Pubblicato in: DOSSIER, economia, INGIUSTIZIE, LAVORO, MALAFFARE, politica, sociale, società

La casta politica ci costa 24,7 miliardi di euro all’anno


Vi piacerebbe possedere un’auto che brucia benzina e consuma olio e pneumatici anche quando è parcheggiata? No, probabilmente no.  Se poi, quando mettiamo in moto la macchina, questa non si muove o va avanti a tre cilindri (nella migliore delle ipotesi) è facile incominciare a pensare pensare che si è vittime di una grossa fregatura.

Eppure, che vi piaccia o no, è proprio quello che succede a tutti noi in Italia. In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che vivono di politica. Su quasi 23 milioni di occupati in Italia, il 6% trae il proprio sostentamento da attività politiche o “dall’indotto”, per utilizzare impropriamente un termine industriale.

E quanto costa l’ambaradan? Quasi 20 miliardi di euro all’anno, l’importo di un’importante manovra finanziaria, praticamente quanto si spende per mantenere esercito, marina e aviazione messe insieme in un anno,  l’equivalente di un punto di PIL. Clamoroso. I numeri, già di per se’ impressionanti, diventano inaccettabili quando li si parametrizza al prodotto di questa “industria” in termini di programmazione, innovazione della società e progresso sociale.

I dati shock non vengono da un’organizzazione anarchica o da un’inchiesta giornalistica, ma da uno studio del sindacato UIL (l’originale è a questo link),. Un’organizzazione organica al sistema e che, probabilmente, ha stimato per difetto le sue valutazioni,  anche tenendo conto del fatto che nel rapporto (stranamente) non si parla di sindacati i quali contano decine di migliaia di addetti a tempo pieno che,ovviamente, gravano sul sistema.

Di seguito potete leggere il rapporto, così quando vi mangerete il fegato lo farete sulla base di dati di fatto e non solo sul sentito dire. Buona lettura.

Secondo le nostre stime, sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica. Un esercito composto da oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali; 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali; 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali.

A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole Città Capoluogo); 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.

Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un “sovrabbondante” sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di euro. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le Addizionali locali), pari a 646 euro medi annui per contribuente.

Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri) secondo il Bilancio preventivo dello Stato, quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro (82 euro medi per contribuente). Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro (85 euro medi per contribuente). Per il funzionamento della Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, per il 2011, sono previste spese per quasi 2 miliardi di euro. Per il funzionamento della Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, nel Bilancio dello Stato sono stati stanziati 529 milioni di euro. Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, per il 2011, sono previste spese per 477 milioni di euro. I costi per l’indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro) ammontano nel 2011 a 226 milioni di euro. Nel 2010 il solo costo per il funzionamento dei Consigli e Giunte Regionali è stato di circa 1,2 miliardi di euro, pari al 14,1% del gettito derivante dall’Addizionale Regionale IRPEF.

Per le Province il costo per il funzionamento dei rispettivi Consigli e Giunte, come si ricava dai certificati consuntivi del 2008 (ultimo dato omogeneo pubblicato dal sito del Ministero degli Interni) è stato di circa 455 milioni di euro.

Per i Comuni, comprese le Comunità Montane e le Unioni dei Comuni, nel 2008 (vale lo stesso discorso delle Province) il costo per il funzionamento delle Giunte e Consigli è stato di oltre 1,6 miliardi di euro, che equivale al 55,8% del gettito delle Addizionali Comunali IRPEF. Per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e varie commissioni la spesa nel 2009 è stata di 3 miliardi di euro.

Per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ed Enti, locali e nazionali, si sono spesi nel 2010 2,5 miliardi di euro. I costi di gestione del parco auto della Pubblica Amministrazione (auto blu e grigie), secondo una stima molto prudente, ammontano a circa 4,4 miliardi di euro l’anno.

Il costo per la direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere è di oltre 350 milioni di euro; mentre il costo dei Consigli di Amministrazione degli Ater/Aler è di circa 40 milioni di euro. I costi per il personale contrattualizzato, di nomina politica, per le Segreterie di Presidenti, Sindaci e Assessori, secondo nostre stime, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno.

Fin qui i costi diretti e indiretti della politica per un importo – come già sopra precisato – pari a 18,3 miliardi di euro.

Si possono, inoltre, ottenere risparmi di spesa, quantificabili in almeno 6,4 miliardi di euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere efficiente il nostro sistema istituzionale. Basti pensare, ad esempio, che se le Province si limitassero a spendere risorse, soltanto per i propri compiti attribuiti dalla Legge, il risparmio sarebbe quantificabile in 1,2 miliardi di euro annui.

Inoltre, se si accorpassero gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, il risparmio ammonterebbe a circa 3,2 miliardi di euro. Senza contare che con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare 1,5 miliardi di euro.

Oltre 500 milioni di euro l’anno potrebbero arrivare da una razionalizzazione del funzionamento dello Stato centrale e degli uffici periferici, anche a seguito del decentramento amministrativo avvenuto in questi anni (come nel caso dei Ministeri del Turismo, dei Giovani, degli Affari regionali e di vari dipartimenti affidati a diversi sottosegretari).

È del tutto evidente che sarebbe impossibile una riduzione tout court dei costi analizzati. Riteniamo, tuttavia, che senza ridurre minimamente il servizio ai cittadini e senza intaccare i processi democratici, alla base delle Istituzioni, si possa determinare una riduzione del 20% dei costi diretti e indiretti della politica (18,3 miliardi di euro). Si potrebbero così ottenere 3,7 miliardi di euro a cui aggiungere i risparmi per l’efficientamento delle Istituzioni pubbliche (6,4 miliardi di euro). Si tratterebbe complessivamente di 10,1 miliardi di euro l’anno a disposizione per politiche fiscali e/o sociali a vantaggio di tutti i cittadini. È significativo sottolineare che questa cifra sarebbe sufficiente per azzerare del tutto le addizionali regionali e comunali Irpef.

Se poi questa cifra dovesse essere dirottata esclusivamente a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati si potrebbe, ad esempio, ottenere una permanente detassazione della tredicesima con un vantaggio economico pari a circa 400 euro in busta paga.

Costi Della Politica: Le Tabelle


Numero Parlamentari, Ministri, Sottosegretari, Presidenti Di Regione E Provincia, Sindaci, Consiglieri E Assessori Regionali, Provinciali, Comunali

ENTI NUMERO
PARLAMENTO- GOVERNO* 1.032
REGIONI 1.366
PROVINCE 4.258
COMUNI 138.619
TOTALE ORGANI ELETTIVI 145.275

Elaborazione uil su dati tratti dai siti istituzionali

(*)  nel numero sono compresi i parlamentari nazionali, europei e i ministri e sottosegretari non parlamentari.

Costi di funzionamento per organi costituzionali, presidenza del consiglio dei ministri, uffici politici dei ministeri, giunte e consigli di regioni, province e comuni


    COSTI DI COSTO PRO
  ENTI CAPITE PER
  FUNZIONAMENTO
    CONTRIBUENTE
     
  ORGANI COSTITUZIONALI* 1.984.012.190 50
  ORGANI A RILEVANZA COSTITUZIONALE 529.418.440 13
  PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI** 476.756.556 12
  UFFICI DI DIRETTA COLLABORAZIONE DEI MINISTRI 226.122.126 7
  TOTALE AMMINISTRAZIONI CENTRALI*** 3.216.309.312 82
  REGIONI**** 1.173.447.315 30
  PROVINCE***** 454.818.007 12
  COMUNI***** 1.660.273.352 43
  TOTALE AUTONOMIE TERRITORIALI 3.288.538.674 85
  TOTALE GENERALE 6.504.847.986 167
   

Elaborazione uil sul bilancio preventivo dello stato anno 2011

*nei costi sono compresi anche i rimborsi elettorali ai partiti
**nei costi non sono compresi i trasferimenti per il turismo, pari opportunità, famiglia, comunicazione e affari regionali e protezione civile****elaborazione uil sui bilanci preventivi 2010
****elaborazione uil su certificati consuntivi 2008 (ultimi dati disponibili del ministero interno) 

Numero e spese per incarichi e consulenze, numero componenti consigli di amministrazione di Societa’ partecipate e costi di funzionamento organi

  ENTI NUMERO COSTI DI COSTO PRO CAPITE
  FUNZIONAMENTO PER CONTRIBUENTE
     
  CdA DI ENTI SOCIETA’ 24.310 2.471.300.000  
  PUBBLICHE 63
     
  INCARICHI E CONSULENZE** 317.693 3.072.445.000 78
  TOTALE GENERALE 342.003 5.543.745.000 141
Elaborazione uil sul bilancio preventivo dello stato anno 2011
*i costi per il funzionamento dei cda, sono una stima uil e tengono conto, oltre che dei compensi per gli amministratori, anche dei gettoni di presenza, spese il funzionamento degli organi, spese di missione, rappresentanza ecc. 

**le consulenze sono riferite al 2009

Regioni: Spese Di Funzionamento Di Giunte E Consigli (Anno 2009- 2010).

  SPESE FUNZIONAMENTO CONSIGLI E GIUNTE  
      DIFFERENZA   DIFFERENZA
REGIONI     2009-2010  
ANNO 2009 ANNO 2010   2009-2010 IN
  VALORI  
        %
      ASSOLUTI  
         
V. D’AOSTA 16.398.240 17.215.000 816.760   5,0
PIEMONTE 56.252.552 64.900.000 8.647.448   15,4
LOMBARDIA* 73.775.740 73.825.740 50.000   0,1
TRENTO 14.215.500 15.644.940 1.429.440   10,1
BOLZANO 15.600.000 12.400.000 – 3.200.000   -20,5
VENETO 67.885.547 70.525.547 2.640.000   3,9
FRIULI V.G. 24.354.000 25.579.000 1.225.000   5,0
LIGURIA 37.574.800 39.684.348 2.109.548   5,6
EMILIA R. 36.332.820 37.884.000 1.551.180   4,3
TOSCANA 77.098.652 84.856.234 7.757.582   10,1
UMBRIA 21.305.807 21.305.807 0   0
MARCHE 20.937.612 22.700.000 1.762.388   8,4
LAZIO 99.888.561 128.329.204 28.440.643   28,5
ABRUZZO 25.785.705 28.385.000 2.599.295   10,1
MOLISE 29.758.905 30.661.114 902.209   3,0
CAMPANIA 88.134.900 88.617.000 482.100   0,5
PUGLIA 44.013.211 40.930.000 – 3.083.211   -7,0
BASILICATA 23.159.313 22.884.381 – 274.932   -1,2
CALABRIA* 79.320.000 84.570.000 5.250.000   6,6
SICILIA 157.152.890 158.350.000 1.197.110   0,8
SARDEGNA 102.847.000 104.200.000 1.353.000   1,3
TOTALE 1.111.791.755 1.173.447.315 61.655.560   5,5

Elaborazione UIL su bilancio di previsione

Regioni: Numero Rappresentanti Organi Elettivi

      NUMERO NUMERO
    NUMERO COMPONENTI
  REGIONI COMMISSIONI
  CONSIGLIERI GIUNTA
    CONSILIARI
      REGIONALE
       
  V. D’AOSTA 36 9 6
  PIEMONTE 60 13 10
  LOMBARDIA* 80 17 8
  TRENTO 35 9 5
  BOLZANO 35 9 9
  VENETO 60 13 8
  FRIULI V.G. 59 11 6
  LIGURIA 40 13 8
  EMILIA R. 50 14 6
  TOSCANA 55 11 11
  UMBRIA 31 9 5
  MARCHE 43 11 7
  LAZIO 70 15 20
  ABRUZZO 45 10 7
  MOLISE 30 9 13
  CAMPANIA 61 13 12
  PUGLIA 80 15 7
  BASILICATA 30 7 5
  CALABRIA* 50 12 9
  SICILIA 90 13 13
  SARDEGNA 80 13 8
  TOTALE 1.120 246** Media 9
  Media 53 12 /
  Elaborazione UIL su dati tratti dai siti delle Regioni  

Numero Rappresentanti Organi Elettivi Degli Enti Territoriali

ENTE GIUNTE CONSIGLI TOTALE
PROVINCE* 3.218 1.040 4.258
COMUNI** 39.644 98.975 138.619
TOTALE 43.108 101.135 144.243
Elaborazione uil su dati tratti dai siti istituzionali
*2 province sono commissariate
**186 comuni sono commissariati, tra cui 2 città capoluogo di provincia

Autore:

napoletano verace :)

20 pensieri riguardo “La casta politica ci costa 24,7 miliardi di euro all’anno

  1. Il referendum e` certamente la via giusta: dimezzare il tutto a meta` sia il numero di parlamentari eletti, sia le amministrazioni. Raggruppare gli enti a due e tre, ma soprattutto tagliare a meta` le pensioni di tutti i vecchi parlamentari e ex funzionari mettendo un massimo di 5,000.euro al mese
    E lasciateli gridare all’ingiustizia!! Dopo tutto sono loro gli autori del caos finanziario Italiano.

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    1. Mi piace e sono quasi d’accordo. Ma Io ai parlamentari e dipendenti pubblici di ogni grado che abbiano commesso reati contro la pubblica amministrazione ( i ladroni) confischerei tutto il loro patrimonio e li manerei in affitto in casa popolare con un vitalizio di soli 550,00 euro al mese e vedremo poi se si lamentano anche loro che nel giro di 50 anni ci hanno resi miserabili. Basta cosi?????

