bau bau Casapau


Nella città dove lavoro ci devono essere almeno uno o due gruppi di neofascisti particolarmente attivi.

Da svariati mesi, infatti, vedo un proliferare di manifesti propagandistici, elettorali, di incontri e convegni, commemorativi e striscioni politici con caratteri di formato e stampo del ventennio.
Molti portano il logo di Casa Pound (il cui solo nome mi da i conati di vomito), altri -gli ultimi- una semplice croce celtica. Semplice ma efficace.

Ora, mi piacerebbe davvero sapere con quali soldi si pagano tutti questi manifesti, che -vi assicuro- per coprire così capilarmente una città da circa 100.000 abitanti, devono essere tantini. Avendo appeso io stesso qualche manifesto, ho una vaga idea del costo di progettazione, disegno e stampa. Oltreché del lavoro fisico per andare di persona ad attaccarli.
Quindi, la domanda mi viene naturale: con quanti e quali soldi Casa Pound & co. paga queste migliaia di poster?
Vorrei proprio saperlo, perché mi pare difficile immaginare che gli aderenti -per quanto numerosi essi siano- facciano costanti volontarie donazioni a tal fine.
Oppure hanno qualche generoso finanziatore? Oppure…
Eppoi, quanti sono per andare con tale frequenza ad appenderli?
Concediamo pure che i fascisti abbiano un senso del dovere e di dedizione più accentuato dei “comuni cittadini”, ma davvero arriva a tal punto?

Ma, aldilà della mia personale curiosità, quello che profondamente mi irrita è l’occupazione selvaggia dello spazio pubblico che questi fascisti fanno.
Potrei anche capire un paio di poster qui e là sui muri o sui pilastri dei cavalcavia… non mi piacerebbe, ma lo capirei.
Quello che già faccio più fatica a capire ed accettare è quando tale “attacchinaggio” ricopra metri e metri quadrati con decine di manifesti in sequenza.
Questo, francamente mi sembra eccessivo.
Ma quello che veramente, veramente, mi irrita è vedere questi manifesti o locandine appesi anche alle fermate dei bus.
Intendiamoci, quando dico “appesi” non intendo con un pezzo di nastro adesivo (questo, lo riconosco, l’ho fatto anche io): intendo letteralmente incollati con la colla da manifesti, che oscura i vetri della fermata e li lascia potenzialmente attaccati per mesi. Obbligando quindi gli impiegati preposti a passare, pulire e staccarli.

Non ho dubbi che nella loro, distorta e malata, ideologia sia una specie di “dovere” quello di far propaganda in questo modo violento e selvaggio, irrispettoso del decoro urbano e delle idee altrui.
Ma questo non li giustifica minimante.

Così, quando ieri passando davanti l’ennesima sfilza di manifesti dedicati a due camerati caduti negli anni ’70 vi ho letto sopra un “merde” opera di qualche writer o attivista di sinistra, ammetto di non aver provato alcuna pietà per i morti commemorati.
Probabilmente sbaglio io, che pietà per i morti si dovrebbe sempre averla, come recitava John Donne. Ma non ne ho avuta.

Per chi fosse interessato al finanziamento (secondo alcuni “totalmente spontaneo”…) di Casa Pound, copio qui l’articolo del Huffington Post gentilmente segnalato da ammennicolidipensiero, che ringrazio, secondo il quale Casa Pound ha illegittimamente e tramite escamotages usufruito del 5 per mille:

http://www.huffingtonpost.it/2013/05/16/casapound-fascisti-del-5x1000_n_3284635.html

Cito dall’articolo: “sfogliando gli elenchi del volontariato che attinge a questi soldi pubblici, proprio non ti aspetteresti d’incappare cinque-mille-casapound-238831_tnin CasaPound. Pregiudizio vuole, d’altronde, che parlando di organizzazioni di utilità sociale il pensiero corra più facilmente al mondo dell’associazionismo, della ricerca o della spiritualità, che a un gruppo dell’estrema destra italiana (per quanto sociale). E in effetti “CasaPound Italia”, nelle oltre ottocento pagine delle liste del 5 per mille, formalmente non ce la trovi, neppure a cercarla con il lanternino: né scritta con la “u” italiana, né con la “v” latina. Ciò che vedi, piuttosto, è una società cooperativa onlus a responsabilità limitata: “L’isola delle tartarughe”. Nome che – per chi non ha familiarità con la testuggine ottagonale del logo casapoundiano – potrebbe sembrare soltanto una delle innumerevoli associazioni animaliste dedicate al panda di turno.
Allora che cos’è veramente, questa mitica Isola delle Tartarughe? Il cosiddetto codice “Ateco” con cui è registrata (93299) indica “altre attività di intrattenimento e di divertimento”. Cioè nello specifico: sagre, mostre, animazione di feste e villaggi, ludoteche, marionette, fuochi d’artificio e stand di tiro a segno. Ma sfogliando un’aggiornata visura camerale, l’oggetto sociale della cooperativa lievita alla lunghezza monstre di sei pagine. Per prendersi cura degli emarginati – dagli ex degenti di istituti psichiatrici ai tossicodipendenti – i mezzi sono infiniti: dalla raccolta differenziata alla tutela delle arti, dalla consegna pacchi alla vendita di pezzi di ricambio per auto. Tutto ciò, con due (2) dipendenti.
Non è chiaro che cosa c’entri questo con CasaPound Italia. Sul sito, se cerchi le parole “isola delle tartarughe”, ti si risponde pacatamente: “Nessun post corrispondente alla query”. Il legame però salta facilmente agli occhi: in apertura della loro homepage campeggia a caratteri cubitali la scritta “5×1000 A CASAPOUND”, e il codice fiscale riportato in bella vista sotto la scritta – cioè 09301381001 – non lascia spazio a dubbi: è quello dell’Isola delle tartarughe (del resto neanche per una tartaruga un codice fiscale può fare riferimento a due soggetti diversi).

Ulteriore nota, un pò personale, un pò di colore: dopo la pubblicazione iniziale di questo post nel mio blog, qualche commentatore (ben protetto dall’anonimato offerto da internet) “fascistoide” è passato ha lasciare il suo gentile contributo, commentando.
“Commenti” di enorme spessore intellettuale direi, utili soltanto a cercare di sminuire quanto scritto con lapidari e vuoti giudizi. Un interessante bau bau a sottolineare la propria virile e minacciosa musculatura, privo di contenuto come solo i bau bau sanno essere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: