1° maggio: quelli che non festeggiano il morto…


1maggioQuesto 1° maggio, Festa del Lavoro (che non c’è), vorrei dedicarlo a tutti coloro che un lavoro non ce l’hanno ma anche a coloro che un lavoro ce l’hanno ed oggi lavorano. Nel primo caso, la dedica è doverosa e forse bisognerebbe interrogarsi se valga la pena festeggiare il morto (il lavoro); la trovo una forma di mancanza di rispetto nei confronti di questa gente. Nel secondo caso la dedica è rivolta a tutti coloro che lavorano senza contratti, ovvero senza diritti, ovvero senza ferie pagate, ovvero senza Feste del Lavoro da poter festeggiare. Gran parte di coloro che oggi lavorano rientrano in questa seconda categoria.
Gio’ Chianta

2 risposte a “1° maggio: quelli che non festeggiano il morto…”

  1. condivido in toto, per 15 anni ho sempre lavorato il 1 maggio senza uno straccio di tutela, ora da due anni non lavoro, è come se fosse domenica, ma non certo la festa del lavoro, qualcosa che una volta era considerato un valore pari alla dignità delle persone e oggi è bistrattato ovunque…in un paese dove anche se te lo inventi, il lavoro, ti viene in qualche modo tolto

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    • non credo si possa perdere così d’un sol tratto la fiducia nel domani di colpo, e lo dice una persona grande che ha deciso di mettersi a studiare seriamente , ma ho dietro una psicoterapia ho dovuto lavorare duramente su me stesso , e per un anno ho anche svolto servizio civile per lo Stato.

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