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  2. Comunque vorrei aggiungere (soprattutto per i leghisti) che l’articolo riguarda anche la lega nord e non e’ questione di roma ladrona..in 10 anni la lega e’ stato al governo per 8 e non e’ stata fatta una sola riduzione della spesa politica. Anzi….

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  3. Guardate la mia non è una replica ma credo che se simo in democrazia, e i parlamentari non hanno mai fatto niente di democratico, non trovo semplicemente giusto che io devo prendere netti circa 1000 euro, loro circa 10.000, quindi dimezzare significa che ne prendono 5000, secondo me bisognerebbe ridurre questi stipendi del 85/90% così lo trovo equo, non vedo che meriti ci sono per prendere tutti questi soldi. E questa è solo la punta dell’iceberg ci sono altre cose da rettificare!!!
    Per esempio l’eliminazione delle provincie, che non servono a nulla.
    L’abolizione delle polizze assicurative su i furti fittizi che avvengono in parlamento, polizze che paghiamo noi.
    Ribellati Italia!!!

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    1. Ci sarebbe da dire che anche se levi le province comunque gli stipendi li devi pagare (perche il personale verra spostato in altri settori). Probabilmente bisogna analizzare e snellire,riformare la pubblica amministrazione. Totale trasparenza dei costi,dei consigli comunali,regionali,provinciali. Le cariche politiche devono essere a termine. Eliminare il porcellum e dobbiamo scegliere i candidati. Penso che bisogna arrivare a fare proposte.

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  4. Si comincia su tutti i portali dei politici, Facebook, twitter, blogs, emails.Inviare messaggi:
    Io lavoro e guadagno 1000.00 Euro, nessuno mi fornisce macchina o spese o assistenti.
    Tu coasa fai per me che meriti un salario di 10,000.00++++euro?
    C’e` un disonesto tra me e te? Che ne penzi?
    Dormi con la coscienza in pace pensando a tanti costituenti ridotti in miseria, in poverta?
    ………
    ……….
    ……….

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  5. Sono totalmente deluso da questi “LADRI”. Vorrei porre un quesito ai nostri parlamentari e
    a tutti coloro che vivono di politica: Volete veramente salvare l’Italia? Date un esempio serio riducendovi lo stipendio e tutti i privilegi che avete, guadagnando come
    un impiegato statale e cioè 1500 € al mese!!!
    Così facendo meritereste la stima di tutto il popolo Italiano, ma ho seri dubbi in merito alla vostra serietà da pagliaccio del circo Orfei, circondato da nani e ballerine… letteralmente!

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    1. i loro privilegi sono una vergogna . ma non consideriamo solo gli stipendi… sul sito http://www.rivoluzione2013.blogspot.it articolo ( ma quanto costa la politica italiana? differenza con i politici del mondo ) vedi la differenza su tutto……. c’e lo scontrino di un loro pranzo ….. ( allucinante ) e le spese incredibili come le arance circa 8000 euro e 100000 euro per i caffe………. fa paura guardalo

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  6. Pingback: Anonimo
  7. Un esempio per moralizzare la politica, sarebbe quella di prendere come esempio il reddito dichiarato l’anno prima di entrare in politica, e di raddoppiarlo, poi eliminando tutti le cose accessorie che sono dei privilegi, in questo modo dovrebbero essere contenti sia i deputati nazionali che regionali, perchè entrando a far politica gli viene raddoppiato lo stipendio!

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  8. Ecco perche bisogna votare M5S. GRILLO e compagni manderanno tutti a casa. Foss’anche uno di questi sciacalli dovesse rimanere al suo attuale posto, sarebbe già troppo. Spero che gli assenteisti capiscano che il loro” non voto” ci condannerebbe ancora per 5 anni a tutti gli abusi di cui sopra. Abbiamo quasi tre milioni di persone senza lavoro.Dobbiamo spezzare questa catena del ricco sempre più ricco e del disoccupato sempre più povero. E ora di dire basta a questa casta ladrona.Non agire vuol dire disinteressarsi del propio figlio,del propio padre,della propia famiglia,BERBACCO! Dobbiamo veramente scendere nelle piazze e fare di tutt’erba un fascio??? NO ! Andiamo tutti a votare,poi cominciamo a dare calci nel sedere del politico fannullone. SALV CICIULLA

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