia più totale. Meglio guardare in casa di altri. E le sue antenne si  rivolgerebbero al Pd.

Dove chi non ha ancora capito cosa dire, a chi dirlo e quando dirlo è il segretario del partito.

Dopo il modesto risultato elettorale del 24 febbraio,  Bersani sta ripetendo a mari e monti i suoi 8 punti per convincere Grillo e i suoi parlamentari a una intesa di governo. Bene. I risultati delle ultime elezioni hanno dimostrato che più il messaggio è semplice più è persuasivo. Maroni ha vinto in Lombardia ripetendo che avrebbe trattenuto il 75% delle tasse e Berlusconi ha recuperato 10 punti promettendo abolizione e restituzione dell’imu. Facile, no? Direbbe il nostro amico. Eppure lo schema degli otto punti di Bersani è ferraginoso e pieno di subordinate. Strano, direbbe il marziano. Mi sembra evidente che la gente ora vuole due cose: un piano per il lavoro e i tagli alla politica. Questa è l’emergenza. Il resto viene dopo. Vabbè, direbbe l’alieno. Forse pretendo troppo. Riconosciamo almeno lo sforzo di sintesi negli 8 punti. Ma ecco che arriva un altro nonsense. A cosa serve farlo adesso? Si chiederebbe il marziano, sempre più confuso.  Non avete già votato? Perché Bersani non ha comunicato con chiarezza gli 8 punti prima del voto invece che perdere tempo “a smacchiare il giaguaro”? Per di più il segretario Pd si rivolge ai suoi elettori, che in questa fase sono totalmente ininfluenti! Come durante la direzione nazionale, o con le mail che stanno arrivando a tutti gli elettori delle primarie. E l’alieno si chiederebbe: a che serve parlare con chi la pensa come te e per di più ha già votato?

Sconsolato,  il nostro amico lascerebbe il pianeta, troppo complesso per le sue antenne. Politici che fanno campagna elettorale tra chi già li vota e per di più dopo il voto, altri che dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. E ora qualcuno vorrebbe pure che governassero insieme,  direbbe, sornione, mentre la Terra si rimpicciolisce. Niente da fare, è troppo presto per un governo che sistemi le cose. Bisognerà votare ancora per avere un senso logico in quello che accade. E forse la prossima volta il nostro amico, se tornasse, capirebbe qualcosa in più.  (http://affaritaliani.libero.it/politica/adriana110313.html)

altaningovernabili

Una replica a “Bersani, Grillo e il marziano che cade sulla terra”

  1. l’incoerenza del M5S verrà fuori poco a poco.
    già la situazione con Grasso e Schifani ne è emblematica: definire “trappola” una semplice scelta come questa, discussioni di tre ore per un voto che dovrebbe esser ovvio, la dice lunga sul ragionamento politico del movimento e sulla fattibilità delle sue posizioni.
    quanto alla democraticità interna, non è altro che l’ennesima riprova.

    sugli 8 punti, direi soltanto che un programma ancora più ridotto e striminzito sarebbe poco utile… un governo ha il dovere di gestire e portare avanti politiche molteplici.
    inoltre, non direi che il messaggio di Bersani è rivolto solo ai suoi elettori….

    più che senso logico dovremmo avere tanta comprensione per l’irrazionale.

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